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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Software ]]></title>
                <link>https://www.techradar.com/computing/software</link>
        <description><![CDATA[ All the latest software content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Thu, 29 Jan 2026 14:40:33 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ Per Zuckerberg è "Difficile immaginare" un futuro senza occhiali IA, ma il metaverso non sembra essere d'accordo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Mark Zuckerberg ha esaltato le potenzialità degli occhiali IA durante l'ultima conference call sui risultati finanziari di Meta.</strong></li><li><strong>Le vendite dei modelli Meta sono triplicate nell'ultimo anno.</strong></li><li><strong>Tuttavia, la divisione di Meta dedicata al metaverso sta registrando perdite significative.</strong></li></ul><p>Non c'è dubbio che i migliori smart glasses attuali siano superiori a qualsiasi modello precedente, eppure non sono ancora diventati un prodotto di massa. Si tratta di un salto che Mark Zuckerberg, numero uno di Meta, è convinto avverrà in futuro, nonostante la sua divisione dedicata al metaverso abbia registrato una pesante perdita di 6 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre finanziario.</p><p>Intervenendo durante la conference call sugli utili (riportata da TechCrunch), Zuckerberg ha dichiarato ufficialmente che "è difficile immaginare, tra diversi anni, un mondo in cui la maggior parte degli occhiali indossati dalle persone non siano occhiali IA", paragonando la rivoluzione dei wearable che intravede al passaggio dai classici telefoni a conchiglia agli smartphone.</p><p>Zuckerberg ha evidenziato come miliardi di persone in tutto il mondo utilizzino occhiali o lenti a contatto per correggere la vista, rappresentando un enorme bacino di potenziali clienti. Ha inoltre aggiunto che le vendite degli smart glasses di Meta (inclusi i Ray-Ban Meta di seconda generazione) sono triplicate nell'ultimo anno.</p><p>L'interesse da parte dei produttori tech è certamente elevato: Google e Samsung hanno i propri modelli in fase di sviluppo, con quest'ultima che ha confermato separatamente il lancio dei suoi attesi occhiali AR entro la fine dell'anno.</p><p>Si vocifera che anche Apple stia lavorando a un proprio paio di occhiali, mentre all'inizio di questa settimana Snap, lo sviluppatore di Snapchat, ha annunciato la nascita di una nuova filiale chiamata Specs per dare impulso ai suoi futuri prodotti nel settore degli smart glasses.</p><h2 id="nel-frattempo-nel-metaverso">Nel frattempo, nel metaverso...</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:59.79%;"><img id="sK3NVpFkkt8wtUS8gFidBE" name="837x-Thumb.jpg" alt="837X in Decentraland" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sK3NVpFkkt8wtUS8gFidBE.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1148" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Taking a tour through the metaverse </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/per-zuckerberg-e-difficile-immaginare-un-futuro-senza-occhiali-ia-ma-il-metaverso-non-sembra-essere-daccordo</link>
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                            <![CDATA[ Il numero uno di Meta, Mark Zuckerberg, afferma che il futuro degli smart glasses basati sull'intelligenza artificiale è radioso, ma il metaverso continua a non dare segnali di vita. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Mark Zuckerberg smiling as he wears the Ray-Ban Meta smart glasses.]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Mark Zuckerberg ha esaltato le potenzialità degli occhiali IA durante l'ultima conference call sui risultati finanziari di Meta.</strong></li><li><strong>Le vendite dei modelli Meta sono triplicate nell'ultimo anno.</strong></li><li><strong>Tuttavia, la divisione di Meta dedicata al metaverso sta registrando perdite significative.</strong></li></ul><p>Non c'è dubbio che i migliori smart glasses attuali siano superiori a qualsiasi modello precedente, eppure non sono ancora diventati un prodotto di massa. Si tratta di un salto che Mark Zuckerberg, numero uno di Meta, è convinto avverrà in futuro, nonostante la sua divisione dedicata al metaverso abbia registrato una pesante perdita di 6 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre finanziario.</p><p>Intervenendo durante la conference call sugli utili (riportata da TechCrunch), Zuckerberg ha dichiarato ufficialmente che "è difficile immaginare, tra diversi anni, un mondo in cui la maggior parte degli occhiali indossati dalle persone non siano occhiali IA", paragonando la rivoluzione dei wearable che intravede al passaggio dai classici telefoni a conchiglia agli smartphone.</p><p>Zuckerberg ha evidenziato come miliardi di persone in tutto il mondo utilizzino occhiali o lenti a contatto per correggere la vista, rappresentando un enorme bacino di potenziali clienti. Ha inoltre aggiunto che le vendite degli smart glasses di Meta (inclusi i Ray-Ban Meta di seconda generazione) sono triplicate nell'ultimo anno.</p><p>L'interesse da parte dei produttori tech è certamente elevato: Google e Samsung hanno i propri modelli in fase di sviluppo, con quest'ultima che ha confermato separatamente il lancio dei suoi attesi occhiali AR entro la fine dell'anno.</p><p>Si vocifera che anche Apple stia lavorando a un proprio paio di occhiali, mentre all'inizio di questa settimana Snap, lo sviluppatore di Snapchat, ha annunciato la nascita di una nuova filiale chiamata Specs per dare impulso ai suoi futuri prodotti nel settore degli smart glasses.</p><h2 id="nel-frattempo-nel-metaverso">Nel frattempo, nel metaverso...</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:59.79%;"><img id="sK3NVpFkkt8wtUS8gFidBE" name="837x-Thumb.jpg" alt="837X in Decentraland" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sK3NVpFkkt8wtUS8gFidBE.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1148" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Taking a tour through the metaverse </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Xreal ha appena risolto con un aggiornamento gratuito il più grande problema dei suoi occhiali XR ]]></title>
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L'aspetto migliore è che funziona con qualsiasi app e sistema, poiché il processo non grava su smartphone, laptop o console: sono i componenti hardware degli Xreal a gestire interamente l'elaborazione 3D.</p><p>Ho iniziato testando il mio smartphone ancora prima di avviare le app e ho potuto constatare l'efficacia di Real 3D: lo sfondo del telefono — una foto che ho scattato alla mia fidanzata a Pompei — ha acquisito un effetto stereoscopico, così come le icone delle applicazioni, che sembravano fluttuare sopra la schermata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1080px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.98%;"><img id="nsNmwK38PtLXH85XpRSzcY" name="beta-testers-impressions-and-review-xreal-real-3d-real-time-v0-mhxybzde93dg1" alt="An image showing how Xreal Real 3D works" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nsNmwK38PtLXH85XpRSzcY.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1080" height="637" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Xreal)</span></figcaption></figure><p>Passando ai video, ho testato sia alcuni progetti d'animazione — <em>Eyes of Wakanda</em> e <em>Phineas e Ferb</em> — sia contenuti live-action, come <em>Rogue One</em> e l'ultimo video on-demand di uno streamer su YouTube.</p><p>L'animazione 2D è il campo in cui questa tecnologia brilla maggiormente. I bordi degli oggetti, essendo meglio definiti, sembrano aiutare il software a distinguere i vari elementi con più precisione; in <em>Rogue One</em>, al contrario, si notavano occasionali distorsioni lungo i contorni e alcuni livelli venivano sovrapposti in modo errato.</p><p><em>Eyes of Wakanda</em>, caratterizzato da uno stile d'animazione 3D più complesso, si è posizionato nel mezzo. Il risultato è stato per lo più ottimo, ma a volte si sono verificati errori evidenti nel rendering degli occhiali. In ogni caso, ho trovato Real 3D generalmente impressionante e continuerò sicuramente a utilizzarlo.</p><p>È possibile regolare l'intensità dell'effetto stereoscopico nelle impostazioni degli occhiali. Si possono ridurre le imperfezioni a scapito della profondità del 3D, oppure rendere l'effetto molto più marcato, accettando però il rischio che il sistema fatichi maggiormente nelle scene più articolate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wv6XHMmyt9WBrVnYjpY5gU" name="Xreal-1S-lance-play-with-Lenovo-Legion" alt="Xreal 1S" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wv6XHMmyt9WBrVnYjpY5gU.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">You can play games in 3D too </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Conclusi i test video, sono passato al mio Asus ROG Ally X per avviare <em>Sekiro</em> e <em>The Binding of Isaac</em>. Proprio come accaduto con le serie TV, lo stile 2D più essenziale di <em>Isaac</em> ha permesso di ottenere un effetto 3D eccellente con maggiore facilità, mentre <em>Sekiro</em> ha mostrato talvolta il fianco a qualche difficoltà.</p><p>Le criticità riscontrate in <em>Sekiro</em> sono state influenzate anche da alcuni cali prestazionali evidenti — come un framerate più basso e un leggero input lag — che hanno reso un po' più complicata l'esecuzione del suo gameplay basato sulla precisione.</p><h2 id="esattamente-cio-che-serve-al-xr">Esattamente ciò che serve al XR</h2><p>Tutto questo per dire che Real 3D è uno strumento davvero impressionante, sebbene ancora in fase di perfezionamento, come già riscontrato dal mio collega Lance Ulanoff durante la prova degli Xreal 1S. Nonostante qualche sporadica sbavatura, ho adorato utilizzarlo e sono entusiasta di vedere come Xreal farà evolvere questa tecnologia nel tempo.</p><p>Ricordo di aver chiacchierato con il loro team durante un evento di un paio di anni fa, dove lamentavamo la mancanza di contenuti 3D accessibili per l'hardware XR. All'epoca, fatta eccezione per Disney Plus su Apple Vision Pro, non era affatto semplice acquistare o noleggiare un film in 3D.</p><p>Come sottolineato da un altro partecipante alla conversazione, la verità taciuta è che, per ottenere contenuti 3D per i propri occhiali, bisognava spesso ricorrere alla pirateria.</p><p>Questa situazione è ovviamente tutt'altro che ideale, specialmente per un mezzo come l'XR, che è perfettamente posizionato per sfruttare i contenuti stereoscopici. Per questo motivo, sono entusiasta che Xreal abbia preso l'iniziativa con Real 3D, decidendo di portare forzatamente i contenuti tridimensionali sulla propria piattaforma mentre i produttori di contenuti continuano a prendere tempo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="hu8aqJQNMgfQJHBEGqNu5U" name="Xreal One Pro" alt="The Xreal One Pro smart glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hu8aqJQNMgfQJHBEGqNu5U.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4592" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Anotehr Xreal upgrade </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Hamish Hector)</span></figcaption></figure><p>È sicuramente un’altra freccia nell’arco già ben fornito degli occhiali Xreal e sono certo che, con il tempo, Real 3D non potrà che migliorare. Ora la palla passa ai concorrenti: Viture offre qualcosa di simile, ma richiede l’installazione di un’app sul dispositivo, mentre molti altri occhiali non dispongono ancora di un equivalente.</p><h2 id="come-provare-real-3d">Come provare Real 3D</h2><p>Se vuoi provare Real 3D in prima persona, avrai bisogno di un paio di occhiali Xreal One, Xreal One Pro o Xreal 1S.</p><p>I dispositivi dovranno inoltre essere aggiornati all'ultimo firmware. Il modo più semplice per farlo è visitare la pagina di aggiornamento di Xreal dal PC, collegare gli occhiali tramite il cavo USB-C e seguire le istruzioni a schermo per installare l'update.</p><p>Una volta completata l'installazione, collega gli occhiali a un dispositivo compatibile e apri il menu delle impostazioni premendo due volte il pulsante rosso sulla montatura. Nelle impostazioni del display, seleziona Real 3D e inizia a divertirti con il nuovo strumento.</p><p>Tornando nelle impostazioni puoi disattivare Real 3D, operazione possibile anche semplicemente scollegando e ricollegando gli occhiali al dispositivo. Inoltre, è possibile regolare l'intensità degli effetti 3D.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Pensavo già che i miei occhiali XR fossero incredibili, e ora possono trasformare i miei film e giochi preferiti in 3D grazie a un aggiornamento gratuito. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Hamish is a Senior Staff Writer for TechRadar and you’ll see his name appearing on articles across nearly every topic on the site from smart home deals to speaker reviews to graphics card news and everything in between. He uses his broad range of knowledge to help explain the latest gadgets and if they’re a must-buy or a fad fueled by hype. Though his specialty is writing about everything going on in the world of virtual reality and augmented reality.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;He’s been writing about tech and gaming for over five years now, getting his start at the University of Warwick’s student newspaper The Boar as a writer and later Games Editor while studying for his BSc in Maths and Physics (and later an MSc in Biotechnology, Bioprocessing, and Business Management). After graduating from university in 2020 he wrote all about battle royale games for Gfinity Esports before joining the TechRadar team in February 2021.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In his free time, you’ll likely find Hamish lost in one of the latest VR games on his Meta Quest 3, watching a West End musical with his fiancee, playing Magic: The Gathering at his local game store, or planning the D&amp;D campaign he runs for his mates.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Want to get in touch? You can contact Hamish via his email.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <p>Xreal ha appena lanciato quello che potrebbe essere il suo miglior aggiornamento di sempre per i suoi smart glasses: la possibilità di convertire qualsiasi contenuto 2D in 3D. Ho avuto modo di provarlo e l'effetto è incredibile, sebbene a tratti sembri ancora un lavoro in fase di perfezionamento.</p><p>Gli occhiali XR sono ora in grado di eseguire questa operazione tramite una tecnologia che Xreal chiama Real 3D. Questa funzione ha debuttato inizialmente sugli occhiali Xreal 1S e, grazie a un aggiornamento, è ora disponibile anche sui modelli Xreal One e One Pro.</p><p>Una volta attivata, la funzione crea un senso di profondità in video e giochi precedentemente piatti. L'aspetto migliore è che funziona con qualsiasi app e sistema, poiché il processo non grava su smartphone, laptop o console: sono i componenti hardware degli Xreal a gestire interamente l'elaborazione 3D.</p><p>Ho iniziato testando il mio smartphone ancora prima di avviare le app e ho potuto constatare l'efficacia di Real 3D: lo sfondo del telefono — una foto che ho scattato alla mia fidanzata a Pompei — ha acquisito un effetto stereoscopico, così come le icone delle applicazioni, che sembravano fluttuare sopra la schermata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1080px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.98%;"><img id="nsNmwK38PtLXH85XpRSzcY" name="beta-testers-impressions-and-review-xreal-real-3d-real-time-v0-mhxybzde93dg1" alt="An image showing how Xreal Real 3D works" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nsNmwK38PtLXH85XpRSzcY.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1080" height="637" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Xreal)</span></figcaption></figure><p>Passando ai video, ho testato sia alcuni progetti d'animazione — <em>Eyes of Wakanda</em> e <em>Phineas e Ferb</em> — sia contenuti live-action, come <em>Rogue One</em> e l'ultimo video on-demand di uno streamer su YouTube.</p><p>L'animazione 2D è il campo in cui questa tecnologia brilla maggiormente. I bordi degli oggetti, essendo meglio definiti, sembrano aiutare il software a distinguere i vari elementi con più precisione; in <em>Rogue One</em>, al contrario, si notavano occasionali distorsioni lungo i contorni e alcuni livelli venivano sovrapposti in modo errato.</p><p><em>Eyes of Wakanda</em>, caratterizzato da uno stile d'animazione 3D più complesso, si è posizionato nel mezzo. Il risultato è stato per lo più ottimo, ma a volte si sono verificati errori evidenti nel rendering degli occhiali. In ogni caso, ho trovato Real 3D generalmente impressionante e continuerò sicuramente a utilizzarlo.</p><p>È possibile regolare l'intensità dell'effetto stereoscopico nelle impostazioni degli occhiali. Si possono ridurre le imperfezioni a scapito della profondità del 3D, oppure rendere l'effetto molto più marcato, accettando però il rischio che il sistema fatichi maggiormente nelle scene più articolate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wv6XHMmyt9WBrVnYjpY5gU" name="Xreal-1S-lance-play-with-Lenovo-Legion" alt="Xreal 1S" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wv6XHMmyt9WBrVnYjpY5gU.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">You can play games in 3D too </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Conclusi i test video, sono passato al mio Asus ROG Ally X per avviare <em>Sekiro</em> e <em>The Binding of Isaac</em>. Proprio come accaduto con le serie TV, lo stile 2D più essenziale di <em>Isaac</em> ha permesso di ottenere un effetto 3D eccellente con maggiore facilità, mentre <em>Sekiro</em> ha mostrato talvolta il fianco a qualche difficoltà.</p><p>Le criticità riscontrate in <em>Sekiro</em> sono state influenzate anche da alcuni cali prestazionali evidenti — come un framerate più basso e un leggero input lag — che hanno reso un po' più complicata l'esecuzione del suo gameplay basato sulla precisione.</p><h2 id="esattamente-cio-che-serve-al-xr">Esattamente ciò che serve al XR</h2><p>Tutto questo per dire che Real 3D è uno strumento davvero impressionante, sebbene ancora in fase di perfezionamento, come già riscontrato dal mio collega Lance Ulanoff durante la prova degli Xreal 1S. Nonostante qualche sporadica sbavatura, ho adorato utilizzarlo e sono entusiasta di vedere come Xreal farà evolvere questa tecnologia nel tempo.</p><p>Ricordo di aver chiacchierato con il loro team durante un evento di un paio di anni fa, dove lamentavamo la mancanza di contenuti 3D accessibili per l'hardware XR. All'epoca, fatta eccezione per Disney Plus su Apple Vision Pro, non era affatto semplice acquistare o noleggiare un film in 3D.</p><p>Come sottolineato da un altro partecipante alla conversazione, la verità taciuta è che, per ottenere contenuti 3D per i propri occhiali, bisognava spesso ricorrere alla pirateria.</p><p>Questa situazione è ovviamente tutt'altro che ideale, specialmente per un mezzo come l'XR, che è perfettamente posizionato per sfruttare i contenuti stereoscopici. Per questo motivo, sono entusiasta che Xreal abbia preso l'iniziativa con Real 3D, decidendo di portare forzatamente i contenuti tridimensionali sulla propria piattaforma mentre i produttori di contenuti continuano a prendere tempo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="hu8aqJQNMgfQJHBEGqNu5U" name="Xreal One Pro" alt="The Xreal One Pro smart glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hu8aqJQNMgfQJHBEGqNu5U.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4592" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Anotehr Xreal upgrade </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Hamish Hector)</span></figcaption></figure><p>È sicuramente un’altra freccia nell’arco già ben fornito degli occhiali Xreal e sono certo che, con il tempo, Real 3D non potrà che migliorare. Ora la palla passa ai concorrenti: Viture offre qualcosa di simile, ma richiede l’installazione di un’app sul dispositivo, mentre molti altri occhiali non dispongono ancora di un equivalente.</p><h2 id="come-provare-real-3d">Come provare Real 3D</h2><p>Se vuoi provare Real 3D in prima persona, avrai bisogno di un paio di occhiali Xreal One, Xreal One Pro o Xreal 1S.</p><p>I dispositivi dovranno inoltre essere aggiornati all'ultimo firmware. Il modo più semplice per farlo è visitare la pagina di aggiornamento di Xreal dal PC, collegare gli occhiali tramite il cavo USB-C e seguire le istruzioni a schermo per installare l'update.</p><p>Una volta completata l'installazione, collega gli occhiali a un dispositivo compatibile e apri il menu delle impostazioni premendo due volte il pulsante rosso sulla montatura. Nelle impostazioni del display, seleziona Real 3D e inizia a divertirti con il nuovo strumento.</p><p>Tornando nelle impostazioni puoi disattivare Real 3D, operazione possibile anche semplicemente scollegando e ricollegando gli occhiali al dispositivo. Inoltre, è possibile regolare l'intensità degli effetti 3D.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11, il 2026 va di male in peggio: due nuovi bug mandano le app in crash ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Windows 11 è stato colpito da due nuovi bug (che si aggiungono ai recenti problemi tecnici). </strong></li><li><strong>Il primo sta provocando il crash di diverse applicazioni e sembra essere legato al Microsoft Store. </strong></li><li><strong>L'altro è un malfunzionamento relativo ai servizi cloud che sta causando nuovamente il blocco di alcune app, tra cui Outlook.</strong></li></ul><p>Windows 11 è incappato in un altro paio di intoppi tecnici e gli utenti si ritrovano ora a fare i conti con diverse app che vanno in crash o che, in generale, non funzionano correttamente.</p><p>Windows Central riferisce che alcune applicazioni non si avviano per diversi utenti di Windows 11, con numerose segnalazioni online che delineano varie frustrazioni; un problema riscontrato, peraltro, anche dalla nostra testata gemella.</p><p>A quanto pare, è coinvolta un’ampia gamma di software, tra cui alcune app predefinite di Windows 11 come Blocco Note e Strumento di cattura, oltre ad Armoury Crate di MSI e l'app Alienware Command Center, per citare solo alcuni esempi.</p><p>Al tentativo di aprire un software, il bug colpisce con un codice di errore (nella maggior parte dei casi lo 0x803f8001, o qualche altra stringa di caratteri senza senso tipica di questi cosiddetti "stop code"), accompagnato dal messaggio che l'app in questione "non è attualmente disponibile nel tuo account" (come mostrato qui su Reddit).</p><p>Il riferimento all'account riguarda il profilo Microsoft e il bug sembra essere legato a problemi relativi a tale account o al Microsoft Store.</p><p>Windows Central ha segnalato un post sul portale Microsoft Learn in cui si lamenta il problema e dove un consulente indipendente, Harold Milan, è intervenuto spiegando che: "L'errore 0x803f8001 del Microsoft Store si verifica solitamente quando lo Store non riesce a convalidare correttamente le licenze delle app, impedendo l'apertura o l'aggiornamento delle applicazioni integrate o dipendenti dallo Store stesso. Nella maggior parte dei casi, ciò è dovuto alla cache dello Store corrotta, a un problema temporaneo di sincronizzazione dell'account Microsoft o a un errore di registrazione dello Store, piuttosto che a un'effettiva perdita di dati".</p><p>In un caso separato, anch'esso segnalato da Windows Central, gli utenti di Windows 11 lamentano difficoltà con alcune app che si bloccano durante il salvataggio di file su storage in cloud. Il problema si sta verificando dopo l'installazione dell'aggiornamento di gennaio del sistema operativo (rilasciato la scorsa settimana).</p><p>Microsoft ha ammesso che: "Dopo aver installato gli aggiornamenti di Windows rilasciati il 13 gennaio 2026 o in data successiva (KB5074109), alcune applicazioni potrebbero non rispondere o riscontrare errori imprevisti durante l'apertura o il salvataggio di file su storage basati su cloud, come OneDrive o Dropbox".</p><p>Il colosso del software ha aggiunto: "Ad esempio, in alcune configurazioni di Outlook che archiviano i file PST su OneDrive, il programma potrebbe smettere di rispondere e non riaprirsi a meno che il processo non venga terminato in Gestione attività o il sistema non venga riavviato".</p><p>Tutto ciò si somma ai problemi che hanno già colpito gli utenti di Windows 11 in seguito all'aggiornamento di gennaio, ovvero il malfunzionamento della modalità sospensione su alcuni PC e ulteriori glitch con Outlook (che in certi casi potrebbero essere correlati al già citato comportamento anomalo dei servizi cloud).</p><p>Dopo la serie di pesanti bug che hanno segnato lo scorso anno, è deludente vedere quanto sia instabile l'inizio del 2026 per il sistema operativo desktop di Microsoft; purtroppo, non emerge ancora alcuna prova di quel cambio di rotta che speravo di vedere quest'anno per Windows 11.</p><h2 id="cosa-posso-fare-se-mi-ritrovo-con-questi-nuovi-bug">Cosa posso fare se mi ritrovo con questi nuovi bug?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2119px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FW3tr6LdvKmYiNeRxPhVUo" name="Man-using-laptop-stressed.jpeg" alt="Mature man using laptop in a cafe, looking annoyed" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FW3tr6LdvKmYiNeRxPhVUo.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2119" height="1192" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda i disagi legati al cloud, non c'è molto da fare, a meno che non siate stati colpiti dal problema con Outlook. In tal caso, Microsoft spiega che "spostare i file PST fuori da OneDrive dovrebbe risolvere il problema", con un po' di fortuna.</p><p>Per le altre app, potete provare a contattare lo sviluppatore per ricevere supporto o attendere che Microsoft rilasci una correzione ufficiale. L'azienda sottolinea di essere "al lavoro per pubblicare una risoluzione il prima possibile", ma non è stata fornita una tempistica precisa per l'arrivo della patch.</p><p>L'alternativa sarebbe rimuovere l'aggiornamento di gennaio che ha causato tutto questo scompiglio, ma ciò vi lascerebbe privi delle relative correzioni di sicurezza (un compromesso che, per alcuni, potrebbe comunque rappresentare il male minore). Tenete comunque presenti i rischi che questa scelta comporta, lasciando alcune vulnerabilità scoperte.</p><p>Per quanto riguarda il problema principale delle app che vanno in crash a causa dell'instabilità del Microsoft Store (o dell'account Microsoft), Windows Central riferisce che la soluzione efficace è stata proprio installare l'aggiornamento di gennaio (ironicamente, vista la confusione che sta creando altrove). Tuttavia, sembra che questo metodo non funzioni per tutti.</p><p>Tra le altre possibili soluzioni per questi errori di crash figurano il ripristino della cache del Microsoft Store per correggere eventuali corruzioni, come suggerito dal consulente indipendente citato in precedenza. Si tratta di un fix potenzialmente risolutivo per svariati problemi dello Store; la procedura è molto semplice e potete seguire le istruzioni fornite qui.</p><p>Un altro trucco da provare è semplicemente disconnettersi dal Microsoft Store e poi rientrare. Potreste anche tentare di disinstallare e reinstallare l'app interessata: stando a diverse segnalazioni, questa mossa ha funzionato per alcuni, anche se potrebbe rivelarsi noiosa se i bug colpiscono più applicazioni contemporaneamente.</p><p>Infine, un'altra tattica consiste nell'aspettare: sembra che alcuni sviluppatori, o la stessa Microsoft, stiano lavorando in background. Alcuni utenti hanno riferito che, dopo aver lasciato il PC e averlo ripreso più tardi, il problema si è risolto spontaneamente.</p><p>Questo sembrerebbe indicare che potrebbe trattarsi solo di portare pazienza, sperando che l'attesa sia breve. Ciò spiegherebbe anche perché l'aggiornamento di gennaio sia sembrato risolutivo per Windows Central e non per altri: potrebbe essersi trattato di una coincidenza temporale tra l'applicazione dell'update e la risoluzione lato server.</p><p>In ogni caso, se il bug persiste e non avete ancora scaricato l'aggiornamento di gennaio, vale sicuramente la pena tentare, anche se vi consiglio di procedere prima con gli altri rimedi suggeriti.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Windows 11 si sta trasformando in un incubo a colpi di crash: due nuovi bug stanno mettendo a dura prova la pazienza degli utenti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>Windows 11 è stato colpito da due nuovi bug (che si aggiungono ai recenti problemi tecnici). </strong></li><li><strong>Il primo sta provocando il crash di diverse applicazioni e sembra essere legato al Microsoft Store. </strong></li><li><strong>L'altro è un malfunzionamento relativo ai servizi cloud che sta causando nuovamente il blocco di alcune app, tra cui Outlook.</strong></li></ul><p>Windows 11 è incappato in un altro paio di intoppi tecnici e gli utenti si ritrovano ora a fare i conti con diverse app che vanno in crash o che, in generale, non funzionano correttamente.</p><p>Windows Central riferisce che alcune applicazioni non si avviano per diversi utenti di Windows 11, con numerose segnalazioni online che delineano varie frustrazioni; un problema riscontrato, peraltro, anche dalla nostra testata gemella.</p><p>A quanto pare, è coinvolta un’ampia gamma di software, tra cui alcune app predefinite di Windows 11 come Blocco Note e Strumento di cattura, oltre ad Armoury Crate di MSI e l'app Alienware Command Center, per citare solo alcuni esempi.</p><p>Al tentativo di aprire un software, il bug colpisce con un codice di errore (nella maggior parte dei casi lo 0x803f8001, o qualche altra stringa di caratteri senza senso tipica di questi cosiddetti "stop code"), accompagnato dal messaggio che l'app in questione "non è attualmente disponibile nel tuo account" (come mostrato qui su Reddit).</p><p>Il riferimento all'account riguarda il profilo Microsoft e il bug sembra essere legato a problemi relativi a tale account o al Microsoft Store.</p><p>Windows Central ha segnalato un post sul portale Microsoft Learn in cui si lamenta il problema e dove un consulente indipendente, Harold Milan, è intervenuto spiegando che: "L'errore 0x803f8001 del Microsoft Store si verifica solitamente quando lo Store non riesce a convalidare correttamente le licenze delle app, impedendo l'apertura o l'aggiornamento delle applicazioni integrate o dipendenti dallo Store stesso. Nella maggior parte dei casi, ciò è dovuto alla cache dello Store corrotta, a un problema temporaneo di sincronizzazione dell'account Microsoft o a un errore di registrazione dello Store, piuttosto che a un'effettiva perdita di dati".</p><p>In un caso separato, anch'esso segnalato da Windows Central, gli utenti di Windows 11 lamentano difficoltà con alcune app che si bloccano durante il salvataggio di file su storage in cloud. Il problema si sta verificando dopo l'installazione dell'aggiornamento di gennaio del sistema operativo (rilasciato la scorsa settimana).</p><p>Microsoft ha ammesso che: "Dopo aver installato gli aggiornamenti di Windows rilasciati il 13 gennaio 2026 o in data successiva (KB5074109), alcune applicazioni potrebbero non rispondere o riscontrare errori imprevisti durante l'apertura o il salvataggio di file su storage basati su cloud, come OneDrive o Dropbox".</p><p>Il colosso del software ha aggiunto: "Ad esempio, in alcune configurazioni di Outlook che archiviano i file PST su OneDrive, il programma potrebbe smettere di rispondere e non riaprirsi a meno che il processo non venga terminato in Gestione attività o il sistema non venga riavviato".</p><p>Tutto ciò si somma ai problemi che hanno già colpito gli utenti di Windows 11 in seguito all'aggiornamento di gennaio, ovvero il malfunzionamento della modalità sospensione su alcuni PC e ulteriori glitch con Outlook (che in certi casi potrebbero essere correlati al già citato comportamento anomalo dei servizi cloud).</p><p>Dopo la serie di pesanti bug che hanno segnato lo scorso anno, è deludente vedere quanto sia instabile l'inizio del 2026 per il sistema operativo desktop di Microsoft; purtroppo, non emerge ancora alcuna prova di quel cambio di rotta che speravo di vedere quest'anno per Windows 11.</p><h2 id="cosa-posso-fare-se-mi-ritrovo-con-questi-nuovi-bug">Cosa posso fare se mi ritrovo con questi nuovi bug?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2119px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FW3tr6LdvKmYiNeRxPhVUo" name="Man-using-laptop-stressed.jpeg" alt="Mature man using laptop in a cafe, looking annoyed" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FW3tr6LdvKmYiNeRxPhVUo.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2119" height="1192" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda i disagi legati al cloud, non c'è molto da fare, a meno che non siate stati colpiti dal problema con Outlook. In tal caso, Microsoft spiega che "spostare i file PST fuori da OneDrive dovrebbe risolvere il problema", con un po' di fortuna.</p><p>Per le altre app, potete provare a contattare lo sviluppatore per ricevere supporto o attendere che Microsoft rilasci una correzione ufficiale. L'azienda sottolinea di essere "al lavoro per pubblicare una risoluzione il prima possibile", ma non è stata fornita una tempistica precisa per l'arrivo della patch.</p><p>L'alternativa sarebbe rimuovere l'aggiornamento di gennaio che ha causato tutto questo scompiglio, ma ciò vi lascerebbe privi delle relative correzioni di sicurezza (un compromesso che, per alcuni, potrebbe comunque rappresentare il male minore). Tenete comunque presenti i rischi che questa scelta comporta, lasciando alcune vulnerabilità scoperte.</p><p>Per quanto riguarda il problema principale delle app che vanno in crash a causa dell'instabilità del Microsoft Store (o dell'account Microsoft), Windows Central riferisce che la soluzione efficace è stata proprio installare l'aggiornamento di gennaio (ironicamente, vista la confusione che sta creando altrove). Tuttavia, sembra che questo metodo non funzioni per tutti.</p><p>Tra le altre possibili soluzioni per questi errori di crash figurano il ripristino della cache del Microsoft Store per correggere eventuali corruzioni, come suggerito dal consulente indipendente citato in precedenza. Si tratta di un fix potenzialmente risolutivo per svariati problemi dello Store; la procedura è molto semplice e potete seguire le istruzioni fornite qui.</p><p>Un altro trucco da provare è semplicemente disconnettersi dal Microsoft Store e poi rientrare. Potreste anche tentare di disinstallare e reinstallare l'app interessata: stando a diverse segnalazioni, questa mossa ha funzionato per alcuni, anche se potrebbe rivelarsi noiosa se i bug colpiscono più applicazioni contemporaneamente.</p><p>Infine, un'altra tattica consiste nell'aspettare: sembra che alcuni sviluppatori, o la stessa Microsoft, stiano lavorando in background. Alcuni utenti hanno riferito che, dopo aver lasciato il PC e averlo ripreso più tardi, il problema si è risolto spontaneamente.</p><p>Questo sembrerebbe indicare che potrebbe trattarsi solo di portare pazienza, sperando che l'attesa sia breve. Ciò spiegherebbe anche perché l'aggiornamento di gennaio sia sembrato risolutivo per Windows Central e non per altri: potrebbe essersi trattato di una coincidenza temporale tra l'applicazione dell'update e la risoluzione lato server.</p><p>In ogni caso, se il bug persiste e non avete ancora scaricato l'aggiornamento di gennaio, vale sicuramente la pena tentare, anche se vi consiglio di procedere prima con gli altri rimedi suggeriti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Dagli occhiali AI che non richiedono lo smartphone ai primi modelli con supporto HDR10: ecco il meglio degli smart glasses visti al CES 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ogni anno il CES 2026 pullula di meraviglie tecnologiche che anticipano i gadget di domani, e in nessuna categoria questo è più evidente che negli smart glasses. Ho selezionato per voi i migliori modelli presentati al CES 2026, evidenziandoli qui di seguito.</p><p>La scelta è vasta. Sulla scia del successo delle collaborazioni tra Meta, Ray-Ban e Oakley, e con l'hype alimentato da Android XR, il settore ha visto scendere in campo molti nuovi protagonisti insieme a diversi nomi storici.</p><p>Cinque modelli, tuttavia, sono riusciti a distinguersi dalla massa. Che sia merito di innovazioni come l'integrazione della eSIM e del supporto HDR, o semplicemente di una sofisticata semplicità, ecco gli occhiali intelligenti da tenere d'occhio direttamente da Las Vegas.</p><h2 id="rayneo-air-4-pro">RayNeo Air 4 Pro</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Zy6sZz95temq9km69B3JJU" name="G9-h475bcAQML_s" alt="RayNeo Air 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Zy6sZz95temq9km69B3JJU.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: RayNeo)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>The best glasses for entertainment</strong></li></ul><p>Se cerchi l'intrattenimento su un grande schermo (virtuale), i nuovi RayNeo Air 4 Pro saranno difficili da battere, specialmente al prezzo estremamente competitivo di 299 dollari.</p><p>Pur mantenendo il limite della risoluzione 1080p, questi occhiali introducono per la prima volta nel settore il supporto HDR10 sui pannelli micro-OLED, resi ancora più brillanti da una luminosità di 1.200 nit. Anche il comparto audio è stato affinato grazie alla collaborazione con Bang & Olufsen.</p><p>In questo prodotto emerge tutta l'esperienza di TCL nella tecnologia dei display. Nonostante manchino di alcune funzionalità accessorie presenti nei modelli rivali, questi occhiali restano una soluzione relativamente economica. Sebbene non siano ancora passati attraverso i test rigorosi di TechRadar, si candidano già come i migliori smart glasses economici per chi mette l'intrattenimento al primo posto.</p><h2 id="asus-rog-xreal-r1-ar">Asus ROG Xreal R1 AR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:7604px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE" name="ROG XREAL R1 Gaming glasses with PC and Console" alt="ROG XREAL R1 AR Gaming Glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="7604" height="4277" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ASUS)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Gli smart glasses che i gamer vorranno acquistare</strong></li></ul><p>Meta chi? Dopo la rottura tra Meta e i suoi partner HorizonOS, sembra che almeno uno sia già passato a un nuovo collaboratore: Asus e Xreal hanno infatti presentato questi occhiali pensati per i videogiocatori.</p><p>Lenovo ha annunciato a sua volta degli smart glasses (essendo l'altro partner HorizonOS di Meta), ma trattandosi solo di un prototipo, e nemmeno del più interessante, li ho esclusi da questo elenco.</p><p>Tornando ad Asus, gli occhiali R1 sono sostanzialmente gli eccellenti Xreal One Pro con due vantaggi: una frequenza di aggiornamento di 240 Hz per un gameplay fluidissimo e una ROG Control Dock inclusa. La dock dispone di una DisplayPort 1.4 e di due porte HDMI 2.0, permettendo di passare dal PC alla console con un semplice clic.</p><p>Non conosciamo ancora il prezzo di questi occhiali, ma prevedo che si collocheranno nella fascia alta. Gli One Pro costano 649 dollari e non credo proprio che questo modello targato Asus costerà meno (o perlomeno, non molto meno).</p><h2 id="rayneo-x3-pro-project-esim">RayNeo X3 Pro – Project eSIM</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2658px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH" name="RayNeo X3 Pro" alt="The X3 Pro specs in shadow in front of "X3 Pro" in glowing letters" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2658" height="1495" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TCL)</span></figcaption></figure><ul><li>La più grande innovazione negli smart glasses al CES 2026</li></ul><p>Il marchio di occhiali AR di TCL torna in questa lista con qualcosa di leggermente diverso. Abbiamo già visto i RayNeo X3 Pro in precedenza – li ho notati al CES dello scorso anno – e rappresentano i classici smart glasses dotati di intelligenza artificiale.<sup>1</sup> Vantano fotocamere, altoparlanti e microfoni integrati per facilitare le interazioni con l'AI.</p><p>Perché, dunque, sono finiti nell'elenco di quest'anno? Questo nuovo modello sfoggia una eSIM con connettività 4G, il che significa che non è richiesta alcuna connessione esterna.</p><p>Rimangono ancora aperte alcune questioni fondamentali relative ai costi, alla durata della batteria e, soprattutto, a quali app e funzioni saranno abilitate dalle eSIM; tuttavia, nel profetizzato mondo post-smartphone che gli smart glasses dovrebbero inaugurare, questo è un passo assolutamente necessario.</p><p>A prescindere dal successo che avrà questo modello del "Project eSIM", c'è da aspettarsi che altri seguiranno l'esempio di TCL.</p><h2 id="rokid-ai">Rokid AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2858px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i" name="rokid" alt="Rokid AI Glasses Style" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2858" height="1608" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rokid)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses del CES 2026 da amare se hai un budget limitato.</li></ul><p>Ho provato i Rokid Glasses all'IFA a fine 2025, e questo nuovo modello per il CES è fondamentalmente lo stesso ma senza display, il che non è affatto un male, specialmente considerando quanto sono maledettamente economici.</p><p>I Rokid AI Glasses Style sono proprio come i Ray-Ban Meta; perfino l'aspetto è un po' simile. Offrono comandi vocali AI, una fotocamera da 12 MP in grado di scattare fino a 4K e un'autonomia di 12 ore, il tutto a un prezzo inferiore rispetto agli occhiali di Meta. Tuttavia, i Rokid non includono di serie una custodia di ricarica, il che conferisce loro un vantaggio nel prezzo rispetto ai Ray-Ban Meta che invece la includono. Questi costano 299 dollari, ovvero 80 dollari in meno rispetto all'opzione di Meta.</p><p>Pur non essendo sbalorditivi in senso assoluto, gli ecosistemi si costruiscono proprio su queste offerte più accessibili. Le opzioni più economiche aiutano a mettere i nuovi gadget nelle mani di chi li desidera davvero ma non può permettersi di spendere cifre enormi, quindi questa versione merita assolutamente di essere segnalata.</p><h2 id="memomind-ai">MemoMind AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm" name="MemoMind-3pairs-new" alt="Three MemoMind glasses next to each other" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1126" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: MemoMind)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses AI da tenere d'occhio al CES 2026.</li></ul><p>A concludere la mia lista ci sono gli occhiali AI XGIMI MemoMind. Il brand, noto per i proiettori, è un nuovo arrivato in questo settore, ma ha impressionato chi li ha testati grazie a funzioni AI utili, un design confortevole, un display leggero e una discreta durata della batteria: una combinazione vincente nel mondo degli smart glasses.</p><p>Le prime impressioni sono una cosa, e la tecnologia è difficile da giudicare correttamente durante una fiera. Quindi, sebbene le premesse siano certamente positive, il mio consiglio è di aspettare le recensioni. Ricordo di essere rimasto colpito da diversi smart glasses in eventi come il CES, per poi detestarli dopo averci passato più di 10 minuti.</p><p>A 599 dollari, i MemoMind si collocano nella fascia economica per quanto riguarda gli occhiali con display, ma resta comunque una cifra considerevole da sborsare.</p><p>Nulla di tutto ciò vuole essere eccessivamente critico nei confronti di questo nuovo modello, ovviamente. Li ho inclusi in questa lista proprio per l'ottima impressione iniziale che hanno lasciato. Magari tienili d'occhio nei prossimi mesi per vedere se riusciranno a confermare queste sensazioni positive prima di cliccare su "acquista ora".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/tech/dagli-occhiali-ai-che-non-richiedono-lo-smartphone-ai-primi-modelli-con-supporto-hdr10-ecco-il-meglio-degli-smart-glasses-visti-al-ces-2026</link>
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                            <![CDATA[ Al CES di quest'anno abbiamo avuto una visione nitida del futuro grazie ai cinque migliori smart glasses presentati durante la fiera. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Virtual Reality &amp; Augmented Reality]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ hamish.hector@futurenet.com (Hamish Hector) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Hamish Hector ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ePxhxWMJAFXSVFL4333tHB.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Hamish is a Senior Staff Writer for TechRadar and you’ll see his name appearing on articles across nearly every topic on the site from smart home deals to speaker reviews to graphics card news and everything in between. He uses his broad range of knowledge to help explain the latest gadgets and if they’re a must-buy or a fad fueled by hype. Though his specialty is writing about everything going on in the world of virtual reality and augmented reality.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;He’s been writing about tech and gaming for over five years now, getting his start at the University of Warwick’s student newspaper The Boar as a writer and later Games Editor while studying for his BSc in Maths and Physics (and later an MSc in Biotechnology, Bioprocessing, and Business Management). After graduating from university in 2020 he wrote all about battle royale games for Gfinity Esports before joining the TechRadar team in February 2021.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In his free time, you’ll likely find Hamish lost in one of the latest VR games on his Meta Quest 3, watching a West End musical with his fiancee, playing Magic: The Gathering at his local game store, or planning the D&amp;D campaign he runs for his mates.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Want to get in touch? You can contact Hamish via his email.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Even Realities G2 Smart Glasses]]></media:title>
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                                <p>Ogni anno il CES 2026 pullula di meraviglie tecnologiche che anticipano i gadget di domani, e in nessuna categoria questo è più evidente che negli smart glasses. Ho selezionato per voi i migliori modelli presentati al CES 2026, evidenziandoli qui di seguito.</p><p>La scelta è vasta. Sulla scia del successo delle collaborazioni tra Meta, Ray-Ban e Oakley, e con l'hype alimentato da Android XR, il settore ha visto scendere in campo molti nuovi protagonisti insieme a diversi nomi storici.</p><p>Cinque modelli, tuttavia, sono riusciti a distinguersi dalla massa. Che sia merito di innovazioni come l'integrazione della eSIM e del supporto HDR, o semplicemente di una sofisticata semplicità, ecco gli occhiali intelligenti da tenere d'occhio direttamente da Las Vegas.</p><h2 id="rayneo-air-4-pro">RayNeo Air 4 Pro</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Zy6sZz95temq9km69B3JJU" name="G9-h475bcAQML_s" alt="RayNeo Air 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Zy6sZz95temq9km69B3JJU.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: RayNeo)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>The best glasses for entertainment</strong></li></ul><p>Se cerchi l'intrattenimento su un grande schermo (virtuale), i nuovi RayNeo Air 4 Pro saranno difficili da battere, specialmente al prezzo estremamente competitivo di 299 dollari.</p><p>Pur mantenendo il limite della risoluzione 1080p, questi occhiali introducono per la prima volta nel settore il supporto HDR10 sui pannelli micro-OLED, resi ancora più brillanti da una luminosità di 1.200 nit. Anche il comparto audio è stato affinato grazie alla collaborazione con Bang & Olufsen.</p><p>In questo prodotto emerge tutta l'esperienza di TCL nella tecnologia dei display. Nonostante manchino di alcune funzionalità accessorie presenti nei modelli rivali, questi occhiali restano una soluzione relativamente economica. Sebbene non siano ancora passati attraverso i test rigorosi di TechRadar, si candidano già come i migliori smart glasses economici per chi mette l'intrattenimento al primo posto.</p><h2 id="asus-rog-xreal-r1-ar">Asus ROG Xreal R1 AR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:7604px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE" name="ROG XREAL R1 Gaming glasses with PC and Console" alt="ROG XREAL R1 AR Gaming Glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="7604" height="4277" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ASUS)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Gli smart glasses che i gamer vorranno acquistare</strong></li></ul><p>Meta chi? Dopo la rottura tra Meta e i suoi partner HorizonOS, sembra che almeno uno sia già passato a un nuovo collaboratore: Asus e Xreal hanno infatti presentato questi occhiali pensati per i videogiocatori.</p><p>Lenovo ha annunciato a sua volta degli smart glasses (essendo l'altro partner HorizonOS di Meta), ma trattandosi solo di un prototipo, e nemmeno del più interessante, li ho esclusi da questo elenco.</p><p>Tornando ad Asus, gli occhiali R1 sono sostanzialmente gli eccellenti Xreal One Pro con due vantaggi: una frequenza di aggiornamento di 240 Hz per un gameplay fluidissimo e una ROG Control Dock inclusa. La dock dispone di una DisplayPort 1.4 e di due porte HDMI 2.0, permettendo di passare dal PC alla console con un semplice clic.</p><p>Non conosciamo ancora il prezzo di questi occhiali, ma prevedo che si collocheranno nella fascia alta. Gli One Pro costano 649 dollari e non credo proprio che questo modello targato Asus costerà meno (o perlomeno, non molto meno).</p><h2 id="rayneo-x3-pro-project-esim">RayNeo X3 Pro – Project eSIM</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2658px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH" name="RayNeo X3 Pro" alt="The X3 Pro specs in shadow in front of "X3 Pro" in glowing letters" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2658" height="1495" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TCL)</span></figcaption></figure><ul><li>La più grande innovazione negli smart glasses al CES 2026</li></ul><p>Il marchio di occhiali AR di TCL torna in questa lista con qualcosa di leggermente diverso. Abbiamo già visto i RayNeo X3 Pro in precedenza – li ho notati al CES dello scorso anno – e rappresentano i classici smart glasses dotati di intelligenza artificiale.<sup>1</sup> Vantano fotocamere, altoparlanti e microfoni integrati per facilitare le interazioni con l'AI.</p><p>Perché, dunque, sono finiti nell'elenco di quest'anno? Questo nuovo modello sfoggia una eSIM con connettività 4G, il che significa che non è richiesta alcuna connessione esterna.</p><p>Rimangono ancora aperte alcune questioni fondamentali relative ai costi, alla durata della batteria e, soprattutto, a quali app e funzioni saranno abilitate dalle eSIM; tuttavia, nel profetizzato mondo post-smartphone che gli smart glasses dovrebbero inaugurare, questo è un passo assolutamente necessario.</p><p>A prescindere dal successo che avrà questo modello del "Project eSIM", c'è da aspettarsi che altri seguiranno l'esempio di TCL.</p><h2 id="rokid-ai">Rokid AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2858px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i" name="rokid" alt="Rokid AI Glasses Style" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2858" height="1608" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rokid)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses del CES 2026 da amare se hai un budget limitato.</li></ul><p>Ho provato i Rokid Glasses all'IFA a fine 2025, e questo nuovo modello per il CES è fondamentalmente lo stesso ma senza display, il che non è affatto un male, specialmente considerando quanto sono maledettamente economici.</p><p>I Rokid AI Glasses Style sono proprio come i Ray-Ban Meta; perfino l'aspetto è un po' simile. Offrono comandi vocali AI, una fotocamera da 12 MP in grado di scattare fino a 4K e un'autonomia di 12 ore, il tutto a un prezzo inferiore rispetto agli occhiali di Meta. Tuttavia, i Rokid non includono di serie una custodia di ricarica, il che conferisce loro un vantaggio nel prezzo rispetto ai Ray-Ban Meta che invece la includono. Questi costano 299 dollari, ovvero 80 dollari in meno rispetto all'opzione di Meta.</p><p>Pur non essendo sbalorditivi in senso assoluto, gli ecosistemi si costruiscono proprio su queste offerte più accessibili. Le opzioni più economiche aiutano a mettere i nuovi gadget nelle mani di chi li desidera davvero ma non può permettersi di spendere cifre enormi, quindi questa versione merita assolutamente di essere segnalata.</p><h2 id="memomind-ai">MemoMind AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm" name="MemoMind-3pairs-new" alt="Three MemoMind glasses next to each other" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1126" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: MemoMind)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses AI da tenere d'occhio al CES 2026.</li></ul><p>A concludere la mia lista ci sono gli occhiali AI XGIMI MemoMind. Il brand, noto per i proiettori, è un nuovo arrivato in questo settore, ma ha impressionato chi li ha testati grazie a funzioni AI utili, un design confortevole, un display leggero e una discreta durata della batteria: una combinazione vincente nel mondo degli smart glasses.</p><p>Le prime impressioni sono una cosa, e la tecnologia è difficile da giudicare correttamente durante una fiera. Quindi, sebbene le premesse siano certamente positive, il mio consiglio è di aspettare le recensioni. Ricordo di essere rimasto colpito da diversi smart glasses in eventi come il CES, per poi detestarli dopo averci passato più di 10 minuti.</p><p>A 599 dollari, i MemoMind si collocano nella fascia economica per quanto riguarda gli occhiali con display, ma resta comunque una cifra considerevole da sborsare.</p><p>Nulla di tutto ciò vuole essere eccessivamente critico nei confronti di questo nuovo modello, ovviamente. Li ho inclusi in questa lista proprio per l'ottima impressione iniziale che hanno lasciato. Magari tienili d'occhio nei prossimi mesi per vedere se riusciranno a confermare queste sensazioni positive prima di cliccare su "acquista ora".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11, 10 scorciatoie da tastiera che ti cambiano la vita ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Lo so, lo so – le scorciatoie da tastiera sono difficili da ricordare, e la maggior parte di esse sono così di nicchia che non vale nemmeno la pena sprecare memoria per provarci.</p><p>Ma alcune sono incredibilmente utili, e ho messo insieme questo elenco delle scorciatoie che uso effettivamente ogni giorno per il lavoro, la navigazione e il gioco.</p><p>Potreste già conoscerne alcune – ma sono pronto a scommettere che imparerete almeno un nuovo trucco da questo articolo che vi farà risparmiare tempo e mal di testa alimentati da Windows.</p><p>Le ho inserite tutte in una tabella di consultazione rapida qui sotto, ma se volete spiegazioni più approfondite, casi d'uso e scorciatoie bonus, continuate a leggere.</p><p>Queste sono le oltre 10 scorciatoie da tastiera di Windows 11 di cui non posso fare a meno…</p><div ><table><caption>Tabella riassuntiva delle mie 10 migliori scorciatoie da tastiera di Windows</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Scorciatoia</p></th><th  ><p>Cosa fa</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + .</p></td><td  ><p>Apre la tabella delle Emoji e altro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + S</p></td><td  ><p>Apre lo Strumento di cattura per screenshot e registrazioni</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Aggancia la finestra attiva a una parte dello schermo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta la finestra attiva tra più display</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Alt + Tab</p></td><td  ><p>Scorre tra le finestre attive</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + G</p></td><td  ><p>Registra una clip di gioco di 30 secondi</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta il cursore tra le parole del testo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + F</p></td><td  ><p>Apre la funzione Trova nei browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + R</p></td><td  ><p>Aggiorna la pagina corrente del browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + Maiusc + T</p></td><td  ><p>Apre le schede chiuse di recente</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="1-windows">1. Windows + .</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW" name="windows-11-emojis-and-more-tool" alt="Windows 11 Emojis and more tool" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Windows + . è una piccola scorciatoia incredibilmente comoda che non molti utenti conoscono.</p><p>Se avete mai cercato su Google "emoji teschio", provato a trovare una faccina ASCII come "( ͡° ͜ʖ ͡°)" o vi siete resi conto di aver bisogno del link copiato negli appunti un'ora prima, questa scorciatoia apre per voi la tabella "Emoji e altro".</p><p>È preziosa anche per chi deve utilizzare simboli speciali come i trattini lunghi (—), le frecce (→) e varie valute ($ o £).</p><p>Windows + V vi porterà invece direttamente alla cronologia degli appunti, dove potrete vedere i testi copiati in precedenza con Ctrl + C e persino gli screenshot recenti che avete catturato. La cronologia degli appunti è disattivata per impostazione predefinita, ma Windows + V vi permetterà comunque di accedere alla sezione per abilitarla.</p><h2 id="2-windows-shift-s">2. Windows + Shift + S</h2><p>Se ricevessi un centesimo per ogni volta che ho usato Windows + Maiusc + S, potrei comprare Microsoft e sbarazzarmi di Copilot.</p><p>Windows + Maiusc + S è molto meglio che usare Stamp per gli screenshot, perché permette di scegliere se catturare un'area rettangolare a piacere, solo la finestra attiva, l'intero schermo (barra delle applicazioni inclusa) o persino una forma libera.</p><p>È possibile utilizzare la barra degli strumenti in alto di Windows + Maiusc + S anche per passare alla registrazione dello schermo, a un selettore di colori che restituisce valori Hex, RGB o HSL, o a uno strumento di acquisizione testo che consente di copiare rapidamente parole da immagini o PDF ostici.</p><p>Inoltre, una volta scattato uno screenshot, puoi incollarlo direttamente nelle chat o nei software di editing d'immagine con Ctrl + V.</p><p>Gli screenshot acquisiti in questo modo verranno salvati per impostazione predefinita nella cartella "Screenshot" (non in Download!).</p><h2 id="3-windows-alt-arrow-keys">3. Windows + Alt + Arrow keys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3" name="windows-side-by-side" alt="Two windows side by side in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se hai bisogno di dividere lo schermo in metà o quadranti – ad esempio per leggere un articolo sul lato sinistro e prendere appunti sulla metà destra – puoi usare Windows + Alt + Tasti freccia per scorrere rapidamente tra di essi.</p><h2 id="4-windows-shift-arrow-keys">4. Windows + Shift + Arrow keys</h2><p>Questa è per gli utenti che utilizzano configurazioni multi-display. Se avete equipaggiato la vostra postazione con due o più dei <strong>migliori monitor</strong>, Windows + Maiusc + Tasti freccia è una manna dal cielo.</p><p>Potete spostare rapidamente un video a schermo intero dal monitor di sinistra a quello di destra senza dover uscire dalla modalità full screen, trascinare il video sull'altro monitor e poi rientrare a schermo intero.</p><p>È eccezionale anche per la produttività, poiché consente di spostare rapidamente fogli di calcolo o documenti sul secondo monitor.</p><p>E per i giocatori, se un titolo si avvia sul monitor sbagliato, potete spostarlo su quello corretto (anche se a volte questo potrebbe interferire con la risoluzione del display del gioco).</p><p>Inoltre, torna utile quando Gestione attività si apre dietro un'app che non risponde e non riuscite ad accedervi in altro modo.</p><h2 id="5-alt-tab">5. Alt + Tab</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc" name="windows-11-windows-tab" alt="Windows 11 Windows + Tab functionality" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte di voi che masticano Windows avrà molta familiarità con Alt + Tab. È un sistema collaudato per risparmiare tempo, che permette di sfogliare rapidamente le finestre aperte senza dover cliccare ovunque.</p><p>Ma è così utile che ho dovuto includerlo in questo elenco nel caso in cui qualcuno non lo stia già usando – se questa scorciatoia dovesse sparire, potrei seriamente considerare di passare a Linux.</p><p>Potete anche usare Windows + Tab per vedere tutte le finestre aperte su più desktop; è meglio di Alt + Tab in alcuni casi (ad esempio quando volete scorrere le finestre aperte senza dover tenere costantemente premuto Alt).</p><h2 id="6-windows-alt-g">6. Windows + Alt + G</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6" name="windows-g-gamebar" alt="Xbox Game bar in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se desideri catturare i momenti salienti delle tue sessioni di gioco, condividere scene divertenti con gli amici o avere un replay per confermare i tuoi sospetti su un nemico che bara, Windows + Alt + G è la soluzione ideale.</p><p>Dovrai però abilitare la funzione prima di poterla usare: assicurati di aprire la Xbox Game Bar con Windows + G (non è necessario possedere una Xbox), clicca sull'icona dell'ingranaggio nella barra di navigazione superiore per andare nelle impostazioni, quindi clicca su Widget e abilita "Registra in background mentre gioco".</p><p>Una volta attivata, Windows + Alt + G creerà una clip degli ultimi 30 secondi di gioco e la salverà nella cartella Acquisizioni (all'interno di Video).</p><p>Puoi anche scegliere se registrare esclusivamente l'audio del gioco o anche quello del desktop (il che catturerà, ad esempio, l'input del microfono da Discord). Puoi inoltre usare Windows + Alt + R per avviare una registrazione dello schermo continua.</p><p>Vorresti che ti spiegassi come personalizzare la durata delle clip registrate in background?</p><h2 id="7-ctrl-arrow-keys">7. Ctrl + Arrow keys</h2><p>Ctrl + Tasti freccia è una scorciatoia fantastica per navigare rapidamente nel testo. Sposta il cursore all'inizio o alla fine di una parola e può essere usata in combinazione con il tasto Maiusc (Ctrl + Maiusc + Tasti freccia) per evidenziare intere parole o righe di testo alla volta.</p><p>È perfetta per selezionare determinate sezioni di testo da copiare e incollare, o da eliminare, senza usare il mouse o ricorrere a Ctrl + A, che evidenzia tutto il testo di una pagina o di un campo di inserimento.</p><p>Se invece desideri evidenziare il testo lettera per lettera, o riga per riga, usa semplicemente Maiusc + Tasti freccia.</p><p>Ti servirebbe conoscere anche le scorciatoie specifiche per gestire rapidamente la formattazione (grassetto, corsivo, ecc.) durante la scrittura?</p><h2 id="8-ctrl-f">8. Ctrl + F</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH" name="windows-find-function" alt="Windows 11 Ctrl + F find function" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ho fatto risparmiare innumerevoli ore ai miei amici con questa scorciatoia. Se stai cercando un nome, una data o anche solo una determinata lettera in un documento o in una pagina web, <strong>Ctrl + F</strong> effettuerà la ricerca al posto tuo.</p><p>Dopo aver usato Ctrl + F per far apparire il campo di ricerca, scrivi semplicemente ciò che stai cercando e usa i tasti freccia a destra della barra di ricerca per saltare direttamente al testo desiderato.</p><p>Ti dice anche quante volte una determinata parola, numero o frase appare nella pagina, il che è utile se stai scrivendo un saggio (una "paper") per capire quando è il momento di inserire un sinonimo. Ho appena usato Ctrl + F per verificare che questa sia la prima volta che uso la parola "paper" in questo articolo (il contatore è appena passato a due).</p><p>Ti sarebbe utile conoscere altre scorciatoie specifiche per la navigazione avanzata all'interno dei browser?</p><h2 id="9-ctrl-r">9. Ctrl + R</h2><p><strong>Ctrl + R</strong> aggiorna la scheda del browser su cui ti trovi in quel momento, il che è ottimo per ottenere risultati aggiornati durante eventi di vendita a tempo limitato, pagine di live-blogging e consigli di YouTube, tra le altre cose.</p><h2 id="10-ctrl-shift-t">10. Ctrl + Shift + T</h2><p><strong>Ctrl + Maiusc + T</strong> riapre le schede chiuse di recente su browser come Chrome, Firefox, Edge e Opera.</p><p>Si tratta di un enorme risparmio di tempo se chiudi una scheda per poi renderti conto di doverla consultare di nuovo, o se chiudi accidentalmente l'intero browser e hai bisogno di recuperare tutte le tue schede.</p><p>Riapre le schede nell'ordine in cui sono state chiuse, quindi se hai bisogno di riaprirne diverse, ti basta usare Ctrl + Maiusc + T più volte.</p><p>Hai una scorciatoia preferita di Windows 11? Fammelo sapere nei commenti qui sotto!</p><p></p><p>Ti servirebbe una mano per creare una guida simile dedicata alle scorciatoie specifiche per la gestione del multitasking e dei desktop virtuali?</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-10-scorciatoie-da-tastiera-che-ti-cambiano-la-vita</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Quick screenshots, easy emojis, and more – I use these shortcuts almost every day. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ausBsD9WJnEGMKsiCrbHCP</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Windows PCs]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Desktop PCs]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ marcus.mearsiii@futurenet.com (Marcus Mears III) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Marcus Mears III ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9WbcQXLFeUhu5CDVH6m3v8.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marcus&amp;nbsp;Mears III, now the Computing Reviews and Buying Guides Editor at TechRadar, has been covering tech news, reviews, and how-tos for over five years. He started his publishing journey at MakeUseOf, teaching you how to make the most of your devices and software. Quickly discovering a passion for sharing his opinions on the latest gadgets in the tech world,&amp;nbsp;Marcus&amp;nbsp;took over as Reviews Editor for How-To Geek and Review Geek, allowing him to go hands-on with all sorts of new toys like iPhones, mice, laptops, and more.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If a piece of tech is customizable, you’ll find him tinkering with it. Whether it’s replacing switches and keycaps on a mechanical keyboard or kitting his PC with a new GPU,&amp;nbsp;Marcus&amp;nbsp;loves getting under the hood of the tech we use each and every day. He’s an avid Steam Deck fanatic, meaning you’ll catch him either in a panicked frenzy or triumphant hurrah at the hands of a Soulsborne title.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;When it comes to the age-old debate, he prefers Windows PCs but reaches for a MacBook Pro as his daily driver laptop.&amp;nbsp;Marcus&amp;nbsp;is also almost as excited to cook new recipes as he is about technology.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / KUMOHD]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Scorciatoie di Windows 11 che vale davvero la pena ricordare]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Someone pressing a button that reads &#039;shortcut&#039; on a white keyboard]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Someone pressing a button that reads &#039;shortcut&#039; on a white keyboard]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Lo so, lo so – le scorciatoie da tastiera sono difficili da ricordare, e la maggior parte di esse sono così di nicchia che non vale nemmeno la pena sprecare memoria per provarci.</p><p>Ma alcune sono incredibilmente utili, e ho messo insieme questo elenco delle scorciatoie che uso effettivamente ogni giorno per il lavoro, la navigazione e il gioco.</p><p>Potreste già conoscerne alcune – ma sono pronto a scommettere che imparerete almeno un nuovo trucco da questo articolo che vi farà risparmiare tempo e mal di testa alimentati da Windows.</p><p>Le ho inserite tutte in una tabella di consultazione rapida qui sotto, ma se volete spiegazioni più approfondite, casi d'uso e scorciatoie bonus, continuate a leggere.</p><p>Queste sono le oltre 10 scorciatoie da tastiera di Windows 11 di cui non posso fare a meno…</p><div ><table><caption>Tabella riassuntiva delle mie 10 migliori scorciatoie da tastiera di Windows</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Scorciatoia</p></th><th  ><p>Cosa fa</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + .</p></td><td  ><p>Apre la tabella delle Emoji e altro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + S</p></td><td  ><p>Apre lo Strumento di cattura per screenshot e registrazioni</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Aggancia la finestra attiva a una parte dello schermo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta la finestra attiva tra più display</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Alt + Tab</p></td><td  ><p>Scorre tra le finestre attive</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + G</p></td><td  ><p>Registra una clip di gioco di 30 secondi</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta il cursore tra le parole del testo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + F</p></td><td  ><p>Apre la funzione Trova nei browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + R</p></td><td  ><p>Aggiorna la pagina corrente del browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + Maiusc + T</p></td><td  ><p>Apre le schede chiuse di recente</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="1-windows">1. Windows + .</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW" name="windows-11-emojis-and-more-tool" alt="Windows 11 Emojis and more tool" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Windows + . è una piccola scorciatoia incredibilmente comoda che non molti utenti conoscono.</p><p>Se avete mai cercato su Google "emoji teschio", provato a trovare una faccina ASCII come "( ͡° ͜ʖ ͡°)" o vi siete resi conto di aver bisogno del link copiato negli appunti un'ora prima, questa scorciatoia apre per voi la tabella "Emoji e altro".</p><p>È preziosa anche per chi deve utilizzare simboli speciali come i trattini lunghi (—), le frecce (→) e varie valute ($ o £).</p><p>Windows + V vi porterà invece direttamente alla cronologia degli appunti, dove potrete vedere i testi copiati in precedenza con Ctrl + C e persino gli screenshot recenti che avete catturato. La cronologia degli appunti è disattivata per impostazione predefinita, ma Windows + V vi permetterà comunque di accedere alla sezione per abilitarla.</p><h2 id="2-windows-shift-s">2. Windows + Shift + S</h2><p>Se ricevessi un centesimo per ogni volta che ho usato Windows + Maiusc + S, potrei comprare Microsoft e sbarazzarmi di Copilot.</p><p>Windows + Maiusc + S è molto meglio che usare Stamp per gli screenshot, perché permette di scegliere se catturare un'area rettangolare a piacere, solo la finestra attiva, l'intero schermo (barra delle applicazioni inclusa) o persino una forma libera.</p><p>È possibile utilizzare la barra degli strumenti in alto di Windows + Maiusc + S anche per passare alla registrazione dello schermo, a un selettore di colori che restituisce valori Hex, RGB o HSL, o a uno strumento di acquisizione testo che consente di copiare rapidamente parole da immagini o PDF ostici.</p><p>Inoltre, una volta scattato uno screenshot, puoi incollarlo direttamente nelle chat o nei software di editing d'immagine con Ctrl + V.</p><p>Gli screenshot acquisiti in questo modo verranno salvati per impostazione predefinita nella cartella "Screenshot" (non in Download!).</p><h2 id="3-windows-alt-arrow-keys">3. Windows + Alt + Arrow keys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3" name="windows-side-by-side" alt="Two windows side by side in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se hai bisogno di dividere lo schermo in metà o quadranti – ad esempio per leggere un articolo sul lato sinistro e prendere appunti sulla metà destra – puoi usare Windows + Alt + Tasti freccia per scorrere rapidamente tra di essi.</p><h2 id="4-windows-shift-arrow-keys">4. Windows + Shift + Arrow keys</h2><p>Questa è per gli utenti che utilizzano configurazioni multi-display. Se avete equipaggiato la vostra postazione con due o più dei <strong>migliori monitor</strong>, Windows + Maiusc + Tasti freccia è una manna dal cielo.</p><p>Potete spostare rapidamente un video a schermo intero dal monitor di sinistra a quello di destra senza dover uscire dalla modalità full screen, trascinare il video sull'altro monitor e poi rientrare a schermo intero.</p><p>È eccezionale anche per la produttività, poiché consente di spostare rapidamente fogli di calcolo o documenti sul secondo monitor.</p><p>E per i giocatori, se un titolo si avvia sul monitor sbagliato, potete spostarlo su quello corretto (anche se a volte questo potrebbe interferire con la risoluzione del display del gioco).</p><p>Inoltre, torna utile quando Gestione attività si apre dietro un'app che non risponde e non riuscite ad accedervi in altro modo.</p><h2 id="5-alt-tab">5. Alt + Tab</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc" name="windows-11-windows-tab" alt="Windows 11 Windows + Tab functionality" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte di voi che masticano Windows avrà molta familiarità con Alt + Tab. È un sistema collaudato per risparmiare tempo, che permette di sfogliare rapidamente le finestre aperte senza dover cliccare ovunque.</p><p>Ma è così utile che ho dovuto includerlo in questo elenco nel caso in cui qualcuno non lo stia già usando – se questa scorciatoia dovesse sparire, potrei seriamente considerare di passare a Linux.</p><p>Potete anche usare Windows + Tab per vedere tutte le finestre aperte su più desktop; è meglio di Alt + Tab in alcuni casi (ad esempio quando volete scorrere le finestre aperte senza dover tenere costantemente premuto Alt).</p><h2 id="6-windows-alt-g">6. Windows + Alt + G</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6" name="windows-g-gamebar" alt="Xbox Game bar in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se desideri catturare i momenti salienti delle tue sessioni di gioco, condividere scene divertenti con gli amici o avere un replay per confermare i tuoi sospetti su un nemico che bara, Windows + Alt + G è la soluzione ideale.</p><p>Dovrai però abilitare la funzione prima di poterla usare: assicurati di aprire la Xbox Game Bar con Windows + G (non è necessario possedere una Xbox), clicca sull'icona dell'ingranaggio nella barra di navigazione superiore per andare nelle impostazioni, quindi clicca su Widget e abilita "Registra in background mentre gioco".</p><p>Una volta attivata, Windows + Alt + G creerà una clip degli ultimi 30 secondi di gioco e la salverà nella cartella Acquisizioni (all'interno di Video).</p><p>Puoi anche scegliere se registrare esclusivamente l'audio del gioco o anche quello del desktop (il che catturerà, ad esempio, l'input del microfono da Discord). Puoi inoltre usare Windows + Alt + R per avviare una registrazione dello schermo continua.</p><p>Vorresti che ti spiegassi come personalizzare la durata delle clip registrate in background?</p><h2 id="7-ctrl-arrow-keys">7. Ctrl + Arrow keys</h2><p>Ctrl + Tasti freccia è una scorciatoia fantastica per navigare rapidamente nel testo. Sposta il cursore all'inizio o alla fine di una parola e può essere usata in combinazione con il tasto Maiusc (Ctrl + Maiusc + Tasti freccia) per evidenziare intere parole o righe di testo alla volta.</p><p>È perfetta per selezionare determinate sezioni di testo da copiare e incollare, o da eliminare, senza usare il mouse o ricorrere a Ctrl + A, che evidenzia tutto il testo di una pagina o di un campo di inserimento.</p><p>Se invece desideri evidenziare il testo lettera per lettera, o riga per riga, usa semplicemente Maiusc + Tasti freccia.</p><p>Ti servirebbe conoscere anche le scorciatoie specifiche per gestire rapidamente la formattazione (grassetto, corsivo, ecc.) durante la scrittura?</p><h2 id="8-ctrl-f">8. Ctrl + F</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH" name="windows-find-function" alt="Windows 11 Ctrl + F find function" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ho fatto risparmiare innumerevoli ore ai miei amici con questa scorciatoia. Se stai cercando un nome, una data o anche solo una determinata lettera in un documento o in una pagina web, <strong>Ctrl + F</strong> effettuerà la ricerca al posto tuo.</p><p>Dopo aver usato Ctrl + F per far apparire il campo di ricerca, scrivi semplicemente ciò che stai cercando e usa i tasti freccia a destra della barra di ricerca per saltare direttamente al testo desiderato.</p><p>Ti dice anche quante volte una determinata parola, numero o frase appare nella pagina, il che è utile se stai scrivendo un saggio (una "paper") per capire quando è il momento di inserire un sinonimo. Ho appena usato Ctrl + F per verificare che questa sia la prima volta che uso la parola "paper" in questo articolo (il contatore è appena passato a due).</p><p>Ti sarebbe utile conoscere altre scorciatoie specifiche per la navigazione avanzata all'interno dei browser?</p><h2 id="9-ctrl-r">9. Ctrl + R</h2><p><strong>Ctrl + R</strong> aggiorna la scheda del browser su cui ti trovi in quel momento, il che è ottimo per ottenere risultati aggiornati durante eventi di vendita a tempo limitato, pagine di live-blogging e consigli di YouTube, tra le altre cose.</p><h2 id="10-ctrl-shift-t">10. Ctrl + Shift + T</h2><p><strong>Ctrl + Maiusc + T</strong> riapre le schede chiuse di recente su browser come Chrome, Firefox, Edge e Opera.</p><p>Si tratta di un enorme risparmio di tempo se chiudi una scheda per poi renderti conto di doverla consultare di nuovo, o se chiudi accidentalmente l'intero browser e hai bisogno di recuperare tutte le tue schede.</p><p>Riapre le schede nell'ordine in cui sono state chiuse, quindi se hai bisogno di riaprirne diverse, ti basta usare Ctrl + Maiusc + T più volte.</p><p>Hai una scorciatoia preferita di Windows 11? Fammelo sapere nei commenti qui sotto!</p><p></p><p>Ti servirebbe una mano per creare una guida simile dedicata alle scorciatoie specifiche per la gestione del multitasking e dei desktop virtuali?</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Come trasformare Windows 11 usando PowerToys ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Forse non hai mai sentito parlare di PowerToys, o forse ne hai letto su TechRadar chiedendoti se potesse davvero esserti utile. Magari ne hai una vaga familiarità, ma sapendo che è una suite pensata per i cosiddetti "power-user", hai preferito tenerti alla larga, temendo fosse qualcosa di troppo complicato o eccessivamente tecnico.</p><p>Cominciamo col fare chiarezza su questi punti. <strong>PowerToys</strong> è una raccolta di utility sviluppata direttamente da Microsoft: un pacchetto aggiuntivo ufficiale per Windows 11 (e Windows 10) che introduce nel sistema ogni tipo di funzionalità extra.</p><p>Sebbene sia vero che PowerToys si rivolga agli utenti esperti e che alcune funzioni possano sembrare "intense", non è affatto una prerogativa esclusiva dei fanatici del PC che passano le giornate a smanettare nel BIOS.</p><p>Al contrario, esistono strumenti all'interno di PowerToys perfetti per l'utente comune — anche per chi ha "paura" del BIOS — capaci di fare una reale differenza nell'uso quotidiano del computer. Non avendolo mai usato prima, ho deciso di fare il grande passo e ho selezionato le utility migliori: quelle facili da usare che aggiungono funzioni potenti a Windows senza complicarti la vita.</p><p>Sono certo che questi strumenti rimarranno sui miei PC Windows 11 e 10 per rendermi la vita più semplice nel 2026 in mille modi diversi — e non c'è motivo per cui tu non possa trarne lo stesso vantaggio. Ecco come iniziare e quali strumenti ti consiglio caldamente dopo averli testati.</p><p>I miei "PowerToys" preferiti per tutti</p><p>Ecco una selezione delle utility che ho trovato più immediate e utili:</p><p><strong>Always on Top:</strong> Ti permette di bloccare qualsiasi finestra sopra le altre con una semplice scorciatoia da tastiera. Perfetto se devi copiare dati da un PDF a Excel o se vuoi guardare un video in un angolo mentre lavori.</p><p><strong>Text Extractor:</strong> È come avere la magia a portata di mano. Ti permette di selezionare del testo ovunque sullo schermo (anche dentro un'immagine o un video dove normalmente non potresti copiarlo) e lo trasforma istantaneamente in testo modificabile negli appunti.</p><p><strong>Image Resizer:</strong> Basta cliccare con il tasto destro su una o più immagini per ridimensionarle all'istante secondo formati predefiniti. Niente più aperture di software di editing solo per rimpicciolire una foto da inviare via email.</p><p><strong>PowerToys Awake:</strong> Un piccolo interruttore nella barra delle applicazioni che impedisce al computer di andare in sospensione senza dover cambiare ogni volta le impostazioni di risparmio energetico.</p><p>Come iniziare</p><p>Installare PowerToys è semplicissimo: puoi scaricarlo direttamente dal <strong>Microsoft Store</strong> cercando "Microsoft PowerToys" oppure tramite GitHub. Una volta installato, apparirà un'icona nella barra delle applicazioni da cui potrai attivare o disattivare i singoli moduli a tuo piacimento.</p><p>Ti piacerebbe che approfondissi il funzionamento di una di queste utility o che ti spiegassi come configurare le scorciatoie da tastiera?</p><h2 id="innanzitutto-installa-powertoys">Innanzitutto: installa PowerToys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EemRBTm33uDGswuNkqRYaH" name="Powertoys-1" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EemRBTm33uDGswuNkqRYaH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>PowerToys è una suite di strumenti Microsoft compatibile con Windows 10 (versione 2004 – aggiornamento di maggio 2020 – o successive) e Windows 11. È possibile scaricare l'installer dal Microsoft Store oppure da GitHub. Il mio consiglio per la maggior parte degli utenti è di restare sul semplice e utilizzare il <strong>Microsoft Store</strong>: in questo modo riceverete gli aggiornamenti automatici (grazie alla versione UWP, Universal Windows Platform).</p><p>GitHub offre un'installazione tradizionale (Win32 anziché UWP); se vi sentite sicuri delle vostre competenze tecniche potete procedere da lì, ma assicuratevi di scegliere la versione corretta per il vostro PC. Vi servirà l'installazione "per utente", di tipo <strong>x64</strong> per un PC tradizionale con processore AMD o Intel, oppure l'installer <strong>Arm64</strong> per un laptop con chip Arm, come il Qualcomm Snapdragon X.</p><p>Una volta scaricato l'installer, cliccateci due volte per avviare la procedura (che comporterà un ulteriore download) e seguite le istruzioni: in genere non dovrete fare altro che attendere. Al termine, apparirà un pannello di benvenuto insieme alla Home page di PowerToys.</p><p>Potete leggere le informazioni di benvenuto, che introducono i vari strumenti — i "PowerToys" veri e propri — con tanto di brevi video dimostrativi. Un dettaglio importante: nella scheda "Generale" della finestra di benvenuto, PowerToys potrebbe segnalare dei <strong>conflitti tra scorciatoie</strong>. Cliccate sul pulsante dedicato per vederli: se riguardano un'utility che intendete usare, potreste dover ridefinire la combinazione di tasti cliccando sull'icona della penna.</p><p>Fatto questo, andate sul pannello Home: sulla destra troverete l'elenco di tutte le utility. Cliccando su ognuna vedrete i dettagli, le opzioni extra (ad esempio, <em>Image Resizer</em> permette di impostare dimensioni predefinite personalizzate) e la scorciatoia da tastiera per attivarla. Non preoccupatevi troppo delle opzioni, che per alcuni strumenti possono essere complesse: se non siete sicuri, saltatele e lasciate tutto ai valori predefiniti.</p><p>Se l'interruttore accanto a una funzione è attivo, l'utility è pronta all'uso in background; se è spento, la funzione è dormiente. Di default, ci sono sette strumenti già attivati (nella versione 0.96.1 disponibile al momento della scrittura).</p><p>Ogni strumento attivo consuma una piccola parte delle risorse di sistema, quindi <strong>non conviene attivarli tutti</strong>. Molti sono pensati esclusivamente per sviluppatori o utenti avanzati e non vi serviranno mai; tenerli accesi sarebbe solo uno spreco di RAM e CPU. Tuttavia, come dicevo, alcune di queste utility sono utilissime per l'utente comune, ed è su queste che ci concentreremo.</p><p>Il mio consiglio è di approcciare PowerToys così: per prima cosa, <strong>spegnete tutti gli strumenti attivi di default</strong>. Poi, abilitate solo quelli che vi segnalo qui sotto, che sono — a mio parere — le funzioni più agili e utili per migliorare l'esperienza su Windows per chiunque. Se una funzione specifica non vi convince, sentitevi liberi di non usarla.</p><p>Inizierò con i consigli fondamentali, per poi concludere con una sezione su strumenti più di nicchia che potrebbero interessarvi a seconda delle vostre esigenze specifiche. Cominciamo con...</p><p>Quale tra queste funzioni ti incuriosisce di più? Posso spiegarti come configurarla al meglio.</p><h2 id="1-powertoys-run">1. PowerToys Run</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH" name="Powertoys-2" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se dovessi scegliere un solo strumento di PowerToys, quello sarebbe senza dubbio <strong>Run</strong>. Si tratta di un lanciatore rapido che funge, a tutti gli effetti, da sostituto potenziato della funzione di ricerca di Windows.</p><p>Richiamando <strong>Run</strong> con la combinazione di tasti Alt + Barra spaziatrice, apparirà un pannello in cui digitare ciò che cerchi. È un sistema molto più performante e raffinato rispetto alla ricerca standard di Windows 11 (o 10) e ti permette di trovare file e app sul tuo PC in un istante.</p><p>Nota bene: se vuoi limitare la ricerca ai soli file presenti sul tuo computer, devi inserire un punto di domanda ? prima del termine da cercare. Ad esempio, per trovare tutti i file nel tuo disco che contengono la parola "TechRadar", dovrai digitare:</p><pre class="line-numbers language-bash" language="bash" ><code>? TechRadar</code></pre><p>Puoi anche limitarti a digitare la parola senza il punto di domanda, ma in quel caso otterrai anche altri risultati non legati ai file, come applicazioni e impostazioni.</p><p>Il vero punto di forza di <strong>Run</strong> è che funziona meglio della ricerca predefinita di Windows in termini di precisione, oltre a essere più pulito e veloce. Infatti, per chi utilizza PC un po' datati dove Windows può impiegare del tempo anche solo per caricare il menu Start, premere Alt + Barra spaziatrice farà apparire il pannello di Run molto più rapidamente, permettendoti di avviare l'app che cerchi in un lampo.</p><p>Tieni presente che, come segnalato da Microsoft all'interno di PowerToys, Run è in fase di aggiornamento verso <strong>Command Palette</strong>, un'altra utility che potrebbe col tempo sostituirlo. Per il momento, però, ti consiglio di restare su Run per avere una funzione di ricerca super leggera: Command Palette è ancora un "lavoro in corso" e presenta una complessità di cui potresti non avere bisogno.</p><h2 id="2-peek">2. Peek</h2><p>Questo è semplicissimo: premi la barra spaziatrice con un file selezionato e otterrai un'anteprima rapida senza doverlo aprire.</p><p>Ad esempio, seleziona una foto, premi spazio e apparirà immediatamente una finestra di anteprima con l'immagine, senza dover aspettare che venga caricata dall'app di editing fotografico. Molto comodo.</p><h2 id="3-keyboard-manager">3. Keyboard Manager</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH" name="Powertoys-3" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Questa funzione ti permette di rimappare facilmente un tasto affinché si comporti come un altro (o per attivare una combinazione di tasti).</p><p>Supponiamo che tu abbia una tastiera compatta priva del tasto <strong>Stamp</strong> (Print Screen), rimosso per risparmiare spazio; per catturare uno screenshot, saresti costretto a usare una combinazione con il tasto funzione che è difficile da ricordare e poco pratica. Quello che puoi fare, invece, è rimappare un tasto che non usi mai affinché funga da tasto Stamp.</p><p>Per farlo, avvia <strong>Keyboard Manager</strong> in PowerToys, vai su "Rimappa un tasto" e clicca sul pulsante "Seleziona". A questo punto, premi il tasto che vuoi ridefinire per gli screenshot — ad esempio il tasto dell'accento grave (sotto Esc), che molti usano raramente — poi, nel menu a discesa sotto "Tasto/scorciatoia di invio", seleziona <strong>Print Screen</strong>. D'ora in poi, ogni volta che premerai quel tasto, otterrai uno screenshot.</p><p>Se vuoi rimappare un altro tasto, ti basta cliccare sul pulsante "Aggiungi rimappatura tasto" e definire una seconda scelta, e così via. Per eliminare una rimappatura che non ti serve più, clicca sull'icona del cestino a destra.</p><h2 id="4-image-resizer">4. Image Resizer</h2><p>Questa è un'utile aggiunta al menu contestuale (quello che appare con il tasto destro) di Esplora file all'interno delle cartelle di Windows 11.</p><p>Con questa funzione attiva, quando clicchi con il tasto destro su un qualsiasi file d'immagine, vedrai l'opzione "Ridimensiona con Image Resizer": selezionala, scegli tra le dimensioni predefinite e voilà, avrai istantaneamente un file d'immagine più grande (o più compatto). Può farti risparmiare molto tempo, poiché evita di dover armeggiare con un editor di immagini (o di doverne attendere il caricamento).</p><h2 id="5-light-switch">5. Light Switch</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH" name="Powertoys-4" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Attiva <strong>Light Switch</strong> in PowerToys per utilizzare la funzione Mode, che ti permette di impostare un timer per la modalità scura di Windows. Scegli "Ore fisse" per stabilire l'orario in cui desideri che la modalità scura si attivi e disattivi automaticamente, così da non doverlo fare manualmente ogni volta.</p><p>In alternativa, puoi scegliere "Dal tramonto all'alba" e specificare la tua posizione per fare in modo che il PC attivi automaticamente la modalità scura all'arrivo della sera, quando è più necessaria (c'è anche un timer di scostamento per regolare leggermente l'orario in base alle tue preferenze personali).</p><p>Si tratta di una funzione molto utile già presente su macOS che, purtroppo, manca in Windows 11; onestamente, non capisco perché non sia una caratteristica predefinita del sistema operativo Microsoft. In ogni caso, puoi ottenerne i vantaggi utilizzando PowerToys.</p><h2 id="6-text-extractor-per-utenti-windows-10">6. Text Extractor (per utenti Windows 10)</h2><p>Gli utenti di Windows 11 non avranno bisogno di questa funzione, poiché la stessa funzionalità è già presente nello Strumento di cattura (come ti informerà lo stesso PowerToys se stai utilizzando l'ultimo sistema operativo Microsoft). Tuttavia, se utilizzi Windows 10, lo Strumento di cattura non dispone dell'estrazione del testo.</p><p>È una funzione potente che permette di prelevare testo da qualsiasi punto dello schermo (ad esempio dall'interno delle immagini). Per usare <strong>Text Extractor</strong>, premi contemporaneamente i tasti Windows + Shift + T: apparirà un mirino che potrai utilizzare per tracciare un riquadro attorno al testo che vuoi copiare negli appunti. Potrai poi incollarlo in un documento o ovunque ti serva.</p><h2 id="altre-utility-di-powertoys-con-cui-potresti-voler-sperimentare">Altre utility di PowerToys con cui potresti voler sperimentare</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH" name="Powertoys-5" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se desideri approfondire ulteriormente la suite di utility Microsoft, oltre ai punti salienti già evidenziati, potresti voler provare i seguenti PowerToys.</p><p><strong>File Locksmith</strong> è una piccola aggiunta che può rivelarsi molto utile. Ti è mai capitato di provare a eliminare (o spostare) un file in Windows e ricevere un messaggio che dice che è impossibile procedere perché il file è in uso da un programma non specificato? L'opzione "Sblocca con File Locksmith" nel menu del tasto destro ti dirà quale processo lo sta utilizzando, permettendoti di terminarlo (o terminare più processi contemporaneamente) per completare l'operazione sul file.</p><p><strong>Trova il mio mouse</strong> (una delle diverse utility per il mouse) ti consente di rintracciare il cursore nel caso lo perdessi di vista (succede, fidati, se non ti è mai capitato). Attivando "Abilita Trova il mio mouse", puoi scuotere il mouse per evidenziare il cursore, oppure premere due volte il tasto Control (sinistro); questo metodo da tastiera può essere ridefinito.</p><p>Sempre a proposito di questa periferica, c'è <strong>Mouse Without Borders</strong>, che ti permette di usare il mouse (e la tastiera) su più PC diversi (dopo averli collegati tramite una chiave di sicurezza in PowerToys). È una funzione un po' più complessa, ma è una soluzione intelligente se ne hai la necessità.</p><p>Un'ultima raccomandazione è <strong>FancyZones</strong>, uno strumento che alcuni utenti Windows considerano indispensabile per il multitasking, in quanto permette di creare layout personalizzati in cui "agganciare" facilmente le finestre delle app. Questo sistema va oltre i semplici Snap Layouts di sistema e offre una profondità e una personalizzazione enormi. Non è adatto a tutti e, come Mouse Without Borders, rappresenta una proposta più di nicchia.</p><p>Sentiti libero di esplorare autonomamente gli altri strumenti di PowerToys, ma tieni presente che molti sono orientati a casi d'uso più complessi e sono realmente progettati per gli utenti esperti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/come-trasformare-windows-11-usando-powertoys</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Se pensavate che PowerToys fosse solo una misteriosa suite di strumenti avanzati dedicata esclusivamente agli smanettoni più incalliti, beh, fareste meglio a ricredervi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Forse non hai mai sentito parlare di PowerToys, o forse ne hai letto su TechRadar chiedendoti se potesse davvero esserti utile. Magari ne hai una vaga familiarità, ma sapendo che è una suite pensata per i cosiddetti "power-user", hai preferito tenerti alla larga, temendo fosse qualcosa di troppo complicato o eccessivamente tecnico.</p><p>Cominciamo col fare chiarezza su questi punti. <strong>PowerToys</strong> è una raccolta di utility sviluppata direttamente da Microsoft: un pacchetto aggiuntivo ufficiale per Windows 11 (e Windows 10) che introduce nel sistema ogni tipo di funzionalità extra.</p><p>Sebbene sia vero che PowerToys si rivolga agli utenti esperti e che alcune funzioni possano sembrare "intense", non è affatto una prerogativa esclusiva dei fanatici del PC che passano le giornate a smanettare nel BIOS.</p><p>Al contrario, esistono strumenti all'interno di PowerToys perfetti per l'utente comune — anche per chi ha "paura" del BIOS — capaci di fare una reale differenza nell'uso quotidiano del computer. Non avendolo mai usato prima, ho deciso di fare il grande passo e ho selezionato le utility migliori: quelle facili da usare che aggiungono funzioni potenti a Windows senza complicarti la vita.</p><p>Sono certo che questi strumenti rimarranno sui miei PC Windows 11 e 10 per rendermi la vita più semplice nel 2026 in mille modi diversi — e non c'è motivo per cui tu non possa trarne lo stesso vantaggio. Ecco come iniziare e quali strumenti ti consiglio caldamente dopo averli testati.</p><p>I miei "PowerToys" preferiti per tutti</p><p>Ecco una selezione delle utility che ho trovato più immediate e utili:</p><p><strong>Always on Top:</strong> Ti permette di bloccare qualsiasi finestra sopra le altre con una semplice scorciatoia da tastiera. Perfetto se devi copiare dati da un PDF a Excel o se vuoi guardare un video in un angolo mentre lavori.</p><p><strong>Text Extractor:</strong> È come avere la magia a portata di mano. Ti permette di selezionare del testo ovunque sullo schermo (anche dentro un'immagine o un video dove normalmente non potresti copiarlo) e lo trasforma istantaneamente in testo modificabile negli appunti.</p><p><strong>Image Resizer:</strong> Basta cliccare con il tasto destro su una o più immagini per ridimensionarle all'istante secondo formati predefiniti. Niente più aperture di software di editing solo per rimpicciolire una foto da inviare via email.</p><p><strong>PowerToys Awake:</strong> Un piccolo interruttore nella barra delle applicazioni che impedisce al computer di andare in sospensione senza dover cambiare ogni volta le impostazioni di risparmio energetico.</p><p>Come iniziare</p><p>Installare PowerToys è semplicissimo: puoi scaricarlo direttamente dal <strong>Microsoft Store</strong> cercando "Microsoft PowerToys" oppure tramite GitHub. Una volta installato, apparirà un'icona nella barra delle applicazioni da cui potrai attivare o disattivare i singoli moduli a tuo piacimento.</p><p>Ti piacerebbe che approfondissi il funzionamento di una di queste utility o che ti spiegassi come configurare le scorciatoie da tastiera?</p><h2 id="innanzitutto-installa-powertoys">Innanzitutto: installa PowerToys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EemRBTm33uDGswuNkqRYaH" name="Powertoys-1" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EemRBTm33uDGswuNkqRYaH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>PowerToys è una suite di strumenti Microsoft compatibile con Windows 10 (versione 2004 – aggiornamento di maggio 2020 – o successive) e Windows 11. È possibile scaricare l'installer dal Microsoft Store oppure da GitHub. Il mio consiglio per la maggior parte degli utenti è di restare sul semplice e utilizzare il <strong>Microsoft Store</strong>: in questo modo riceverete gli aggiornamenti automatici (grazie alla versione UWP, Universal Windows Platform).</p><p>GitHub offre un'installazione tradizionale (Win32 anziché UWP); se vi sentite sicuri delle vostre competenze tecniche potete procedere da lì, ma assicuratevi di scegliere la versione corretta per il vostro PC. Vi servirà l'installazione "per utente", di tipo <strong>x64</strong> per un PC tradizionale con processore AMD o Intel, oppure l'installer <strong>Arm64</strong> per un laptop con chip Arm, come il Qualcomm Snapdragon X.</p><p>Una volta scaricato l'installer, cliccateci due volte per avviare la procedura (che comporterà un ulteriore download) e seguite le istruzioni: in genere non dovrete fare altro che attendere. Al termine, apparirà un pannello di benvenuto insieme alla Home page di PowerToys.</p><p>Potete leggere le informazioni di benvenuto, che introducono i vari strumenti — i "PowerToys" veri e propri — con tanto di brevi video dimostrativi. Un dettaglio importante: nella scheda "Generale" della finestra di benvenuto, PowerToys potrebbe segnalare dei <strong>conflitti tra scorciatoie</strong>. Cliccate sul pulsante dedicato per vederli: se riguardano un'utility che intendete usare, potreste dover ridefinire la combinazione di tasti cliccando sull'icona della penna.</p><p>Fatto questo, andate sul pannello Home: sulla destra troverete l'elenco di tutte le utility. Cliccando su ognuna vedrete i dettagli, le opzioni extra (ad esempio, <em>Image Resizer</em> permette di impostare dimensioni predefinite personalizzate) e la scorciatoia da tastiera per attivarla. Non preoccupatevi troppo delle opzioni, che per alcuni strumenti possono essere complesse: se non siete sicuri, saltatele e lasciate tutto ai valori predefiniti.</p><p>Se l'interruttore accanto a una funzione è attivo, l'utility è pronta all'uso in background; se è spento, la funzione è dormiente. Di default, ci sono sette strumenti già attivati (nella versione 0.96.1 disponibile al momento della scrittura).</p><p>Ogni strumento attivo consuma una piccola parte delle risorse di sistema, quindi <strong>non conviene attivarli tutti</strong>. Molti sono pensati esclusivamente per sviluppatori o utenti avanzati e non vi serviranno mai; tenerli accesi sarebbe solo uno spreco di RAM e CPU. Tuttavia, come dicevo, alcune di queste utility sono utilissime per l'utente comune, ed è su queste che ci concentreremo.</p><p>Il mio consiglio è di approcciare PowerToys così: per prima cosa, <strong>spegnete tutti gli strumenti attivi di default</strong>. Poi, abilitate solo quelli che vi segnalo qui sotto, che sono — a mio parere — le funzioni più agili e utili per migliorare l'esperienza su Windows per chiunque. Se una funzione specifica non vi convince, sentitevi liberi di non usarla.</p><p>Inizierò con i consigli fondamentali, per poi concludere con una sezione su strumenti più di nicchia che potrebbero interessarvi a seconda delle vostre esigenze specifiche. Cominciamo con...</p><p>Quale tra queste funzioni ti incuriosisce di più? Posso spiegarti come configurarla al meglio.</p><h2 id="1-powertoys-run">1. PowerToys Run</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH" name="Powertoys-2" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se dovessi scegliere un solo strumento di PowerToys, quello sarebbe senza dubbio <strong>Run</strong>. Si tratta di un lanciatore rapido che funge, a tutti gli effetti, da sostituto potenziato della funzione di ricerca di Windows.</p><p>Richiamando <strong>Run</strong> con la combinazione di tasti Alt + Barra spaziatrice, apparirà un pannello in cui digitare ciò che cerchi. È un sistema molto più performante e raffinato rispetto alla ricerca standard di Windows 11 (o 10) e ti permette di trovare file e app sul tuo PC in un istante.</p><p>Nota bene: se vuoi limitare la ricerca ai soli file presenti sul tuo computer, devi inserire un punto di domanda ? prima del termine da cercare. Ad esempio, per trovare tutti i file nel tuo disco che contengono la parola "TechRadar", dovrai digitare:</p><pre class="line-numbers language-bash" language="bash" ><code>? TechRadar</code></pre><p>Puoi anche limitarti a digitare la parola senza il punto di domanda, ma in quel caso otterrai anche altri risultati non legati ai file, come applicazioni e impostazioni.</p><p>Il vero punto di forza di <strong>Run</strong> è che funziona meglio della ricerca predefinita di Windows in termini di precisione, oltre a essere più pulito e veloce. Infatti, per chi utilizza PC un po' datati dove Windows può impiegare del tempo anche solo per caricare il menu Start, premere Alt + Barra spaziatrice farà apparire il pannello di Run molto più rapidamente, permettendoti di avviare l'app che cerchi in un lampo.</p><p>Tieni presente che, come segnalato da Microsoft all'interno di PowerToys, Run è in fase di aggiornamento verso <strong>Command Palette</strong>, un'altra utility che potrebbe col tempo sostituirlo. Per il momento, però, ti consiglio di restare su Run per avere una funzione di ricerca super leggera: Command Palette è ancora un "lavoro in corso" e presenta una complessità di cui potresti non avere bisogno.</p><h2 id="2-peek">2. Peek</h2><p>Questo è semplicissimo: premi la barra spaziatrice con un file selezionato e otterrai un'anteprima rapida senza doverlo aprire.</p><p>Ad esempio, seleziona una foto, premi spazio e apparirà immediatamente una finestra di anteprima con l'immagine, senza dover aspettare che venga caricata dall'app di editing fotografico. Molto comodo.</p><h2 id="3-keyboard-manager">3. Keyboard Manager</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH" name="Powertoys-3" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Questa funzione ti permette di rimappare facilmente un tasto affinché si comporti come un altro (o per attivare una combinazione di tasti).</p><p>Supponiamo che tu abbia una tastiera compatta priva del tasto <strong>Stamp</strong> (Print Screen), rimosso per risparmiare spazio; per catturare uno screenshot, saresti costretto a usare una combinazione con il tasto funzione che è difficile da ricordare e poco pratica. Quello che puoi fare, invece, è rimappare un tasto che non usi mai affinché funga da tasto Stamp.</p><p>Per farlo, avvia <strong>Keyboard Manager</strong> in PowerToys, vai su "Rimappa un tasto" e clicca sul pulsante "Seleziona". A questo punto, premi il tasto che vuoi ridefinire per gli screenshot — ad esempio il tasto dell'accento grave (sotto Esc), che molti usano raramente — poi, nel menu a discesa sotto "Tasto/scorciatoia di invio", seleziona <strong>Print Screen</strong>. D'ora in poi, ogni volta che premerai quel tasto, otterrai uno screenshot.</p><p>Se vuoi rimappare un altro tasto, ti basta cliccare sul pulsante "Aggiungi rimappatura tasto" e definire una seconda scelta, e così via. Per eliminare una rimappatura che non ti serve più, clicca sull'icona del cestino a destra.</p><h2 id="4-image-resizer">4. Image Resizer</h2><p>Questa è un'utile aggiunta al menu contestuale (quello che appare con il tasto destro) di Esplora file all'interno delle cartelle di Windows 11.</p><p>Con questa funzione attiva, quando clicchi con il tasto destro su un qualsiasi file d'immagine, vedrai l'opzione "Ridimensiona con Image Resizer": selezionala, scegli tra le dimensioni predefinite e voilà, avrai istantaneamente un file d'immagine più grande (o più compatto). Può farti risparmiare molto tempo, poiché evita di dover armeggiare con un editor di immagini (o di doverne attendere il caricamento).</p><h2 id="5-light-switch">5. Light Switch</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH" name="Powertoys-4" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Attiva <strong>Light Switch</strong> in PowerToys per utilizzare la funzione Mode, che ti permette di impostare un timer per la modalità scura di Windows. Scegli "Ore fisse" per stabilire l'orario in cui desideri che la modalità scura si attivi e disattivi automaticamente, così da non doverlo fare manualmente ogni volta.</p><p>In alternativa, puoi scegliere "Dal tramonto all'alba" e specificare la tua posizione per fare in modo che il PC attivi automaticamente la modalità scura all'arrivo della sera, quando è più necessaria (c'è anche un timer di scostamento per regolare leggermente l'orario in base alle tue preferenze personali).</p><p>Si tratta di una funzione molto utile già presente su macOS che, purtroppo, manca in Windows 11; onestamente, non capisco perché non sia una caratteristica predefinita del sistema operativo Microsoft. In ogni caso, puoi ottenerne i vantaggi utilizzando PowerToys.</p><h2 id="6-text-extractor-per-utenti-windows-10">6. Text Extractor (per utenti Windows 10)</h2><p>Gli utenti di Windows 11 non avranno bisogno di questa funzione, poiché la stessa funzionalità è già presente nello Strumento di cattura (come ti informerà lo stesso PowerToys se stai utilizzando l'ultimo sistema operativo Microsoft). Tuttavia, se utilizzi Windows 10, lo Strumento di cattura non dispone dell'estrazione del testo.</p><p>È una funzione potente che permette di prelevare testo da qualsiasi punto dello schermo (ad esempio dall'interno delle immagini). Per usare <strong>Text Extractor</strong>, premi contemporaneamente i tasti Windows + Shift + T: apparirà un mirino che potrai utilizzare per tracciare un riquadro attorno al testo che vuoi copiare negli appunti. Potrai poi incollarlo in un documento o ovunque ti serva.</p><h2 id="altre-utility-di-powertoys-con-cui-potresti-voler-sperimentare">Altre utility di PowerToys con cui potresti voler sperimentare</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH" name="Powertoys-5" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se desideri approfondire ulteriormente la suite di utility Microsoft, oltre ai punti salienti già evidenziati, potresti voler provare i seguenti PowerToys.</p><p><strong>File Locksmith</strong> è una piccola aggiunta che può rivelarsi molto utile. Ti è mai capitato di provare a eliminare (o spostare) un file in Windows e ricevere un messaggio che dice che è impossibile procedere perché il file è in uso da un programma non specificato? L'opzione "Sblocca con File Locksmith" nel menu del tasto destro ti dirà quale processo lo sta utilizzando, permettendoti di terminarlo (o terminare più processi contemporaneamente) per completare l'operazione sul file.</p><p><strong>Trova il mio mouse</strong> (una delle diverse utility per il mouse) ti consente di rintracciare il cursore nel caso lo perdessi di vista (succede, fidati, se non ti è mai capitato). Attivando "Abilita Trova il mio mouse", puoi scuotere il mouse per evidenziare il cursore, oppure premere due volte il tasto Control (sinistro); questo metodo da tastiera può essere ridefinito.</p><p>Sempre a proposito di questa periferica, c'è <strong>Mouse Without Borders</strong>, che ti permette di usare il mouse (e la tastiera) su più PC diversi (dopo averli collegati tramite una chiave di sicurezza in PowerToys). È una funzione un po' più complessa, ma è una soluzione intelligente se ne hai la necessità.</p><p>Un'ultima raccomandazione è <strong>FancyZones</strong>, uno strumento che alcuni utenti Windows considerano indispensabile per il multitasking, in quanto permette di creare layout personalizzati in cui "agganciare" facilmente le finestre delle app. Questo sistema va oltre i semplici Snap Layouts di sistema e offre una profondità e una personalizzazione enormi. Non è adatto a tutti e, come Mouse Without Borders, rappresenta una proposta più di nicchia.</p><p>Sentiti libero di esplorare autonomamente gli altri strumenti di PowerToys, ma tieni presente che molti sono orientati a casi d'uso più complessi e sono realmente progettati per gli utenti esperti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gli attacchi alla supply chain del software rappresentano un enorme pericolo: ecco come rafforzare le proprie difese. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il 65% delle organizzazioni ha subito attacchi alla supply chain nell'ultimo anno</strong></li><li><strong>L'adozione della GenAI aggrava i rischi; solo il 24% analizza il codice generato dall'IA per problemi di sicurezza o proprietà intellettuale</strong></li></ul><p>La supply chain del software, ovvero l'intera rete di componenti, strumenti e processi utilizzati per sviluppare, compilare e distribuire il software, si è evoluta in una nuova e popolarissima superficie di attacco. Ciò offre ai criminali informatici l'opportunità di aggirare le difese standard e ottenere vantaggi sproporzionati da una singola compromissione.</p><p>È quanto emerge da “Navigating Software Supply Chain Risk in a Rapid-Release World”, un nuovo report approfondito pubblicato dalla società di sicurezza applicativa Blackduck.</p><p>Basato su un sondaggio condotto su 540 leader della sicurezza software, il report afferma che due terzi (65%) delle organizzazioni hanno subito almeno un attacco alla supply chain negli ultimi 12 mesi. Per far fronte a queste minacce, le aziende devono implementare i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-imprese-aziende" target="_blank">migliori software per imprese e aziende</a> che integrino protocolli di sicurezza avanzati.</p><h2 id="la-compliance-e-tutto">La compliance è tutto</h2><p>Questi incidenti stanno diventando sempre più sfaccettati: le organizzazioni segnalano dipendenze malevole (30%), vulnerabilità non patchate (28%), exploit zero-day (27%) e iniezioni di malware nelle pipeline di build (14%).</p><p>La velocità con cui l'intelligenza artificiale generativa (GenAI) viene adottata nelle imprese non fa che peggiorare le cose. Blackduck afferma che quasi tutte le organizzazioni (95%) sfruttano ora strumenti di IA per lo sviluppo software (principalmente ChatGPT), ma i protocolli di sicurezza non tengono il passo. La fiducia nello strumento è alta, mentre la verifica effettiva è allarmante bassa.</p><p>Infatti, solo un quarto (24%) delle organizzazioni analizza il codice generato dall'IA per aspetti quali proprietà intellettuale, licenze, sicurezza o rischi qualitativi. Il rapporto sostiene che ciò lasci ampio spazio a vulnerabilità nella supply chain, inclusa l'introduzione di IP protetta da copyright o l'esposizione di chiavi API sensibili. Per gestire queste operazioni in sicurezza, è consigliabile utilizzare i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali" target="_blank">migliori notebook aziendali</a> dotati di hardware dedicato alla protezione dei dati.</p><p>Per rafforzare le difese, è necessario valutare attentamente la conformità. Blackduck sostiene che, contrariamente alla credenza popolare, un approccio basato innanzitutto sulla compliance acceleri effettivamente i tempi di risposta della sicurezza.</p><p>Sembra esserci una chiara correlazione tra controlli di conformità robusti e velocità di remediation: il 54% delle organizzazioni che utilizzano almeno quattro tipi di controlli di conformità interviene sulle vulnerabilità critiche in modo significativamente più rapido rispetto al 45% del pool generale di intervistati. Inoltre, l'automazione appare imprescindibile. Affidarsi a un monitoraggio manuale periodico, come sta facendo circa il 36% degli intervistati, è ampiamente considerato insufficiente. Parallelamente, le organizzazioni che adottano un monitoraggio continuo automatico vengono descritte come "molto più efficaci".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/gli-attacchi-alla-supply-chain-del-software-rappresentano-un-enorme-pericolo-ecco-come-rafforzare-le-proprie-difese</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un nuovo report evidenzia quanto sia rischioso l'ecosistema della supply chain del software e come l'intelligenza artificiale non faccia che peggiorare la situazione. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <ul><li><strong>Il 65% delle organizzazioni ha subito attacchi alla supply chain nell'ultimo anno</strong></li><li><strong>L'adozione della GenAI aggrava i rischi; solo il 24% analizza il codice generato dall'IA per problemi di sicurezza o proprietà intellettuale</strong></li></ul><p>La supply chain del software, ovvero l'intera rete di componenti, strumenti e processi utilizzati per sviluppare, compilare e distribuire il software, si è evoluta in una nuova e popolarissima superficie di attacco. Ciò offre ai criminali informatici l'opportunità di aggirare le difese standard e ottenere vantaggi sproporzionati da una singola compromissione.</p><p>È quanto emerge da “Navigating Software Supply Chain Risk in a Rapid-Release World”, un nuovo report approfondito pubblicato dalla società di sicurezza applicativa Blackduck.</p><p>Basato su un sondaggio condotto su 540 leader della sicurezza software, il report afferma che due terzi (65%) delle organizzazioni hanno subito almeno un attacco alla supply chain negli ultimi 12 mesi. Per far fronte a queste minacce, le aziende devono implementare i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-imprese-aziende" target="_blank">migliori software per imprese e aziende</a> che integrino protocolli di sicurezza avanzati.</p><h2 id="la-compliance-e-tutto">La compliance è tutto</h2><p>Questi incidenti stanno diventando sempre più sfaccettati: le organizzazioni segnalano dipendenze malevole (30%), vulnerabilità non patchate (28%), exploit zero-day (27%) e iniezioni di malware nelle pipeline di build (14%).</p><p>La velocità con cui l'intelligenza artificiale generativa (GenAI) viene adottata nelle imprese non fa che peggiorare le cose. Blackduck afferma che quasi tutte le organizzazioni (95%) sfruttano ora strumenti di IA per lo sviluppo software (principalmente ChatGPT), ma i protocolli di sicurezza non tengono il passo. La fiducia nello strumento è alta, mentre la verifica effettiva è allarmante bassa.</p><p>Infatti, solo un quarto (24%) delle organizzazioni analizza il codice generato dall'IA per aspetti quali proprietà intellettuale, licenze, sicurezza o rischi qualitativi. Il rapporto sostiene che ciò lasci ampio spazio a vulnerabilità nella supply chain, inclusa l'introduzione di IP protetta da copyright o l'esposizione di chiavi API sensibili. Per gestire queste operazioni in sicurezza, è consigliabile utilizzare i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali" target="_blank">migliori notebook aziendali</a> dotati di hardware dedicato alla protezione dei dati.</p><p>Per rafforzare le difese, è necessario valutare attentamente la conformità. Blackduck sostiene che, contrariamente alla credenza popolare, un approccio basato innanzitutto sulla compliance acceleri effettivamente i tempi di risposta della sicurezza.</p><p>Sembra esserci una chiara correlazione tra controlli di conformità robusti e velocità di remediation: il 54% delle organizzazioni che utilizzano almeno quattro tipi di controlli di conformità interviene sulle vulnerabilità critiche in modo significativamente più rapido rispetto al 45% del pool generale di intervistati. Inoltre, l'automazione appare imprescindibile. Affidarsi a un monitoraggio manuale periodico, come sta facendo circa il 36% degli intervistati, è ampiamente considerato insufficiente. Parallelamente, le organizzazioni che adottano un monitoraggio continuo automatico vengono descritte come "molto più efficaci".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft capisce finalmente la minaccia di SteamOS, ma forse è tardi per rendere Windows 11 gamer friendly ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Sono un <em>gamer</em> su PC da oltre 30 anni e in questo periodo i sistemi operativi di Microsoft (prima MS-DOS, poi le varie sfumature di Windows) sono stati essenzialmente la scelta predefinita quando si assemblava o si acquistava un PC da <em>gaming</em>. A causa della "popolarità" di Windows su PC, rispetto ad alternative come Linux, qualsiasi sviluppatore di giochi che volesse raggiungere il pubblico più vasto possibile dava la priorità a Windows come piattaforma. Questo ha avuto un effetto a catena, il che significava che se si desiderava la più ampia libreria di giochi possibile, si doveva avere Windows installato.</p><p>Questo stato di cose è continuato per anni, ma un problema stava montando. Il motivo per cui ho usato le virgolette parlando della "popolarità" di Windows (ecco, l'ho fatto di nuovo) è perché, nonostante sia il sistema operativo più diffuso, nessuno ama, e nemmeno apprezza, Windows. Se qualcuno afferma di farlo, o lavora per Microsoft o è un mostro (forse entrambi), e l'opzione più sicura è scappare. Se affermano specificamente di amare Windows 8, beh, mi dispiace: è già troppo tardi.</p><p>Così, i <em>gamer</em> su PC hanno dovuto tollerare di avere una qualche versione di Windows installata sulle loro <em>rig</em> da gioco, mentre Microsoft sembra essersi adagiata.</p><p>Questa compiacenza, nel migliore dei casi, ha significato che Microsoft sembrava dimenticarsi del <em>gaming</em> su PC del tutto, lasciandoci con un sistema operativo <em>bloated</em> (gonfio) che almeno ci permetteva di giocare con interruzioni e <em>crash</em> minimi; o, nei casi peggiori, Microsoft ha usato la sua posizione di <em>leader</em> di mercato per introdurre funzionalità fastidiose, a volte anti-consumatore, che nessun <em>gamer</em> aveva mai richiesto (coloro che ricordano gli orrori di Games for Windows – Live possono testimoniarlo).</p><p>Alcuni di noi temevano che la situazione potesse continuare in futuro, ma sembra che, finalmente, la tendenza stia cambiando e, sebbene questa possa essere una cattiva notizia per Microsoft, sarà un'ottima notizia per i <em>gamer</em> su PC.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5359px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="eumr6D8YBzZXrQ7FySUNJQ" name="shutterstock_2164807443.jpg" alt="An angry woman wearing a headset and shouting after losing a game on her PC." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eumr6D8YBzZXrQ7FySUNJQ.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5359" height="3014" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="microsoft-you-blew-it">Microsoft, you blew it</h2><p>Il dominio di Microsoft nel <em>gaming</em> su PC era dato per scontato dall'azienda stessa, ma i suoi rivali prendevano nota. Il lancio della console di gioco Microsoft, Xbox, nel 2002, non ha aiutato. Mentre Microsoft giocava con il suo nuovo scintillante giocattolo e cercava di battere Sony e Nintendo (com'è andata a finire?) nella guerra per il salotto, sembrava essersi dimenticata per un po' del <em>gaming</em> su PC.</p><p>Valve, gli sviluppatori dietro <em>Half-Life</em>, non l'hanno fatto, e nel 2003 hanno lanciato Steam, un <em>software</em> nato come strumento per aggiornare automaticamente i giochi e rapidamente trasformatosi in un negozio digitale per giochi di terze parti.</p><p>A questo punto, sembra che Microsoft non abbia preso sul serio la minaccia di Steam – dopotutto, avevi ancora bisogno di Windows per eseguire i giochi acquistati su Steam, e Microsoft non aveva un negozio concorrente.</p><p>A onor del vero nei confronti di Microsoft, ricordo di non essere stato molto contento quando acquistai <em>Half-Life 2</em> nel 2004 e scoprii che dovevo installare Steam per giocare, e lo liquidai come un aggeggio inutile e forzato che non sarebbe durato a lungo.</p><p>Avevamo, ovviamente, torto a sottovalutare Valve e Steam. Già nel 2013, Steam era responsabile di circa il 75% delle vendite di giochi per PC, e il suo <em>software</em> fu portato su Linux e macOS, e più tardi anche su Android e iOS.</p><div><blockquote><p>Nel 2019, Microsoft ha iniziato a vendere i suoi giochi su Steam. Per quanto ne sappia, non c'è modo di acquistare alcuno dei giochi di Valve sul Microsoft Store.</p></blockquote></div><p>Quando Microsoft si è resa conto di dover competere, era troppo tardi. Nel 2007, ha annunciato Games for Windows – Live (un nome orribile, cosa non rara per Microsoft), che ha introdotto funzionalità da console come liste amici e altre caratteristiche <em>social</em> che Steam offriva già da tempo.</p><p>Avendo messo il <em>multiplayer online</em> dietro un <em>paywall</em> per le sue console Xbox (una mossa che, a mio avviso, è uno dei più grandi crimini di Microsoft contro i <em>gamer</em>), l'azienda ha cercato di fare lo stesso con Games for Windows – Live, rendendo il <em>multiplayer</em> disponibile solo a coloro che avevano un abbonamento Xbox LIVE Gold.</p><p>Dire che questa mossa si sia rivelata impopolare sarebbe un eufemismo, e appena un anno dopo, Microsoft ha eliminato tale requisito. Quell'anno, Microsoft ha affermato che i cambiamenti avrebbero "migliorato il <em>gaming</em> su Windows", ma il danno era ormai fatto. Insieme a un'interfaccia utente pessima, un <em>software</em> inaffidabile e regole rigorose su quali giochi potessero essere acquistati e giocati su Games for Windows – Live (oltre a quel nome), il servizio è stato ampiamente deriso, mentre Steam andava di bene in meglio.</p><p>Quando Microsoft ha tentato nuovamente di vendere giochi tramite il Windows Store (ora chiamato Microsoft Store), Steam era diventato inarrestabile. Nel 2019, Microsoft ha iniziato a vendere i suoi giochi su Steam. Per quanto ne sappia, non c'è modo di acquistare alcuno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi">giochi di Valve</a> sul Microsoft Store. Questo lo considererei un punto a favore di Valve.</p><h2 id="avanti-a-tutto-vapore">Avanti a tutto vapore</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7EVUQp4Z7qmjb6uijMZrh9" name="RIP Steam Deck.jpg" alt="Zombie hand holding a Steam Deck console" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7EVUQp4Z7qmjb6uijMZrh9.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: KinoMasterskaya / Valve)</span></figcaption></figure><p>Se Valve avesse limitato le sue ambizioni per Steam a essere semplicemente il principale luogo dove acquistare giochi per PC, questo avrebbe causato a Microsoft un "occhio nero", ma nulla di fatale. Sfortunatamente per Microsoft, Valve aveva piani molto più grandi e, a differenza di Microsoft, non sembra essere troppo adagiata sulla sua posizione.</p><p>Così, sono stati rilasciati numerosi prodotti e servizi Steam, e sebbene non tutti abbiano avuto successo (meno si parla delle originali Steam Boxes, meglio è), tre in particolare si stanno rivelando una seria minaccia per la morsa ferrea di Microsoft sul <em>gaming</em> su PC.</p><p>Il primo è SteamOS, un sistema operativo basato su Linux lanciato nel 2014. Questo sistema operativo è stato progettato come un <em>OS</em> incentrato sul <em>gaming</em> che avrebbe permesso ai <em>gamer</em> di avviare e giocare con una semplicità simile a quella delle console, e senza il sovraccarico che drena le prestazioni di cui soffre il sempre più <em>bloated</em> (gonfio) sistema operativo Windows.</p><p>SteamOS da solo sarebbe probabilmente stato solo l'ennesimo tentativo fallito di conquistare i <em>gamer</em> PC da Windows se non fosse stato per Proton, il successivo grande colpo contro Microsoft.</p><p>Proton è un livello di compatibilità che consente ai giochi Windows di funzionare su Linux (e, quindi, SteamOS), con un impatto minimo sulle prestazioni di gioco. Con un solo colpo, questo ha eliminato uno dei maggiori vantaggi di Windows, poiché non era più necessario installare Windows per giocare, e non bisognava aspettare che venisse rilasciata una versione Linux del gioco (cosa che accadeva raramente a causa della minima quota di mercato di Linux tra i <em>gamer</em>).</p><p>La ragione principale per cui i <em>gamer</em> su PC, me compreso, sostengono la necessità di installare Windows è per giocare ai propri titoli. Grazie a Proton, questo non è più il caso.</p><p>Infine, Valve ha rilasciato la Steam Deck, una console portatile da <em>gaming</em> alimentata da SteamOS che ha combinato tutti questi precedenti successi e servito come perfetta dimostrazione della possibilità di giocare su SteamOS anziché su Windows. Un numero crescente di giochi è diventato compatibile con Proton e l'esperienza simile a quella di una console è risultata ideale per il piccolo <em>touchscreen</em> della Steam Deck.</p><p>Da allora, sono state rilasciate anche molte console portatili da <em>gaming</em> alimentate da Windows 11 (ne ho recensite alcune io stesso), e sebbene facciano molte cose meglio della Steam Deck, hanno anche evidenziato quanto Windows 11 sia inadatto a questo tipo di dispositivi.</p><p>Fastidiosi <em>pop-up</em>, strane decisioni di <em>design</em> e un mix di interfacce moderne e <em>touch-friendly</em> annidate tra applicazioni e menu <em>legacy</em> che non sono stati modificati per decenni sono già abbastanza irritanti su un PC o un <em>laptop</em> con Windows 11, ma su una console portatile da <em>gaming</em> sono insopportabili.</p><p>Adoro il mio ROG Ally X, ma Windows 11 continua a offrire un'esperienza terribile, con messaggi <em>pop-up</em> che appaiono e minimizzano il gioco a cui sto giocando, portando generalmente alla morte, e che mostrano un testo quasi impossibile da leggere su uno schermo piccolo, il che è forse l'aspetto peggiore.</p><p>L'unica nota positiva è che questo sembra aver finalmente risvegliato Microsoft dal suo torpore.</p><p>Forse spinta dal fatto che le sue console Xbox non sono riuscite a competere con le offerte di Sony e Nintendo, Microsoft si è ricordata che i <em>gamer</em> su PC contano e, in un articolo intitolato 'Windows PC gaming in 2025: Handheld innovation, Arm progress and DirectX advances' (un altro ottimo esempio di come Microsoft nomina le cose), Ian LeGrow, <em>Partner Director, Intelligent Edge Operating Systems</em> dell'azienda, evidenzia alcuni dei miglioramenti apportati quest'anno, guardando avanti a ciò che il 2026 porterà per migliorare il <em>gaming</em> su Windows. Sembra un po' come nel 2008, non è vero? Purtroppo, penso che anche questo, ancora una volta, sarà troppo poco e troppo tardi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jk4MEm6h7jgEfMnTF3dZTj" name="windows-fse" alt="Windows 11 Full Screen Experience screenshot" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jk4MEm6h7jgEfMnTF3dZTj.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="interventi-marginali">Interventi marginali</h2><p>Certo, alcuni dei miglioramenti che LeGrow identifica sono benvenuti (menziona in particolare l'Advanced Shader Delivery - ASD - e le prestazioni a livello di sistema), ma spesso sembrano essere solo degli intonaci per coprire le inadeguatezze di Windows 11.</p><p>L'esperienza <em>full-screen</em> di Xbox (FSE) ne è un esempio lampante. Questa è una nuovissima interfaccia che dovrebbe offrire un'esperienza simile a quella di una console e un menu molto più <em>touch-friendly</em>, impedendo al contempo a Windows 11 di intralciare i vostri giochi.</p><p>Il problema è che, anziché essere un sistema operativo completamente nuovo e dedicato al <em>gaming</em>, si sovrappone semplicemente a Windows 11. Durante la mia recensione del ROG Ally X, ho scoperto che, sebbene sia un miglioramento sotto alcuni aspetti, semplicemente non è sufficiente e, in alcuni casi, rende solo le cose più complicate.</p><p>Siamo ancora agli inizi e spero che l'FSE venga migliorato, ma temo di avere dei <em>flashback</em> a Games for Windows – Live.</p><p>LeGrow afferma che "I miglioramenti e le innovazioni che abbiamo introdotto quest'anno stanno plasmando il futuro del <em>gaming</em>", ma a mio parere, sembra che Microsoft stia cercando di recuperare terreno.</p><p>Guardando avanti al 2026, LeGrow evidenzia alcuni cambiamenti imminenti. L'esperienza <em>full-screen</em> di Xbox (FSE) sarà disponibile su più dispositivi, e se ci si iscrive all'accesso anticipato, sarà possibile eseguirla su <em>desktop</em>, <em>laptop</em>, 2-in-1 e altre console portatili da <em>gaming</em> con Windows 11.</p><p>Questa mossa sarà utile solo se Microsoft continuerà a migliorare l'FSE, e poiché non è più legata a un singolo set di prodotti, questo è almeno un po' più realistico.</p><p>L'Advanced Shader Delivery (ASD) sarà ampliato. Questa funzione precarica gli <em>shader</em> di gioco durante il <em>download</em>, in modo da poter avviare alcuni giochi più rapidamente, e il supporto per ASD è in arrivo su più titoli. Di nuovo, benvenuto, ma difficilmente è qualcosa che farà accelerare il vostro battito cardiaco.</p><p>Più interessante è Auto SR, una funzione di <em>upscaling</em> a livello di <em>OS</em> che utilizza l'IA per aumentare la risoluzione dei giochi, in modo simile a DLSS di Nvidia, FSR di AMD e XeSS di Intel. Ho scoperto che queste funzioni, specialmente DLSS, hanno un impatto enorme sul miglioramento delle prestazioni di <em>gaming</em>, e sarà interessante vedere cosa farà Microsoft in questo senso – anche se vale la pena sottolineare che si tratta ancora una volta di un'area in cui Microsoft sembra essere in ritardo.</p><p>Nel frattempo, Valve sembra intenzionata a sottrarre ancora più <em>gamer</em> PC a Windows 11 con l'annuncio di una nuova generazione di Steam Machines alimentate da SteamOS.</p><p>Il problema per Microsoft è che non solo Valve sta rendendo SteamOS più attraente per i <em>gamer</em>, ma Microsoft sta rendendo Windows 11 meno attraente. Per cominciare, continuiamo a ricevere aggiornamenti di Windows 11 che sembrano rompere più cose di quante ne aggiustino. Proprio questo <em>weekend</em>, volevo giocare a un gioco, solo per vedere Windows 11 bloccarsi numerose volte, cosa che non mi capitava da un po'.</p><p>E, mentre Microsoft sembra perdere interesse per Xbox, ora è distratta da una cosa più nuova e luccicante: l'IA. Invece di risolvere i problemi fondamentali con Windows 11, e non parlo solo di problemi specifici del <em>gaming</em>, Microsoft sta <em>cramming</em> (intasando) il sistema operativo con funzionalità IA indesiderate.</p><p>Quindi, temo che quando Microsoft afferma che il 2026 sarà l'anno in cui migliorerà il <em>gaming</em> su PC su Windows 11, non ci crederò finché non lo vedrò.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/microsoft-capisce-finalmente-la-minaccia-di-steamos-ma-forse-e-tardi-per-rendere-windows-11-gamer-friendly</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft non comprende i gamer su PC e i suoi piani per "aggiustare" Windows 11 non fermeranno l'ascesa di SteamOS ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                                                                <author><![CDATA[ matthew.hanson@futurenet.com (Matt Hanson) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Matt Hanson ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/emP4wv7FcojxQ73QEARCmZ.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Matt Hanson is a technology journalist who, despite his youthful looks, has been doing this for almost 15 years. He joined TechRadar all the way back in 2014, and over the years has climbed to become Managing Editor, Core Tech, leading a global team of journalists to bring industry-leading coverage of laptops, PCs, software and mobile devices to TechRadar.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;During his career, Matt has reviewed and used just about every laptop, from thin and light Ultrabooks, powerful gaming laptops and all manner of Chromebooks. His current favorite laptops are the MacBook Air and Dell XPS 13, as well as the Google Pixelbook Go, though he&#039;s worried Google won&#039;t make a follow-up.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Before he joined TechRadar, Matt worked extensively in the technology magazine industry, with roles in some of the most popular and respected titles, including Linux Format, PC Format, PC Plus, Windows Help &amp; Advice and Windows Vista: The Official Magazine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;As well as TechRadar, Matt frequently contributes to magazines and websites including MacFormat, CreativeBloq, Maximum PC, Digital Camera World and many more, sharing his knowledge of computers, laptops and Macs with a diverse audience.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;When not writing about computers and entertainment, Matt enjoys playing games, watching films, making music, reading and running around after his young daughter.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images / mikkelwilliam / valve]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Old computer from the 1980s stands on a desk with SteamOS logo]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Old computer from the 1980s stands on a desk with SteamOS logo]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Old computer from the 1980s stands on a desk with SteamOS logo]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Sono un <em>gamer</em> su PC da oltre 30 anni e in questo periodo i sistemi operativi di Microsoft (prima MS-DOS, poi le varie sfumature di Windows) sono stati essenzialmente la scelta predefinita quando si assemblava o si acquistava un PC da <em>gaming</em>. A causa della "popolarità" di Windows su PC, rispetto ad alternative come Linux, qualsiasi sviluppatore di giochi che volesse raggiungere il pubblico più vasto possibile dava la priorità a Windows come piattaforma. Questo ha avuto un effetto a catena, il che significava che se si desiderava la più ampia libreria di giochi possibile, si doveva avere Windows installato.</p><p>Questo stato di cose è continuato per anni, ma un problema stava montando. Il motivo per cui ho usato le virgolette parlando della "popolarità" di Windows (ecco, l'ho fatto di nuovo) è perché, nonostante sia il sistema operativo più diffuso, nessuno ama, e nemmeno apprezza, Windows. Se qualcuno afferma di farlo, o lavora per Microsoft o è un mostro (forse entrambi), e l'opzione più sicura è scappare. Se affermano specificamente di amare Windows 8, beh, mi dispiace: è già troppo tardi.</p><p>Così, i <em>gamer</em> su PC hanno dovuto tollerare di avere una qualche versione di Windows installata sulle loro <em>rig</em> da gioco, mentre Microsoft sembra essersi adagiata.</p><p>Questa compiacenza, nel migliore dei casi, ha significato che Microsoft sembrava dimenticarsi del <em>gaming</em> su PC del tutto, lasciandoci con un sistema operativo <em>bloated</em> (gonfio) che almeno ci permetteva di giocare con interruzioni e <em>crash</em> minimi; o, nei casi peggiori, Microsoft ha usato la sua posizione di <em>leader</em> di mercato per introdurre funzionalità fastidiose, a volte anti-consumatore, che nessun <em>gamer</em> aveva mai richiesto (coloro che ricordano gli orrori di Games for Windows – Live possono testimoniarlo).</p><p>Alcuni di noi temevano che la situazione potesse continuare in futuro, ma sembra che, finalmente, la tendenza stia cambiando e, sebbene questa possa essere una cattiva notizia per Microsoft, sarà un'ottima notizia per i <em>gamer</em> su PC.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5359px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="eumr6D8YBzZXrQ7FySUNJQ" name="shutterstock_2164807443.jpg" alt="An angry woman wearing a headset and shouting after losing a game on her PC." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eumr6D8YBzZXrQ7FySUNJQ.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5359" height="3014" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="microsoft-you-blew-it">Microsoft, you blew it</h2><p>Il dominio di Microsoft nel <em>gaming</em> su PC era dato per scontato dall'azienda stessa, ma i suoi rivali prendevano nota. Il lancio della console di gioco Microsoft, Xbox, nel 2002, non ha aiutato. Mentre Microsoft giocava con il suo nuovo scintillante giocattolo e cercava di battere Sony e Nintendo (com'è andata a finire?) nella guerra per il salotto, sembrava essersi dimenticata per un po' del <em>gaming</em> su PC.</p><p>Valve, gli sviluppatori dietro <em>Half-Life</em>, non l'hanno fatto, e nel 2003 hanno lanciato Steam, un <em>software</em> nato come strumento per aggiornare automaticamente i giochi e rapidamente trasformatosi in un negozio digitale per giochi di terze parti.</p><p>A questo punto, sembra che Microsoft non abbia preso sul serio la minaccia di Steam – dopotutto, avevi ancora bisogno di Windows per eseguire i giochi acquistati su Steam, e Microsoft non aveva un negozio concorrente.</p><p>A onor del vero nei confronti di Microsoft, ricordo di non essere stato molto contento quando acquistai <em>Half-Life 2</em> nel 2004 e scoprii che dovevo installare Steam per giocare, e lo liquidai come un aggeggio inutile e forzato che non sarebbe durato a lungo.</p><p>Avevamo, ovviamente, torto a sottovalutare Valve e Steam. Già nel 2013, Steam era responsabile di circa il 75% delle vendite di giochi per PC, e il suo <em>software</em> fu portato su Linux e macOS, e più tardi anche su Android e iOS.</p><div><blockquote><p>Nel 2019, Microsoft ha iniziato a vendere i suoi giochi su Steam. Per quanto ne sappia, non c'è modo di acquistare alcuno dei giochi di Valve sul Microsoft Store.</p></blockquote></div><p>Quando Microsoft si è resa conto di dover competere, era troppo tardi. Nel 2007, ha annunciato Games for Windows – Live (un nome orribile, cosa non rara per Microsoft), che ha introdotto funzionalità da console come liste amici e altre caratteristiche <em>social</em> che Steam offriva già da tempo.</p><p>Avendo messo il <em>multiplayer online</em> dietro un <em>paywall</em> per le sue console Xbox (una mossa che, a mio avviso, è uno dei più grandi crimini di Microsoft contro i <em>gamer</em>), l'azienda ha cercato di fare lo stesso con Games for Windows – Live, rendendo il <em>multiplayer</em> disponibile solo a coloro che avevano un abbonamento Xbox LIVE Gold.</p><p>Dire che questa mossa si sia rivelata impopolare sarebbe un eufemismo, e appena un anno dopo, Microsoft ha eliminato tale requisito. Quell'anno, Microsoft ha affermato che i cambiamenti avrebbero "migliorato il <em>gaming</em> su Windows", ma il danno era ormai fatto. Insieme a un'interfaccia utente pessima, un <em>software</em> inaffidabile e regole rigorose su quali giochi potessero essere acquistati e giocati su Games for Windows – Live (oltre a quel nome), il servizio è stato ampiamente deriso, mentre Steam andava di bene in meglio.</p><p>Quando Microsoft ha tentato nuovamente di vendere giochi tramite il Windows Store (ora chiamato Microsoft Store), Steam era diventato inarrestabile. Nel 2019, Microsoft ha iniziato a vendere i suoi giochi su Steam. Per quanto ne sappia, non c'è modo di acquistare alcuno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi">giochi di Valve</a> sul Microsoft Store. Questo lo considererei un punto a favore di Valve.</p><h2 id="avanti-a-tutto-vapore">Avanti a tutto vapore</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7EVUQp4Z7qmjb6uijMZrh9" name="RIP Steam Deck.jpg" alt="Zombie hand holding a Steam Deck console" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7EVUQp4Z7qmjb6uijMZrh9.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: KinoMasterskaya / Valve)</span></figcaption></figure><p>Se Valve avesse limitato le sue ambizioni per Steam a essere semplicemente il principale luogo dove acquistare giochi per PC, questo avrebbe causato a Microsoft un "occhio nero", ma nulla di fatale. Sfortunatamente per Microsoft, Valve aveva piani molto più grandi e, a differenza di Microsoft, non sembra essere troppo adagiata sulla sua posizione.</p><p>Così, sono stati rilasciati numerosi prodotti e servizi Steam, e sebbene non tutti abbiano avuto successo (meno si parla delle originali Steam Boxes, meglio è), tre in particolare si stanno rivelando una seria minaccia per la morsa ferrea di Microsoft sul <em>gaming</em> su PC.</p><p>Il primo è SteamOS, un sistema operativo basato su Linux lanciato nel 2014. Questo sistema operativo è stato progettato come un <em>OS</em> incentrato sul <em>gaming</em> che avrebbe permesso ai <em>gamer</em> di avviare e giocare con una semplicità simile a quella delle console, e senza il sovraccarico che drena le prestazioni di cui soffre il sempre più <em>bloated</em> (gonfio) sistema operativo Windows.</p><p>SteamOS da solo sarebbe probabilmente stato solo l'ennesimo tentativo fallito di conquistare i <em>gamer</em> PC da Windows se non fosse stato per Proton, il successivo grande colpo contro Microsoft.</p><p>Proton è un livello di compatibilità che consente ai giochi Windows di funzionare su Linux (e, quindi, SteamOS), con un impatto minimo sulle prestazioni di gioco. Con un solo colpo, questo ha eliminato uno dei maggiori vantaggi di Windows, poiché non era più necessario installare Windows per giocare, e non bisognava aspettare che venisse rilasciata una versione Linux del gioco (cosa che accadeva raramente a causa della minima quota di mercato di Linux tra i <em>gamer</em>).</p><p>La ragione principale per cui i <em>gamer</em> su PC, me compreso, sostengono la necessità di installare Windows è per giocare ai propri titoli. Grazie a Proton, questo non è più il caso.</p><p>Infine, Valve ha rilasciato la Steam Deck, una console portatile da <em>gaming</em> alimentata da SteamOS che ha combinato tutti questi precedenti successi e servito come perfetta dimostrazione della possibilità di giocare su SteamOS anziché su Windows. Un numero crescente di giochi è diventato compatibile con Proton e l'esperienza simile a quella di una console è risultata ideale per il piccolo <em>touchscreen</em> della Steam Deck.</p><p>Da allora, sono state rilasciate anche molte console portatili da <em>gaming</em> alimentate da Windows 11 (ne ho recensite alcune io stesso), e sebbene facciano molte cose meglio della Steam Deck, hanno anche evidenziato quanto Windows 11 sia inadatto a questo tipo di dispositivi.</p><p>Fastidiosi <em>pop-up</em>, strane decisioni di <em>design</em> e un mix di interfacce moderne e <em>touch-friendly</em> annidate tra applicazioni e menu <em>legacy</em> che non sono stati modificati per decenni sono già abbastanza irritanti su un PC o un <em>laptop</em> con Windows 11, ma su una console portatile da <em>gaming</em> sono insopportabili.</p><p>Adoro il mio ROG Ally X, ma Windows 11 continua a offrire un'esperienza terribile, con messaggi <em>pop-up</em> che appaiono e minimizzano il gioco a cui sto giocando, portando generalmente alla morte, e che mostrano un testo quasi impossibile da leggere su uno schermo piccolo, il che è forse l'aspetto peggiore.</p><p>L'unica nota positiva è che questo sembra aver finalmente risvegliato Microsoft dal suo torpore.</p><p>Forse spinta dal fatto che le sue console Xbox non sono riuscite a competere con le offerte di Sony e Nintendo, Microsoft si è ricordata che i <em>gamer</em> su PC contano e, in un articolo intitolato 'Windows PC gaming in 2025: Handheld innovation, Arm progress and DirectX advances' (un altro ottimo esempio di come Microsoft nomina le cose), Ian LeGrow, <em>Partner Director, Intelligent Edge Operating Systems</em> dell'azienda, evidenzia alcuni dei miglioramenti apportati quest'anno, guardando avanti a ciò che il 2026 porterà per migliorare il <em>gaming</em> su Windows. Sembra un po' come nel 2008, non è vero? Purtroppo, penso che anche questo, ancora una volta, sarà troppo poco e troppo tardi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jk4MEm6h7jgEfMnTF3dZTj" name="windows-fse" alt="Windows 11 Full Screen Experience screenshot" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jk4MEm6h7jgEfMnTF3dZTj.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="interventi-marginali">Interventi marginali</h2><p>Certo, alcuni dei miglioramenti che LeGrow identifica sono benvenuti (menziona in particolare l'Advanced Shader Delivery - ASD - e le prestazioni a livello di sistema), ma spesso sembrano essere solo degli intonaci per coprire le inadeguatezze di Windows 11.</p><p>L'esperienza <em>full-screen</em> di Xbox (FSE) ne è un esempio lampante. Questa è una nuovissima interfaccia che dovrebbe offrire un'esperienza simile a quella di una console e un menu molto più <em>touch-friendly</em>, impedendo al contempo a Windows 11 di intralciare i vostri giochi.</p><p>Il problema è che, anziché essere un sistema operativo completamente nuovo e dedicato al <em>gaming</em>, si sovrappone semplicemente a Windows 11. Durante la mia recensione del ROG Ally X, ho scoperto che, sebbene sia un miglioramento sotto alcuni aspetti, semplicemente non è sufficiente e, in alcuni casi, rende solo le cose più complicate.</p><p>Siamo ancora agli inizi e spero che l'FSE venga migliorato, ma temo di avere dei <em>flashback</em> a Games for Windows – Live.</p><p>LeGrow afferma che "I miglioramenti e le innovazioni che abbiamo introdotto quest'anno stanno plasmando il futuro del <em>gaming</em>", ma a mio parere, sembra che Microsoft stia cercando di recuperare terreno.</p><p>Guardando avanti al 2026, LeGrow evidenzia alcuni cambiamenti imminenti. L'esperienza <em>full-screen</em> di Xbox (FSE) sarà disponibile su più dispositivi, e se ci si iscrive all'accesso anticipato, sarà possibile eseguirla su <em>desktop</em>, <em>laptop</em>, 2-in-1 e altre console portatili da <em>gaming</em> con Windows 11.</p><p>Questa mossa sarà utile solo se Microsoft continuerà a migliorare l'FSE, e poiché non è più legata a un singolo set di prodotti, questo è almeno un po' più realistico.</p><p>L'Advanced Shader Delivery (ASD) sarà ampliato. Questa funzione precarica gli <em>shader</em> di gioco durante il <em>download</em>, in modo da poter avviare alcuni giochi più rapidamente, e il supporto per ASD è in arrivo su più titoli. Di nuovo, benvenuto, ma difficilmente è qualcosa che farà accelerare il vostro battito cardiaco.</p><p>Più interessante è Auto SR, una funzione di <em>upscaling</em> a livello di <em>OS</em> che utilizza l'IA per aumentare la risoluzione dei giochi, in modo simile a DLSS di Nvidia, FSR di AMD e XeSS di Intel. Ho scoperto che queste funzioni, specialmente DLSS, hanno un impatto enorme sul miglioramento delle prestazioni di <em>gaming</em>, e sarà interessante vedere cosa farà Microsoft in questo senso – anche se vale la pena sottolineare che si tratta ancora una volta di un'area in cui Microsoft sembra essere in ritardo.</p><p>Nel frattempo, Valve sembra intenzionata a sottrarre ancora più <em>gamer</em> PC a Windows 11 con l'annuncio di una nuova generazione di Steam Machines alimentate da SteamOS.</p><p>Il problema per Microsoft è che non solo Valve sta rendendo SteamOS più attraente per i <em>gamer</em>, ma Microsoft sta rendendo Windows 11 meno attraente. Per cominciare, continuiamo a ricevere aggiornamenti di Windows 11 che sembrano rompere più cose di quante ne aggiustino. Proprio questo <em>weekend</em>, volevo giocare a un gioco, solo per vedere Windows 11 bloccarsi numerose volte, cosa che non mi capitava da un po'.</p><p>E, mentre Microsoft sembra perdere interesse per Xbox, ora è distratta da una cosa più nuova e luccicante: l'IA. Invece di risolvere i problemi fondamentali con Windows 11, e non parlo solo di problemi specifici del <em>gaming</em>, Microsoft sta <em>cramming</em> (intasando) il sistema operativo con funzionalità IA indesiderate.</p><p>Quindi, temo che quando Microsoft afferma che il 2026 sarà l'anno in cui migliorerà il <em>gaming</em> su PC su Windows 11, non ci crederò finché non lo vedrò.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11, le azioni Think AI si potranno disattivare facilmengte ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Windows 11 ha una nuova build di anteprima. </strong></li><li><strong>Rimuove completamente le Azioni AI se sono state tutte disattivate in Esplora file. </strong></li><li><strong>Ciò significa che non ci sarà più una cartella vuota nel menu contestuale per le Azioni AI che sono state disattivate.</strong></li></ul><p>Windows 11 ha appena ricevuto una gradita modifica in termini di IA, sebbene per ora sia solo in fase di test, che rimuove un po' di "disordine" legato alla funzione Azioni IA (AI Actions).</p><p>Tale funzionalità riguarda il menu contestuale di Esplora file, quello che appare quando si fa clic con il pulsante destro del mouse, ma è più un affinamento delle opzioni esistenti che altro (tornerò in seguito sul perché). Anche così, sarà un cambiamento ben accolto, potete starne certi.</p><p><em>Windows Central</em> ha riportato l'annuncio di Microsoft riguardo una modifica semplice ma funzionale in una nuova build di anteprima di Windows 11 (la 26220.7344): "Se non ci sono Azioni IA disponibili o abilitate, questa sezione non verrà più mostrata nel menu contestuale."</p><p>Ciò significa che se non ci sono possibili Azioni IA con un dato file su cui è stato fatto clic con il pulsante destro del mouse, non si vedrà più la cartella (vuota) relativa a tali azioni (o alla loro assenza).</p><p>Le Azioni IA includono funzionalità come chiedere a Copilot di riassumere un documento o eseguire trucchi di editing sulle foto (come l'eliminazione di un oggetto utilizzando l'IA).</p><h2 id="analisi">Analisi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U7dMRRojnegbmZd7VhQLpW" name="acer-aspire-14-ai-screen" alt="Acer Aspire 14 AI laptop display showing the Windows 11 login screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U7dMRRojnegbmZd7VhQLpW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Jasmine Mannan)</span></figcaption></figure><p>Essenzialmente, questo evita la strana situazione in cui, pur avendo disattivato tutte le Azioni IA nelle Impostazioni, l'opzione Azioni IA continuava ad apparire nel menu contestuale, vuota, quando ci si passava sopra con il mouse. Il che, ovviamente, non aveva alcun senso, e in realtà si tratta più di una correzione che di una vera e propria <em>feature</em>.</p><p>In precedenza era già possibile disattivare queste Azioni IA, quindi questa non è una novità, anche se la funzione è stata introdotta di recente. La modifica qui è la rimozione da parte di Microsoft della voce Azioni IA nel menu contestuale se, come già detto, non ci sono scorciatoie IA disponibili.</p><p>Tutto ciò rientra nel più ampio obiettivo di Microsoft di snellire il menu contestuale di Esplora file, un'iniziativa che è certamente benvenuta.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-le-azioni-think-ai-si-potranno-disattivare-facilmengte</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Presto, i menu contestuali di Windows 11 saranno più ordinati, grazie alla possibilità di rimuovere completamente le Azioni AI da Esplora file. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Happy woman sitting on a bed with a coffee and a laptop]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Windows 11 ha una nuova build di anteprima. </strong></li><li><strong>Rimuove completamente le Azioni AI se sono state tutte disattivate in Esplora file. </strong></li><li><strong>Ciò significa che non ci sarà più una cartella vuota nel menu contestuale per le Azioni AI che sono state disattivate.</strong></li></ul><p>Windows 11 ha appena ricevuto una gradita modifica in termini di IA, sebbene per ora sia solo in fase di test, che rimuove un po' di "disordine" legato alla funzione Azioni IA (AI Actions).</p><p>Tale funzionalità riguarda il menu contestuale di Esplora file, quello che appare quando si fa clic con il pulsante destro del mouse, ma è più un affinamento delle opzioni esistenti che altro (tornerò in seguito sul perché). Anche così, sarà un cambiamento ben accolto, potete starne certi.</p><p><em>Windows Central</em> ha riportato l'annuncio di Microsoft riguardo una modifica semplice ma funzionale in una nuova build di anteprima di Windows 11 (la 26220.7344): "Se non ci sono Azioni IA disponibili o abilitate, questa sezione non verrà più mostrata nel menu contestuale."</p><p>Ciò significa che se non ci sono possibili Azioni IA con un dato file su cui è stato fatto clic con il pulsante destro del mouse, non si vedrà più la cartella (vuota) relativa a tali azioni (o alla loro assenza).</p><p>Le Azioni IA includono funzionalità come chiedere a Copilot di riassumere un documento o eseguire trucchi di editing sulle foto (come l'eliminazione di un oggetto utilizzando l'IA).</p><h2 id="analisi">Analisi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U7dMRRojnegbmZd7VhQLpW" name="acer-aspire-14-ai-screen" alt="Acer Aspire 14 AI laptop display showing the Windows 11 login screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U7dMRRojnegbmZd7VhQLpW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Jasmine Mannan)</span></figcaption></figure><p>Essenzialmente, questo evita la strana situazione in cui, pur avendo disattivato tutte le Azioni IA nelle Impostazioni, l'opzione Azioni IA continuava ad apparire nel menu contestuale, vuota, quando ci si passava sopra con il mouse. Il che, ovviamente, non aveva alcun senso, e in realtà si tratta più di una correzione che di una vera e propria <em>feature</em>.</p><p>In precedenza era già possibile disattivare queste Azioni IA, quindi questa non è una novità, anche se la funzione è stata introdotta di recente. La modifica qui è la rimozione da parte di Microsoft della voce Azioni IA nel menu contestuale se, come già detto, non ci sono scorciatoie IA disponibili.</p><p>Tutto ciò rientra nel più ampio obiettivo di Microsoft di snellire il menu contestuale di Esplora file, un'iniziativa che è certamente benvenuta.</p>
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Questo è il nuovo stato dell'arte per gli occhiali smart, ed ero entusiasta di vedere <strong>Android XR</strong> unirsi finalmente alla festa.</p><p>Questa settimana segna una svolta cruciale nel percorso di Google con Android XR, un viaggio iniziato in modo un po' sfortunato con il Samsung Galaxy XR, ma che ora è pronto a mantenere la promessa di occhiali smart indossabili, trasportabili ovunque e supportati dall'IA Gemini.</p><p>All'<strong>Android Show: XR Edition</strong> di lunedì, Google sta svelando due prototipi di occhiali smart in edizione sviluppatori: uno con un'esperienza monoculare e l'altro con un <em>dual-display</em>. Inoltre, si unisce al partner Xreal per dare una prima occhiata all'<strong>Xreal Project Aura</strong>, i primi occhiali smart vicini alla produzione a presentare Android XR.</p><p>Ho avuto una rara opportunità di provare tutti e tre i nuovi dispositivi di <em>smart eyewear</em> (e persino un aggiornamento al Samsung Galaxy XR) e ne sono uscito non solo impressionato, ma desideroso di iniziare a indossarne un paio a tempo pieno.</p><h2 id="display-heads-up">Display, Heads-Up </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-Lance-close" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Abbiamo iniziato con il prototipo di occhiali <strong>Android XR monoculari</strong>, che si sono distinti per essere solo leggermente più spessi degli occhiali tradizionali. Erano stati pre-montati con lenti da vista adatte alla mia vista, posizionate proprio dietro quelle che sembravano normali lenti da occhiali trasparenti.</p><p>Google utilizza la <strong>tecnologia a guida d'onda</strong> (<em>waveguide</em>) sia per la versione monoculare che per quella a doppio display. In sostanza, questa tecnologia usa minuscoli display incorporati nei bordi delle montature. Le immagini vengono quindi proiettate attraverso la lente e trasmesse tramite le guide d'onda all'occhio o agli occhi di chi le indossa. Questo crea l'illusione di uno schermo o di immagini fluttuanti.</p><p>Uno degli aspetti più ingegnosi è che, mentre le immagini nitide, ad esempio dell'ora e della temperatura, possono rimanere fluttuanti davanti ai tuoi occhi, non occludono mai la tua visione. Invece, stai semplicemente cambiando la messa a fuoco da vicino (per visualizzare l'immagine in AR) a lontano, per vedere ciò che è realmente di fronte a te.</p><p>Questo, tra l'altro, si pone in contrasto con i micro-display ad alta risoluzione utilizzati dalla maggior parte delle piattaforme di realtà mista come Vision Pro e Galaxy XR. Con questi ultimi, non si guarda mai <em>attraverso</em> una lente; invece, l'intero mondo, sia reale che aumentato, viene presentato tramite i micro-display stereo.</p><p>Google ha mantenuto entrambi i prototipi sottili, leggeri e comodi affidando la maggior parte delle operazioni di elaborazione a un <strong>Google Pixel 10</strong> abbinato (il piano è farli funzionare anche con gli iPhone). Questa sembra essere la strategia preferita per questo tipo di occhiali smart da indossare sempre e, ad essere onesti, ha senso. Perché cercare di ricreare la potenza di elaborazione di un telefono nei tuoi occhiali quando sarai quasi certamente in possesso del tuo telefono? È un matrimonio che, nella mia breve esperienza, funziona.</p><h2 id="android-xr">Android XR </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-angle" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Google chiama le montature "<strong>Occhiali AI</strong>" (<em>AI Glasses</em>), puntando sull'assistenza sempre pronta che <strong>Google Gemini</strong> è in grado di fornire. Ci saranno modelli privi di display che ascolteranno la tua voce e forniranno risposte attraverso gli altoparlanti integrati. Durante le mie dimostrazioni, ho visto che, anche con i display spenti, avere Gemini a disposizione poteva comunque essere utile tramite interazioni audio.</p><p>Tuttavia, c'è qualcosa di irresistibile nei display all'interno delle lenti.</p><p>Mentre il display monoculare mostra solo un occhio, il tuo cervello si adatta rapidamente e tu interpreti i frammenti video come mostrati a entrambi gli occhi, anche se parte di essi è leggermente spostata a sinistra del centro.</p><p>La mia esperienza iniziale è stata quella di una piccola ora e temperatura fluttuanti; potevo mettere a fuoco per visualizzarle o guardare oltre per ignorarle. È anche possibile, ovviamente, spegnere il display.</p><p>Per certi versi, l'esperienza successiva è stata molto simile a quella che ho avuto pochi mesi fa con i Meta Ray-Ban Display.</p><p>Le montature sono dotate di telecamere che puoi utilizzare sia per mostrare a Gemini il tuo mondo, sia per condividerlo con altri.</p><p>Invocando Gemini con una pressione prolungata sull'astina, gli ho chiesto di trovarmi della musica adatta all'atmosfera della stanza. Gli ho anche chiesto di riprodurre una canzone di Natale di David Bowie. Fluttuava davanti al mio occhio un piccolo <em>widget</em> di riproduzione di YouTube collegato alla versione di "Little Drummer Boy" di Bowie/Bing Crosby, che potevo sentire attraverso gli altoparlanti integrati degli occhiali. I dirigenti di Google mi hanno detto che non era necessario scrivere alcun codice speciale affinché apparisse in questo formato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:43.75%;"><img id="2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg" name="Android XR look and ask" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="210" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Ad un altro punto, ho guardato uno scaffale pieno di generi alimentari e ho chiesto a Gemini di suggerirmi un pasto basato sugli ingredienti disponibili. C'erano delle scatole di pomodori, quindi naturalmente, mi è stato suggerito il sugo di pomodoro. Ho colto ogni opportunità per interrompere Gemini e reindirizzarlo o interrogarlo. Ha gestito tutto questo con facilità e cortesia, come qualcuno abituato ad avere a che fare con clienti scortesi.</p><p>Scattare una foto è facile, ma le montature hanno anche accesso ai modelli di Gemini e possono utilizzare <strong>Nano Banana Pro</strong> (probabilmente si riferisce a un modello o funzionalità AI scherzoso/prototipo interno a Google) per aggiungere miglioramenti basati sull'IA.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:896px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW" name="nano-banana-bear" alt="Gemini Nano Banana Pro Bears" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="896" height="504" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Gemini Nano Banana Pro)</span></figcaption></figure><p>Ho guardato un davanzale vicino e ho chiesto a Gemini di riempire lo spazio di orsetti di peluche. Come la maggior parte delle altre richieste, questa è passata dagli occhiali al telefono e al <em>cloud</em> di Google, dove Nano Banana Pro (probabilmente si riferisce a un modello AI interno a Google) ha svolto rapidamente il suo lavoro.</p><p>Nel giro di pochi secondi, stavo guardando un'immagine fotorealistica di orsetti di peluche adorabilmente sistemati sul davanzale della finestra. L'immagine è sempre relativamente nitida e chiara, ma senza mai bloccare completamente la mia visione.</p><p>Qualcuno del team Google mi ha chiamato usando Google Meet; ho risposto e ho visto un video di loro. Poi ho mostrato loro la mia visuale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.00%;"><img id="95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng" name="Android XR translate" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="264" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>na delle dimostrazioni più sorprendenti è stata quando un oratore di lingua cinese è entrato nella stanza e gli occhiali hanno rilevato automaticamente la sua lingua e l'hanno tradotta al volo. Ho sentito le sue parole tradotte in inglese nelle mie orecchie, ma potevo anche leggerle davanti ai miei occhi. La velocità e l'apparente accuratezza erano sbalorditive.</p><p>Naturalmente, gli occhiali potrebbero essere un eccellente sistema di navigazione <em>heads-up</em>. Ho chiesto a Gemini di trovare un museo nelle vicinanze e, una volta scelto il Museo delle Illusioni (visive, non magiche), gli ho chiesto di fornirmi indicazioni <em>turn-by-turn</em>. Quando ho alzato lo sguardo, potevo vedere dove dovevo girare dopo, e quando ho guardato in basso, potevo vedere la mia posizione sulla mappa e la direzione in cui ero rivolto.</p><p>Google ha collaborato con Uber per estendere questa esperienza agli spazi interni. Mi hanno mostrato come il sistema potrebbe aiutarmi a orientarmi all'interno di un aeroporto basandosi sui dati di navigazione di Uber.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.92%;"><img id="HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg" name="Android XR navigation" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="254" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="doppia-visione">Doppia visione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-facing-camera" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Successivamente, ho indossato i prototipi a <strong>doppio display</strong>. Non sembravano né più grandi né più pesanti delle versioni monoculari, ma fornivano un'esperienza visiva nettamente diversa.</p><p>Innanzitutto, si ottiene un campo visivo più ampio e, poiché si tratta di due display (uno per occhio), si ha una <strong>stereo-visione istantanea</strong>.</p><p>Nelle mappe, questo offre panoramiche 3D delle città che cambiano in base al modo in cui le si guarda. Le montature possono rendere 3D qualsiasi immagine o video, sebbene alcuni di questi risultassero un po' strani ai miei occhi; preferirò sempre visualizzare contenuti spaziali che sono stati effettivamente girati in 3D.</p><p>Tuttavia, è utile in Google Maps dove, se si entra in un esercizio commerciale, i doppi display trasformano ogni immagine interna in un'immagine 3D.</p><h2 id="xreal-project-aura">Xreal Project Aura</h2><p>Il team Android XR di Google mi ha offerto una breve <em>demo</em> pratica in anteprima del <strong>Project Aura</strong>.</p><p>Xreal è stato un pioniere negli occhiali con display che essenzialmente producono schermi virtuali da 200 pollici da qualsiasi dispositivo connesso tramite USB-C (telefoni, <em>laptop</em>, console di gioco), ma il Project Aura è una bestia diversa. Esso, come il Samsung Galaxy XR, è un sistema <strong>Android XR autonomo</strong>, un computer sul tuo viso in una forma leggera da occhiali. Almeno questa è la promessa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY" name="Aura_5_TAS_XR_Nov-06-2025" alt="Xreal Project Aura" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Come l'Xreal One, gli occhiali utilizzano display <strong>Sony Micro LED</strong> che proiettano immagini attraverso prismi spessi verso i tuoi occhi. Anche questi occhiali erano pre-montati con la mia prescrizione, quindi potevo vedere chiaramente l'esperienza.</p><p>A differenza dei prototipi Android XR, gli occhiali <strong>Xreal Project Aura</strong> si collegano tramite una porta sull'estremità di un'astina a un <strong>puck di calcolo</strong> (<em>compute puck</em>) delle dimensioni di uno <em>smartphone</em> che, curiosamente, include un <em>trackpad</em> integrato per il controllo del mouse, sebbene non sia riuscito a farlo funzionare bene per me.</p><p>Offrono un campo visivo (<em>FoV</em>) chiaro e relativamente spazioso di <strong>70 gradi</strong>. Come il Samsung Galaxy XR, l'Aura utilizza il <strong>controllo gestuale</strong>. Non ci sono telecamere che tracciano gli occhi, quindi ho dovuto intenzionalmente puntare e "pizzicare" gli elementi sullo schermo. Poiché è un sistema Android XR, le metafore di controllo, i menu e gli elementi dell'interfaccia sono, nel bene o nel male, identici a quelli che ho trovato con il Samsung Galaxy XR.</p><p>Li abbiamo usati per connetterci rapidamente a un PC nelle vicinanze per un'esperienza di produttività su grande schermo.</p><p>La mia parte preferita è stata una dimostrazione con un tabellone di gioco gigante. Si trattava di una sorta di gioco di carte in stile <em>Dungeons and Dragons</em> in cui potevo usare una o entrambe le mani per muovere e ridimensionare il tabellone di gioco 3D e piuttosto dettagliato. Quando ho girato la mano, una mezza dozzina di carte si è aperta a ventaglio davanti a me. Potevo afferrare ogni carta virtuale ed esaminarla. Sul campo da gioco c'erano piccoli pezzi di personaggi che potevo anche raccogliere ed esaminare. Per tutto il tempo, il <em>puck</em> del processore pendeva dalla mia cintura.</p><p>A differenza dei prototipi di <em>AI Glasses</em>, il Project Aura è ancora considerato un dispositivo "<strong>episodico</strong>", che potresti usare occasionalmente, di solito a casa, in ufficio o magari durante un volo.</p><h2 id="galaxy-xr-migliora">Galaxy XR migliora</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85" name="Samsung-Galaxy-XR-REVIEW-lance-wearing" alt="Samsung Galaxy XR REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>L'originale dispositivo Android XR, il <strong>Galaxy XR</strong>, sta anch'esso ricevendo un aggiornamento minore in questo ciclo.</p><p>Ho provato, per la prima volta, i <strong>Likenesses</strong> di Galaxy XR, che sono la versione di Google delle <em>Personas</em> su Vision Pro. A differenza di queste ultime, tuttavia, il tuo <em>Likeness</em> viene acquisito con il telefono. Da questo, viene generata una replica animata del tuo viso e delle tue spalle.</p><p>Ho effettuato una chiamata Google Meet con un rappresentante di Google e ho potuto vedere il suo <em>Likeness</em> dall'aspetto inquietantemente realistico, che sembrava tracciare tutti i suoi movimenti facciali. Includeva persino le sue mani. Siamo stati in grado di condividere uno schermo Canva e lavorare insieme.</p><p>Google mi ha detto che anche se qualcuno non indossa un visore come il Galaxy XR, dotato di telecamere che tracciano il viso, il sistema potrebbe essere in grado di utilizzare alla fine solo gli spunti audio per pilotare un <em>Likeness</em> e creare un <em>avatar</em> animato realistico all'altra estremità della chiamata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:508px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:98.03%;"><img id="t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg" name="Android XR Likeness" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="508" height="498" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="cosa-ci-riserva-il-futuro">Cosa ci riserva il futuro?</h2><p>Mentre tutte queste <em>demo</em> sono state entusiasmanti, siamo ancora ad almeno mesi di distanza dalla disponibilità commerciale di <strong>Project Aura</strong>, e forse anche di più per gli occhiali con display AI Android XR.</p><p>Google non ha condiviso molto sulla durata della batteria né su quanto siano vicini a realizzare montature AI con display funzionanti (e relativamente accessibili) in collaborazione con partner come <strong>Warby Parker</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>.</p><p>Tuttavia, in base a ciò che ho visto, siamo più vicini di quanto pensassi in precedenza. Inoltre, l'ecosistema per le montature e i dispositivi connessi, come gli importantissimi telefoni, gli orologi Pixel, i computer e gli <em>app store</em>, sembra si stia concretizzando.</p><p>Penso che abbiamo quasi finito con le nostre divagazioni sui dispositivi a immersione troppo costosi e ad uso episodico. <strong>Il momento per gli occhiali AR alimentati dall'IA è arrivato</strong> e io, per primo, sono pronto per iniziare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/ho-provato-gli-occhiali-android-xr-e-sono-pronti-per-il-gran-debutto</link>
                                                                            <description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms &amp; Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <article>
                                <p>ta diventando una sensazione familiare, quel momento di piacere quando un'informazione, un video, foto, indicazioni di navigazione o persino una traduzione in tempo reale fluttuano davanti ai miei occhi. L'ho visto finora con i Meta Ray-Ban Displays e Meta Orion. Questo è il nuovo stato dell'arte per gli occhiali smart, ed ero entusiasta di vedere <strong>Android XR</strong> unirsi finalmente alla festa.</p><p>Questa settimana segna una svolta cruciale nel percorso di Google con Android XR, un viaggio iniziato in modo un po' sfortunato con il Samsung Galaxy XR, ma che ora è pronto a mantenere la promessa di occhiali smart indossabili, trasportabili ovunque e supportati dall'IA Gemini.</p><p>All'<strong>Android Show: XR Edition</strong> di lunedì, Google sta svelando due prototipi di occhiali smart in edizione sviluppatori: uno con un'esperienza monoculare e l'altro con un <em>dual-display</em>. Inoltre, si unisce al partner Xreal per dare una prima occhiata all'<strong>Xreal Project Aura</strong>, i primi occhiali smart vicini alla produzione a presentare Android XR.</p><p>Ho avuto una rara opportunità di provare tutti e tre i nuovi dispositivi di <em>smart eyewear</em> (e persino un aggiornamento al Samsung Galaxy XR) e ne sono uscito non solo impressionato, ma desideroso di iniziare a indossarne un paio a tempo pieno.</p><h2 id="display-heads-up">Display, Heads-Up </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-Lance-close" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Abbiamo iniziato con il prototipo di occhiali <strong>Android XR monoculari</strong>, che si sono distinti per essere solo leggermente più spessi degli occhiali tradizionali. Erano stati pre-montati con lenti da vista adatte alla mia vista, posizionate proprio dietro quelle che sembravano normali lenti da occhiali trasparenti.</p><p>Google utilizza la <strong>tecnologia a guida d'onda</strong> (<em>waveguide</em>) sia per la versione monoculare che per quella a doppio display. In sostanza, questa tecnologia usa minuscoli display incorporati nei bordi delle montature. Le immagini vengono quindi proiettate attraverso la lente e trasmesse tramite le guide d'onda all'occhio o agli occhi di chi le indossa. Questo crea l'illusione di uno schermo o di immagini fluttuanti.</p><p>Uno degli aspetti più ingegnosi è che, mentre le immagini nitide, ad esempio dell'ora e della temperatura, possono rimanere fluttuanti davanti ai tuoi occhi, non occludono mai la tua visione. Invece, stai semplicemente cambiando la messa a fuoco da vicino (per visualizzare l'immagine in AR) a lontano, per vedere ciò che è realmente di fronte a te.</p><p>Questo, tra l'altro, si pone in contrasto con i micro-display ad alta risoluzione utilizzati dalla maggior parte delle piattaforme di realtà mista come Vision Pro e Galaxy XR. Con questi ultimi, non si guarda mai <em>attraverso</em> una lente; invece, l'intero mondo, sia reale che aumentato, viene presentato tramite i micro-display stereo.</p><p>Google ha mantenuto entrambi i prototipi sottili, leggeri e comodi affidando la maggior parte delle operazioni di elaborazione a un <strong>Google Pixel 10</strong> abbinato (il piano è farli funzionare anche con gli iPhone). Questa sembra essere la strategia preferita per questo tipo di occhiali smart da indossare sempre e, ad essere onesti, ha senso. Perché cercare di ricreare la potenza di elaborazione di un telefono nei tuoi occhiali quando sarai quasi certamente in possesso del tuo telefono? È un matrimonio che, nella mia breve esperienza, funziona.</p><h2 id="android-xr">Android XR </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-angle" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Google chiama le montature "<strong>Occhiali AI</strong>" (<em>AI Glasses</em>), puntando sull'assistenza sempre pronta che <strong>Google Gemini</strong> è in grado di fornire. Ci saranno modelli privi di display che ascolteranno la tua voce e forniranno risposte attraverso gli altoparlanti integrati. Durante le mie dimostrazioni, ho visto che, anche con i display spenti, avere Gemini a disposizione poteva comunque essere utile tramite interazioni audio.</p><p>Tuttavia, c'è qualcosa di irresistibile nei display all'interno delle lenti.</p><p>Mentre il display monoculare mostra solo un occhio, il tuo cervello si adatta rapidamente e tu interpreti i frammenti video come mostrati a entrambi gli occhi, anche se parte di essi è leggermente spostata a sinistra del centro.</p><p>La mia esperienza iniziale è stata quella di una piccola ora e temperatura fluttuanti; potevo mettere a fuoco per visualizzarle o guardare oltre per ignorarle. È anche possibile, ovviamente, spegnere il display.</p><p>Per certi versi, l'esperienza successiva è stata molto simile a quella che ho avuto pochi mesi fa con i Meta Ray-Ban Display.</p><p>Le montature sono dotate di telecamere che puoi utilizzare sia per mostrare a Gemini il tuo mondo, sia per condividerlo con altri.</p><p>Invocando Gemini con una pressione prolungata sull'astina, gli ho chiesto di trovarmi della musica adatta all'atmosfera della stanza. Gli ho anche chiesto di riprodurre una canzone di Natale di David Bowie. Fluttuava davanti al mio occhio un piccolo <em>widget</em> di riproduzione di YouTube collegato alla versione di "Little Drummer Boy" di Bowie/Bing Crosby, che potevo sentire attraverso gli altoparlanti integrati degli occhiali. I dirigenti di Google mi hanno detto che non era necessario scrivere alcun codice speciale affinché apparisse in questo formato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:43.75%;"><img id="2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg" name="Android XR look and ask" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="210" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Ad un altro punto, ho guardato uno scaffale pieno di generi alimentari e ho chiesto a Gemini di suggerirmi un pasto basato sugli ingredienti disponibili. C'erano delle scatole di pomodori, quindi naturalmente, mi è stato suggerito il sugo di pomodoro. Ho colto ogni opportunità per interrompere Gemini e reindirizzarlo o interrogarlo. Ha gestito tutto questo con facilità e cortesia, come qualcuno abituato ad avere a che fare con clienti scortesi.</p><p>Scattare una foto è facile, ma le montature hanno anche accesso ai modelli di Gemini e possono utilizzare <strong>Nano Banana Pro</strong> (probabilmente si riferisce a un modello o funzionalità AI scherzoso/prototipo interno a Google) per aggiungere miglioramenti basati sull'IA.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:896px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW" name="nano-banana-bear" alt="Gemini Nano Banana Pro Bears" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="896" height="504" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Gemini Nano Banana Pro)</span></figcaption></figure><p>Ho guardato un davanzale vicino e ho chiesto a Gemini di riempire lo spazio di orsetti di peluche. Come la maggior parte delle altre richieste, questa è passata dagli occhiali al telefono e al <em>cloud</em> di Google, dove Nano Banana Pro (probabilmente si riferisce a un modello AI interno a Google) ha svolto rapidamente il suo lavoro.</p><p>Nel giro di pochi secondi, stavo guardando un'immagine fotorealistica di orsetti di peluche adorabilmente sistemati sul davanzale della finestra. L'immagine è sempre relativamente nitida e chiara, ma senza mai bloccare completamente la mia visione.</p><p>Qualcuno del team Google mi ha chiamato usando Google Meet; ho risposto e ho visto un video di loro. Poi ho mostrato loro la mia visuale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.00%;"><img id="95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng" name="Android XR translate" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="264" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>na delle dimostrazioni più sorprendenti è stata quando un oratore di lingua cinese è entrato nella stanza e gli occhiali hanno rilevato automaticamente la sua lingua e l'hanno tradotta al volo. Ho sentito le sue parole tradotte in inglese nelle mie orecchie, ma potevo anche leggerle davanti ai miei occhi. La velocità e l'apparente accuratezza erano sbalorditive.</p><p>Naturalmente, gli occhiali potrebbero essere un eccellente sistema di navigazione <em>heads-up</em>. Ho chiesto a Gemini di trovare un museo nelle vicinanze e, una volta scelto il Museo delle Illusioni (visive, non magiche), gli ho chiesto di fornirmi indicazioni <em>turn-by-turn</em>. Quando ho alzato lo sguardo, potevo vedere dove dovevo girare dopo, e quando ho guardato in basso, potevo vedere la mia posizione sulla mappa e la direzione in cui ero rivolto.</p><p>Google ha collaborato con Uber per estendere questa esperienza agli spazi interni. Mi hanno mostrato come il sistema potrebbe aiutarmi a orientarmi all'interno di un aeroporto basandosi sui dati di navigazione di Uber.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.92%;"><img id="HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg" name="Android XR navigation" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="254" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="doppia-visione">Doppia visione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-facing-camera" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Successivamente, ho indossato i prototipi a <strong>doppio display</strong>. Non sembravano né più grandi né più pesanti delle versioni monoculari, ma fornivano un'esperienza visiva nettamente diversa.</p><p>Innanzitutto, si ottiene un campo visivo più ampio e, poiché si tratta di due display (uno per occhio), si ha una <strong>stereo-visione istantanea</strong>.</p><p>Nelle mappe, questo offre panoramiche 3D delle città che cambiano in base al modo in cui le si guarda. Le montature possono rendere 3D qualsiasi immagine o video, sebbene alcuni di questi risultassero un po' strani ai miei occhi; preferirò sempre visualizzare contenuti spaziali che sono stati effettivamente girati in 3D.</p><p>Tuttavia, è utile in Google Maps dove, se si entra in un esercizio commerciale, i doppi display trasformano ogni immagine interna in un'immagine 3D.</p><h2 id="xreal-project-aura">Xreal Project Aura</h2><p>Il team Android XR di Google mi ha offerto una breve <em>demo</em> pratica in anteprima del <strong>Project Aura</strong>.</p><p>Xreal è stato un pioniere negli occhiali con display che essenzialmente producono schermi virtuali da 200 pollici da qualsiasi dispositivo connesso tramite USB-C (telefoni, <em>laptop</em>, console di gioco), ma il Project Aura è una bestia diversa. Esso, come il Samsung Galaxy XR, è un sistema <strong>Android XR autonomo</strong>, un computer sul tuo viso in una forma leggera da occhiali. Almeno questa è la promessa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY" name="Aura_5_TAS_XR_Nov-06-2025" alt="Xreal Project Aura" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Come l'Xreal One, gli occhiali utilizzano display <strong>Sony Micro LED</strong> che proiettano immagini attraverso prismi spessi verso i tuoi occhi. Anche questi occhiali erano pre-montati con la mia prescrizione, quindi potevo vedere chiaramente l'esperienza.</p><p>A differenza dei prototipi Android XR, gli occhiali <strong>Xreal Project Aura</strong> si collegano tramite una porta sull'estremità di un'astina a un <strong>puck di calcolo</strong> (<em>compute puck</em>) delle dimensioni di uno <em>smartphone</em> che, curiosamente, include un <em>trackpad</em> integrato per il controllo del mouse, sebbene non sia riuscito a farlo funzionare bene per me.</p><p>Offrono un campo visivo (<em>FoV</em>) chiaro e relativamente spazioso di <strong>70 gradi</strong>. Come il Samsung Galaxy XR, l'Aura utilizza il <strong>controllo gestuale</strong>. Non ci sono telecamere che tracciano gli occhi, quindi ho dovuto intenzionalmente puntare e "pizzicare" gli elementi sullo schermo. Poiché è un sistema Android XR, le metafore di controllo, i menu e gli elementi dell'interfaccia sono, nel bene o nel male, identici a quelli che ho trovato con il Samsung Galaxy XR.</p><p>Li abbiamo usati per connetterci rapidamente a un PC nelle vicinanze per un'esperienza di produttività su grande schermo.</p><p>La mia parte preferita è stata una dimostrazione con un tabellone di gioco gigante. Si trattava di una sorta di gioco di carte in stile <em>Dungeons and Dragons</em> in cui potevo usare una o entrambe le mani per muovere e ridimensionare il tabellone di gioco 3D e piuttosto dettagliato. Quando ho girato la mano, una mezza dozzina di carte si è aperta a ventaglio davanti a me. Potevo afferrare ogni carta virtuale ed esaminarla. Sul campo da gioco c'erano piccoli pezzi di personaggi che potevo anche raccogliere ed esaminare. Per tutto il tempo, il <em>puck</em> del processore pendeva dalla mia cintura.</p><p>A differenza dei prototipi di <em>AI Glasses</em>, il Project Aura è ancora considerato un dispositivo "<strong>episodico</strong>", che potresti usare occasionalmente, di solito a casa, in ufficio o magari durante un volo.</p><h2 id="galaxy-xr-migliora">Galaxy XR migliora</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85" name="Samsung-Galaxy-XR-REVIEW-lance-wearing" alt="Samsung Galaxy XR REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>L'originale dispositivo Android XR, il <strong>Galaxy XR</strong>, sta anch'esso ricevendo un aggiornamento minore in questo ciclo.</p><p>Ho provato, per la prima volta, i <strong>Likenesses</strong> di Galaxy XR, che sono la versione di Google delle <em>Personas</em> su Vision Pro. A differenza di queste ultime, tuttavia, il tuo <em>Likeness</em> viene acquisito con il telefono. Da questo, viene generata una replica animata del tuo viso e delle tue spalle.</p><p>Ho effettuato una chiamata Google Meet con un rappresentante di Google e ho potuto vedere il suo <em>Likeness</em> dall'aspetto inquietantemente realistico, che sembrava tracciare tutti i suoi movimenti facciali. Includeva persino le sue mani. Siamo stati in grado di condividere uno schermo Canva e lavorare insieme.</p><p>Google mi ha detto che anche se qualcuno non indossa un visore come il Galaxy XR, dotato di telecamere che tracciano il viso, il sistema potrebbe essere in grado di utilizzare alla fine solo gli spunti audio per pilotare un <em>Likeness</em> e creare un <em>avatar</em> animato realistico all'altra estremità della chiamata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:508px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:98.03%;"><img id="t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg" name="Android XR Likeness" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="508" height="498" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="cosa-ci-riserva-il-futuro">Cosa ci riserva il futuro?</h2><p>Mentre tutte queste <em>demo</em> sono state entusiasmanti, siamo ancora ad almeno mesi di distanza dalla disponibilità commerciale di <strong>Project Aura</strong>, e forse anche di più per gli occhiali con display AI Android XR.</p><p>Google non ha condiviso molto sulla durata della batteria né su quanto siano vicini a realizzare montature AI con display funzionanti (e relativamente accessibili) in collaborazione con partner come <strong>Warby Parker</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>.</p><p>Tuttavia, in base a ciò che ho visto, siamo più vicini di quanto pensassi in precedenza. Inoltre, l'ecosistema per le montature e i dispositivi connessi, come gli importantissimi telefoni, gli orologi Pixel, i computer e gli <em>app store</em>, sembra si stia concretizzando.</p><p>Penso che abbiamo quasi finito con le nostre divagazioni sui dispositivi a immersione troppo costosi e ad uso episodico. <strong>Il momento per gli occhiali AR alimentati dall'IA è arrivato</strong> e io, per primo, sono pronto per iniziare.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Android XR, la visione dietro il nuovo prodotto ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Una rivoluzione nella tecnologia indossabile è ormai all'orizzonte. Presto vedremo una legione di <strong>occhiali smart</strong> che combinano informazioni audio e visive potenziate dall'AI, fornite <em>on-demand</em> e <em>on-need</em> (su richiesta e al momento del bisogno), con o senza l'aiuto dello smartphone nelle vicinanze, e tutto questo senza l'imposizione di un <em>look</em> stravagante o di un disagio fisico. Tuttavia, la rivoluzione deve ancora essere costruita su momenti di "illuminazione" (<em>aha! moments</em> – la sensazione di scoperta) e forse anche sulla paura di essere tagliati fuori (<em>FOMO</em>).</p><p>Questa è la conclusione a cui sono giunto dopo aver parlato con <strong>Juston Payne</strong>, Senior Director di Product Management per XR in Google. Stavamo chiacchierando pochi istanti dopo aver avuto i miei "momenti di illuminazione" con gli occhiali smart <strong>Android XR</strong> (prototipi a livello di <em>dev-kit</em>) con schermo monoculare e a doppio schermo. Potete leggere di più su questa impressionante anteprima qui.</p><p>Ciò che ha convinto me (e chiaramente anche Payne) che questa sia la prossima grande novità è stata un'esperienza personale che il dirigente ha vissuto in Italia. Payne ha spiegato che la sua famiglia era in viaggio a <strong>Roma</strong>, e "ho messo gli occhiali che avevi appena provato [il prototipo a doppio schermo Android XR] a mio figlio di 10 anni, Clark. Li abbiamo messi e gli abbiamo chiesto dove volesse andare. Così ha chiesto agli occhiali [<strong>Gemini</strong>] di portarlo a una gelateria". Payne ha concordato sul fatto che, considerata la calura, si trattava di un'ottima scelta.</p><p>"E poi gli occhiali gli hanno mostrato dove andare", ha spiegato Payne, descrivendo la capacità degli occhiali XR monoculari e a doppio schermo di proiettare una mappa di Google, la navigazione <em>turn-by-turn</em> e persino di mostrare la direzione in base alla posizione, proprio davanti agli occhi.</p><p>"Così mia moglie, mia figlia e io abbiamo seguito Clark attraverso le strade tortuose di Roma per arrivare a una gelateria. Come se vivesse lì. Come se fosse un abitante del luogo.</p><p>"Quello per me è stato il momento in cui ho sentito: 'Oh wow, le cose sono cambiate'. Cioè, questo è molto diverso. Questo è molto nuovo. È molto potente. È questo tipo di evoluzione che siamo davvero entusiasti di portare avanti".</p><h2 id="getting-to-the-tipping-point">Getting to the tipping point</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FUwoaM7BwMnE4T3qbi6Sf5" name="Android-XR-Dec-8-juston-payne-arms-folded-bigger-smile" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FUwoaM7BwMnE4T3qbi6Sf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>C'è, tuttavia, ancora molta strada da fare tra il momento di "illuminazione" della famiglia Payne e la vera e propria <strong>Paura di Perdersi Qualcosa</strong> ("FOMO"), quel momento in cui la disponibilità e l'ubiquità degli occhiali smart Android XR genereranno FOMO tra gli altri consumatori e ne guideranno l'adozione.</p><p>Google e il suo partner Android XR, Samsung, hanno già annunciato partnership con produttori di occhiali come <strong>Warby Parker</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>. Ho fatto notare, tuttavia, che la maggior parte delle persone probabilmente acquista ancora i propri occhiali da negozi come LensCrafters e Visionworks. Payne ha richiamato l'annuncio della partnership con <strong>Kering Eyewear</strong>, ma anche in quel caso si tratta di un fornitore di occhiali di lusso.</p><p>Payne ha riconosciuto che la visione prevede una disponibilità molto più ampia.</p><p>"Quindi l'idea è che, nel tempo, vogliamo arrivare alla visione che hai espresso – ovvero che chiunque possa entrare in un negozio e scegliere di acquistare una versione smart, alimentata da Android XR e Gemini. E quello sarà un futuro davvero entusiasmante da raggiungere."</p><p>La chiave, mi ha detto, è assicurarsi che l'industria fornisca i giusti fattori di forma, e soprattutto i <strong>giusti prezzi</strong>. Le opzioni per le lenti, ha aggiunto, dovrebbero essere "inclusive delle diverse esigenze visive delle persone".</p><h2 id="un-momento-cruciale-per-android-xr">Un momento cruciale per Android XR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DYCnBooeskDeCN3tfScmSY" name="Aura_4_TAS_XR_-Nov-06-2025_113" alt="Xreal Project Aura" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DYCnBooeskDeCN3tfScmSY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Payne e io abbiamo parlato mentre Google e i suoi partner si stavano preparando a dare il via all'evento <strong>Android Day: XR Edition</strong> (8 dicembre), il momento in cui tutti avrebbero visto la sua visione per gli occhiali smart basati su Android XR.</p><p>Gli occhiali, sebbene non ancora pronti per il grande pubblico, sono l'indicazione più chiara dei piani e delle ambizioni complete di Android per <strong>Android XR</strong>, che Payne mi ricorda essere "la prossima piattaforma informatica. Quindi, è una nuova importante categoria che vedrà la luce nei prossimi anni e diventerà una parte fondamentale della vita delle persone in futuro".</p><p>Gli occhiali a schermo singolo e doppio, insieme all'<strong>Xreal Aura</strong> (rivelato nello stesso evento) e al visore per realtà mista <strong>Samsung Galaxy XR</strong> che ho recensito di recente, rappresentano ora l'intero spettro delle attuali ambizioni di Android XR di Google.</p><p>Sebbene tutti siano costruiti sulle fondamenta dell'intelligenza di <strong>Gemini</strong>, ci sono differenze che ho riscontrato nelle mie demo pratiche. Ero curioso di sapere se Google stesse dettando, ad esempio, lo stile del display, che spazia dagli schermi <strong>Sony Micro OLED</strong> e i prismi presenti sull'Xreal Aura (che si collega in <em>tethering</em> a un <em>compute pack</em> tascabile) all'alta risoluzione e all'ampio FoV (campo visivo) del Galaxy XR, e poi alla tecnologia a guida d'onda sottile e trasparente che si trova nei due prototipi di occhiali smart Android XR autonomi.</p><p>Risulta che, sebbene Google non stia <em>imponendo</em> le esperienze di visualizzazione, è comunque "molto decisa" su questo argomento. Ci sono, ha spiegato Payne, delle ragioni per tutte queste differenze.</p><p>"In realtà è utile pensare qui in termini del tipo di utilizzo che ci aspettiamo dai prodotti, e poi lavoriamo con le aziende partner sulle soluzioni più appropriate", ha detto.</p><h2 id="i-casi-d-uso-definiscono-i-display">I casi d'uso definiscono i display</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8CL6ZzicrGWpEKLN9wVRf5" name="Android-XR-Dec-8-monocular-on-juston-payne" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8CL6ZzicrGWpEKLN9wVRf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>I prodotti utilizzati in modo "episodico", come l'Aura o il Galaxy XR, richiedono sistemi ottici che diano priorità a un <strong>ampio campo visivo</strong> (<em>Field of View</em>). Per questi prodotti, l'occlusione parziale o persino completa del campo visivo del mondo reale è accettabile, poiché spesso si è seduti, ad esempio, a giocare o a guardare un video.</p><p>Ovviamente, i requisiti sono diversi per gli occhiali in cui non è possibile permettersi che le lenti siano spente o occluse in modo significativo. "Per questi, è necessaria una lente completamente trasparente. Una lente bella e cristallina che integri un display costruito direttamente al suo interno. Queste saranno soluzioni a guida d'onda (<em>waveguide</em>)."</p><div><blockquote><p>Riteniamo che la stessa persona avrà probabilmente più prodotti XR nel corso della sua vita.</p><p>Juston Payne, Senior Director di Product Management per XR in Google.</p></blockquote></div><p>L'idea di Android XR non è solo un concetto "taglia unica", ma Payne immagina un futuro in cui le persone possiederanno più di un dispositivo XR. "Riteniamo che la stessa persona avrà probabilmente più prodotti XR nel corso della sua vita. Un po' come una persona non ha <em>un</em> portatile <em>o</em> un telefono; ne ha <em>uno e l'altro</em>".</p><p>Naturalmente, questo significa occhiali ancora più leggeri e sottili e, in generale, montature smart più economiche e facilmente accessibili, e ci sarà un ecosistema e delle app a supporto degli occhiali smart. Payne è entusiasta del futuro e vede un parallelo con almeno un'altra epoca tecnologica.</p><p>"Pensiamo che questo sia in realtà uno spazio molto embrionale e la sua storia non è ancora stata scritta. Quindi è fantastico vedere che c'è slancio, ed è fantastico vedere che c'è una certa trazione in giro. Ma, sai, contestualizzando: non ci sono ancora occhiali là fuori che abbiano un ecosistema di app annesso. Quindi, in un certo senso, è quasi come il lancio dell'iPhone, quando non c'era l'App Store; c'è stato quel piccolo periodo di tempo. Siamo ancora in quell'era."</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/android-xr-la-visione-dietro-il-nuovo-prodotto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Qual è il futuro di Android XR? Lo abbiamo chiesto a Juston Payne, Senior Director di Google per il Product Management di XR ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">s8utrv8vhDJS3mJKmbgdoQ</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lance.ulanoff@futurenet.com (Lance Ulanoff) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W2qksRaQeUfBGMwsW5bTGh.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Lance Ulanoff is an &lt;a href=&quot;https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ox35RKH2kNKBfSBfvHEoK6.jpg&quot;&gt;award-winning tech journalist&lt;/a&gt;, on-air expert, and commentator.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Lance Ulanoff / Future]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Android XR Dec 8 Update]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Android XR Dec 8 Update]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Android XR Dec 8 Update]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Una rivoluzione nella tecnologia indossabile è ormai all'orizzonte. Presto vedremo una legione di <strong>occhiali smart</strong> che combinano informazioni audio e visive potenziate dall'AI, fornite <em>on-demand</em> e <em>on-need</em> (su richiesta e al momento del bisogno), con o senza l'aiuto dello smartphone nelle vicinanze, e tutto questo senza l'imposizione di un <em>look</em> stravagante o di un disagio fisico. Tuttavia, la rivoluzione deve ancora essere costruita su momenti di "illuminazione" (<em>aha! moments</em> – la sensazione di scoperta) e forse anche sulla paura di essere tagliati fuori (<em>FOMO</em>).</p><p>Questa è la conclusione a cui sono giunto dopo aver parlato con <strong>Juston Payne</strong>, Senior Director di Product Management per XR in Google. Stavamo chiacchierando pochi istanti dopo aver avuto i miei "momenti di illuminazione" con gli occhiali smart <strong>Android XR</strong> (prototipi a livello di <em>dev-kit</em>) con schermo monoculare e a doppio schermo. Potete leggere di più su questa impressionante anteprima qui.</p><p>Ciò che ha convinto me (e chiaramente anche Payne) che questa sia la prossima grande novità è stata un'esperienza personale che il dirigente ha vissuto in Italia. Payne ha spiegato che la sua famiglia era in viaggio a <strong>Roma</strong>, e "ho messo gli occhiali che avevi appena provato [il prototipo a doppio schermo Android XR] a mio figlio di 10 anni, Clark. Li abbiamo messi e gli abbiamo chiesto dove volesse andare. Così ha chiesto agli occhiali [<strong>Gemini</strong>] di portarlo a una gelateria". Payne ha concordato sul fatto che, considerata la calura, si trattava di un'ottima scelta.</p><p>"E poi gli occhiali gli hanno mostrato dove andare", ha spiegato Payne, descrivendo la capacità degli occhiali XR monoculari e a doppio schermo di proiettare una mappa di Google, la navigazione <em>turn-by-turn</em> e persino di mostrare la direzione in base alla posizione, proprio davanti agli occhi.</p><p>"Così mia moglie, mia figlia e io abbiamo seguito Clark attraverso le strade tortuose di Roma per arrivare a una gelateria. Come se vivesse lì. Come se fosse un abitante del luogo.</p><p>"Quello per me è stato il momento in cui ho sentito: 'Oh wow, le cose sono cambiate'. Cioè, questo è molto diverso. Questo è molto nuovo. È molto potente. È questo tipo di evoluzione che siamo davvero entusiasti di portare avanti".</p><h2 id="getting-to-the-tipping-point">Getting to the tipping point</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FUwoaM7BwMnE4T3qbi6Sf5" name="Android-XR-Dec-8-juston-payne-arms-folded-bigger-smile" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FUwoaM7BwMnE4T3qbi6Sf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>C'è, tuttavia, ancora molta strada da fare tra il momento di "illuminazione" della famiglia Payne e la vera e propria <strong>Paura di Perdersi Qualcosa</strong> ("FOMO"), quel momento in cui la disponibilità e l'ubiquità degli occhiali smart Android XR genereranno FOMO tra gli altri consumatori e ne guideranno l'adozione.</p><p>Google e il suo partner Android XR, Samsung, hanno già annunciato partnership con produttori di occhiali come <strong>Warby Parker</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>. Ho fatto notare, tuttavia, che la maggior parte delle persone probabilmente acquista ancora i propri occhiali da negozi come LensCrafters e Visionworks. Payne ha richiamato l'annuncio della partnership con <strong>Kering Eyewear</strong>, ma anche in quel caso si tratta di un fornitore di occhiali di lusso.</p><p>Payne ha riconosciuto che la visione prevede una disponibilità molto più ampia.</p><p>"Quindi l'idea è che, nel tempo, vogliamo arrivare alla visione che hai espresso – ovvero che chiunque possa entrare in un negozio e scegliere di acquistare una versione smart, alimentata da Android XR e Gemini. E quello sarà un futuro davvero entusiasmante da raggiungere."</p><p>La chiave, mi ha detto, è assicurarsi che l'industria fornisca i giusti fattori di forma, e soprattutto i <strong>giusti prezzi</strong>. Le opzioni per le lenti, ha aggiunto, dovrebbero essere "inclusive delle diverse esigenze visive delle persone".</p><h2 id="un-momento-cruciale-per-android-xr">Un momento cruciale per Android XR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DYCnBooeskDeCN3tfScmSY" name="Aura_4_TAS_XR_-Nov-06-2025_113" alt="Xreal Project Aura" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DYCnBooeskDeCN3tfScmSY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Payne e io abbiamo parlato mentre Google e i suoi partner si stavano preparando a dare il via all'evento <strong>Android Day: XR Edition</strong> (8 dicembre), il momento in cui tutti avrebbero visto la sua visione per gli occhiali smart basati su Android XR.</p><p>Gli occhiali, sebbene non ancora pronti per il grande pubblico, sono l'indicazione più chiara dei piani e delle ambizioni complete di Android per <strong>Android XR</strong>, che Payne mi ricorda essere "la prossima piattaforma informatica. Quindi, è una nuova importante categoria che vedrà la luce nei prossimi anni e diventerà una parte fondamentale della vita delle persone in futuro".</p><p>Gli occhiali a schermo singolo e doppio, insieme all'<strong>Xreal Aura</strong> (rivelato nello stesso evento) e al visore per realtà mista <strong>Samsung Galaxy XR</strong> che ho recensito di recente, rappresentano ora l'intero spettro delle attuali ambizioni di Android XR di Google.</p><p>Sebbene tutti siano costruiti sulle fondamenta dell'intelligenza di <strong>Gemini</strong>, ci sono differenze che ho riscontrato nelle mie demo pratiche. Ero curioso di sapere se Google stesse dettando, ad esempio, lo stile del display, che spazia dagli schermi <strong>Sony Micro OLED</strong> e i prismi presenti sull'Xreal Aura (che si collega in <em>tethering</em> a un <em>compute pack</em> tascabile) all'alta risoluzione e all'ampio FoV (campo visivo) del Galaxy XR, e poi alla tecnologia a guida d'onda sottile e trasparente che si trova nei due prototipi di occhiali smart Android XR autonomi.</p><p>Risulta che, sebbene Google non stia <em>imponendo</em> le esperienze di visualizzazione, è comunque "molto decisa" su questo argomento. Ci sono, ha spiegato Payne, delle ragioni per tutte queste differenze.</p><p>"In realtà è utile pensare qui in termini del tipo di utilizzo che ci aspettiamo dai prodotti, e poi lavoriamo con le aziende partner sulle soluzioni più appropriate", ha detto.</p><h2 id="i-casi-d-uso-definiscono-i-display">I casi d'uso definiscono i display</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8CL6ZzicrGWpEKLN9wVRf5" name="Android-XR-Dec-8-monocular-on-juston-payne" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8CL6ZzicrGWpEKLN9wVRf5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>I prodotti utilizzati in modo "episodico", come l'Aura o il Galaxy XR, richiedono sistemi ottici che diano priorità a un <strong>ampio campo visivo</strong> (<em>Field of View</em>). Per questi prodotti, l'occlusione parziale o persino completa del campo visivo del mondo reale è accettabile, poiché spesso si è seduti, ad esempio, a giocare o a guardare un video.</p><p>Ovviamente, i requisiti sono diversi per gli occhiali in cui non è possibile permettersi che le lenti siano spente o occluse in modo significativo. "Per questi, è necessaria una lente completamente trasparente. Una lente bella e cristallina che integri un display costruito direttamente al suo interno. Queste saranno soluzioni a guida d'onda (<em>waveguide</em>)."</p><div><blockquote><p>Riteniamo che la stessa persona avrà probabilmente più prodotti XR nel corso della sua vita.</p><p>Juston Payne, Senior Director di Product Management per XR in Google.</p></blockquote></div><p>L'idea di Android XR non è solo un concetto "taglia unica", ma Payne immagina un futuro in cui le persone possiederanno più di un dispositivo XR. "Riteniamo che la stessa persona avrà probabilmente più prodotti XR nel corso della sua vita. Un po' come una persona non ha <em>un</em> portatile <em>o</em> un telefono; ne ha <em>uno e l'altro</em>".</p><p>Naturalmente, questo significa occhiali ancora più leggeri e sottili e, in generale, montature smart più economiche e facilmente accessibili, e ci sarà un ecosistema e delle app a supporto degli occhiali smart. Payne è entusiasta del futuro e vede un parallelo con almeno un'altra epoca tecnologica.</p><p>"Pensiamo che questo sia in realtà uno spazio molto embrionale e la sua storia non è ancora stata scritta. Quindi è fantastico vedere che c'è slancio, ed è fantastico vedere che c'è una certa trazione in giro. Ma, sai, contestualizzando: non ci sono ancora occhiali là fuori che abbiano un ecosistema di app annesso. Quindi, in un certo senso, è quasi come il lancio dell'iPhone, quando non c'era l'App Store; c'è stato quel piccolo periodo di tempo. Siamo ancora in quell'era."</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Il CEO di Microsoft AI risponde per le rime: "inconcepibile" il cinismo sulla nuova direzione di Windows 11 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Il CEO dell'AI, Mustafa Suleyman, ha pubblicato su X (precedentemente Twitter) in seguito a un recente contraccolpo sulle tematiche legate all'intelligenza artificiale.</li><li>Il dirigente ha affermato che ci sono "così tanti scettici" là fuori che ritengono l'AI "deludente".</li><li>Ha poi aggiunto che "il fatto che le persone non si stupiscano più di poter avere una conversazione fluida con un'intelligenza artificiale super intelligente... è qualcosa di inconcepibile per me".</li></ul><p>Microsoft è stata ampiamente criticata per aver puntato tutto sull'AI in seguito alle recenti rivelazioni sulla direzione intrapresa da <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/trucchi-per-windows-11">Windows 11</a>. La risposta a queste polemiche è stata quella di contrattaccare con la stessa intensità, almeno per il CEO della divisione AI dell'azienda.</p><p>Windows Central ha evidenziato che Mustafa Suleyman è intervenuto su X dichiarando di non essere affatto impressionato dagli oppositori dell'AI.</p><p>Riguardo al recente <em>feedback</em> negativo sui progressi pianificati per Windows 11, inclusi gli agenti AI nel sistema operativo, Suleyman si è lamentato: "Cavolo, ci sono così tanti scettici! Mi fa morire dal ridere sentire le persone definire l'AI deludente. Io sono cresciuto giocando a Snake su un telefono Nokia! Il fatto che le persone non siano impressionate dal poter avere una conversazione fluente con un'intelligenza artificiale super intelligente in grado di generare qualsiasi immagine o video è inconcepibile per me".</p><p>E d'accordo, capisco in qualche modo questo sentimento. Sì, l'avanzamento dell'AI, o dei Large Language Model (LLM), da quando ChatGPT ha fatto la sua irruzione sulla scena è stato a dir poco notevole. È innegabile che la velocità degli sviluppi dell'AI su desktop e smartphone sia stata vertiginosa e che stiano accadendo cose davvero incredibili.</p><p>Anche le persone comuni, quelle per nulla esperte di tecnologia – o almeno i miei amici e la mia famiglia – stanno rapidamente imparando che ChatGPT (o Gemini, o Copilot e così via) può essere uno strumento molto più potente di Google per rispondere a domande e soddisfare le loro esigenze. (Anche se, ovviamente, Google ora ha inserito l'AI nei suoi risultati di ricerca in cima, proprio per questo motivo). Oppure, in effetti, per creare un'immagine piuttosto spettacolare partendo da zero, come sottolinea Suleyman.</p><p>Queste sono però solo le cose positive. Si può parlare solo degli aspetti soleggiati e ottimistici, e ignorare il torbido alone di nubi che è composto da tutte le preoccupazioni e i dubbi che circondano l'AI. E così, andiamo avanti, dritti nella tempesta...</p><h2 id="analisi-microsoft-deve-costruire-fiducia-e-credibilita">Analisi: Microsoft deve costruire fiducia e credibilità</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6j7cNouB6agiBmxSQzDtoD" name="Windows 11 marketing image" alt="People using Windows 11 laptops" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6j7cNouB6agiBmxSQzDtoD.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Naturalmente ci sono timori generali sull'AI, l'ansia che ci stiamo muovendo troppo velocemente e stiamo "rompendo le cose", come recita la preoccupazione spesso citata. E che non si stia facendo abbastanza per garantire sicurezza e salvaguardie, concentrandosi troppo sull'avanzamento delle capacità dell'AI. (E quando dico 'noi', intendo coloro che stanno facendo una montagna di soldi con l'AI, le applicazioni correlate e l'hardware connesso, ovviamente).</p><p>Questi tipi di preoccupazioni più ampie si applicano, certamente, all'AI in Windows 11, ma ci sono critiche più specifiche rivolte alla nuova spinta di Microsoft per integrare ancora più intelligenza artificiale nel suo sistema operativo desktop.</p><p>Ne ho parlato molto negli ultimi tempi, quindi non ripeterò tutto daccapo, ma basti dire che la critica principale riguarda il <em>focus</em> di Microsoft sull'AI ritenuto "non impressionante" (sono state usate parole più dure) in termini di nuove funzionalità per Windows 11, quando ci sono aspetti del sistema operativo che lasciano ancora molto a desiderare.</p><p>Ad esempio, la mancanza di funzionalità di base (come spostare la barra delle applicazioni lontano dal fondo dello schermo) e il costante, lento gocciolamento di <em>bug</em> e problemi bizzarri in Windows 11.</p><p>Come ho detto io, e molti altri, come possiamo avere fiducia in Microsoft che implementi l'AI in modo corretto – e che gli agenti possano eseguire magari compiti complessi, pur mantenendo la nostra <em>privacy</em> e sicurezza – quando persino gli elementi di base dell'interfaccia di Windows 11 impazziscono regolarmente (ricerca lenta, <em>File Explorer</em>, stranezze del menu del tasto destro e così via)?</p><p>Questo è l'aspetto "deludente" dei processi di sviluppo software e di controllo qualità di Microsoft, che si applicheranno anche a questi agenti AI con le loro ramificazioni che si estendono attraverso Windows 11 e i vostri <em>file</em> (dove avete dato il permesso di accesso all'agente, ovviamente – dovrei essere molto chiaro su questo, ma l'AI sta comunque accedendo ad alcuni contenuti).</p><p>Un altro grosso problema è che le <em>demo</em> di Copilot, specialmente i recenti sforzi di <em>marketing</em>, sono state poco convincenti. L'uso pratico dell'AI non corrisponde alla teoria, come abbiamo visto in una recente <em>clip</em> di Copilot che cercava di aiutare un utente a cambiare la dimensione del testo in Windows 11, inciampando su diversi punti e sbagliando un paio di cose. Francamente, è sconcertante come il reparto <em>marketing</em> di Microsoft abbia permesso la pubblicazione di questa clip; significativamente, il video è stato rimosso.</p><p>Sebbene coloro che lavorano sull'AI in Windows 11 possano essere comprensibilmente frustrati dalla reazione negativa, devono accettare questa critica e non reagire in modo aggressivo come – per essere onesti – ha fatto un altro dirigente Microsoft.</p><p>Dato che le <em>demo</em> falliscono e che la natura generale di Copilot è stata finora poco entusiasmante all'interno di Windows 11 – con gran parte delle prime capacità AI incentrate principalmente su applicazioni creative, che non sono affatto il campo d'interesse di tutti – c'è da meravigliarsi che molte persone non siano poi così entusiaste? O che alcuni siano apertamente ostili quando sono stanchi dei <em>bug</em>, dei pezzi di Windows 11 che si comportano in modi davvero strani e della promozione incessante degli altri servizi Microsoft nel sistema operativo? O quando pensano al fiasco di Recall – non dimentichiamo quel gioiello di scarsa lungimiranza e pianificazione per una funzionalità AI profondamente sensibile alla <em>privacy</em>.</p><p>Per alcune persone, tutto questo ha creato uno scenario di mancanza di fiducia riguardo al fatto che Microsoft possa implementare correttamente l'AI, e che il "serpente" di questi agenti possa in qualche modo sfuggire ai confini del suo contenitore di sicurezza a causa di un <em>exploit</em> e finire per divorare tutti i loro <em>file</em>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/il-ceo-dellai-di-microsoft-ai-risponde-per-le-rime-inconcepibile-il-cinismo-sulla-nuova-direzione-di-windows-11</link>
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                            <![CDATA[ Il capo dell'AI: "Mi fa morire dal ridere sentire le persone definire l'AI deludente" – ma io non sono sorpreso dagli scettici di Windows 11, e neanche lui dovrebbe esserlo. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li>Il CEO dell'AI, Mustafa Suleyman, ha pubblicato su X (precedentemente Twitter) in seguito a un recente contraccolpo sulle tematiche legate all'intelligenza artificiale.</li><li>Il dirigente ha affermato che ci sono "così tanti scettici" là fuori che ritengono l'AI "deludente".</li><li>Ha poi aggiunto che "il fatto che le persone non si stupiscano più di poter avere una conversazione fluida con un'intelligenza artificiale super intelligente... è qualcosa di inconcepibile per me".</li></ul><p>Microsoft è stata ampiamente criticata per aver puntato tutto sull'AI in seguito alle recenti rivelazioni sulla direzione intrapresa da <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/trucchi-per-windows-11">Windows 11</a>. La risposta a queste polemiche è stata quella di contrattaccare con la stessa intensità, almeno per il CEO della divisione AI dell'azienda.</p><p>Windows Central ha evidenziato che Mustafa Suleyman è intervenuto su X dichiarando di non essere affatto impressionato dagli oppositori dell'AI.</p><p>Riguardo al recente <em>feedback</em> negativo sui progressi pianificati per Windows 11, inclusi gli agenti AI nel sistema operativo, Suleyman si è lamentato: "Cavolo, ci sono così tanti scettici! Mi fa morire dal ridere sentire le persone definire l'AI deludente. Io sono cresciuto giocando a Snake su un telefono Nokia! Il fatto che le persone non siano impressionate dal poter avere una conversazione fluente con un'intelligenza artificiale super intelligente in grado di generare qualsiasi immagine o video è inconcepibile per me".</p><p>E d'accordo, capisco in qualche modo questo sentimento. Sì, l'avanzamento dell'AI, o dei Large Language Model (LLM), da quando ChatGPT ha fatto la sua irruzione sulla scena è stato a dir poco notevole. È innegabile che la velocità degli sviluppi dell'AI su desktop e smartphone sia stata vertiginosa e che stiano accadendo cose davvero incredibili.</p><p>Anche le persone comuni, quelle per nulla esperte di tecnologia – o almeno i miei amici e la mia famiglia – stanno rapidamente imparando che ChatGPT (o Gemini, o Copilot e così via) può essere uno strumento molto più potente di Google per rispondere a domande e soddisfare le loro esigenze. (Anche se, ovviamente, Google ora ha inserito l'AI nei suoi risultati di ricerca in cima, proprio per questo motivo). Oppure, in effetti, per creare un'immagine piuttosto spettacolare partendo da zero, come sottolinea Suleyman.</p><p>Queste sono però solo le cose positive. Si può parlare solo degli aspetti soleggiati e ottimistici, e ignorare il torbido alone di nubi che è composto da tutte le preoccupazioni e i dubbi che circondano l'AI. E così, andiamo avanti, dritti nella tempesta...</p><h2 id="analisi-microsoft-deve-costruire-fiducia-e-credibilita">Analisi: Microsoft deve costruire fiducia e credibilità</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6j7cNouB6agiBmxSQzDtoD" name="Windows 11 marketing image" alt="People using Windows 11 laptops" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6j7cNouB6agiBmxSQzDtoD.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Naturalmente ci sono timori generali sull'AI, l'ansia che ci stiamo muovendo troppo velocemente e stiamo "rompendo le cose", come recita la preoccupazione spesso citata. E che non si stia facendo abbastanza per garantire sicurezza e salvaguardie, concentrandosi troppo sull'avanzamento delle capacità dell'AI. (E quando dico 'noi', intendo coloro che stanno facendo una montagna di soldi con l'AI, le applicazioni correlate e l'hardware connesso, ovviamente).</p><p>Questi tipi di preoccupazioni più ampie si applicano, certamente, all'AI in Windows 11, ma ci sono critiche più specifiche rivolte alla nuova spinta di Microsoft per integrare ancora più intelligenza artificiale nel suo sistema operativo desktop.</p><p>Ne ho parlato molto negli ultimi tempi, quindi non ripeterò tutto daccapo, ma basti dire che la critica principale riguarda il <em>focus</em> di Microsoft sull'AI ritenuto "non impressionante" (sono state usate parole più dure) in termini di nuove funzionalità per Windows 11, quando ci sono aspetti del sistema operativo che lasciano ancora molto a desiderare.</p><p>Ad esempio, la mancanza di funzionalità di base (come spostare la barra delle applicazioni lontano dal fondo dello schermo) e il costante, lento gocciolamento di <em>bug</em> e problemi bizzarri in Windows 11.</p><p>Come ho detto io, e molti altri, come possiamo avere fiducia in Microsoft che implementi l'AI in modo corretto – e che gli agenti possano eseguire magari compiti complessi, pur mantenendo la nostra <em>privacy</em> e sicurezza – quando persino gli elementi di base dell'interfaccia di Windows 11 impazziscono regolarmente (ricerca lenta, <em>File Explorer</em>, stranezze del menu del tasto destro e così via)?</p><p>Questo è l'aspetto "deludente" dei processi di sviluppo software e di controllo qualità di Microsoft, che si applicheranno anche a questi agenti AI con le loro ramificazioni che si estendono attraverso Windows 11 e i vostri <em>file</em> (dove avete dato il permesso di accesso all'agente, ovviamente – dovrei essere molto chiaro su questo, ma l'AI sta comunque accedendo ad alcuni contenuti).</p><p>Un altro grosso problema è che le <em>demo</em> di Copilot, specialmente i recenti sforzi di <em>marketing</em>, sono state poco convincenti. L'uso pratico dell'AI non corrisponde alla teoria, come abbiamo visto in una recente <em>clip</em> di Copilot che cercava di aiutare un utente a cambiare la dimensione del testo in Windows 11, inciampando su diversi punti e sbagliando un paio di cose. Francamente, è sconcertante come il reparto <em>marketing</em> di Microsoft abbia permesso la pubblicazione di questa clip; significativamente, il video è stato rimosso.</p><p>Sebbene coloro che lavorano sull'AI in Windows 11 possano essere comprensibilmente frustrati dalla reazione negativa, devono accettare questa critica e non reagire in modo aggressivo come – per essere onesti – ha fatto un altro dirigente Microsoft.</p><p>Dato che le <em>demo</em> falliscono e che la natura generale di Copilot è stata finora poco entusiasmante all'interno di Windows 11 – con gran parte delle prime capacità AI incentrate principalmente su applicazioni creative, che non sono affatto il campo d'interesse di tutti – c'è da meravigliarsi che molte persone non siano poi così entusiaste? O che alcuni siano apertamente ostili quando sono stanchi dei <em>bug</em>, dei pezzi di Windows 11 che si comportano in modi davvero strani e della promozione incessante degli altri servizi Microsoft nel sistema operativo? O quando pensano al fiasco di Recall – non dimentichiamo quel gioiello di scarsa lungimiranza e pianificazione per una funzionalità AI profondamente sensibile alla <em>privacy</em>.</p><p>Per alcune persone, tutto questo ha creato uno scenario di mancanza di fiducia riguardo al fatto che Microsoft possa implementare correttamente l'AI, e che il "serpente" di questi agenti possa in qualche modo sfuggire ai confini del suo contenitore di sicurezza a causa di un <em>exploit</em> e finire per divorare tutti i loro <em>file</em>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft porta Copilot direttamente sulla barra delle applicazioni di Windows 11: l'IA è opzionale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• L'ultima anteprima di Windows 11 ha una funzione Chiedi a Copilot</strong></li><li><strong>• Questo sostituisce efficacemente la casella di ricerca sulla barra delle applicazioni</strong></li><li><strong>• Raggiunge sostanzialmente la stessa funzione, ma potenziata dall'IA – sebbene la funzione di ricerca esistente sia ancora disponibile</strong></li></ul><p></p><p>Windows 11 ha una nuova versione anteprima e questa porta con sé un grande cambiamento con Copilot, introducendo un'incarnazione più completa dell'IA nella barra delle applicazioni – se lo desideri. Nel <a href="https://blogs.windows.com/windows-insider/2025/10/31/announcing-windows-11-insider-preview-build-26220-7051-dev-beta-channels/">post del blog</a> che introduce la build 26220.7051 nei canali Beta e Dev, Microsoft ha annunciato la possibilità di avere una nuova funzione 'Chiedi a Copilot' nella barra delle applicazioni.</p><p>L'azienda ha già rivelato questa funzionalità come parte della sua <a href="https://www.techradar.com/computing/windows/microsoft-reveals-plan-to-make-every-windows-11-pc-an-ai-pc-with-new-voice-input-copilot-vision-and-supercharged-ai-powers">spinta più ampia per rafforzare le funzioni AI in Windows 11</a> – e questo è al di fuori dei PC Copilot+, inoltre – e l'idea è che Chiedi a Copilot sostituisca la tradizionale casella di ricerca di Windows.</p><p>Digiti comunque in quella casella della barra delle applicazioni, esattamente come con la ricerca attuale, tranne che questa volta è Copilot a guidare le risposte – e potrebbe visualizzare file rilevanti, app sul tuo PC, o possibili query che potresti voler porre all'IA (che verrà avviata nell'<a href="https://www.techradar.com/computing/windows/microsoft-makes-major-change-to-copilot-app-and-im-wondering-if-this-is-a-glimpse-of-windows-12s-start-menu">app Copilot</a>, come ci si aspetterebbe). Puoi anche fare clic per passare a una ricerca classica di Windows 11 (che farà apparire il menu Start per eseguire quella query, nello stesso modo in cui la casella di ricerca della barra delle applicazioni funziona ora – tranne che con un clic in più).</p><p>Inoltre, la casella Chiedi a Copilot ha icone per l'accesso con un clic sia a Copilot Vision che ai comandi vocali per l'IA.</p><p>Vale anche la pena notare che altrove in questa nuova build di anteprima, c'è una smart introduzione di una funzione audio per guardare film con un amico sullo stesso laptop – <a href="https://www.techradar.com/computing/windows/windows-11-is-finally-getting-a-handy-bluetooth-headphone-sharing-feature-for-some-heres-how-it-works">condivisione audio tramite cuffie wireless (con alcuni inconvenienti, purtroppo)</a>.</p><p></p><h2 id="analisi-microsoft-sottolinea-che-copilot-non-e-invadente">Analisi: Microsoft sottolinea che Copilot non è invadente</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1565px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="VpDU3zwnzbGKAaKDHPjVa5" name="W11 Copilot Voice and Vision" alt="Windows 11 Copilot App AI Agents" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VpDU3zwnzbGKAaKDHPjVa5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1565" height="881" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>L'idea è che Copilot sostituisca in qualche modo la casella di ricerca di Windows 11, tranne per il fatto che la funzionalità precedente è ancora presente - è solo nascosta un clic più lontano dal desktop (nel menu Start, come menzionato). Per coloro che temono la prospettiva di avere Chiedi a Copilot nella barra delle applicazioni, la buona notizia è che questa è una funzione opt-in, quindi se non la desideri, non la otterrai.</p><p></p><p>Microsoft chiarisce che la casella Chiedi a Copilot è disattivata per impostazione predefinita, quindi devi attivamente accedere alle Impostazioni e abilitarla per ottenere questa esperienza (in Impostazioni > Personalizzazione > Barra delle applicazioni > Chiedi a Copilot). E ricorda inoltre che è solo in fase di test per ora, quindi non vedrai questo a meno che tu non stia eseguendo detta versione di anteprima di Windows 11.</p><p></p><p>Inoltre, Microsoft sottolinea - come ha fatto quando questa funzione è stata rivelata per la prima volta - che Chiedi a Copilot non utilizza nulla se non ciò a cui Windows Search accede già. In altre parole, non c'è alcun cambiamento nella privacy dei contenuti del tuo PC, o l'IA che ficca il naso nei tuoi file o nei dati personali come alcuni dei più paranoici potrebbero immaginare.</p><p></p><p>Microsoft ci informa: "Chiedi a Copilot utilizza le API Windows esistenti per restituire app, file e impostazioni - proprio come Windows Search - e non concede a Copilot l'accesso ai tuoi contenuti personali."</p><p></p><p>Quindi, anche se attivato, questo non è diverso dalla ricerca di Windows 11 nella sua portata e supervisione. Tuttavia, ovviamente promuove l'app Copilot in termini di questo richiamato per probabilmente un bel po' di query effettuate tramite la casella. (E anche le icone Copilot Vision e Voice spingeranno ulteriormente l'uso di quelle capacità – non che ci sia necessariamente nulla di sbagliato in questo, in quanto sono trucchi ordinati, sebbene Vision sia accompagnato da alcuni avvertimenti sulla privacy).</p><p></p><p>Sebbene Chiedi a Copilot rimanga puramente opt-in per ora, non è difficile immaginare che in futuro, questo diventerà un elemento centrale e obbligatorio della barra delle applicazioni – infatti, probabilmente una parte chiave dell'intera interfaccia Windows di prossima generazione insieme all'app Copilot (se Microsoft avrà la sua strada, comunque - e magari anche Mico).</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/microsoft-porta-copilot-direttamente-sulla-barra-delle-applicazioni-di-windows-11-lia-e-opzionale</link>
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                            <![CDATA[ La nuova visione dell'IA di Microsoft inizia con la casella 'Chiedi a Copilot' sulla barra delle applicazioni di Windows 11 – se lo desideri. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <ul><li><strong>• L'ultima anteprima di Windows 11 ha una funzione Chiedi a Copilot</strong></li><li><strong>• Questo sostituisce efficacemente la casella di ricerca sulla barra delle applicazioni</strong></li><li><strong>• Raggiunge sostanzialmente la stessa funzione, ma potenziata dall'IA – sebbene la funzione di ricerca esistente sia ancora disponibile</strong></li></ul><p></p><p>Windows 11 ha una nuova versione anteprima e questa porta con sé un grande cambiamento con Copilot, introducendo un'incarnazione più completa dell'IA nella barra delle applicazioni – se lo desideri. Nel <a href="https://blogs.windows.com/windows-insider/2025/10/31/announcing-windows-11-insider-preview-build-26220-7051-dev-beta-channels/">post del blog</a> che introduce la build 26220.7051 nei canali Beta e Dev, Microsoft ha annunciato la possibilità di avere una nuova funzione 'Chiedi a Copilot' nella barra delle applicazioni.</p><p>L'azienda ha già rivelato questa funzionalità come parte della sua <a href="https://www.techradar.com/computing/windows/microsoft-reveals-plan-to-make-every-windows-11-pc-an-ai-pc-with-new-voice-input-copilot-vision-and-supercharged-ai-powers">spinta più ampia per rafforzare le funzioni AI in Windows 11</a> – e questo è al di fuori dei PC Copilot+, inoltre – e l'idea è che Chiedi a Copilot sostituisca la tradizionale casella di ricerca di Windows.</p><p>Digiti comunque in quella casella della barra delle applicazioni, esattamente come con la ricerca attuale, tranne che questa volta è Copilot a guidare le risposte – e potrebbe visualizzare file rilevanti, app sul tuo PC, o possibili query che potresti voler porre all'IA (che verrà avviata nell'<a href="https://www.techradar.com/computing/windows/microsoft-makes-major-change-to-copilot-app-and-im-wondering-if-this-is-a-glimpse-of-windows-12s-start-menu">app Copilot</a>, come ci si aspetterebbe). Puoi anche fare clic per passare a una ricerca classica di Windows 11 (che farà apparire il menu Start per eseguire quella query, nello stesso modo in cui la casella di ricerca della barra delle applicazioni funziona ora – tranne che con un clic in più).</p><p>Inoltre, la casella Chiedi a Copilot ha icone per l'accesso con un clic sia a Copilot Vision che ai comandi vocali per l'IA.</p><p>Vale anche la pena notare che altrove in questa nuova build di anteprima, c'è una smart introduzione di una funzione audio per guardare film con un amico sullo stesso laptop – <a href="https://www.techradar.com/computing/windows/windows-11-is-finally-getting-a-handy-bluetooth-headphone-sharing-feature-for-some-heres-how-it-works">condivisione audio tramite cuffie wireless (con alcuni inconvenienti, purtroppo)</a>.</p><p></p><h2 id="analisi-microsoft-sottolinea-che-copilot-non-e-invadente">Analisi: Microsoft sottolinea che Copilot non è invadente</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1565px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="VpDU3zwnzbGKAaKDHPjVa5" name="W11 Copilot Voice and Vision" alt="Windows 11 Copilot App AI Agents" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VpDU3zwnzbGKAaKDHPjVa5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1565" height="881" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>L'idea è che Copilot sostituisca in qualche modo la casella di ricerca di Windows 11, tranne per il fatto che la funzionalità precedente è ancora presente - è solo nascosta un clic più lontano dal desktop (nel menu Start, come menzionato). Per coloro che temono la prospettiva di avere Chiedi a Copilot nella barra delle applicazioni, la buona notizia è che questa è una funzione opt-in, quindi se non la desideri, non la otterrai.</p><p></p><p>Microsoft chiarisce che la casella Chiedi a Copilot è disattivata per impostazione predefinita, quindi devi attivamente accedere alle Impostazioni e abilitarla per ottenere questa esperienza (in Impostazioni > Personalizzazione > Barra delle applicazioni > Chiedi a Copilot). E ricorda inoltre che è solo in fase di test per ora, quindi non vedrai questo a meno che tu non stia eseguendo detta versione di anteprima di Windows 11.</p><p></p><p>Inoltre, Microsoft sottolinea - come ha fatto quando questa funzione è stata rivelata per la prima volta - che Chiedi a Copilot non utilizza nulla se non ciò a cui Windows Search accede già. In altre parole, non c'è alcun cambiamento nella privacy dei contenuti del tuo PC, o l'IA che ficca il naso nei tuoi file o nei dati personali come alcuni dei più paranoici potrebbero immaginare.</p><p></p><p>Microsoft ci informa: "Chiedi a Copilot utilizza le API Windows esistenti per restituire app, file e impostazioni - proprio come Windows Search - e non concede a Copilot l'accesso ai tuoi contenuti personali."</p><p></p><p>Quindi, anche se attivato, questo non è diverso dalla ricerca di Windows 11 nella sua portata e supervisione. Tuttavia, ovviamente promuove l'app Copilot in termini di questo richiamato per probabilmente un bel po' di query effettuate tramite la casella. (E anche le icone Copilot Vision e Voice spingeranno ulteriormente l'uso di quelle capacità – non che ci sia necessariamente nulla di sbagliato in questo, in quanto sono trucchi ordinati, sebbene Vision sia accompagnato da alcuni avvertimenti sulla privacy).</p><p></p><p>Sebbene Chiedi a Copilot rimanga puramente opt-in per ora, non è difficile immaginare che in futuro, questo diventerà un elemento centrale e obbligatorio della barra delle applicazioni – infatti, probabilmente una parte chiave dell'intera interfaccia Windows di prossima generazione insieme all'app Copilot (se Microsoft avrà la sua strada, comunque - e magari anche Mico).</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 10's final patch fixes a bewildering number of security flaws – and shows why you need extended updates [clone] ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Windows 10 ha ricevuto il suo ultimo aggiornamento di sicurezza</strong></li><li><strong>Corregge 172 falle di sicurezza nel sistema operativo, incluse sei vulnerabilità zero-day</strong></li><li><strong>È preoccupante immaginare come queste falle di sicurezza si accumuleranno nei mesi per chi non sottoscrive il supporto esteso</strong></li></ul><p>Windows 10 ha ricevuto il suo ultimo aggiornamento ufficiale, e i risultati sono sorprendenti per quanto riguarda i rischi che si corrono continuando a utilizzare il sistema operativo dopo la fine del supporto.</p><p></p><p>Come riporta Bleeping Computer, l'aggiornamento di ottobre 2025 include una serie di correzioni per problemi di sicurezza in Windows 10.</p><p></p><p>Questa ultima patch cumulativa risolve 172 vulnerabilità di sicurezza, incluse sei vulnerabilità zero-day.</p><p></p><p>Una vulnerabilità zero-day è una falla nella sicurezza di Windows 10 che Microsoft non conosceva quando il vettore d'attacco è emerso. Il nome si riferisce al fatto che Microsoft aveva zero giorni per rispondere alla minaccia (in altre parole, non è stata scoperta in anticipo dallo sviluppatore e corretta preventivamente).</p><p></p><p>Si tratta quindi di falle preoccupanti, perché gli attori malevoli potrebbero già tentare di sfruttarle, e le patch sono contenute in questo aggiornamento di ottobre.</p><p></p><p>I problemi zero-day risolti in Windows 10 includono una falla nel Windows Remote Access Connection Manager, un bypass del Secure Boot e una falla nel TPM 2.0 (ironicamente, considerando che questa è la funzionalità di sicurezza necessaria per l'aggiornamento a Windows 11, che molti PC Windows 10 non possiedono).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bgGpGeVGk3bMBFy8EaZtHY" name="shutterstock_1582816795.jpg" alt="Surface laptop being used with Windows 10" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bgGpGeVGk3bMBFy8EaZtHY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Worawee Meepian / Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-un-ragionamento-fallace">Analisi: un ragionamento fallace</h2><p>Leggere di vulnerabilità di sicurezza è sempre noioso e arido, e spesso riguardano elementi di Windows che non utilizzerete mai, come il Remote Access Connection Manager (una delle zero-day è una falla in un driver per modem fax, che ci crediate o no).</p><p></p><p>Tuttavia, ci sono oltre 170 problemi di sicurezza qui, e questo solo in un mese. Tra sei mesi, si parlerà di un migliaio di queste piccole falle in Windows 10, e col tempo il vecchio sistema operativo diventerà un vero e proprio colabrodo di sicurezza.</p><p></p><p>Il modo in cui queste vulnerabilità si moltiplicano sottolinea perché è meglio non continuare a utilizzare Windows 10 senza aggiornamenti di sicurezza, anche se alcuni lo faranno sicuramente (come è successo con Windows 7).</p><p></p><p>Se volete sostenere che non avete davvero bisogno degli aggiornamenti di sicurezza per Windows 10 da Microsoft, ho spiegato perché probabilmente ne avete bisogno in un articolo recente. E non ci sono davvero scuse con Windows 10, visto che i consumatori possono ottenere un anno di supporto aggiuntivo gratuitamente tramite il programma Extended Security Updates (ESU) di Microsoft (e sebbene ci sia un piccolo inconveniente con l'ESU, a mio avviso non è nulla di grave).</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li>• Microsoft svela il piano per 'rendere ogni PC Windows 11 un AI PC' con nuova immissione vocale, Copilot Vision e superpoteri AI</li><li>• Microsoft promette di risolvere uno dei maggiori problemi di Windows 11: le prestazioni lente</li><li>• La visione di un dirigente Microsoft su Windows 12 e oltre potrebbe terrorizzare alcuni di voi</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-10s-final-patch-fixes-a-bewildering-number-of-security-flaws-and-shows-why-you-need-extended-updates-clone</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ 170 security flaws being resolved this month underline the danger of running Windows 10 without updates. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Young woman sitting on the floor with a laptop biting nails, nervous and very anxious]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Windows 10 ha ricevuto il suo ultimo aggiornamento di sicurezza</strong></li><li><strong>Corregge 172 falle di sicurezza nel sistema operativo, incluse sei vulnerabilità zero-day</strong></li><li><strong>È preoccupante immaginare come queste falle di sicurezza si accumuleranno nei mesi per chi non sottoscrive il supporto esteso</strong></li></ul><p>Windows 10 ha ricevuto il suo ultimo aggiornamento ufficiale, e i risultati sono sorprendenti per quanto riguarda i rischi che si corrono continuando a utilizzare il sistema operativo dopo la fine del supporto.</p><p></p><p>Come riporta Bleeping Computer, l'aggiornamento di ottobre 2025 include una serie di correzioni per problemi di sicurezza in Windows 10.</p><p></p><p>Questa ultima patch cumulativa risolve 172 vulnerabilità di sicurezza, incluse sei vulnerabilità zero-day.</p><p></p><p>Una vulnerabilità zero-day è una falla nella sicurezza di Windows 10 che Microsoft non conosceva quando il vettore d'attacco è emerso. Il nome si riferisce al fatto che Microsoft aveva zero giorni per rispondere alla minaccia (in altre parole, non è stata scoperta in anticipo dallo sviluppatore e corretta preventivamente).</p><p></p><p>Si tratta quindi di falle preoccupanti, perché gli attori malevoli potrebbero già tentare di sfruttarle, e le patch sono contenute in questo aggiornamento di ottobre.</p><p></p><p>I problemi zero-day risolti in Windows 10 includono una falla nel Windows Remote Access Connection Manager, un bypass del Secure Boot e una falla nel TPM 2.0 (ironicamente, considerando che questa è la funzionalità di sicurezza necessaria per l'aggiornamento a Windows 11, che molti PC Windows 10 non possiedono).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bgGpGeVGk3bMBFy8EaZtHY" name="shutterstock_1582816795.jpg" alt="Surface laptop being used with Windows 10" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bgGpGeVGk3bMBFy8EaZtHY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Worawee Meepian / Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-un-ragionamento-fallace">Analisi: un ragionamento fallace</h2><p>Leggere di vulnerabilità di sicurezza è sempre noioso e arido, e spesso riguardano elementi di Windows che non utilizzerete mai, come il Remote Access Connection Manager (una delle zero-day è una falla in un driver per modem fax, che ci crediate o no).</p><p></p><p>Tuttavia, ci sono oltre 170 problemi di sicurezza qui, e questo solo in un mese. Tra sei mesi, si parlerà di un migliaio di queste piccole falle in Windows 10, e col tempo il vecchio sistema operativo diventerà un vero e proprio colabrodo di sicurezza.</p><p></p><p>Il modo in cui queste vulnerabilità si moltiplicano sottolinea perché è meglio non continuare a utilizzare Windows 10 senza aggiornamenti di sicurezza, anche se alcuni lo faranno sicuramente (come è successo con Windows 7).</p><p></p><p>Se volete sostenere che non avete davvero bisogno degli aggiornamenti di sicurezza per Windows 10 da Microsoft, ho spiegato perché probabilmente ne avete bisogno in un articolo recente. E non ci sono davvero scuse con Windows 10, visto che i consumatori possono ottenere un anno di supporto aggiuntivo gratuitamente tramite il programma Extended Security Updates (ESU) di Microsoft (e sebbene ci sia un piccolo inconveniente con l'ESU, a mio avviso non è nulla di grave).</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li>• Microsoft svela il piano per 'rendere ogni PC Windows 11 un AI PC' con nuova immissione vocale, Copilot Vision e superpoteri AI</li><li>• Microsoft promette di risolvere uno dei maggiori problemi di Windows 11: le prestazioni lente</li><li>• La visione di un dirigente Microsoft su Windows 12 e oltre potrebbe terrorizzare alcuni di voi</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft rivoluziona Windows 11 con Copilot Voice e Vision, PC IA per tutti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Microsoft sta ampliando notevolmente le capacità dell'app Copilot per tutti i computer con Windows 11.</strong></li><li><strong>Copilot Voice offrirà un nuovo metodo per attivare l'IA tramite comandi vocali, supportato dal lancio globale di Copilot Vision.</strong></li><li><strong>In arrivo capacità di IA più estese, tra cui Copilot Actions, che consente all'IA di interagire con i file del tuo computer.</strong></li></ul><p>Come promesso! Microsoft aveva anticipato grandi novità e finalmente ha rivelato i suoi piani per dare un ruolo più importante all'interazione vocale nell'esperienza Windows 11, ma non è tutto. Ha anche mostrato come l'intelligenza artificiale sarà potenziata all'interno del sistema operativo. Si attendeva che l'annuncio si concentrasse sull'IA – ed è stato effettivamente così – ma la svolta è che non sarà esclusivo per i PC Copilot+. Microsoft promette "una nuova ondata di aggiornamenti che trasformerà qualsiasi PC con Windows 11 in un PC con IA, con Copilot al centro di tutto."</p><p></p><p>Come spiega Yusuf Mehdi, vicepresidente e direttore marketing consumer di Microsoft, in un post del blog ufficiale, arriveranno nuovi comandi vocali su Windows 11 tramite Copilot Voice, insieme a un'espansione globale di Copilot Vision e nuove capacità per l'app Copilot di eseguire più azioni per te.</p><p></p><p>Iniziamo con la parte vocale: basterà dire "Hey Copilot" (e sicuramente non "Hey Cortana") per attivare l'IA. Il microfono di Copilot apparirà sullo schermo e potrai dare comandi vocali o fare domande. Dire "Goodbye" o chiudere il pannello terminerà automaticamente la conversazione, con avvisi sonori che confermeranno sia l'inizio che la fine della sessione.</p><p></p><p>Va notato che sarà necessario attivare manualmente questa funzione vocale dalle impostazioni dell'applicazione Copilot sul desktop di Windows 11.</p><p></p><p>Dietro Copilot Voice arriva anche l'imminente lancio globale di Copilot Vision, finora disponibile solo negli Stati Uniti.</p><p></p><p>Questa funzione, Copilot Vision, analizza – con il tuo consenso – il contenuto dello schermo e può guidarti su come usare le applicazioni, eseguire operazioni in Windows 11 o persino aiutarti a risolvere problemi quando qualcosa non funziona nel sistema. Può anche offrire consigli nei videogiochi. Tutto questo potrà essere gestito con la voce, grazie al lavoro congiunto tra Copilot Voice e Copilot Vision.</p><p></p><p>Tutto sembra promettente, ma cosa fa esattamente l'IA per te in Windows 11?</p><p></p><p>Microsoft spiega inoltre che presto arriveranno nuove funzioni basate sull'IA, che saranno disponibili nelle versioni di prova (preview releases) a breve.</p><h2 id="i-nuovi-poteri-dell-ia">I nuovi poteri dell'IA</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ZYlYZWxci-Y" allowfullscreen></iframe></div></div><p>In primo luogo, la barra delle applicazioni di Windows 11 avrà una casella Ask Copilot, che permetterà di accedere con un solo clic a Copilot Voice e Vision tramite le loro icone (occhiali e microfono), se lo abiliti. Ci viene anche promessa una ricerca in Windows più veloce e migliorata con questa nuova funzionalità (era ora, e va notato che questo non implica dare accesso a Copilot ai tuoi file, nulla cambia in tal senso sotto il cofano).</p><p></p><p>Tuttavia, la grande scommessa di Microsoft con l'IA (e gli agenti) che si sta testando è l'introduzione di Copilot Actions per i file del tuo PC.</p><p></p><p>Se Copilot Actions ti suona familiare, è perché è qualcosa che Microsoft ha già introdotto in precedenza per il web, il che significa che l'IA può connettersi a Internet per permetterti di eseguire operazioni come prenotare un hotel o acquistare biglietti per un concerto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1589px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="i3U2dv6YkWkJDeqR2UjFa5" name="W11 Agents" alt="Windows 11 Copilot App AI Agents" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i3U2dv6YkWkJDeqR2UjFa5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1589" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>In una nuova "modalità sperimentale" di Copilot Labs per i tester, Microsoft consentirà di eseguire azioni di IA con i file del disco locale in Windows 11. Questo significa che si può utilizzare l'IA per organizzare, ad esempio, una cartella piena di vecchie foto archiviate in backup ed eliminare le immagini duplicate, o per estrarre informazioni specifiche da un documento.</p><p></p><p>Basta descrivere ciò che vuoi fare (usando la voce, se preferisci) e l'agente IA "tenterà di completarlo interagendo con applicazioni desktop e web", ci informa Microsoft.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/syJ0LiRJkC4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Puoi lasciare che l'IA si occupi di tutto e tornare a controllare i suoi progressi quando vuoi. Naturalmente, c'è sempre la possibilità che l'IA commetta errori, e Microsoft sottolinea che, per questo motivo, "è fondamentale testare questa esperienza nel mondo reale" e che inizierà con "un set ridotto di casi d'uso" in modo lento e cauto.</p><p></p><p>Microsoft sottolinea che la sicurezza sarà chiaramente una considerazione vitale in questo caso, così come la difesa contro le nuove minacce che introdurrebbe un sistema di questo tipo, come gli attacchi di iniezione incrociata che potrebbero annullare le istruzioni agli agenti di IA. Microsoft afferma di stare stabilendo "un insieme di principi di sicurezza e privacy duraturi che devono essere rispettati per utilizzare le nuove capacità degli agenti in Windows", il che include la limitazione dei privilegi e dei permessi degli agenti (ai file con cui l'IA può lavorare).</p><p></p><p>Oltre a Copilot Actions, Microsoft dispone di un nuovo agente IA generale per Windows 11 chiamato Manus, che può affrontare operazioni complesse, e il gigante del software spiega che può creare un sito web per te. Utilizzando l'azione IA di Manus in Esplora file, puoi riunire un insieme di documenti e immagini in una cartella e far creare a Manus un sito web basato su quel materiale, il che sembra davvero impressionante.</p><p></p><p>Microsoft sta anche integrando più connettori Copilot, al fine di collegare servizi come Gmail all'app Copilot, in modo che tu possa chiedere all'IA dei tuoi prossimi appuntamenti registrati su Google, ad esempio. L'app Copilot potrà anche aiutarti a regolare le impostazioni del tuo PC, come già rivelato da Microsoft.</p><h2 id="un-grande-passo-avanti-per-l-ia">Un grande passo avanti per l'IA</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1184px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="DkXMXihoczeTgUrTY39Kqc" name="W11 Copilot Voice and Vision 2" alt="Windows 11: "meet the computer you can talk to" showing a laptop running the Copilot app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DkXMXihoczeTgUrTY39Kqc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1184" height="667" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Tutto questo, naturalmente, è ancora in sviluppo e non è nemmeno entrato in fase di test, quindi gran parte di ciò che viene menzionato potrebbe richiedere del tempo per arrivare.</p><p></p><p>In particolare, l'idea di permettere a Copilot di lavorare direttamente con i tuoi file sul desktop è qualcosa per cui Microsoft dovrà essere molto attenta, specialmente per quanto riguarda la sicurezza. Non bisogna sottovalutare ciò che l'azienda sta pianificando qui: la proposta di Copilot Actions è trasformarlo in un agente di intelligenza artificiale capace di eseguire le operazioni che gli indichi, completandole "interagendo con le tue applicazioni e file, usando visione e ragionamento avanzato per cliccare, digitare e scorrere come farebbe un essere umano."</p><p></p><p>Questo fa parte di ciò che Microsoft intende quando assicura che userai molto meno il mouse e la tastiera. Non si tratta solo di dare comandi o fare domande vocali a Copilot in Windows 11, ma che l'IA esegua davvero azioni per te nel sistema operativo. In sintesi: Voce, Visione e Azioni.</p><p></p><p>Microsoft, tuttavia, enfatizza l'importanza dell'input vocale, sottolineando che quanto più contesto e dettagli condividi in una richiesta con Copilot, migliore sarà la risposta – ma scrivere tutto ciò può essere noioso.</p><p></p><p>Mehdi commenta che, per questo motivo, quando le persone usano la voce, interagiscono il doppio con Copilot rispetto a quando scrivono, e che la nuova parola di attivazione ("Hey Copilot") cerca di rendere quell'interazione ancora più facile sul desktop.</p><p></p><p>Mehdi sottolinea:</p><p></p><p>"Crediamo che questo passaggio verso un'interazione conversazionale sarà altrettanto trasformativo quanto lo furono il mouse e la tastiera, per quanto riguarda lo sblocco di nuove capacità nel PC per il maggior numero possibile di persone."</p><p></p><p>Senza dubbio, questo è un momento chiave per Windows 11. Finora, gran parte delle critiche verso le sue funzioni di IA evidenziavano che erano poco impressionanti o limitate, ma gli strumenti menzionati qui sono molto più ampi e potenzialmente potenti. E la cosa migliore è che queste capacità arriveranno all'app Copilot per tutti i PC, non solo per i laptop Copilot+.</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbero-interessarti-anche"><span>Potrebbero interessarti anche...</span></h3><ul><li>Microsoft promette di risolvere uno dei maggiori problemi di Windows 11: le prestazioni</li><li>Microsoft si prepara ad accelerare lo sviluppo delle funzioni di IA di Windows 11, a partire dall'app Paint</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/microsoft-rivoluziona-windows-11-con-copilot-voice-e-vision-pc-ia-per-tutti</link>
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                            <![CDATA[ Microsoft vuole che in futuro dipendiamo molto meno da mouse e tastiera. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <ul><li><strong>Microsoft sta ampliando notevolmente le capacità dell'app Copilot per tutti i computer con Windows 11.</strong></li><li><strong>Copilot Voice offrirà un nuovo metodo per attivare l'IA tramite comandi vocali, supportato dal lancio globale di Copilot Vision.</strong></li><li><strong>In arrivo capacità di IA più estese, tra cui Copilot Actions, che consente all'IA di interagire con i file del tuo computer.</strong></li></ul><p>Come promesso! Microsoft aveva anticipato grandi novità e finalmente ha rivelato i suoi piani per dare un ruolo più importante all'interazione vocale nell'esperienza Windows 11, ma non è tutto. Ha anche mostrato come l'intelligenza artificiale sarà potenziata all'interno del sistema operativo. Si attendeva che l'annuncio si concentrasse sull'IA – ed è stato effettivamente così – ma la svolta è che non sarà esclusivo per i PC Copilot+. Microsoft promette "una nuova ondata di aggiornamenti che trasformerà qualsiasi PC con Windows 11 in un PC con IA, con Copilot al centro di tutto."</p><p></p><p>Come spiega Yusuf Mehdi, vicepresidente e direttore marketing consumer di Microsoft, in un post del blog ufficiale, arriveranno nuovi comandi vocali su Windows 11 tramite Copilot Voice, insieme a un'espansione globale di Copilot Vision e nuove capacità per l'app Copilot di eseguire più azioni per te.</p><p></p><p>Iniziamo con la parte vocale: basterà dire "Hey Copilot" (e sicuramente non "Hey Cortana") per attivare l'IA. Il microfono di Copilot apparirà sullo schermo e potrai dare comandi vocali o fare domande. Dire "Goodbye" o chiudere il pannello terminerà automaticamente la conversazione, con avvisi sonori che confermeranno sia l'inizio che la fine della sessione.</p><p></p><p>Va notato che sarà necessario attivare manualmente questa funzione vocale dalle impostazioni dell'applicazione Copilot sul desktop di Windows 11.</p><p></p><p>Dietro Copilot Voice arriva anche l'imminente lancio globale di Copilot Vision, finora disponibile solo negli Stati Uniti.</p><p></p><p>Questa funzione, Copilot Vision, analizza – con il tuo consenso – il contenuto dello schermo e può guidarti su come usare le applicazioni, eseguire operazioni in Windows 11 o persino aiutarti a risolvere problemi quando qualcosa non funziona nel sistema. Può anche offrire consigli nei videogiochi. Tutto questo potrà essere gestito con la voce, grazie al lavoro congiunto tra Copilot Voice e Copilot Vision.</p><p></p><p>Tutto sembra promettente, ma cosa fa esattamente l'IA per te in Windows 11?</p><p></p><p>Microsoft spiega inoltre che presto arriveranno nuove funzioni basate sull'IA, che saranno disponibili nelle versioni di prova (preview releases) a breve.</p><h2 id="i-nuovi-poteri-dell-ia">I nuovi poteri dell'IA</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ZYlYZWxci-Y" allowfullscreen></iframe></div></div><p>In primo luogo, la barra delle applicazioni di Windows 11 avrà una casella Ask Copilot, che permetterà di accedere con un solo clic a Copilot Voice e Vision tramite le loro icone (occhiali e microfono), se lo abiliti. Ci viene anche promessa una ricerca in Windows più veloce e migliorata con questa nuova funzionalità (era ora, e va notato che questo non implica dare accesso a Copilot ai tuoi file, nulla cambia in tal senso sotto il cofano).</p><p></p><p>Tuttavia, la grande scommessa di Microsoft con l'IA (e gli agenti) che si sta testando è l'introduzione di Copilot Actions per i file del tuo PC.</p><p></p><p>Se Copilot Actions ti suona familiare, è perché è qualcosa che Microsoft ha già introdotto in precedenza per il web, il che significa che l'IA può connettersi a Internet per permetterti di eseguire operazioni come prenotare un hotel o acquistare biglietti per un concerto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1589px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="i3U2dv6YkWkJDeqR2UjFa5" name="W11 Agents" alt="Windows 11 Copilot App AI Agents" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i3U2dv6YkWkJDeqR2UjFa5.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1589" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>In una nuova "modalità sperimentale" di Copilot Labs per i tester, Microsoft consentirà di eseguire azioni di IA con i file del disco locale in Windows 11. Questo significa che si può utilizzare l'IA per organizzare, ad esempio, una cartella piena di vecchie foto archiviate in backup ed eliminare le immagini duplicate, o per estrarre informazioni specifiche da un documento.</p><p></p><p>Basta descrivere ciò che vuoi fare (usando la voce, se preferisci) e l'agente IA "tenterà di completarlo interagendo con applicazioni desktop e web", ci informa Microsoft.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/syJ0LiRJkC4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Puoi lasciare che l'IA si occupi di tutto e tornare a controllare i suoi progressi quando vuoi. Naturalmente, c'è sempre la possibilità che l'IA commetta errori, e Microsoft sottolinea che, per questo motivo, "è fondamentale testare questa esperienza nel mondo reale" e che inizierà con "un set ridotto di casi d'uso" in modo lento e cauto.</p><p></p><p>Microsoft sottolinea che la sicurezza sarà chiaramente una considerazione vitale in questo caso, così come la difesa contro le nuove minacce che introdurrebbe un sistema di questo tipo, come gli attacchi di iniezione incrociata che potrebbero annullare le istruzioni agli agenti di IA. Microsoft afferma di stare stabilendo "un insieme di principi di sicurezza e privacy duraturi che devono essere rispettati per utilizzare le nuove capacità degli agenti in Windows", il che include la limitazione dei privilegi e dei permessi degli agenti (ai file con cui l'IA può lavorare).</p><p></p><p>Oltre a Copilot Actions, Microsoft dispone di un nuovo agente IA generale per Windows 11 chiamato Manus, che può affrontare operazioni complesse, e il gigante del software spiega che può creare un sito web per te. Utilizzando l'azione IA di Manus in Esplora file, puoi riunire un insieme di documenti e immagini in una cartella e far creare a Manus un sito web basato su quel materiale, il che sembra davvero impressionante.</p><p></p><p>Microsoft sta anche integrando più connettori Copilot, al fine di collegare servizi come Gmail all'app Copilot, in modo che tu possa chiedere all'IA dei tuoi prossimi appuntamenti registrati su Google, ad esempio. L'app Copilot potrà anche aiutarti a regolare le impostazioni del tuo PC, come già rivelato da Microsoft.</p><h2 id="un-grande-passo-avanti-per-l-ia">Un grande passo avanti per l'IA</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1184px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="DkXMXihoczeTgUrTY39Kqc" name="W11 Copilot Voice and Vision 2" alt="Windows 11: "meet the computer you can talk to" showing a laptop running the Copilot app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DkXMXihoczeTgUrTY39Kqc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1184" height="667" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Tutto questo, naturalmente, è ancora in sviluppo e non è nemmeno entrato in fase di test, quindi gran parte di ciò che viene menzionato potrebbe richiedere del tempo per arrivare.</p><p></p><p>In particolare, l'idea di permettere a Copilot di lavorare direttamente con i tuoi file sul desktop è qualcosa per cui Microsoft dovrà essere molto attenta, specialmente per quanto riguarda la sicurezza. Non bisogna sottovalutare ciò che l'azienda sta pianificando qui: la proposta di Copilot Actions è trasformarlo in un agente di intelligenza artificiale capace di eseguire le operazioni che gli indichi, completandole "interagendo con le tue applicazioni e file, usando visione e ragionamento avanzato per cliccare, digitare e scorrere come farebbe un essere umano."</p><p></p><p>Questo fa parte di ciò che Microsoft intende quando assicura che userai molto meno il mouse e la tastiera. Non si tratta solo di dare comandi o fare domande vocali a Copilot in Windows 11, ma che l'IA esegua davvero azioni per te nel sistema operativo. In sintesi: Voce, Visione e Azioni.</p><p></p><p>Microsoft, tuttavia, enfatizza l'importanza dell'input vocale, sottolineando che quanto più contesto e dettagli condividi in una richiesta con Copilot, migliore sarà la risposta – ma scrivere tutto ciò può essere noioso.</p><p></p><p>Mehdi commenta che, per questo motivo, quando le persone usano la voce, interagiscono il doppio con Copilot rispetto a quando scrivono, e che la nuova parola di attivazione ("Hey Copilot") cerca di rendere quell'interazione ancora più facile sul desktop.</p><p></p><p>Mehdi sottolinea:</p><p></p><p>"Crediamo che questo passaggio verso un'interazione conversazionale sarà altrettanto trasformativo quanto lo furono il mouse e la tastiera, per quanto riguarda lo sblocco di nuove capacità nel PC per il maggior numero possibile di persone."</p><p></p><p>Senza dubbio, questo è un momento chiave per Windows 11. Finora, gran parte delle critiche verso le sue funzioni di IA evidenziavano che erano poco impressionanti o limitate, ma gli strumenti menzionati qui sono molto più ampi e potenzialmente potenti. E la cosa migliore è che queste capacità arriveranno all'app Copilot per tutti i PC, non solo per i laptop Copilot+.</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbero-interessarti-anche"><span>Potrebbero interessarti anche...</span></h3><ul><li>Microsoft promette di risolvere uno dei maggiori problemi di Windows 11: le prestazioni</li><li>Microsoft si prepara ad accelerare lo sviluppo delle funzioni di IA di Windows 11, a partire dall'app Paint</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Samsung annuncia visore Android XR: evento il 21 ottobre ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/samsung-annuncia-visore-android-xr-evento-il-21-ottobre</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Samsung's Project Moohan Android XR headset will be announced on October 21, and Samsung is offering a bonus to buyers who reserve one now, even though we know nothing about it. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ philip.berne@futurenet.com (Philip Berne) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Philip Berne ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AiJgmSv3op5mxNcMmyZ3dQ.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Phil Berne is a preeminent voice in consumer electronics reviews, starting more than 20 years ago at eTown.com. Phil has written for Engadget, The Verge, PC Mag, Digital Trends, Slashgear, TechRadar, AndroidCentral, and was Editor-in-Chief of the sadly-defunct infoSync. Phil holds an entirely useful M.A. in Cultural Theory from Carnegie Mellon University.&amp;nbsp;He sang in numerous college a cappella groups.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;When the dotcom bubble burst, Phil turned to teaching, and spent five years teaching High School English in the NYC Public Schools, then in the Boston Public Schools. During that time, he also worked as a Mac Specialist at the Apple Store.&amp;nbsp;While at the Apple Store, Phil started writing accessory reviews for Mac News Network.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In 2006, Phil became the Senior Editor at InfoSync World, reviewing every bit of modern consumer tech, from iPods to PDAs to Blackberry phones. Phil quickly worked his way up to Editor-in-Chief of infoSync.&amp;nbsp;In 2010, Philip joined PhoneScoop as a reviewer. He wrote a regular culture and technology column for SlashGear.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In 2011, Philip was recruited by Samsung to review top secret, upcoming devices and predict how those devices would score in reviews. With top engineers and a scientific lab, Philip tested every new device from Samsung and competitors, using the same review techniques used by Consumer Reports, CNET, and other top tech publications.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Phil is certified in Google AI Essentials. He has a High School English teaching license (and years of teaching experience) and is a Red Cross certified Lifeguard. His passion is the democratizing power of mobile technology. Before AI came along he was totally sure the next big thing would be something we wear on our faces.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Android XR operating system logo displayed against the backdrop of Samsung&#039;s Project Moohan AR headset]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Samsung terrà un evento virtuale il 21 ottobre per annunciare un dispositivo Android XR</strong></li><li><strong>Chi lo prenota ora può ottenere un credito di 90 euro per altri prodotti Samsung</strong></li><li><strong>Samsung, con Qualcomm e Google, sta anticipando Project Moohan da mesi</strong></li></ul><p></p><p>Samsung ha annunciato che svelerà il suo nuovo visore XR con sistema operativo Android XR. Il nuovo dispositivo, possibile concorrente di Apple Vision Pro, attualmente chiamato <a href="https://www.techradar.com/computing/virtual-reality-augmented-reality/samsungs-moohan-xr-headset-could-be-landing-soon-and-i-hope-it-makes-me-jealous">Project Moohan</a>, sarà rivelato il 21 ottobre alle 22:00 EDT (ovvero mercoledì alle 11:00 ora coreana, nella città natale di Samsung) durante un evento intitolato Worlds Wide Open.</p><p>Non sappiamo molto del dispositivo o dei piani di lancio di Samsung, ma se il tuo interesse è già stato suscitato, <a href="https://www.samsung.com/us/the-next-galaxy/reserve/">puoi registrarti per acquistare il visore ora</a> e ottenere un piccolo bonus per la tua fiducia, senza alcun costo.</p><p>Samsung sta anticipando Project Moohan da parecchio tempo, e il dispositivo ha fatto una breve apparizione il mese scorso al Qualcomm Snapdragon Summit... sotto vetro, e <a href="https://www.techradar.com/computing/virtual-reality-augmented-reality/project-moohan-hands-on">noi l'abbiamo provato al Google I/O.</a> Il nuovo visore utilizzerà presumibilmente l'ultimo chipset Snapdragon XR2 di Qualcomm, ma restano molte domande sulle sue specifiche e capacità.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xgVUYiSkndfALZjCmYZcv8" name="Samsung 10/21/2025 Galaxy Event" alt="Samsung 10/21/2025 Galaxy Event" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xgVUYiSkndfALZjCmYZcv8.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Samsung)</span></figcaption></figure><h2 id="cosa-sappiamo-del-project-moohan-non-molto">Cosa sappiamo del Project Moohan: non molto!</h2><p></p><p>Questo ci dice alcune cose. Primo, prodotti reali saranno presto disponibili. Samsung probabilmente non offrirebbe un bonus pre-lancio per un prodotto che non sarà disponibile fino al prossimo anno. Il nuovo visore sarà disponibile il 21 ottobre? Lo spero, ma se non lo fosse, mi aspetto che arrivi in tempo per le festività.</p><p>Secondo, abbiamo un'idea leggermente migliore di quanto potrebbe costare Project Moohan, o quanto non costerà. Cioè, non sarà economico. Samsung non darebbe un bonus di 90 euro per un visore che costa 450 euro e compete con Meta Quest 3. Sarà un visore XR più costoso e, si spera, più capace.</p><p>Non abbiamo visto smart glasses tra le notizie e gli indizi su Project Moohan, ma è possibile che possiamo scoprire di più, o addirittura vedere i primi smart glasses Samsung, la prossima settimana.</p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbero-interessarti-anche"><span>Potrebbero interessarti anche</span></h3><ul><li>Android XR parte forte con il nostro primo sguardo a Samsung Project Moohan, ma il visore VR mi fa solo desiderare ancora di più gli occhiali AR</li><li>Ho provato Project Moohan e mi è piaciuto, ma solo grazie a Google Gemini</li><li>Il visore XR Moohan di Samsung potrebbe arrivare presto, e spero che mi renda geloso</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11, torna una funzione di Windows Vista ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• Windows 11 potrebbe offrire l'opzione di impostare un file video come sfondo</strong></li><li><strong>• L'opzione è stata individuata in una build di anteprima del sistema operativo</strong></li><li><strong>• Richiamerebbe una funzione simile che era disponibile in Windows Vista</strong></li></ul><p></p><p>Windows 11 potrebbe offrire la possibilità di impostare un file video come <a href="https://www.techradar.com/news/lets-talk-about-the-great-wallpapers-in-windows-11">sfondo per il desktop</a>, basandosi su indizi trovati nei test.</p><p><a href="https://www.windowscentral.com/microsoft/windows-11/microsoft-is-finally-bringing-native-video-wallpapers-to-windows-11-15-years-after-windows-vistas-dreamscenes">Windows Central ha notato</a> che l'intrepido leaker PhantomOfEarth ha nuovamente scavato nelle build di anteprima di Windows 11 e ha trovato la funzionalità per selezionare un file video come sfondo.</p><p></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1969399576026140731"><p lang="en" dir="ltr">Windows DreamScene is back! Hidden in the latest Windows 11 Dev/Beta build (26x20.6690) is built in support for setting video files like .mp4 as your desktop background: pic.twitter.com/B4vdtfvqSc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1969399576026140731">September 20, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>È possibile utilizzare qualsiasi formato di file video comune (non solo MP4, ma anche MOV, AVI, WMV e altro) e il clip verrà riprodotto ogni volta che visualizzi il desktop, apparentemente (non in loop continuo, dato che potrebbe diventare irritante, senza dubbio).</p><p></p><p>Ricorda, tuttavia, che questo è nascosto nei test nelle attuali build Dev e Beta di Windows 11 (e abilitato tramite un'utility di configurazione di Windows), quindi non sappiamo come funzionerà quando Microsoft lo implementerà ufficialmente in anteprima – o se mai verrà lanciato nei test. L'idea potrebbe semplicemente essere abbandonata.</p><h2 id="il-ritorno-di-un-vecchio-amico">Il ritorno di un vecchio amico</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5fbX927syJecRTKhaD77Yc" name="WindowsVista" alt="A laptop screen showing Windows Vista's wallpaper options" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5fbX927syJecRTKhaD77Yc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Come sottolinea il leaker, gli sfondi video facevano parte di Windows Vista per coloro che avevano acquistato l'edizione Ultimate (come parte di una funzionalità chiamata Windows DreamScene). Gli sfondi video sono stati assenti dalla ricetta di Windows per molto tempo, quindi, ma sembra che Microsoft stia almeno considerando di reintrodurre questo ingrediente.</p><p></p><p>Al momento, se vuoi uno sfondo video, sei costretto a utilizzare un'app di terze parti (Wallpaper Engine è comunemente raccomandato, o DeskScapes 11 di Stardock). Sarebbe bello avere questa capacità integrata direttamente in Windows 11, tuttavia, piuttosto che dover fare affidamento su software esterni.</p><p></p><p>Okay, quindi non tutti vogliono avere uno sfondo video in alcun modo, e già c'è qualche preoccupazione espressa su quante risorse questa funzionalità potrebbe consumare. Questa potrebbe essere una preoccupazione particolare per coloro che utilizzano Windows 11 su un laptop in termini di diminuzione della durata della batteria, ma se non vuoi correre tali rischi, non devi utilizzare sfondi video. Se mai arriverà in Windows 11, cioè, perché come notato, Microsoft potrebbe ancora scartare questa idea.</p><p></p><p>Comunque, con sfondi e animazioni elaborati disponibili su macOS – inclusi sfondi dinamici sensibili al tempo – e varie distribuzioni Linux, sembra probabile che Microsoft vorrebbe recuperare il terreno. Detto questo, abbiamo sentito voci su sfondi dinamici (alimentati da IA) in Windows 11 prima d'ora, che non hanno portato a nulla, quindi dovremo continuare a guardare quelle build di anteprima.</p><h3 class="article-body__section" id="section-you-might-also-like"><span>You might also like</span></h3><ul><li>• Abbiamo appena avuto la prima anteprima dell'esperienza Xbox a schermo intero su un Asus ROG Ally originale – e questo mi entusiasma per vederla sui PC desktop</li><li>• Tiny11 è diventato ancora più piccolo – Nano11 riduce Windows 11 a un terzo delle sue dimensioni, ma c'è un inconveniente notevole</li><li>• Windows 11 ha un nuovo aggiornamento – queste sono le 5 caratteristiche principali, ma c'è anche uno svantaggio fastidioso</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-torna-dreamscene-con-sfondi-video-sfida-a-macos-ma-rischi-batteria</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli sfondi di Windows 11 potrebbero diventare molto più elaborati con la nuova possibilità di utilizzare sfondi video. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A laptop screen showing the Windows 11 logo and a wallpaper]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>• Windows 11 potrebbe offrire l'opzione di impostare un file video come sfondo</strong></li><li><strong>• L'opzione è stata individuata in una build di anteprima del sistema operativo</strong></li><li><strong>• Richiamerebbe una funzione simile che era disponibile in Windows Vista</strong></li></ul><p></p><p>Windows 11 potrebbe offrire la possibilità di impostare un file video come <a href="https://www.techradar.com/news/lets-talk-about-the-great-wallpapers-in-windows-11">sfondo per il desktop</a>, basandosi su indizi trovati nei test.</p><p><a href="https://www.windowscentral.com/microsoft/windows-11/microsoft-is-finally-bringing-native-video-wallpapers-to-windows-11-15-years-after-windows-vistas-dreamscenes">Windows Central ha notato</a> che l'intrepido leaker PhantomOfEarth ha nuovamente scavato nelle build di anteprima di Windows 11 e ha trovato la funzionalità per selezionare un file video come sfondo.</p><p></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1969399576026140731"><p lang="en" dir="ltr">Windows DreamScene is back! Hidden in the latest Windows 11 Dev/Beta build (26x20.6690) is built in support for setting video files like .mp4 as your desktop background: pic.twitter.com/B4vdtfvqSc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1969399576026140731">September 20, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>È possibile utilizzare qualsiasi formato di file video comune (non solo MP4, ma anche MOV, AVI, WMV e altro) e il clip verrà riprodotto ogni volta che visualizzi il desktop, apparentemente (non in loop continuo, dato che potrebbe diventare irritante, senza dubbio).</p><p></p><p>Ricorda, tuttavia, che questo è nascosto nei test nelle attuali build Dev e Beta di Windows 11 (e abilitato tramite un'utility di configurazione di Windows), quindi non sappiamo come funzionerà quando Microsoft lo implementerà ufficialmente in anteprima – o se mai verrà lanciato nei test. L'idea potrebbe semplicemente essere abbandonata.</p><h2 id="il-ritorno-di-un-vecchio-amico">Il ritorno di un vecchio amico</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5fbX927syJecRTKhaD77Yc" name="WindowsVista" alt="A laptop screen showing Windows Vista's wallpaper options" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5fbX927syJecRTKhaD77Yc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Come sottolinea il leaker, gli sfondi video facevano parte di Windows Vista per coloro che avevano acquistato l'edizione Ultimate (come parte di una funzionalità chiamata Windows DreamScene). Gli sfondi video sono stati assenti dalla ricetta di Windows per molto tempo, quindi, ma sembra che Microsoft stia almeno considerando di reintrodurre questo ingrediente.</p><p></p><p>Al momento, se vuoi uno sfondo video, sei costretto a utilizzare un'app di terze parti (Wallpaper Engine è comunemente raccomandato, o DeskScapes 11 di Stardock). Sarebbe bello avere questa capacità integrata direttamente in Windows 11, tuttavia, piuttosto che dover fare affidamento su software esterni.</p><p></p><p>Okay, quindi non tutti vogliono avere uno sfondo video in alcun modo, e già c'è qualche preoccupazione espressa su quante risorse questa funzionalità potrebbe consumare. Questa potrebbe essere una preoccupazione particolare per coloro che utilizzano Windows 11 su un laptop in termini di diminuzione della durata della batteria, ma se non vuoi correre tali rischi, non devi utilizzare sfondi video. Se mai arriverà in Windows 11, cioè, perché come notato, Microsoft potrebbe ancora scartare questa idea.</p><p></p><p>Comunque, con sfondi e animazioni elaborati disponibili su macOS – inclusi sfondi dinamici sensibili al tempo – e varie distribuzioni Linux, sembra probabile che Microsoft vorrebbe recuperare il terreno. Detto questo, abbiamo sentito voci su sfondi dinamici (alimentati da IA) in Windows 11 prima d'ora, che non hanno portato a nulla, quindi dovremo continuare a guardare quelle build di anteprima.</p><h3 class="article-body__section" id="section-you-might-also-like"><span>You might also like</span></h3><ul><li>• Abbiamo appena avuto la prima anteprima dell'esperienza Xbox a schermo intero su un Asus ROG Ally originale – e questo mi entusiasma per vederla sui PC desktop</li><li>• Tiny11 è diventato ancora più piccolo – Nano11 riduce Windows 11 a un terzo delle sue dimensioni, ma c'è un inconveniente notevole</li><li>• Windows 11 ha un nuovo aggiornamento – queste sono le 5 caratteristiche principali, ma c'è anche uno svantaggio fastidioso</li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ 4 funzioni di sicurezza dell'iPhone che potresti non conoscere ]]></title>
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Cartelle nascoste</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6" name="iOS18.HiddenApp.jpg" alt="Screenshot di come abilitare le app nascoste su iOS 18" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nascondere app e cartelle sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La funzionalità delle cartelle nascoste fa esattamente quello che dice il nome. Ti permette di nascondere foto, video e app in modo che siano accessibili solo tramite Face ID, Touch ID o usando il tuo codice di accesso. Ciò significa che chiunque guardando attraverso il tuo telefono non vedrà nulla di quello che hai scelto di nascondere in queste cartelle sensibili. Le app nascoste sono bloccate per impostazione predefinita, e l'album nascosto rimuove foto e video dal tuo album normale, quindi sono accessibili solo dopo aver fornito ulteriori dettagli per dimostrare la tua identità. </p><p>L'unica limitazione di questa funzionalità è che i bambini sotto i 13 anni che fanno parte di un gruppo di Condivisione Familiare non possono bloccare o nascondere app. Chiunque dai 13 ai 17 anni in un gruppo di Condivisione Familiare può bloccare o nascondere un'app, ma un genitore o tutore nel gruppo sarà ancora in grado di vedere che l'app è stata scaricata e quanto spesso è stata usata.</p><h2 id="2-protezione-del-dispositivo-rubato">2. Protezione del dispositivo rubato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS" name="StolenDeviceProtection" alt="Impostare la protezione del dispositivo rubato sull'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Protezione del dispositivo rubato sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>La Protezione del Dispositivo Rubato è una funzionalità disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 17.3 o versioni successive e richiede che tu abbia l'autenticazione a due fattori attivata sul tuo account. Aggiunge un livello extra di sicurezza quando il tuo iPhone è lontano da posizioni specifiche come la tua casa o il posto di lavoro, ad esempio quando stai lavorando o viaggiando all'estero. La Protezione del Dispositivo Rubato aiuta a mantenere sicuri i dettagli del tuo account e le informazioni personali se perdi o ti viene rubato l'iPhone. </p><p>Lo fa aggiungendo ulteriori requisiti di autenticazione per assicurare che solo la persona giusta possa accedere a questi dati. L'accesso a informazioni sensibili come password salvate o dettagli di carte di credito salvate richiede l'autenticazione Touch o Face ID, e viene aggiunto un ritardo di sicurezza ad altre azioni importanti come cambiare la password del tuo Account Apple, richiedendo di aspettare un'ora e poi verificare la tua identità per una seconda volta tramite Touch o Face ID.</p><h2 id="3-modalita-blocco">3. Modalità blocco</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:89.70%;"><img id="pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW" name="Lockdown-Mode.jpg" alt="Modalità blocco iOS 16" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come attivare la modalità blocco sul tuo iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>La modalità blocco è disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 16 in poi. È una funzionalità più drastica progettata per combattere attacchi informatici mirati e di alto livello limitando severamente la funzionalità del tuo telefono. App, siti web e molte altre funzionalità sono limitati per la sicurezza, e alcune funzionalità sono completamente disabilitate, come SharePlay, Album Condivisi e FaceTime Live Photos. </p><p>Altre limitazioni includono il blocco di varie tecnologie web, impedendo la connessione a hotspot Wi-Fi aperti e bloccando le chiamate FaceTime in arrivo. La maggior parte delle persone non dovrà mai preoccuparsi di questo tipo di attacco mirato, ma la modalità blocco è utile per le persone che lavorano in lavori che potrebbero attirare l'attenzione di attori malintenzionati. Questo può includere giornalisti, sostenitori della privacy e informatori.</p><h2 id="4-sicurezza-per-cancellazione-dati">4. Sicurezza per cancellazione dati</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS" name="EraseDataiPhone" alt="Cancellare i dati dell'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come impostare il tuo iPhone per cancellare i dati dopo tentativi di accesso falliti. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>Questa potrebbe essere vista come un'opzione nucleare, ma se sei davvero preoccupato di mantenere sicuri i dati sul tuo iPhone, questa è una funzionalità da considerare. Quando imposti un codice di accesso sul tuo iPhone, hai anche la scelta di abilitare l'opzione Cancella Dati. </p><p>Questo significa che dopo dieci tentativi di accesso falliti, il tuo telefono verrà automaticamente cancellato di tutti i dati e dovrai ripristinare il dispositivo da un backup. Stavi facendo backup, vero? Se no, allora dovrai configurarlo come un dispositivo nuovo di zecca e ricominciare da zero. </p><p>Questa funzionalità è particolarmente utile per sconfiggere gli attacchi brute force. Chiunque abbia il tuo telefono non ha modo di sapere se hai questa funzionalità impostata finché il tuo iPhone non si resetta da solo. Quindi se la sicurezza è la tua preoccupazione principale, questa è una che potresti voler assicurarti di abilitare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/mac-os/4-funzioni-di-sicurezza-delliphone-che-potresti-non-conoscere</link>
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                            <![CDATA[ Con il nuovo iPhone 17 in arrivo, esaminiamo 4 modi per proteggere i dati del tuo iPhone che potresti non conoscere. ]]>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Shaun is a strong believer in the rights of the individual to have their personal data protected and their privacy respected – a belief made all the stronger in an age of surveillance from both governmental bodies and private companies all around the world.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He spends his spare time cooking, riding his motorbike and spending far too many hours in Star Trek Online hunting Klingons and Borg.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <p>L'iPhone 17 di Apple è stato lanciato in tutto il mondo oggi con la solita gamma di aggiornamenti al suo hardware. Mentre le persone sono entusiaste dei nuovi strumenti, potresti non renderti conto che il tuo iPhone esistente ha alcune funzionalità utili e di potenziamento della sicurezza che dovresti utilizzare. Abbiamo raccolto quattro delle funzionalità di sicurezza più utili dell'iPhone che manterranno i tuoi dati sicuri, miglioreranno la tua privacy online e ti aiuteranno anche a localizzare il tuo telefono se viene perso o rubato.</p><h2 id="1-cartelle-nascoste">1. Cartelle nascoste</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6" name="iOS18.HiddenApp.jpg" alt="Screenshot di come abilitare le app nascoste su iOS 18" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nascondere app e cartelle sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La funzionalità delle cartelle nascoste fa esattamente quello che dice il nome. Ti permette di nascondere foto, video e app in modo che siano accessibili solo tramite Face ID, Touch ID o usando il tuo codice di accesso. Ciò significa che chiunque guardando attraverso il tuo telefono non vedrà nulla di quello che hai scelto di nascondere in queste cartelle sensibili. Le app nascoste sono bloccate per impostazione predefinita, e l'album nascosto rimuove foto e video dal tuo album normale, quindi sono accessibili solo dopo aver fornito ulteriori dettagli per dimostrare la tua identità. </p><p>L'unica limitazione di questa funzionalità è che i bambini sotto i 13 anni che fanno parte di un gruppo di Condivisione Familiare non possono bloccare o nascondere app. Chiunque dai 13 ai 17 anni in un gruppo di Condivisione Familiare può bloccare o nascondere un'app, ma un genitore o tutore nel gruppo sarà ancora in grado di vedere che l'app è stata scaricata e quanto spesso è stata usata.</p><h2 id="2-protezione-del-dispositivo-rubato">2. Protezione del dispositivo rubato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS" name="StolenDeviceProtection" alt="Impostare la protezione del dispositivo rubato sull'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Protezione del dispositivo rubato sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>La Protezione del Dispositivo Rubato è una funzionalità disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 17.3 o versioni successive e richiede che tu abbia l'autenticazione a due fattori attivata sul tuo account. Aggiunge un livello extra di sicurezza quando il tuo iPhone è lontano da posizioni specifiche come la tua casa o il posto di lavoro, ad esempio quando stai lavorando o viaggiando all'estero. La Protezione del Dispositivo Rubato aiuta a mantenere sicuri i dettagli del tuo account e le informazioni personali se perdi o ti viene rubato l'iPhone. </p><p>Lo fa aggiungendo ulteriori requisiti di autenticazione per assicurare che solo la persona giusta possa accedere a questi dati. L'accesso a informazioni sensibili come password salvate o dettagli di carte di credito salvate richiede l'autenticazione Touch o Face ID, e viene aggiunto un ritardo di sicurezza ad altre azioni importanti come cambiare la password del tuo Account Apple, richiedendo di aspettare un'ora e poi verificare la tua identità per una seconda volta tramite Touch o Face ID.</p><h2 id="3-modalita-blocco">3. Modalità blocco</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:89.70%;"><img id="pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW" name="Lockdown-Mode.jpg" alt="Modalità blocco iOS 16" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come attivare la modalità blocco sul tuo iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>La modalità blocco è disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 16 in poi. È una funzionalità più drastica progettata per combattere attacchi informatici mirati e di alto livello limitando severamente la funzionalità del tuo telefono. App, siti web e molte altre funzionalità sono limitati per la sicurezza, e alcune funzionalità sono completamente disabilitate, come SharePlay, Album Condivisi e FaceTime Live Photos. </p><p>Altre limitazioni includono il blocco di varie tecnologie web, impedendo la connessione a hotspot Wi-Fi aperti e bloccando le chiamate FaceTime in arrivo. La maggior parte delle persone non dovrà mai preoccuparsi di questo tipo di attacco mirato, ma la modalità blocco è utile per le persone che lavorano in lavori che potrebbero attirare l'attenzione di attori malintenzionati. Questo può includere giornalisti, sostenitori della privacy e informatori.</p><h2 id="4-sicurezza-per-cancellazione-dati">4. Sicurezza per cancellazione dati</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS" name="EraseDataiPhone" alt="Cancellare i dati dell'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come impostare il tuo iPhone per cancellare i dati dopo tentativi di accesso falliti. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>Questa potrebbe essere vista come un'opzione nucleare, ma se sei davvero preoccupato di mantenere sicuri i dati sul tuo iPhone, questa è una funzionalità da considerare. Quando imposti un codice di accesso sul tuo iPhone, hai anche la scelta di abilitare l'opzione Cancella Dati. </p><p>Questo significa che dopo dieci tentativi di accesso falliti, il tuo telefono verrà automaticamente cancellato di tutti i dati e dovrai ripristinare il dispositivo da un backup. Stavi facendo backup, vero? Se no, allora dovrai configurarlo come un dispositivo nuovo di zecca e ricominciare da zero. </p><p>Questa funzionalità è particolarmente utile per sconfiggere gli attacchi brute force. Chiunque abbia il tuo telefono non ha modo di sapere se hai questa funzionalità impostata finché il tuo iPhone non si resetta da solo. Quindi se la sicurezza è la tua preoccupazione principale, questa è una che potresti voler assicurarti di abilitare.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La sessione VR ideale dura 20‑40 min: Meta anticipa un nuovo hardware?  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta ha pubblicato una nuova ricerca sulla durata ideale delle sessioni di gioco in realtà virtuale e, in base ai test effettuati con Meta Quest 3, Meta Quest 3S e i precedenti visori dell’azienda, i risultati sembrano confermare questa analisi.</p><p>Queste indicazioni potrebbero non solo influenzare il tipo di applicazioni che vedremo in VR, ma anche portare a modifiche dell’hardware stesso. I dati pubblicati evidenziano infatti alcune problematiche legate al design degli attuali dispositivi, che secondo indiscrezioni sarebbero state risolte nel prossimo visore in arrivo.</p><p>Prima di approfondire queste anticipazioni, è utile analizzare la ricerca condotta da Meta e comprendere perché 20-40 minuti sembrano rappresentare la durata ideale per una sessione di gioco in realtà virtuale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="apyzSFHGbqeCHD9YVsURYR" name="Goldilocks" alt="The VR game Goldilocks zone graphic from Meta showing 20-40 minutes is ideal" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/apyzSFHGbqeCHD9YVsURYR.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Come spiega chiaramente Meta in un breve grafico, la “durata ideale” di una sessione VR si colloca tra i 20 e i 40 minuti, secondo i dati emersi dalla sua ricerca.</p><p>Se una sessione dura meno di 20 minuti, il rischio è quello di lasciare i giocatori insoddisfatti. A differenza dei giochi mobile, che possono proporre cicli di 5-10 minuti (o anche meno), la realtà virtuale richiede uno sforzo maggiore per essere avviata (preparare lo spazio, indossare il visore, ecc.) e necessita quindi di un’esperienza che valga il tempo investito.</p><p>La VR può comunque offrire sessioni più brevi, come nel caso di <em>Beat Saber</em>, in cui un livello dura il tempo di una sola canzone, ma queste devono essere collegate tra loro in modo significativo. Ad esempio, si possono affrontare più missioni di <em>Beat Saber</em> come parte di un allenamento o come riscaldamento per una sessione di gioco più lunga. Nei titoli multiplayer, invece, se una partita dura circa 10 minuti, un’esperienza soddisfacente potrebbe prevedere che le missioni giornaliere siano completabili in due partite.</p><p>Superati i 40 minuti, l’esperienza tende a perdere di efficacia: possono infatti emergere limiti legati alla condizione fisica (nei giochi più attivi), alla sensazione di isolamento sociale nei titoli single-player, alla durata della batteria o, per i nuovi utenti, al motion sickness.</p><p>Per questo motivo, Meta ritiene che i giochi con una durata compresa in questo intervallo rappresentino la scelta migliore (la cosiddetta “zona Goldilocks”) per la maggior parte dei giocatori VR.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5120px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gPNft9NzVv7oYxQ33VT8Ma" name="Meta Quest Active Straps (for Touch Plus controllers)_2.jpg" alt="The Meta Quest 3 being used while someone boxes in a home gym" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gPNft9NzVv7oYxQ33VT8Ma.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5120" height="2880" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Anche se queste indicazioni sono particolarmente utili per gli sviluppatori di applicazioni VR, ci sono alcune considerazioni pratiche che possono interessare anche gli utenti comuni.</p><p>Innanzitutto, i risultati della ricerca confermano un consiglio valido per chi si avvicina per la prima volta alla realtà virtuale: iniziare con il solo visore e valutare eventuali accessori in un secondo momento.</p><p>Se gli accessori sono inclusi in un bundle è un conto, ma investire subito in componenti aggiuntivi costosi, come una fascia per la testa con batteria integrata, potrebbe non essere la scelta migliore.</p><p>Esistono utenti che superano regolarmente la soglia dei 40 minuti e apprezzano sessioni più lunghe, per cui una batteria aggiuntiva può rivelarsi utile. Tuttavia, per molti giocatori i 20-40 minuti individuati da Meta come “durata ideale” sono già sufficienti.</p><p>Il consiglio è quindi di utilizzare il visore per alcune settimane e capire se davvero è necessaria una batteria più capiente o altri accessori. Con i tempi di consegna rapidi disponibili oggi, sarà possibile ricevere ciò che serve in breve tempo, se e quando se ne sentirà l’esigenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3285px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="CmacEfa7Kq3NJARUJ5wG7N" name="1000002319.jpg" alt="Pico 4 Ultra's front cameras are prominent as it rests on a table" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CmacEfa7Kq3NJARUJ5wG7N.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3285" height="1848" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Questa ricerca potrebbe anche fornire indizi sul design del prossimo visore VR di Meta, che punta a rimuovere alcune delle attuali barriere hardware.</p><p>Secondo diverse indiscrezioni, il prossimo headset dell’azienda – noto con i nomi in codice <em>Puffin</em> e, più recentemente, <em>Phoenix</em> – sarà un paio di occhiali ultraleggeri. Anche il concorrente Pico starebbe lavorando a un dispositivo simile (nell’immagine sopra è visibile il Pico 4 Ultra).</p><p>La maggior parte della potenza di elaborazione e della batteria verrebbe spostata in un’unità esterna, simile a quella di Apple Vision Pro, ma ancora più compatta, da portare in tasca. Questo permetterebbe di ridurre il peso del visore a poco più di 100 grammi, contro i 515 grammi dell’attuale Meta Quest 3. Si tratterebbe di un cambiamento significativo, in grado di trasformare il visore con Horizon OS in un dispositivo che le persone possono (e vogliono) indossare per ore, anziché per meno di un’ora.</p><p>Inoltre, con la batteria alloggiata in tasca, Meta potrebbe aumentarne la capacità senza compromettere il comfort. Come per tutte le speculazioni, tuttavia, non resta che attendere un annuncio ufficiale: il prossimo prodotto dell’azienda potrebbe anche non essere un visore, ma un dispositivo completamente diverso, come uno smartwatch.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/la-sessione-vr-ideale-dura-20-40-min-meta-anticipa-un-nuovo-hardware</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta analizza i limiti di comfort della VR e sembra già pronta a risolverli con nuovi dispositivi. ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">HcJDBtAp9d2JzmsGCQFNwj</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Girl wearing Meta Quest 3 headset interacting with a jungle playset ]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Meta ha pubblicato una nuova ricerca sulla durata ideale delle sessioni di gioco in realtà virtuale e, in base ai test effettuati con Meta Quest 3, Meta Quest 3S e i precedenti visori dell’azienda, i risultati sembrano confermare questa analisi.</p><p>Queste indicazioni potrebbero non solo influenzare il tipo di applicazioni che vedremo in VR, ma anche portare a modifiche dell’hardware stesso. I dati pubblicati evidenziano infatti alcune problematiche legate al design degli attuali dispositivi, che secondo indiscrezioni sarebbero state risolte nel prossimo visore in arrivo.</p><p>Prima di approfondire queste anticipazioni, è utile analizzare la ricerca condotta da Meta e comprendere perché 20-40 minuti sembrano rappresentare la durata ideale per una sessione di gioco in realtà virtuale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="apyzSFHGbqeCHD9YVsURYR" name="Goldilocks" alt="The VR game Goldilocks zone graphic from Meta showing 20-40 minutes is ideal" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/apyzSFHGbqeCHD9YVsURYR.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Come spiega chiaramente Meta in un breve grafico, la “durata ideale” di una sessione VR si colloca tra i 20 e i 40 minuti, secondo i dati emersi dalla sua ricerca.</p><p>Se una sessione dura meno di 20 minuti, il rischio è quello di lasciare i giocatori insoddisfatti. A differenza dei giochi mobile, che possono proporre cicli di 5-10 minuti (o anche meno), la realtà virtuale richiede uno sforzo maggiore per essere avviata (preparare lo spazio, indossare il visore, ecc.) e necessita quindi di un’esperienza che valga il tempo investito.</p><p>La VR può comunque offrire sessioni più brevi, come nel caso di <em>Beat Saber</em>, in cui un livello dura il tempo di una sola canzone, ma queste devono essere collegate tra loro in modo significativo. Ad esempio, si possono affrontare più missioni di <em>Beat Saber</em> come parte di un allenamento o come riscaldamento per una sessione di gioco più lunga. Nei titoli multiplayer, invece, se una partita dura circa 10 minuti, un’esperienza soddisfacente potrebbe prevedere che le missioni giornaliere siano completabili in due partite.</p><p>Superati i 40 minuti, l’esperienza tende a perdere di efficacia: possono infatti emergere limiti legati alla condizione fisica (nei giochi più attivi), alla sensazione di isolamento sociale nei titoli single-player, alla durata della batteria o, per i nuovi utenti, al motion sickness.</p><p>Per questo motivo, Meta ritiene che i giochi con una durata compresa in questo intervallo rappresentino la scelta migliore (la cosiddetta “zona Goldilocks”) per la maggior parte dei giocatori VR.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5120px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gPNft9NzVv7oYxQ33VT8Ma" name="Meta Quest Active Straps (for Touch Plus controllers)_2.jpg" alt="The Meta Quest 3 being used while someone boxes in a home gym" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gPNft9NzVv7oYxQ33VT8Ma.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5120" height="2880" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Anche se queste indicazioni sono particolarmente utili per gli sviluppatori di applicazioni VR, ci sono alcune considerazioni pratiche che possono interessare anche gli utenti comuni.</p><p>Innanzitutto, i risultati della ricerca confermano un consiglio valido per chi si avvicina per la prima volta alla realtà virtuale: iniziare con il solo visore e valutare eventuali accessori in un secondo momento.</p><p>Se gli accessori sono inclusi in un bundle è un conto, ma investire subito in componenti aggiuntivi costosi, come una fascia per la testa con batteria integrata, potrebbe non essere la scelta migliore.</p><p>Esistono utenti che superano regolarmente la soglia dei 40 minuti e apprezzano sessioni più lunghe, per cui una batteria aggiuntiva può rivelarsi utile. Tuttavia, per molti giocatori i 20-40 minuti individuati da Meta come “durata ideale” sono già sufficienti.</p><p>Il consiglio è quindi di utilizzare il visore per alcune settimane e capire se davvero è necessaria una batteria più capiente o altri accessori. Con i tempi di consegna rapidi disponibili oggi, sarà possibile ricevere ciò che serve in breve tempo, se e quando se ne sentirà l’esigenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3285px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="CmacEfa7Kq3NJARUJ5wG7N" name="1000002319.jpg" alt="Pico 4 Ultra's front cameras are prominent as it rests on a table" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CmacEfa7Kq3NJARUJ5wG7N.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3285" height="1848" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Questa ricerca potrebbe anche fornire indizi sul design del prossimo visore VR di Meta, che punta a rimuovere alcune delle attuali barriere hardware.</p><p>Secondo diverse indiscrezioni, il prossimo headset dell’azienda – noto con i nomi in codice <em>Puffin</em> e, più recentemente, <em>Phoenix</em> – sarà un paio di occhiali ultraleggeri. Anche il concorrente Pico starebbe lavorando a un dispositivo simile (nell’immagine sopra è visibile il Pico 4 Ultra).</p><p>La maggior parte della potenza di elaborazione e della batteria verrebbe spostata in un’unità esterna, simile a quella di Apple Vision Pro, ma ancora più compatta, da portare in tasca. Questo permetterebbe di ridurre il peso del visore a poco più di 100 grammi, contro i 515 grammi dell’attuale Meta Quest 3. Si tratterebbe di un cambiamento significativo, in grado di trasformare il visore con Horizon OS in un dispositivo che le persone possono (e vogliono) indossare per ore, anziché per meno di un’ora.</p><p>Inoltre, con la batteria alloggiata in tasca, Meta potrebbe aumentarne la capacità senza compromettere il comfort. Come per tutte le speculazioni, tuttavia, non resta che attendere un annuncio ufficiale: il prossimo prodotto dell’azienda potrebbe anche non essere un visore, ma un dispositivo completamente diverso, come uno smartwatch.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta starebbe preparando uno smartwatch con fotocamera dedicato ai suoi smart glasses  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il rapporto altalenante di Meta con gli smartwatch potrebbe essere nuovamente in fase positiva, secondo alcune indiscrezioni che parlano del lancio di una nuova tecnologia da polso durante l’evento Meta Connect 2025, previsto per il 17 e 18 settembre.</p><p>Stando a quanto riportato da Digitimes (contenuto accessibile solo con abbonamento), Meta starebbe collaborando con produttori cinesi per realizzare una nuova versione del suo smartwatch.</p><p>A differenza di altri modelli concorrenti come Samsung Galaxy Watch 8 o Apple Watch 10, il dispositivo in questione potrebbe non essere incentrato sulle funzionalità legate alla salute. Meta, coerentemente con il proprio orientamento, potrebbe invece puntare sulle tecnologie XR.</p><p>Lo smartwatch dovrebbe integrare una fotocamera e potrebbe essere progettato per funzionare in sinergia con gli occhiali smart di Meta, inclusi quelli più volte oggetto di indiscrezioni, che dovrebbero includere per la prima volta un display. Il dispositivo sembrerebbe una versione evoluta del braccialetto utilizzato dai tester di Meta Orion per controllare questi occhiali.</p><p>Non è chiaro, però, se questo smartwatch sarà compatibile con i modelli attuali di occhiali smart Meta, come i Ray-Ban Meta e gli Oakley Meta HSTN.</p><h2 id="light-on-details">Light on details</h2><p>Come accade con tutte le indiscrezioni, anche queste vanno prese con cautela. Tuttavia, Meta ha continuato a sviluppare tecnologie EMG da polso, motivo per cui non sarebbe sorprendente se decidesse di realizzare un dispositivo più avanzato basato su queste ricerche.</p><p>Va inoltre considerato che non si tratta della prima voce relativa a uno smartwatch targato Meta: in passato sono emerse indiscrezioni su cancellazioni e successive riprese del progetto, il che potrebbe rendere obsoleti alcuni dettagli trapelati in precedenza.</p><p>Anche ammesso che un Meta Watch sia effettivamente in arrivo, restano ancora molte incognite su prezzo, autonomia, caratteristiche tecniche, accessibilità e data di lancio. Anche qualora venisse presentato durante il keynote di apertura del Meta Connect 2025, è possibile che si tratti solo di un’anteprima e non dell’annuncio ufficiale di un prodotto in uscita imminente.</p><p>Non resta che attendere e vedere cosa deciderà di mostrare Meta quando sarà pronta a svelare ufficialmente questo dispositivo indossabile al centro di tante voci.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/meta-starebbe-preparando-uno-smartwatch-con-fotocamera-dedicato-ai-suoi-smart-glasses</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta sviluppa uno smartwatch con fotocamera pensato per interagire con i suoi AR glasses: debutto possibile a Meta Connect 2025. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Oakley Meta HSTN smart glasses being used by a basketball player]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il rapporto altalenante di Meta con gli smartwatch potrebbe essere nuovamente in fase positiva, secondo alcune indiscrezioni che parlano del lancio di una nuova tecnologia da polso durante l’evento Meta Connect 2025, previsto per il 17 e 18 settembre.</p><p>Stando a quanto riportato da Digitimes (contenuto accessibile solo con abbonamento), Meta starebbe collaborando con produttori cinesi per realizzare una nuova versione del suo smartwatch.</p><p>A differenza di altri modelli concorrenti come Samsung Galaxy Watch 8 o Apple Watch 10, il dispositivo in questione potrebbe non essere incentrato sulle funzionalità legate alla salute. Meta, coerentemente con il proprio orientamento, potrebbe invece puntare sulle tecnologie XR.</p><p>Lo smartwatch dovrebbe integrare una fotocamera e potrebbe essere progettato per funzionare in sinergia con gli occhiali smart di Meta, inclusi quelli più volte oggetto di indiscrezioni, che dovrebbero includere per la prima volta un display. Il dispositivo sembrerebbe una versione evoluta del braccialetto utilizzato dai tester di Meta Orion per controllare questi occhiali.</p><p>Non è chiaro, però, se questo smartwatch sarà compatibile con i modelli attuali di occhiali smart Meta, come i Ray-Ban Meta e gli Oakley Meta HSTN.</p><h2 id="light-on-details">Light on details</h2><p>Come accade con tutte le indiscrezioni, anche queste vanno prese con cautela. Tuttavia, Meta ha continuato a sviluppare tecnologie EMG da polso, motivo per cui non sarebbe sorprendente se decidesse di realizzare un dispositivo più avanzato basato su queste ricerche.</p><p>Va inoltre considerato che non si tratta della prima voce relativa a uno smartwatch targato Meta: in passato sono emerse indiscrezioni su cancellazioni e successive riprese del progetto, il che potrebbe rendere obsoleti alcuni dettagli trapelati in precedenza.</p><p>Anche ammesso che un Meta Watch sia effettivamente in arrivo, restano ancora molte incognite su prezzo, autonomia, caratteristiche tecniche, accessibilità e data di lancio. Anche qualora venisse presentato durante il keynote di apertura del Meta Connect 2025, è possibile che si tratti solo di un’anteprima e non dell’annuncio ufficiale di un prodotto in uscita imminente.</p><p>Non resta che attendere e vedere cosa deciderà di mostrare Meta quando sarà pronta a svelare ufficialmente questo dispositivo indossabile al centro di tante voci.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Ora puoi bloccare il PC dal tuo Android ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Gli utenti di <strong>Windows 11</strong> stanno ricevendo una nuova funzionalità che consente di <strong>bloccare il proprio PC da remoto</strong> utilizzando uno smartphone <strong>Android</strong>, a patto che i due dispositivi siano collegati tramite l’app <strong>Phone Link</strong>.</p><p>Come riportato da <em>Windows Central</em>, la funzione è stata introdotta nella nuova versione dell’app <strong>Link to Windows</strong> per Android (versione <strong>1.25071.165</strong> o successiva), anche se il rilascio è ancora in fase di distribuzione graduale e potrebbe non essere immediatamente disponibile per tutti.</p><p>Il nuovo pulsante <strong>"Lock PC"</strong> può rivelarsi molto utile in situazioni quotidiane: ad esempio, se ci si allontana rapidamente dalla postazione e si viene trattenuti più del previsto, è possibile <strong>bloccare il PC a distanza per motivi di sicurezza</strong>, senza dover tornare fisicamente al dispositivo.</p><p>Da notare, come segnala <em>Windows Central</em>, che attivando il blocco remoto il telefono <strong>si disconnetterà temporaneamente dall’app Phone Link</strong>, fino al successivo accesso al PC.</p><p>Oltre a questa novità, la nuova interfaccia dell’app <strong>Link to Windows</strong> offre ora anche la possibilità di <strong>accedere agli appunti del PC</strong> (se la sincronizzazione è attiva) e di visualizzare i <strong>file recentemente condivisi</strong>, rendendo l’integrazione tra Windows 11 e Android ancora più fluida e funzionale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1408px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.55%;"><img id="Qngug9AzrxDn4YoDr4oVGK" name="man at desk shouting at laptop" alt="Person in office is running back to laptop looking alarmed" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Qngug9AzrxDn4YoDr4oVGK.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1408" height="768" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock AI)</span></figcaption></figure><p>Le nuove aggiunte all’app <strong>Link to Windows</strong> rappresentano potenzialmente strumenti molto utili per chi lavora in mobilità o gestisce più dispositivi. <strong>Accedere agli appunti di Windows 11 da smartphone</strong> può velocizzare numerose attività quotidiane, così come il nuovo <strong>pulsante per bloccare il PC da remoto</strong> può rivelarsi provvidenziale in situazioni impreviste. Magari non capiterà spesso, ma quando ne avrete bisogno, sarà un’opzione preziosa.</p><p>Va però sottolineato, come osserva <em>Windows Central</em>, che una funzione simile esisteva già in Windows 11: si tratta di <strong>Dynamic Lock</strong>, che sfrutta la <strong>connessione Bluetooth</strong> per bloccare automaticamente il PC quando l’utente si allontana, portando con sé lo smartphone. Tuttavia, non tutti gradiscono lasciare il Bluetooth sempre attivo, sia per motivi di <strong>consumo energetico</strong> sia per comodità. Ecco perché una <strong>soluzione manuale</strong> semplice come il tasto “Lock PC” si dimostra particolarmente sensata.</p><p>Nel complesso, <strong>Microsoft continua a migliorare l’integrazione tra Android e Windows</strong> con aggiornamenti regolari a Phone Link. Anche se i progressi non sono rivoluzionari, mostrano una chiara volontà di rendere l’esperienza più fluida. Rimangono però alcune criticità segnalate dagli utenti, in particolare il fatto che <strong>le funzionalità più avanzate restano esclusive per i dispositivi Samsung Galaxy</strong>. Un limite che, se rimosso, amplierebbe ulteriormente il potenziale di questa piattaforma cross-device.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/ora-puoi-bloccare-il-pc-dal-tuo-android</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con l’ultima app Link to Windows puoi bloccare a distanza il tuo PC con Windows 11 dal telefono Android, senza Bluetooth. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">74eGQp5oTwjkypfu5xmL8Q</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Person using laptop and phone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Person using laptop and phone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Person using laptop and phone]]></media:title>
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                                <p>Gli utenti di <strong>Windows 11</strong> stanno ricevendo una nuova funzionalità che consente di <strong>bloccare il proprio PC da remoto</strong> utilizzando uno smartphone <strong>Android</strong>, a patto che i due dispositivi siano collegati tramite l’app <strong>Phone Link</strong>.</p><p>Come riportato da <em>Windows Central</em>, la funzione è stata introdotta nella nuova versione dell’app <strong>Link to Windows</strong> per Android (versione <strong>1.25071.165</strong> o successiva), anche se il rilascio è ancora in fase di distribuzione graduale e potrebbe non essere immediatamente disponibile per tutti.</p><p>Il nuovo pulsante <strong>"Lock PC"</strong> può rivelarsi molto utile in situazioni quotidiane: ad esempio, se ci si allontana rapidamente dalla postazione e si viene trattenuti più del previsto, è possibile <strong>bloccare il PC a distanza per motivi di sicurezza</strong>, senza dover tornare fisicamente al dispositivo.</p><p>Da notare, come segnala <em>Windows Central</em>, che attivando il blocco remoto il telefono <strong>si disconnetterà temporaneamente dall’app Phone Link</strong>, fino al successivo accesso al PC.</p><p>Oltre a questa novità, la nuova interfaccia dell’app <strong>Link to Windows</strong> offre ora anche la possibilità di <strong>accedere agli appunti del PC</strong> (se la sincronizzazione è attiva) e di visualizzare i <strong>file recentemente condivisi</strong>, rendendo l’integrazione tra Windows 11 e Android ancora più fluida e funzionale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1408px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.55%;"><img id="Qngug9AzrxDn4YoDr4oVGK" name="man at desk shouting at laptop" alt="Person in office is running back to laptop looking alarmed" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Qngug9AzrxDn4YoDr4oVGK.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1408" height="768" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock AI)</span></figcaption></figure><p>Le nuove aggiunte all’app <strong>Link to Windows</strong> rappresentano potenzialmente strumenti molto utili per chi lavora in mobilità o gestisce più dispositivi. <strong>Accedere agli appunti di Windows 11 da smartphone</strong> può velocizzare numerose attività quotidiane, così come il nuovo <strong>pulsante per bloccare il PC da remoto</strong> può rivelarsi provvidenziale in situazioni impreviste. Magari non capiterà spesso, ma quando ne avrete bisogno, sarà un’opzione preziosa.</p><p>Va però sottolineato, come osserva <em>Windows Central</em>, che una funzione simile esisteva già in Windows 11: si tratta di <strong>Dynamic Lock</strong>, che sfrutta la <strong>connessione Bluetooth</strong> per bloccare automaticamente il PC quando l’utente si allontana, portando con sé lo smartphone. Tuttavia, non tutti gradiscono lasciare il Bluetooth sempre attivo, sia per motivi di <strong>consumo energetico</strong> sia per comodità. Ecco perché una <strong>soluzione manuale</strong> semplice come il tasto “Lock PC” si dimostra particolarmente sensata.</p><p>Nel complesso, <strong>Microsoft continua a migliorare l’integrazione tra Android e Windows</strong> con aggiornamenti regolari a Phone Link. Anche se i progressi non sono rivoluzionari, mostrano una chiara volontà di rendere l’esperienza più fluida. Rimangono però alcune criticità segnalate dagli utenti, in particolare il fatto che <strong>le funzionalità più avanzate restano esclusive per i dispositivi Samsung Galaxy</strong>. Un limite che, se rimosso, amplierebbe ulteriormente il potenziale di questa piattaforma cross-device.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft sfida SteamOS: la nuova app Xbox per PC punta tutto sulla libreria unificata ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft è pronta a entrare nel mercato dei <strong>PC portatili da gioco </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-gaming" target="_blank">(qui trovate i migliori)</a> con l’arrivo, entro l’estate, dei <strong>ROG Xbox Ally</strong>, affiancati da un'importante novità software: una nuova versione dell’<strong>app Xbox</strong> pensata appositamente per dispositivi portatili. Come annunciato su Xbox Wire, l’aggiornamento porterà con sé una <strong>Aggregated Game Library</strong>, una libreria unificata che permetterà agli utenti di <strong>avviare giochi da Steam, Battle.net, Epic Games Store e altre piattaforme</strong> direttamente tramite l’app Xbox.</p><p>Questa mossa segna il primo vero tentativo da parte di Microsoft di <strong>emulare SteamOS</strong> su Windows 11, offrendo un'esperienza semplificata e ottimizzata per il gaming mobile. Una risposta diretta non solo a <strong>Steam Deck</strong>, ma anche a dispositivi concorrenti come <strong>Legion Go S</strong>, che cercano alternative valide al sistema operativo di Valve.</p><p>Gli <strong>Xbox Insiders</strong> potranno testare in anteprima questa nuova funzione, in attesa del lancio definitivo insieme ai ROG Ally. Ma la sfida è tutt’altro che semplice: <strong>SteamOS continua a garantire prestazioni migliori di Windows 11</strong>, soprattutto su macchine con risorse limitate.</p><p>Tuttavia, <strong>Windows ha dalla sua la compatibilità nativa con i giochi multiplayer e gli anti-cheat</strong>, ancora problematici su Linux. Proprio per questo, gli sviluppatori stanno cominciando ad adattarsi: <em>Splitgate 2</em>, ad esempio, è stato reso compatibile con SteamOS grazie a modifiche mirate all’anti-cheat.</p><p>Microsoft ha quindi davanti a sé una <strong>strada in salita</strong>, ma il debutto di un sistema Xbox unificato, compatibile con tutte le piattaforme di gioco su un portatile, è un primo passo promettente verso un futuro handheld finalmente degno del nome Xbox.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP" name="ROG Xbox Ally and Legion Go S" alt="ROG Xbox Ally & Legion Go S" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Sì, siamo pronti a dare una chance al nuovo aggiornamento dell’app Xbox, soprattutto se pensato per i PC portatili come <strong>Asus ROG Ally</strong>, ma le aspettative vanno tenute basse. Non perché l’idea non sia promettente, anzi: una <strong>libreria unificata</strong> e un <strong>hub dedicato al gaming portatile su Windows 11</strong> erano richieste da anni. Il punto è che <strong>Valve è avanti anni luce</strong>, e Microsoft dovrà correre parecchio per recuperare il divario.</p><p><strong>SteamOS</strong> non è perfetto, ma ha avuto tempo per evolversi: performance stabili, interfaccia pensata per l’uso mobile, tool come <strong>Decky Loader</strong> (pur non ufficiale) che aggiungono una personalizzazione fuori scala. E Microsoft, pur partendo da una posizione di vantaggio per compatibilità con l’anti-cheat e il software Windows, non ha ancora mostrato di voler costruire <strong>un ecosistema ottimizzato e curato</strong> quanto quello di Valve.</p><p>Il nuovo <strong>Aggregated Game Library</strong> promette bene: integrare Steam, Battle.net, Epic e altre piattaforme è un passo coraggioso. Ma ci vorranno fluidità, stabilità e soprattutto <strong>accessibilità immediata</strong>. Il rilascio della <strong>preview settimanale</strong> è alle porte, e non vediamo l’ora di metterla alla prova sul nostro <strong>ROG Ally dual-bootato</strong>.</p><p>Per ora, SteamOS resta il sistema da battere. Ma Microsoft ha finalmente messo un piede nel ring. Ora deve dimostrare di saperci stare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/microsoft-sfida-steamos-la-nuova-app-xbox-per-pc-punta-tutto-sulla-libreria-unificata</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’aggiornamento dell’app Xbox per Windows 11 promette un’interfaccia all-in-one per tutti i giochi su Steam, Epic e Battle.net, ma SteamOS resta il punto di riferimento. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Render of the ROG Xbox Ally and Xbox Ally X]]></media:title>
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                                <p>Microsoft è pronta a entrare nel mercato dei <strong>PC portatili da gioco </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-gaming" target="_blank">(qui trovate i migliori)</a> con l’arrivo, entro l’estate, dei <strong>ROG Xbox Ally</strong>, affiancati da un'importante novità software: una nuova versione dell’<strong>app Xbox</strong> pensata appositamente per dispositivi portatili. Come annunciato su Xbox Wire, l’aggiornamento porterà con sé una <strong>Aggregated Game Library</strong>, una libreria unificata che permetterà agli utenti di <strong>avviare giochi da Steam, Battle.net, Epic Games Store e altre piattaforme</strong> direttamente tramite l’app Xbox.</p><p>Questa mossa segna il primo vero tentativo da parte di Microsoft di <strong>emulare SteamOS</strong> su Windows 11, offrendo un'esperienza semplificata e ottimizzata per il gaming mobile. Una risposta diretta non solo a <strong>Steam Deck</strong>, ma anche a dispositivi concorrenti come <strong>Legion Go S</strong>, che cercano alternative valide al sistema operativo di Valve.</p><p>Gli <strong>Xbox Insiders</strong> potranno testare in anteprima questa nuova funzione, in attesa del lancio definitivo insieme ai ROG Ally. Ma la sfida è tutt’altro che semplice: <strong>SteamOS continua a garantire prestazioni migliori di Windows 11</strong>, soprattutto su macchine con risorse limitate.</p><p>Tuttavia, <strong>Windows ha dalla sua la compatibilità nativa con i giochi multiplayer e gli anti-cheat</strong>, ancora problematici su Linux. Proprio per questo, gli sviluppatori stanno cominciando ad adattarsi: <em>Splitgate 2</em>, ad esempio, è stato reso compatibile con SteamOS grazie a modifiche mirate all’anti-cheat.</p><p>Microsoft ha quindi davanti a sé una <strong>strada in salita</strong>, ma il debutto di un sistema Xbox unificato, compatibile con tutte le piattaforme di gioco su un portatile, è un primo passo promettente verso un futuro handheld finalmente degno del nome Xbox.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP" name="ROG Xbox Ally and Legion Go S" alt="ROG Xbox Ally & Legion Go S" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Sì, siamo pronti a dare una chance al nuovo aggiornamento dell’app Xbox, soprattutto se pensato per i PC portatili come <strong>Asus ROG Ally</strong>, ma le aspettative vanno tenute basse. Non perché l’idea non sia promettente, anzi: una <strong>libreria unificata</strong> e un <strong>hub dedicato al gaming portatile su Windows 11</strong> erano richieste da anni. Il punto è che <strong>Valve è avanti anni luce</strong>, e Microsoft dovrà correre parecchio per recuperare il divario.</p><p><strong>SteamOS</strong> non è perfetto, ma ha avuto tempo per evolversi: performance stabili, interfaccia pensata per l’uso mobile, tool come <strong>Decky Loader</strong> (pur non ufficiale) che aggiungono una personalizzazione fuori scala. E Microsoft, pur partendo da una posizione di vantaggio per compatibilità con l’anti-cheat e il software Windows, non ha ancora mostrato di voler costruire <strong>un ecosistema ottimizzato e curato</strong> quanto quello di Valve.</p><p>Il nuovo <strong>Aggregated Game Library</strong> promette bene: integrare Steam, Battle.net, Epic e altre piattaforme è un passo coraggioso. Ma ci vorranno fluidità, stabilità e soprattutto <strong>accessibilità immediata</strong>. Il rilascio della <strong>preview settimanale</strong> è alle porte, e non vediamo l’ora di metterla alla prova sul nostro <strong>ROG Ally dual-bootato</strong>.</p><p>Per ora, SteamOS resta il sistema da battere. Ma Microsoft ha finalmente messo un piede nel ring. Ora deve dimostrare di saperci stare.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11 dice basta a Edge?  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha deciso di allentare le continue richieste agli utenti per utilizzare <strong>Edge</strong> come browser predefinito in <strong>Windows 11</strong>, ma questa novità riguarda <strong>esclusivamente l’Area Economica Europea (EEA)</strong>, in risposta alle normative imposte dal <strong>Digital Markets Act</strong>.</p><p>Purtroppo, al di fuori di questa area, tra cui anche l’Italia, queste modifiche <strong>non verranno implementate</strong>, almeno per il momento, in assenza di pressioni regolatorie equivalenti.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.techspot.com/news/108164-edge-stop-bugging-you-windows-default-browser-if.html" target="_blank"><strong>TechSpot</strong></a>, il cambiamento principale consiste nel fatto che <strong>Edge non chiederà più automaticamente di diventare il browser predefinito</strong> su <strong>Windows 10</strong> e <strong>Windows 11</strong>. La richiesta verrà mostrata solo se si apre volontariamente Edge. Questa funzione è già attiva con la versione <strong>137.0.3296.52</strong>, rilasciata a fine maggio.</p><p>Un’altra modifica importante è che <strong>una volta disinstallato Edge, le altre applicazioni Microsoft non suggeriranno più di reinstallarlo</strong>. Inoltre, quando si imposta un altro browser come predefinito, questo sarà associato a <strong>molti più formati di file e tipi di collegamento</strong>, evitando così che determinati contenuti vengano aperti comunque con Edge, una pratica che Microsoft aveva mantenuto per tenere il proprio browser in primo piano.</p><p>Cambia anche il comportamento della <strong>casella di ricerca di Windows</strong>: i risultati web cliccati saranno aperti direttamente nel browser scelto dagli utenti, e non più automaticamente in Edge tramite <strong>Bing</strong>.</p><p>Tutte queste modifiche verranno distribuite <strong>nel corso di giugno</strong> nei paesi dell’<strong>Area Economica Europea</strong>, con l’eccezione dell’aggiornamento principale – quello già disponibile con la nuova versione di Edge.</p><p>Un’ulteriore novità rilevante riguarda la <strong>possibilità futura di disinstallare completamente il Microsoft Store</strong>: una funzione richiesta da tempo dagli utenti più esperti, prevista però <strong>non prima della fine del 2025</strong>.</p><p>Microsoft ha comunque chiarito che, anche dopo la rimozione dello Store, le applicazioni installate tramite quest’ultimo <strong>continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza</strong>, garantendo così la protezione del sistema.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/windows-11-dice-basta-a-edge</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Stop ai messaggi insistenti per usare Edge, ma solo per chi vive in Europa: altrove, Microsoft continuerà a forzare la mano. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Browsers]]></category>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Unhappy]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Unhappy]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Unhappy]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft ha deciso di allentare le continue richieste agli utenti per utilizzare <strong>Edge</strong> come browser predefinito in <strong>Windows 11</strong>, ma questa novità riguarda <strong>esclusivamente l’Area Economica Europea (EEA)</strong>, in risposta alle normative imposte dal <strong>Digital Markets Act</strong>.</p><p>Purtroppo, al di fuori di questa area, tra cui anche l’Italia, queste modifiche <strong>non verranno implementate</strong>, almeno per il momento, in assenza di pressioni regolatorie equivalenti.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.techspot.com/news/108164-edge-stop-bugging-you-windows-default-browser-if.html" target="_blank"><strong>TechSpot</strong></a>, il cambiamento principale consiste nel fatto che <strong>Edge non chiederà più automaticamente di diventare il browser predefinito</strong> su <strong>Windows 10</strong> e <strong>Windows 11</strong>. La richiesta verrà mostrata solo se si apre volontariamente Edge. Questa funzione è già attiva con la versione <strong>137.0.3296.52</strong>, rilasciata a fine maggio.</p><p>Un’altra modifica importante è che <strong>una volta disinstallato Edge, le altre applicazioni Microsoft non suggeriranno più di reinstallarlo</strong>. Inoltre, quando si imposta un altro browser come predefinito, questo sarà associato a <strong>molti più formati di file e tipi di collegamento</strong>, evitando così che determinati contenuti vengano aperti comunque con Edge, una pratica che Microsoft aveva mantenuto per tenere il proprio browser in primo piano.</p><p>Cambia anche il comportamento della <strong>casella di ricerca di Windows</strong>: i risultati web cliccati saranno aperti direttamente nel browser scelto dagli utenti, e non più automaticamente in Edge tramite <strong>Bing</strong>.</p><p>Tutte queste modifiche verranno distribuite <strong>nel corso di giugno</strong> nei paesi dell’<strong>Area Economica Europea</strong>, con l’eccezione dell’aggiornamento principale – quello già disponibile con la nuova versione di Edge.</p><p>Un’ulteriore novità rilevante riguarda la <strong>possibilità futura di disinstallare completamente il Microsoft Store</strong>: una funzione richiesta da tempo dagli utenti più esperti, prevista però <strong>non prima della fine del 2025</strong>.</p><p>Microsoft ha comunque chiarito che, anche dopo la rimozione dello Store, le applicazioni installate tramite quest’ultimo <strong>continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza</strong>, garantendo così la protezione del sistema.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Meta Quest 4 rinviato al 2027: in arrivo un visore completamente diverso? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo un recente leak, il visore (<a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr#:~:text=Al%20momento%2C%20i%20migliori%20visori,Quest%202%20e%20PlayStation%20VR." target="_blank">qui i migliori</a>) <strong>Meta Quest 4</strong> sarebbe stato <strong>posticipato al 2027</strong>, anziché arrivare il prossimo anno. Tuttavia, quando verrà lanciato, potrebbe rappresentare un prodotto significativamente diverso rispetto all’attuale <strong>Quest 3</strong>, e per questo motivo potrebbe valerne la pena attendere.</p><p>Nel frattempo, sembra che ci sia comunque <strong>nuovo hardware VR in arrivo</strong>, con il possibile lancio del <strong>Meta Quest Pro 2</strong> ancora previsto.</p><p>Le indiscrezioni provengono da due fonti considerate affidabili nel panorama della realtà virtuale: <strong>Brad Lynch</strong> e <strong>Luna</strong>. Lynch ha pubblicato un sondaggio ironico in cui lasciava intendere che solo uno tra <strong>Valve Deckard</strong> e <strong>Meta Quest 4</strong> sarebbe stato lanciato quest’anno, mentre Luna ha riferito di aver sentito voci secondo cui il lancio del <strong>Quest 4</strong> sarebbe stato rinviato al 2027.</p><p>Secondo quanto riportato, il rinvio sarebbe legato alla <strong>cancellazione di due prototipi interni di Meta</strong>, noti come <strong>Pismo Low</strong> e <strong>Pismo High</strong>, presumibilmente pensati come modelli economico e premium destinati a sostituire rispettivamente <strong>Quest 3</strong> e <strong>Quest 3 Pro</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6144px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="agYmjmdXdzuLKMrRyx3yfP" name="311524559_488631516611116_2714409920336676600_n.jpg" alt="The Meta Quest Pro on its charging pad on a desk, in front of a window with the curtain closed" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/agYmjmdXdzuLKMrRyx3yfP.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6144" height="3456" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Will we get a Quest Pro 2? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Al posto del <strong>Meta Quest 4</strong>, potrebbe arrivare un visore basato sul <strong>prototipo Puffin</strong>, attualmente in fase di sviluppo da parte di <strong>Meta</strong>.</p><p><strong>Puffin</strong> sarebbe un dispositivo di fascia più alta, potenzialmente simile a un <strong>Meta Quest Pro 2</strong>, anche se, secondo quanto riferito dai leaker, potrebbe essere commercializzato con un <strong>nome diverso dalla linea Quest</strong>.</p><p>Il motivo sarebbe legato a un <strong>design radicalmente differente</strong> rispetto ai visori attuali: si tratterebbe infatti di un paio di <strong>occhiali VR collegati a un’unità esterna</strong>, simile per certi versi all’approccio adottato da <strong>Apple Vision Pro</strong>. Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, la cosiddetta "unità puck" di <strong>Puffin</strong> non sarebbe solo una batteria, ma includerebbe anche il <strong>processore principale</strong>, così da spostare il peso dell’elaborazione nel taschino dell’utente e alleggerire il visore stesso.</p><p>Il dispositivo dovrebbe comunque utilizzare <strong>Horizon OS</strong>, ma il suo obiettivo principale sarebbe orientato verso <strong>produttività e intrattenimento statico</strong>, come ad esempio la visione di film in realtà virtuale, piuttosto che sulle esperienze interattive tipiche dei visori VR di <strong>Meta</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3150px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:42.86%;"><img id="oLXFjJ3wWVVN6tnhqPy29P" name="TR-htc-vive-focus-vision-review-hero" alt="The Vive Focus Vision on a table" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oLXFjJ3wWVVN6tnhqPy29P.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3150" height="1350" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Will Asus be the better HTC Vive Focus Vision? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Al di fuori di <strong>Meta</strong>, si è ancora in attesa di scoprire cosa stanno sviluppando i suoi partner <strong>Horizon OS</strong>, ovvero <strong>Asus</strong>, <strong>Lenovo</strong> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-xbox-series-xs" target="_blank"><strong>Xbox</strong></a>. Così come diversi produttori stanno adottando <strong>Android XR</strong>, questo trio sta lavorando su <strong>visori compatibili con il sistema operativo dei Meta Quest</strong>.</p><p>Al momento non sono emerse informazioni sul dispositivo di <strong>Lenovo</strong>, mentre si vocifera che il visore <strong>Tarius</strong> di <strong>Asus</strong> potrebbe far parte della linea <strong>ROG</strong>, suggerendo un prodotto <strong>orientato al gaming</strong>, con <strong>display avanzati</strong> e funzionalità come il <strong>tracciamento oculare</strong>, pensate per offrire un'esperienza più premium rispetto ai modelli Quest attualmente disponibili.</p><p>Questi nuovi visori potrebbero debuttare già <strong>nel 2026</strong>, e l’assenza di un nuovo <strong>Meta Quest 4</strong> nel 2025 potrebbe rappresentare l’occasione ideale per <strong>Lenovo</strong> e <strong>Asus</strong> di presentare le loro soluzioni.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/meta-quest-4-rinviato-al-2027-in-arrivo-un-visore-completamente-diverso</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo i leak, Meta punterebbe prima su Puffin: un visore VR premium con design rivoluzionario e hardware esterno, in stile Vision Pro. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">735ajmgK5G8xndAaNWvpeF</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Virtual Reality &amp; Augmented Reality]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Meta Quest 3S hands on]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Meta Quest 3S hands on]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Meta Quest 3S hands on]]></media:title>
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                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FQfLd7dYFLbVYdrQ8dowjM-1280-80.jpg" />
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Secondo un recente leak, il visore (<a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr#:~:text=Al%20momento%2C%20i%20migliori%20visori,Quest%202%20e%20PlayStation%20VR." target="_blank">qui i migliori</a>) <strong>Meta Quest 4</strong> sarebbe stato <strong>posticipato al 2027</strong>, anziché arrivare il prossimo anno. Tuttavia, quando verrà lanciato, potrebbe rappresentare un prodotto significativamente diverso rispetto all’attuale <strong>Quest 3</strong>, e per questo motivo potrebbe valerne la pena attendere.</p><p>Nel frattempo, sembra che ci sia comunque <strong>nuovo hardware VR in arrivo</strong>, con il possibile lancio del <strong>Meta Quest Pro 2</strong> ancora previsto.</p><p>Le indiscrezioni provengono da due fonti considerate affidabili nel panorama della realtà virtuale: <strong>Brad Lynch</strong> e <strong>Luna</strong>. Lynch ha pubblicato un sondaggio ironico in cui lasciava intendere che solo uno tra <strong>Valve Deckard</strong> e <strong>Meta Quest 4</strong> sarebbe stato lanciato quest’anno, mentre Luna ha riferito di aver sentito voci secondo cui il lancio del <strong>Quest 4</strong> sarebbe stato rinviato al 2027.</p><p>Secondo quanto riportato, il rinvio sarebbe legato alla <strong>cancellazione di due prototipi interni di Meta</strong>, noti come <strong>Pismo Low</strong> e <strong>Pismo High</strong>, presumibilmente pensati come modelli economico e premium destinati a sostituire rispettivamente <strong>Quest 3</strong> e <strong>Quest 3 Pro</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6144px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="agYmjmdXdzuLKMrRyx3yfP" name="311524559_488631516611116_2714409920336676600_n.jpg" alt="The Meta Quest Pro on its charging pad on a desk, in front of a window with the curtain closed" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/agYmjmdXdzuLKMrRyx3yfP.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6144" height="3456" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Will we get a Quest Pro 2? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Al posto del <strong>Meta Quest 4</strong>, potrebbe arrivare un visore basato sul <strong>prototipo Puffin</strong>, attualmente in fase di sviluppo da parte di <strong>Meta</strong>.</p><p><strong>Puffin</strong> sarebbe un dispositivo di fascia più alta, potenzialmente simile a un <strong>Meta Quest Pro 2</strong>, anche se, secondo quanto riferito dai leaker, potrebbe essere commercializzato con un <strong>nome diverso dalla linea Quest</strong>.</p><p>Il motivo sarebbe legato a un <strong>design radicalmente differente</strong> rispetto ai visori attuali: si tratterebbe infatti di un paio di <strong>occhiali VR collegati a un’unità esterna</strong>, simile per certi versi all’approccio adottato da <strong>Apple Vision Pro</strong>. Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, la cosiddetta "unità puck" di <strong>Puffin</strong> non sarebbe solo una batteria, ma includerebbe anche il <strong>processore principale</strong>, così da spostare il peso dell’elaborazione nel taschino dell’utente e alleggerire il visore stesso.</p><p>Il dispositivo dovrebbe comunque utilizzare <strong>Horizon OS</strong>, ma il suo obiettivo principale sarebbe orientato verso <strong>produttività e intrattenimento statico</strong>, come ad esempio la visione di film in realtà virtuale, piuttosto che sulle esperienze interattive tipiche dei visori VR di <strong>Meta</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3150px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:42.86%;"><img id="oLXFjJ3wWVVN6tnhqPy29P" name="TR-htc-vive-focus-vision-review-hero" alt="The Vive Focus Vision on a table" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oLXFjJ3wWVVN6tnhqPy29P.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3150" height="1350" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Will Asus be the better HTC Vive Focus Vision? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Al di fuori di <strong>Meta</strong>, si è ancora in attesa di scoprire cosa stanno sviluppando i suoi partner <strong>Horizon OS</strong>, ovvero <strong>Asus</strong>, <strong>Lenovo</strong> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-xbox-series-xs" target="_blank"><strong>Xbox</strong></a>. Così come diversi produttori stanno adottando <strong>Android XR</strong>, questo trio sta lavorando su <strong>visori compatibili con il sistema operativo dei Meta Quest</strong>.</p><p>Al momento non sono emerse informazioni sul dispositivo di <strong>Lenovo</strong>, mentre si vocifera che il visore <strong>Tarius</strong> di <strong>Asus</strong> potrebbe far parte della linea <strong>ROG</strong>, suggerendo un prodotto <strong>orientato al gaming</strong>, con <strong>display avanzati</strong> e funzionalità come il <strong>tracciamento oculare</strong>, pensate per offrire un'esperienza più premium rispetto ai modelli Quest attualmente disponibili.</p><p>Questi nuovi visori potrebbero debuttare già <strong>nel 2026</strong>, e l’assenza di un nuovo <strong>Meta Quest 4</strong> nel 2025 potrebbe rappresentare l’occasione ideale per <strong>Lenovo</strong> e <strong>Asus</strong> di presentare le loro soluzioni.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft semplifica la vita agli utenti Android: ecco cosa cambia  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft </strong>ha appena portato su Android (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">qui i migliori smartphone con questo sistema operativo</a>) <strong>una funzione già disponibile su iOS:</strong> ora è possibile visualizzare file Office ricevuti tramite link senza dover accedere al proprio account Microsoft. Finora, cliccando su un link a un file Word o Excel su uno smartphone Android, era necessario effettuare il login per aprirlo. Secondo quanto riportato da <a href="https://www.androidauthority.com/microsoft-anonymous-file-sharing-android-3562457/" target="_blank"><em>Android Authority</em></a>, questa limitazione è stata rimossa: basta un semplice clic per visualizzare il documento. </p><p>Tuttavia, per modificare il file o aggiungere commenti, l’accesso rimane obbligatorio, poiché <strong>le modifiche vanno associate all’utente</strong>. Un avviso a schermo informerà della necessità di login in questi casi. Perché la nuova funzione funzioni, serve aggiornare l’app Office alla versione 16.0.18827.20066 o successiva. Come osserva Android Authority, su iPhone questa possibilità esiste già da alcuni mesi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1955px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="jgz6ebcUxrF3MpAFxNYEYV" name="Microsoft Office file sharing with Android phone" alt="Microsoft Office file sharing with an Android phone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jgz6ebcUxrF3MpAFxNYEYV.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1955" height="1100" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Ci è voluto un po’ di tempo per vedere questa funzionalità arrivare anche su Android, il che è curioso, considerando che si tratta del sistema operativo mobile più diffuso e ci si aspetterebbe che fosse una priorità per Microsoft. In ogni caso, <strong>è positivo che la novità sia finalmente disponibile</strong>, anche se gli utenti Android hanno dovuto attendere più del previsto. </p><p>Del resto, è piuttosto scomodo cliccare su un link e ritrovarsi costretti ad accedere, soprattutto se si vuole solo dare un’occhiata veloce al file ricevuto. <strong>Va precisato che chi condivide il file deve comunque essere loggato con un account Microsoft </strong>per poterlo inviare; è solo il destinatario che può visualizzarlo in modo anonimo, senza login, e limitatamente alla sola lettura.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/software/microsoft-semplifica-la-vita-agli-utenti-android-ecco-cosa-cambia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Finalmente anche su Android si possono visualizzare i documenti condivisi di Word, Excel e PowerPoint senza dover accedere con un account Microsoft. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Behöver du en VPN till din Android?]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Man looking at smartphone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Man looking at smartphone]]></media:title>
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                                <p><strong>Microsoft </strong>ha appena portato su Android (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">qui i migliori smartphone con questo sistema operativo</a>) <strong>una funzione già disponibile su iOS:</strong> ora è possibile visualizzare file Office ricevuti tramite link senza dover accedere al proprio account Microsoft. Finora, cliccando su un link a un file Word o Excel su uno smartphone Android, era necessario effettuare il login per aprirlo. Secondo quanto riportato da <a href="https://www.androidauthority.com/microsoft-anonymous-file-sharing-android-3562457/" target="_blank"><em>Android Authority</em></a>, questa limitazione è stata rimossa: basta un semplice clic per visualizzare il documento. </p><p>Tuttavia, per modificare il file o aggiungere commenti, l’accesso rimane obbligatorio, poiché <strong>le modifiche vanno associate all’utente</strong>. Un avviso a schermo informerà della necessità di login in questi casi. Perché la nuova funzione funzioni, serve aggiornare l’app Office alla versione 16.0.18827.20066 o successiva. Come osserva Android Authority, su iPhone questa possibilità esiste già da alcuni mesi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1955px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="jgz6ebcUxrF3MpAFxNYEYV" name="Microsoft Office file sharing with Android phone" alt="Microsoft Office file sharing with an Android phone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jgz6ebcUxrF3MpAFxNYEYV.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1955" height="1100" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Ci è voluto un po’ di tempo per vedere questa funzionalità arrivare anche su Android, il che è curioso, considerando che si tratta del sistema operativo mobile più diffuso e ci si aspetterebbe che fosse una priorità per Microsoft. In ogni caso, <strong>è positivo che la novità sia finalmente disponibile</strong>, anche se gli utenti Android hanno dovuto attendere più del previsto. </p><p>Del resto, è piuttosto scomodo cliccare su un link e ritrovarsi costretti ad accedere, soprattutto se si vuole solo dare un’occhiata veloce al file ricevuto. <strong>Va precisato che chi condivide il file deve comunque essere loggato con un account Microsoft </strong>per poterlo inviare; è solo il destinatario che può visualizzarlo in modo anonimo, senza login, e limitatamente alla sola lettura.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple potrebbe cambiare nome ai suoi sistemi operativi: addio aiOS 19? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Mancano ormai solo 12 giorni alla WWDC 2025, l’annuale conferenza Apple (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">qui trovate i migliori iPhone</a>) per sviluppatori che prenderà il via il 9 giugno con il consueto keynote inaugurale. Come da tradizione, ci si aspettano grandi annunci sulle nuove versioni dei sistemi operativi dell’ecosistema Apple: da iOS a macOS, passando per iPadOS, watchOS, tvOS e visionOS.</p><p>Fino a pochi giorni fa, l’ipotesi più concreta era quella di vedere iOS 19 e iPadOS 19, insieme a un nuovo macOS il cui nome  (come da consuetudine) sarebbe ispirato a un’area iconica della California. Tuttavia, secondo un nuovo report pubblicato da Bloomberg, le cose potrebbero andare diversamente.</p><p>Mark Gurman, sempre ben informato sul mondo Apple, <strong>ha infatti riportato che l’azienda di Cupertino potrebbe abbandonare la numerazione sequenziale </strong>dei sistemi operativi. Piuttosto che presentare iOS 19, Apple potrebbe introdurre direttamente iOS 26, saltando di sette versioni.</p><p>Al momento non è chiaro il motivo di questo improvviso cambio di rotta, ma è possibile che Apple voglia allineare il numero delle versioni di iOS a quello di macOS (che si avvicina proprio alla versione 26) o creare un nuovo punto di partenza simbolico per una piattaforma mobile profondamente rinnovata, magari in vista dell’integrazione con l’intelligenza artificiale che molti analisti si aspettano come uno dei temi chiave dell’evento.</p><p>Non resta che attendere il keynote di apertura del 9 giugno per scoprire se davvero Apple sarà pronta a sorprendere tutti con una mossa fuori dagli schemi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="twBaSjh3keceF73ZiT9i4Y" name="TR-Apple-WWDC-2024-on-location-images-ios-18-3.jpg" alt="Apple iOS 18 on a screen at WWDC 2024" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/twBaSjh3keceF73ZiT9i4Y.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-05-28/apple-to-rebrand-device-operating-systems-ios-26-macos-26-watchos-26?srnd=undefined&sref=HrWXCALa" target="_blank">Bloomberg</a>, Apple sarebbe <strong>pronta a dire addio alla classica numerazione dei suoi sistemi operativi </strong>in favore di una nuova convenzione basata sull’anno. I prossimi update software potrebbero così chiamarsi iOS 26, iPadOS 26, macOS 26, watchOS 26, tvOS 26 e perfino visionOS 26, quest’ultimo passerebbe direttamente dalla versione 2 alla 26, rappresentando il salto più drastico.</p><p>L’obiettivo, stando al report, sarebbe quello di eliminare le ambiguità legate ai numeri di versione e rendere la nomenclatura più coerente e comprensibile per l’intero ecosistema Apple. Il passaggio ai numeri “per anno” ricorderebbe da vicino la logica già adottata da tempo dalle case automobilistiche, che etichettano i propri modelli in base all’anno solare.</p><p>Contestualmente, <strong>Apple dovrebbe introdurre anche un nuovo linguaggio visivo trasversale</strong>, nome in codice “Solarium”, che porterebbe un importante rinnovamento dell’interfaccia su tutte le piattaforme: iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple TV e Vision Pro. Il focus sarebbe su maggiore trasparenza, pulizia e modernità nell’esperienza utente.</p><p>Questo rinnovamento grafico potrebbe rappresentare la prima vera evoluzione dell’estetica software di Apple dopo anni di affinamenti graduali, segnando una svolta tanto attesa da molti utenti. Tuttavia, la scelta di cambiare naming potrebbe inizialmente creare confusione, specialmente considerando che visionOS è ancora alla sua seconda iterazione.</p><p>Infine, l’introduzione di una nomenclatura legata all’anno potrebbe suggerire indirettamente un rinvio di Siri potenziato dall’IA, il cuore del progetto Apple Intelligence, che molti davano per imminente ma che, a questo punto, potrebbe arrivare solo nel 2026.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS" name="Apple WWDC 2025 announced" alt="Apple WWDC 2025 announced" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple/Future)</span></figcaption></figure><p>Apple <strong>non sarebbe la prima a cambiare radicalmente i nomi dei suoi software</strong>: Samsung lo ha già fatto saltando dal Galaxy S10 al Galaxy S20, mentre Microsoft ha sperimentato diverse strategie prima di tornare ai numeri classici. Ora, secondo i rumor, <strong>anche Apple starebbe pensando di uniformare i nomi di iOS, macOS, tvOS, watchOS, iPadOS e visionOS</strong> usando il numero dell’anno, invece della classica numerazione progressiva.</p><p><strong>Non sarà però l’unico cambiamento</strong> atteso al WWDC 2025. Secondo quanto riportato, Apple potrebbe anche annunciare un <strong>nuovo restyling grafico trasversale</strong> chiamato “Solarium”, che riguarderà tutte le piattaforme dell’ecosistema. Il design dovrebbe diventare più coerente e moderno, con trasparenze riviste e un’interfaccia più essenziale.</p><p>Tra le altre novità, <strong>si parla di una nuova app dedicata al gaming</strong> per iPhone, iPad e Mac, pensata per valorizzare meglio i titoli disponibili sull’App Store. Dovrebbero arrivare anche <strong>miglioramenti all’app Traduci</strong> e nuove funzioni legate a <strong>Apple Intelligence</strong>, la suite basata su IA.</p><p>Al momento, <strong>tutto questo va preso con le pinze</strong>, ma le aspettative per la conferenza sono alte.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/software/apple-potrebbe-cambiare-nome-ai-suoi-sistemi-operativi-addio-aios-19</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo Bloomberg, Apple starebbe per adottare una nuova numerazione basata sull’anno: iOS 26, macOS 26 e così via. L’annuncio atteso al WWDC 2025. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple CEO Tim Cook speaks on-stage at the company&#039;s Worldwide Developers Conference (WWDC) in 2022.]]></media:title>
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                                <p>Mancano ormai solo 12 giorni alla WWDC 2025, l’annuale conferenza Apple (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">qui trovate i migliori iPhone</a>) per sviluppatori che prenderà il via il 9 giugno con il consueto keynote inaugurale. Come da tradizione, ci si aspettano grandi annunci sulle nuove versioni dei sistemi operativi dell’ecosistema Apple: da iOS a macOS, passando per iPadOS, watchOS, tvOS e visionOS.</p><p>Fino a pochi giorni fa, l’ipotesi più concreta era quella di vedere iOS 19 e iPadOS 19, insieme a un nuovo macOS il cui nome  (come da consuetudine) sarebbe ispirato a un’area iconica della California. Tuttavia, secondo un nuovo report pubblicato da Bloomberg, le cose potrebbero andare diversamente.</p><p>Mark Gurman, sempre ben informato sul mondo Apple, <strong>ha infatti riportato che l’azienda di Cupertino potrebbe abbandonare la numerazione sequenziale </strong>dei sistemi operativi. Piuttosto che presentare iOS 19, Apple potrebbe introdurre direttamente iOS 26, saltando di sette versioni.</p><p>Al momento non è chiaro il motivo di questo improvviso cambio di rotta, ma è possibile che Apple voglia allineare il numero delle versioni di iOS a quello di macOS (che si avvicina proprio alla versione 26) o creare un nuovo punto di partenza simbolico per una piattaforma mobile profondamente rinnovata, magari in vista dell’integrazione con l’intelligenza artificiale che molti analisti si aspettano come uno dei temi chiave dell’evento.</p><p>Non resta che attendere il keynote di apertura del 9 giugno per scoprire se davvero Apple sarà pronta a sorprendere tutti con una mossa fuori dagli schemi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="twBaSjh3keceF73ZiT9i4Y" name="TR-Apple-WWDC-2024-on-location-images-ios-18-3.jpg" alt="Apple iOS 18 on a screen at WWDC 2024" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/twBaSjh3keceF73ZiT9i4Y.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-05-28/apple-to-rebrand-device-operating-systems-ios-26-macos-26-watchos-26?srnd=undefined&sref=HrWXCALa" target="_blank">Bloomberg</a>, Apple sarebbe <strong>pronta a dire addio alla classica numerazione dei suoi sistemi operativi </strong>in favore di una nuova convenzione basata sull’anno. I prossimi update software potrebbero così chiamarsi iOS 26, iPadOS 26, macOS 26, watchOS 26, tvOS 26 e perfino visionOS 26, quest’ultimo passerebbe direttamente dalla versione 2 alla 26, rappresentando il salto più drastico.</p><p>L’obiettivo, stando al report, sarebbe quello di eliminare le ambiguità legate ai numeri di versione e rendere la nomenclatura più coerente e comprensibile per l’intero ecosistema Apple. Il passaggio ai numeri “per anno” ricorderebbe da vicino la logica già adottata da tempo dalle case automobilistiche, che etichettano i propri modelli in base all’anno solare.</p><p>Contestualmente, <strong>Apple dovrebbe introdurre anche un nuovo linguaggio visivo trasversale</strong>, nome in codice “Solarium”, che porterebbe un importante rinnovamento dell’interfaccia su tutte le piattaforme: iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Apple TV e Vision Pro. Il focus sarebbe su maggiore trasparenza, pulizia e modernità nell’esperienza utente.</p><p>Questo rinnovamento grafico potrebbe rappresentare la prima vera evoluzione dell’estetica software di Apple dopo anni di affinamenti graduali, segnando una svolta tanto attesa da molti utenti. Tuttavia, la scelta di cambiare naming potrebbe inizialmente creare confusione, specialmente considerando che visionOS è ancora alla sua seconda iterazione.</p><p>Infine, l’introduzione di una nomenclatura legata all’anno potrebbe suggerire indirettamente un rinvio di Siri potenziato dall’IA, il cuore del progetto Apple Intelligence, che molti davano per imminente ma che, a questo punto, potrebbe arrivare solo nel 2026.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS" name="Apple WWDC 2025 announced" alt="Apple WWDC 2025 announced" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple/Future)</span></figcaption></figure><p>Apple <strong>non sarebbe la prima a cambiare radicalmente i nomi dei suoi software</strong>: Samsung lo ha già fatto saltando dal Galaxy S10 al Galaxy S20, mentre Microsoft ha sperimentato diverse strategie prima di tornare ai numeri classici. Ora, secondo i rumor, <strong>anche Apple starebbe pensando di uniformare i nomi di iOS, macOS, tvOS, watchOS, iPadOS e visionOS</strong> usando il numero dell’anno, invece della classica numerazione progressiva.</p><p><strong>Non sarà però l’unico cambiamento</strong> atteso al WWDC 2025. Secondo quanto riportato, Apple potrebbe anche annunciare un <strong>nuovo restyling grafico trasversale</strong> chiamato “Solarium”, che riguarderà tutte le piattaforme dell’ecosistema. Il design dovrebbe diventare più coerente e moderno, con trasparenze riviste e un’interfaccia più essenziale.</p><p>Tra le altre novità, <strong>si parla di una nuova app dedicata al gaming</strong> per iPhone, iPad e Mac, pensata per valorizzare meglio i titoli disponibili sull’App Store. Dovrebbero arrivare anche <strong>miglioramenti all’app Traduci</strong> e nuove funzioni legate a <strong>Apple Intelligence</strong>, la suite basata su IA.</p><p>Al momento, <strong>tutto questo va preso con le pinze</strong>, ma le aspettative per la conferenza sono alte.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple prepara una nuova app dedicata al gaming su iPhone, iPad e Mac ]]></title>
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L’app permetterà di accedere rapidamente ai giochi, ma anche a <strong>achievement, classifiche, funzioni social e comunicazione tra giocatori</strong>.</p><p>Apple, quindi, sembra voler replicare un ecosistema simile a quello di Game Center in una forma più moderna e integrata, <strong>con l’ambizione di rafforzare la sua presenza nel mondo gaming</strong>, storicamente meno sviluppata rispetto ad altri settori.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xd9F4Jd7kk8kbK4NageSx8" name="Apple-Arcade-001.jpg" alt="Apple Arcade" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xd9F4Jd7kk8kbK4NageSx8.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-05-27/apple-to-debut-dedicated-gaming-app-within-days-of-switch-2-s-arrival?sref=HrWXCALa" target="_blank">Bloomberg</a>, <strong>Apple è pronta a rivoluzionare l’esperienza di gioco sui propri dispositivi</strong> con una nuova app dedicata al gaming in arrivo entro la fine del 2025. <strong>Questa piattaforma unificata ospiterà tutti i titoli di Apple Arcade</strong>, il servizio in abbonamento da 6,99 euro al mese, e <strong>sostituirà definitivamente Game Center</strong>.</p><p>La nuova app offrirà un'interfaccia completa con accesso immediato ai giochi, contenuti editoriali a cura del team App Store, achievement, classifiche e comunicazioni tra utenti, diventando così <strong>un vero e proprio hub videoludico per l’ecosistema Apple</strong>.</p><p><strong>Anche il Mac sarà parte integrante di questa trasformazione</strong>, con l’app che si integrerà al Mac App Store e sarà persino in grado di <strong>riconoscere giochi installati al di fuori dello store ufficiale</strong> – un'apertura storica che potrebbe attrarre sviluppatori, publisher e giocatori più esigenti. In quest’ottica, Apple sembra voler <strong>sfidare piattaforme come Steam</strong>, posizionando i suoi Mac con Apple Silicon come <strong>macchine da gaming di fascia alta</strong>. Titoli come <em>Baldur’s Gate 3</em>, <em>Lies of P</em>, <em>Resident Evil 4</em> e <em>Death Stranding</em> hanno già fatto da apripista, mentre <em>Cyberpunk 2077</em> è atteso a breve.</p><p>L'app non è stata menzionata per visionOS e Apple Vision Pro, ma resta da vedere se arriveranno novità anche per questi dispositivi. <strong>Se l’app verrà lanciata con un’espansione dell’offerta di Apple Arcade o con titoli AAA inediti</strong>, potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’approccio dell’azienda al mondo del gaming.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS" name="Apple WWDC 2025 announced" alt="Apple WWDC 2025 announced" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple/Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo un nuovo report di Bloomberg, <strong>la tanto attesa app per i videogiochi di Apple verrà svelata ufficialmente durante la WWDC 2025</strong>, che prenderà il via il <strong>9 giugno</strong>. Tuttavia, <strong>la disponibilità effettiva è prevista per settembre 2025</strong>, in concomitanza con il rilascio delle nuove versioni di <strong>iOS, iPadOS e macOS</strong>.</p><p>La finestra temporale dell’annuncio è particolarmente interessante perché <strong>si colloca a ridosso del lancio di Nintendo Switch 2</strong>, previsto per il <strong>5 giugno 2025</strong>: una mossa che potrebbe accendere i riflettori sull’impegno di Apple nel settore gaming.</p><p>Durante la WWDC, oltre alla nuova app per il gaming, ci si aspetta <strong>un carico importante di novità software</strong>: <strong>iOS 19, iPadOS 19, macOS, tvOS e la nuova versione di visionOS</strong>, insieme a un nuovo strumento IA per ottimizzare l’autonomia della batteria, funzionalità avanzate per la salute, un’app Traduci completamente ridisegnata e, forse, l’aggiornamento più sorprendente, <strong>la traduzione in tempo reale sugli AirPods</strong>, che verrebbe offerta gratuitamente come aggiornamento software.</p><p><strong>Il keynote d’apertura è ormai alle porte</strong>: mancano solo <strong>13 giorni all’inizio della WWDC 2025</strong>, dove si delineerà il futuro delle piattaforme Apple e, forse, della sua vera entrata nel mondo dei videogiochi.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo Bloomberg, il colosso di Cupertino svelerà alla WWDC 2025 un hub pensato per Apple Arcade, giochi AAA, trofei e leaderboard, in arrivo con iOS 19 e macOS 16. ]]>
                                                                                                            </description>
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                            <article>
                                <p>Dopo il successo di Apple Arcade (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">vi consigliamo di giocarci su questi dispositivi</a>) e il rinnovato supporto al gaming su Mac grazie ad Apple Silicon, <strong>Apple vuole spingere ancora di più sul settore videoludico</strong>. Secondo un nuovo report di Mark Gurman (Bloomberg), la casa di Cupertino <strong>sta per lanciare un'app completamente dedicata ai videogiochi</strong>, disponibile su <strong>iPhone, iPad, Mac e Apple TV 4K</strong>.</p><p>Il debutto è previsto <strong>per la fine del 2025</strong> e l’obiettivo è chiaro: offrire <strong>un hub centralizzato per l’esperienza gaming su tutte le piattaforme Apple</strong>. L’app permetterà di accedere rapidamente ai giochi, ma anche a <strong>achievement, classifiche, funzioni social e comunicazione tra giocatori</strong>.</p><p>Apple, quindi, sembra voler replicare un ecosistema simile a quello di Game Center in una forma più moderna e integrata, <strong>con l’ambizione di rafforzare la sua presenza nel mondo gaming</strong>, storicamente meno sviluppata rispetto ad altri settori.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xd9F4Jd7kk8kbK4NageSx8" name="Apple-Arcade-001.jpg" alt="Apple Arcade" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xd9F4Jd7kk8kbK4NageSx8.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-05-27/apple-to-debut-dedicated-gaming-app-within-days-of-switch-2-s-arrival?sref=HrWXCALa" target="_blank">Bloomberg</a>, <strong>Apple è pronta a rivoluzionare l’esperienza di gioco sui propri dispositivi</strong> con una nuova app dedicata al gaming in arrivo entro la fine del 2025. <strong>Questa piattaforma unificata ospiterà tutti i titoli di Apple Arcade</strong>, il servizio in abbonamento da 6,99 euro al mese, e <strong>sostituirà definitivamente Game Center</strong>.</p><p>La nuova app offrirà un'interfaccia completa con accesso immediato ai giochi, contenuti editoriali a cura del team App Store, achievement, classifiche e comunicazioni tra utenti, diventando così <strong>un vero e proprio hub videoludico per l’ecosistema Apple</strong>.</p><p><strong>Anche il Mac sarà parte integrante di questa trasformazione</strong>, con l’app che si integrerà al Mac App Store e sarà persino in grado di <strong>riconoscere giochi installati al di fuori dello store ufficiale</strong> – un'apertura storica che potrebbe attrarre sviluppatori, publisher e giocatori più esigenti. In quest’ottica, Apple sembra voler <strong>sfidare piattaforme come Steam</strong>, posizionando i suoi Mac con Apple Silicon come <strong>macchine da gaming di fascia alta</strong>. Titoli come <em>Baldur’s Gate 3</em>, <em>Lies of P</em>, <em>Resident Evil 4</em> e <em>Death Stranding</em> hanno già fatto da apripista, mentre <em>Cyberpunk 2077</em> è atteso a breve.</p><p>L'app non è stata menzionata per visionOS e Apple Vision Pro, ma resta da vedere se arriveranno novità anche per questi dispositivi. <strong>Se l’app verrà lanciata con un’espansione dell’offerta di Apple Arcade o con titoli AAA inediti</strong>, potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’approccio dell’azienda al mondo del gaming.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS" name="Apple WWDC 2025 announced" alt="Apple WWDC 2025 announced" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JGHWrZxqdeqXSwRUEV9LJS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple/Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo un nuovo report di Bloomberg, <strong>la tanto attesa app per i videogiochi di Apple verrà svelata ufficialmente durante la WWDC 2025</strong>, che prenderà il via il <strong>9 giugno</strong>. Tuttavia, <strong>la disponibilità effettiva è prevista per settembre 2025</strong>, in concomitanza con il rilascio delle nuove versioni di <strong>iOS, iPadOS e macOS</strong>.</p><p>La finestra temporale dell’annuncio è particolarmente interessante perché <strong>si colloca a ridosso del lancio di Nintendo Switch 2</strong>, previsto per il <strong>5 giugno 2025</strong>: una mossa che potrebbe accendere i riflettori sull’impegno di Apple nel settore gaming.</p><p>Durante la WWDC, oltre alla nuova app per il gaming, ci si aspetta <strong>un carico importante di novità software</strong>: <strong>iOS 19, iPadOS 19, macOS, tvOS e la nuova versione di visionOS</strong>, insieme a un nuovo strumento IA per ottimizzare l’autonomia della batteria, funzionalità avanzate per la salute, un’app Traduci completamente ridisegnata e, forse, l’aggiornamento più sorprendente, <strong>la traduzione in tempo reale sugli AirPods</strong>, che verrebbe offerta gratuitamente come aggiornamento software.</p><p><strong>Il keynote d’apertura è ormai alle porte</strong>: mancano solo <strong>13 giorni all’inizio della WWDC 2025</strong>, dove si delineerà il futuro delle piattaforme Apple e, forse, della sua vera entrata nel mondo dei videogiochi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple prepara una rivoluzione visiva per watchOS 12 e tvOS 19 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il <strong>Worldwide Developer Conference 2025</strong> di Apple inizierà lunedì <strong>9 giugno</strong>, e secondo quanto riportato da <strong>Mark Gurman di Bloomberg</strong>, quest’anno vedremo <strong>un’importante rivisitazione grafica</strong> su praticamente tutte le piattaforme Apple: <strong>iOS 19, macOS 16, watchOS 12 e tvOS 19</strong>.</p><p>Il nuovo stile visivo sarebbe ispirato all’interfaccia di <strong>visionOS</strong>, il sistema operativo dell’Apple Vision Pro, e <strong>internamente è conosciuto con il nome in codice “Solarium”</strong>, un riferimento ai giardini d’inverno in vetro pieni di luce. Il look sarà, secondo le fonti, <strong>“più moderno e raffinato”</strong> rispetto a quello attuale.</p><p>Anche se i riflettori saranno puntati su <strong>iOS 19 e macOS 16</strong>, è interessante notare che <strong>anche Apple Watch e Apple TV</strong> riceveranno un restyling, a conferma di un’operazione di rinnovamento visivo a 360 gradi da parte di Apple.</p><h2 id="visione-totale">Visione totale </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Utv6RohfWGpdVVoABYSHKP" name="Apple-WWDC-2025" alt="Apple WWDC 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Utv6RohfWGpdVVoABYSHKP.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">WWDC 2025 is on the way </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Non ci sono ancora immagini ufficiali, ma secondo <strong>Mark Gurman di Bloomberg</strong>, Apple sta preparando <strong>il più grande restyling visivo dai tempi di iOS 7</strong>, e questa volta coinvolgerà <strong>tutti i sistemi operativi</strong>: <strong>iOS 19, macOS 16, watchOS 12 e tvOS 19</strong>.</p><p>L’ispirazione? Arriva direttamente da <strong>visionOS</strong>, il sistema operativo di Apple Vision Pro, noto per la sua interfaccia <strong>pulita, moderna e intuitiva</strong>. Nonostante il visore non stia dominando il mercato in termini di vendite, Apple sembra decisa a estendere il suo linguaggio visivo a tutto il proprio ecosistema.</p><p>Come da tradizione, il debutto avverrà durante il <strong>WWDC 2025 del 9 giugno</strong>, con i primi sviluppatori che potranno testare le beta subito dopo, e il rilascio pubblico previsto per <strong>settembre</strong>, in concomitanza con i nuovi iPhone e Apple Watch.</p><p>Secondo Gurman, “<strong>iOS 7 nel 2013 fu il più grande cambiamento visivo mai visto su iPhone, ma quello in arrivo sarà molto più esteso</strong>”. Non ci resta che attendere il keynote per scoprire fino a che punto Apple trasformerà l’esperienza visiva sui suoi dispositivi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/software/apple-prepara-una-rivoluzione-visiva-per-watchos-12-e-tvos-19</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’interfaccia si rifà a visionOS: debutto previsto alla WWDC 2025 insieme a iOS 19 e macOS 16. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple Watch Series 10 being held in a hand]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il <strong>Worldwide Developer Conference 2025</strong> di Apple inizierà lunedì <strong>9 giugno</strong>, e secondo quanto riportato da <strong>Mark Gurman di Bloomberg</strong>, quest’anno vedremo <strong>un’importante rivisitazione grafica</strong> su praticamente tutte le piattaforme Apple: <strong>iOS 19, macOS 16, watchOS 12 e tvOS 19</strong>.</p><p>Il nuovo stile visivo sarebbe ispirato all’interfaccia di <strong>visionOS</strong>, il sistema operativo dell’Apple Vision Pro, e <strong>internamente è conosciuto con il nome in codice “Solarium”</strong>, un riferimento ai giardini d’inverno in vetro pieni di luce. Il look sarà, secondo le fonti, <strong>“più moderno e raffinato”</strong> rispetto a quello attuale.</p><p>Anche se i riflettori saranno puntati su <strong>iOS 19 e macOS 16</strong>, è interessante notare che <strong>anche Apple Watch e Apple TV</strong> riceveranno un restyling, a conferma di un’operazione di rinnovamento visivo a 360 gradi da parte di Apple.</p><h2 id="visione-totale">Visione totale </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Utv6RohfWGpdVVoABYSHKP" name="Apple-WWDC-2025" alt="Apple WWDC 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Utv6RohfWGpdVVoABYSHKP.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">WWDC 2025 is on the way </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Non ci sono ancora immagini ufficiali, ma secondo <strong>Mark Gurman di Bloomberg</strong>, Apple sta preparando <strong>il più grande restyling visivo dai tempi di iOS 7</strong>, e questa volta coinvolgerà <strong>tutti i sistemi operativi</strong>: <strong>iOS 19, macOS 16, watchOS 12 e tvOS 19</strong>.</p><p>L’ispirazione? Arriva direttamente da <strong>visionOS</strong>, il sistema operativo di Apple Vision Pro, noto per la sua interfaccia <strong>pulita, moderna e intuitiva</strong>. Nonostante il visore non stia dominando il mercato in termini di vendite, Apple sembra decisa a estendere il suo linguaggio visivo a tutto il proprio ecosistema.</p><p>Come da tradizione, il debutto avverrà durante il <strong>WWDC 2025 del 9 giugno</strong>, con i primi sviluppatori che potranno testare le beta subito dopo, e il rilascio pubblico previsto per <strong>settembre</strong>, in concomitanza con i nuovi iPhone e Apple Watch.</p><p>Secondo Gurman, “<strong>iOS 7 nel 2013 fu il più grande cambiamento visivo mai visto su iPhone, ma quello in arrivo sarà molto più esteso</strong>”. Non ci resta che attendere il keynote per scoprire fino a che punto Apple trasformerà l’esperienza visiva sui suoi dispositivi.</p>
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Si tratta di un design <strong>molto simile a un normale paio di occhiali neri</strong>, con stanghette leggermente più spesse su un lato, ma senza elementi visivamente invasivi che ne rivelino le funzionalità tecnologiche.</p><p>Diversamente dai modelli più eccentrici come gli <strong>Spectacles di Snapchat</strong> o le proposte di <strong>Gentle Monster</strong>, il prototipo di Google e Samsung adotta <strong>un’estetica discreta</strong>, più simile ai <strong>Meta Ray-Ban</strong>, con una struttura solida ma sobria.</p><p>La sessione di prova è stata <strong>piuttosto breve</strong>, circa <strong>cinque minuti</strong>, ma <strong>sufficiente a offrire un’anteprima promettente</strong> del potenziale di questo nuovo dispositivo nel panorama della realtà estesa (XR).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4647px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jGK9pY24iyDWKyasPBDLAc" name="A side view of the prototype Android XR glasses" alt="A side view of the prototype Android XR glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jGK9pY24iyDWKyasPBDLAc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4647" height="2614" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jacob Krol/Future)</span></figcaption></figure><p>La tecnologia integrata in questi <strong>occhiali smart Android XR</strong> è in gran parte <strong>invisibile all’esterno</strong>. Il display è infatti <strong>incorporato direttamente nella lente</strong>: quando attivo, <strong>appare come una piccola finestra</strong> nel campo visivo dell’utente. All’accensione, <strong>l’ora e il meteo</strong> compaiono discretamente nella parte superiore della visuale.</p><p>Premendo un tasto situato sulla <strong>stanghetta destra</strong>, è possibile <strong>scattare una foto</strong>, che appare per un istante <strong>ingrandita in modo semi-trasparente</strong> nel campo visivo. È un sistema più coinvolgente rispetto ai <strong>Meta Ray-Ban</strong>, che sono privi di schermo.</p><p>Durante il keynote, Google ha spiegato che <strong>lo schermo può essere usato anche per messaggi, chiamate e traduzioni</strong>, anche se queste funzioni <strong>non erano accessibili nella demo</strong>. Tuttavia, un rappresentante Google ha mostrato <strong>come apparirebbe la navigazione</strong>, e questo ha evidenziato il vero potenziale del dispositivo.</p><p>Il <strong>grande vantaggio</strong>? La navigazione <strong>non ostacola la vista</strong>. Le indicazioni, come <em>"svoltare tra 500 o 50 piedi"</em>, compaiono <strong>nella parte alta del campo visivo</strong>, permettendo di guardare sempre avanti senza dover distogliere lo sguardo verso il telefono o l’orologio.</p><p>Per avere una visuale più completa del percorso, basta <strong>guardare leggermente verso il basso</strong>, dove appare <strong>una mini mappa interattiva</strong> che <strong>segue il movimento della testa</strong>. In un contesto urbano come New York, questo significa <strong>poter camminare normalmente</strong>, tenendo d’occhio le indicazioni in tempo reale e controllando il percorso completo solo quando è sicuro farlo.</p><p>Un sistema davvero <strong>intelligente e non invasivo</strong>, che dimostra <strong>quanto il display integrato negli occhiali possa diventare un valore aggiunto concreto</strong>.</p><h2 id="gemini-integrato-negli-occhiali-smart-cambia-davvero-tutto">Gemini integrato negli occhiali smart cambia davvero tutto</h2><p>Lo schermo proiettato ha una qualità più che adeguata, anche se non è chiaro come si comporti sotto la luce diretta del sole, visto che il test è stato effettuato in una piccola stanza allestita da Google. È importante ricordare che si tratta ancora di un prototipo – Google ha già diverse aziende coinvolte nella produzione, ma <strong>non c’è ancora una finestra temporale precisa per il lancio</strong>. Gli sviluppatori potranno iniziare a realizzare app e testare il sistema <strong>entro la fine dell’anno</strong>.</p><p>Nel corso di quest’anno, arriverà il visore <strong>Project Moohan</strong>, anch’esso basato su Android XR. Samsung si occuperà di spedire la versione finale, ancora da svelare, e questa potrebbe favorire il supporto da parte di sviluppatori terzi e consentire a Google di ottenere <strong>feedback più concreti sulla piattaforma</strong>.</p><p><strong>Gemini</strong>, l’assistente IA di Google, mi ha davvero colpito sul visore Project Moohan ed è stato altrettanto convincente sugli occhiali Android XR. Gli ho chiesto il meteo e mi ha fornito un report audio per i giorni successivi, ha analizzato la replica di un quadro e persino guardato un libro, raccontandomi le recensioni e dove avrei potuto acquistarlo.</p><p><strong>Avere Gemini direttamente nel mio campo visivo</strong> è ciò che mi entusiasma di più per il futuro di questa categoria – sono le risposte vocali, l’integrazione con l’ecosistema Google, e il modo in cui dialoga con lo schermo integrato. Resta da vedere come sarà il design finale del modello Samsung, ma probabilmente sarà affiancato da diversi altri occhiali smart basati su Android XR, come quelli di <strong>Warby Parker</strong>, <strong>X-Real</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>, tra gli altri.</p><p>Ho usato per molto tempo i <strong>Meta Ray-Ban</strong> e li ho apprezzati per foto particolari o per registrare video POV mentre passeggiavo con il mio cane Rosie o salivo su un’attrazione a Disney. Allo stesso modo, ho adorato la prima versione delle <strong>Snapchat Spectacles</strong>, ma con il tempo hanno perso fascino. Entrambi quei modelli offrivano solo un numero limitato di funzioni – le Spectacles in particolare erano estremamente basilari – mentre <strong>Android XR, anche in una demo di soli cinque minuti, è parso nettamente più avanzato</strong>.</p><p>Anche se il design del prototipo Samsung non mi ha conquistato, <strong>ripongo grandi speranze in quelli firmati Warby Parker</strong>. Vedere quanto siano potenti le funzioni di Gemini in una montatura così compatta e quanto uno schermo possa essere utile senza risultare invasivo, mi entusiasma. Ho la sensazione che <strong>non tutti gli occhiali Android XR piaceranno a tutti</strong>, ma con abbastanza alternative, <strong>uno di questi troverà il giusto equilibrio tra forma e funzione</strong>.</p><p><strong>Gemini integrato negli occhiali non sembra il futuro – sembra il presente.</strong> E guardando questa nuova proposta, <strong>non vedo l’ora di scoprire cosa farà Meta</strong> con i suoi prossimi modelli e <strong>come si muoverà Apple</strong>, che da tempo è al centro di voci su un possibile ingresso nel mercato degli occhiali smart.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/samsung-mostra-i-suoi-occhiali-xr-la-nuova-demo-con-gemini-potrebbe-rivoluzionare-gli-smart-glasses</link>
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                            <![CDATA[ Un prototipo dal design sobrio, con schermo integrato e assistente AI: il futuro degli occhiali intelligenti si avvicina. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Virtual Reality &amp; Augmented Reality]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Android XR prototype smart glasses]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Dopo mesi di voci e anticipazioni, <strong>Google ha finalmente mostrato dal vivo il prototipo dei suoi occhiali smart Android XR</strong>, durante il keynote di apertura del <strong>Google I/O</strong>. Il dispositivo, ancora in fase embrionale, è stato protagonista di una <strong>demo in tempo reale con traduzione automatica</strong>, accolta positivamente dal pubblico, nonostante qualche piccolo intoppo tecnico.</p><p>Subito dopo la presentazione, è stato possibile provare <strong>il prototipo realizzato da Samsung</strong>, lo stesso mostrato sul palco. Si tratta di un design <strong>molto simile a un normale paio di occhiali neri</strong>, con stanghette leggermente più spesse su un lato, ma senza elementi visivamente invasivi che ne rivelino le funzionalità tecnologiche.</p><p>Diversamente dai modelli più eccentrici come gli <strong>Spectacles di Snapchat</strong> o le proposte di <strong>Gentle Monster</strong>, il prototipo di Google e Samsung adotta <strong>un’estetica discreta</strong>, più simile ai <strong>Meta Ray-Ban</strong>, con una struttura solida ma sobria.</p><p>La sessione di prova è stata <strong>piuttosto breve</strong>, circa <strong>cinque minuti</strong>, ma <strong>sufficiente a offrire un’anteprima promettente</strong> del potenziale di questo nuovo dispositivo nel panorama della realtà estesa (XR).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4647px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jGK9pY24iyDWKyasPBDLAc" name="A side view of the prototype Android XR glasses" alt="A side view of the prototype Android XR glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jGK9pY24iyDWKyasPBDLAc.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4647" height="2614" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jacob Krol/Future)</span></figcaption></figure><p>La tecnologia integrata in questi <strong>occhiali smart Android XR</strong> è in gran parte <strong>invisibile all’esterno</strong>. Il display è infatti <strong>incorporato direttamente nella lente</strong>: quando attivo, <strong>appare come una piccola finestra</strong> nel campo visivo dell’utente. All’accensione, <strong>l’ora e il meteo</strong> compaiono discretamente nella parte superiore della visuale.</p><p>Premendo un tasto situato sulla <strong>stanghetta destra</strong>, è possibile <strong>scattare una foto</strong>, che appare per un istante <strong>ingrandita in modo semi-trasparente</strong> nel campo visivo. È un sistema più coinvolgente rispetto ai <strong>Meta Ray-Ban</strong>, che sono privi di schermo.</p><p>Durante il keynote, Google ha spiegato che <strong>lo schermo può essere usato anche per messaggi, chiamate e traduzioni</strong>, anche se queste funzioni <strong>non erano accessibili nella demo</strong>. Tuttavia, un rappresentante Google ha mostrato <strong>come apparirebbe la navigazione</strong>, e questo ha evidenziato il vero potenziale del dispositivo.</p><p>Il <strong>grande vantaggio</strong>? La navigazione <strong>non ostacola la vista</strong>. Le indicazioni, come <em>"svoltare tra 500 o 50 piedi"</em>, compaiono <strong>nella parte alta del campo visivo</strong>, permettendo di guardare sempre avanti senza dover distogliere lo sguardo verso il telefono o l’orologio.</p><p>Per avere una visuale più completa del percorso, basta <strong>guardare leggermente verso il basso</strong>, dove appare <strong>una mini mappa interattiva</strong> che <strong>segue il movimento della testa</strong>. In un contesto urbano come New York, questo significa <strong>poter camminare normalmente</strong>, tenendo d’occhio le indicazioni in tempo reale e controllando il percorso completo solo quando è sicuro farlo.</p><p>Un sistema davvero <strong>intelligente e non invasivo</strong>, che dimostra <strong>quanto il display integrato negli occhiali possa diventare un valore aggiunto concreto</strong>.</p><h2 id="gemini-integrato-negli-occhiali-smart-cambia-davvero-tutto">Gemini integrato negli occhiali smart cambia davvero tutto</h2><p>Lo schermo proiettato ha una qualità più che adeguata, anche se non è chiaro come si comporti sotto la luce diretta del sole, visto che il test è stato effettuato in una piccola stanza allestita da Google. È importante ricordare che si tratta ancora di un prototipo – Google ha già diverse aziende coinvolte nella produzione, ma <strong>non c’è ancora una finestra temporale precisa per il lancio</strong>. Gli sviluppatori potranno iniziare a realizzare app e testare il sistema <strong>entro la fine dell’anno</strong>.</p><p>Nel corso di quest’anno, arriverà il visore <strong>Project Moohan</strong>, anch’esso basato su Android XR. Samsung si occuperà di spedire la versione finale, ancora da svelare, e questa potrebbe favorire il supporto da parte di sviluppatori terzi e consentire a Google di ottenere <strong>feedback più concreti sulla piattaforma</strong>.</p><p><strong>Gemini</strong>, l’assistente IA di Google, mi ha davvero colpito sul visore Project Moohan ed è stato altrettanto convincente sugli occhiali Android XR. Gli ho chiesto il meteo e mi ha fornito un report audio per i giorni successivi, ha analizzato la replica di un quadro e persino guardato un libro, raccontandomi le recensioni e dove avrei potuto acquistarlo.</p><p><strong>Avere Gemini direttamente nel mio campo visivo</strong> è ciò che mi entusiasma di più per il futuro di questa categoria – sono le risposte vocali, l’integrazione con l’ecosistema Google, e il modo in cui dialoga con lo schermo integrato. Resta da vedere come sarà il design finale del modello Samsung, ma probabilmente sarà affiancato da diversi altri occhiali smart basati su Android XR, come quelli di <strong>Warby Parker</strong>, <strong>X-Real</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>, tra gli altri.</p><p>Ho usato per molto tempo i <strong>Meta Ray-Ban</strong> e li ho apprezzati per foto particolari o per registrare video POV mentre passeggiavo con il mio cane Rosie o salivo su un’attrazione a Disney. Allo stesso modo, ho adorato la prima versione delle <strong>Snapchat Spectacles</strong>, ma con il tempo hanno perso fascino. Entrambi quei modelli offrivano solo un numero limitato di funzioni – le Spectacles in particolare erano estremamente basilari – mentre <strong>Android XR, anche in una demo di soli cinque minuti, è parso nettamente più avanzato</strong>.</p><p>Anche se il design del prototipo Samsung non mi ha conquistato, <strong>ripongo grandi speranze in quelli firmati Warby Parker</strong>. Vedere quanto siano potenti le funzioni di Gemini in una montatura così compatta e quanto uno schermo possa essere utile senza risultare invasivo, mi entusiasma. Ho la sensazione che <strong>non tutti gli occhiali Android XR piaceranno a tutti</strong>, ma con abbastanza alternative, <strong>uno di questi troverà il giusto equilibrio tra forma e funzione</strong>.</p><p><strong>Gemini integrato negli occhiali non sembra il futuro – sembra il presente.</strong> E guardando questa nuova proposta, <strong>non vedo l’ora di scoprire cosa farà Meta</strong> con i suoi prossimi modelli e <strong>come si muoverà Apple</strong>, che da tempo è al centro di voci su un possibile ingresso nel mercato degli occhiali smart.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11: in arrivo una funzione molto attesa dagli utenti Android ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Buone notizie per chi utilizza <strong>Windows 11</strong> ed è invidioso della comodità offerta da <strong>Handoff di Apple</strong>, la funzione che consente di <strong>riprendere senza interruzioni il lavoro tra dispositivi iOS e Mac</strong>.</p><p><strong>Microsoft sta lavorando a una funzionalità simile</strong>, che permetterà di <strong>riprendere le attività tra Windows 11 e smartphone Android</strong>, come mostrato in una sessione del <strong>Build 2025</strong>, successivamente caricata su YouTube.</p><p>Come riportato da <strong>Windows Central</strong>, la dimostrazione della funzione chiamata <strong>"Cross Device Resume"</strong> è stata poi <strong>rimossa dal video ufficiale</strong>, con Microsoft che ha <strong>modificato il filmato per eliminarne ogni traccia</strong>.</p><p>Fortunatamente, il noto leaker <strong>PhantomOfEarth</strong> su X è riuscito a <strong>catturare uno screenshot della demo</strong> prima che fosse eliminata, offrendo così una prima conferma visiva di questa nuova funzionalità in arrivo.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1924862227846250612"><p lang="en" dir="ltr">Taskbar hover card UI used for the upcoming taskbar recommendations feature + Resume on taskbar, w/ Spotify support, in Windows 11 (taken from a pre-recorded Build session*) pic.twitter.com/C8eUTyjTan<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1924862227846250612">May 20, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La dimostrazione mostrava come funziona <strong>Cross Device Resume</strong> con <strong>Spotify</strong>, iniziando dalla <strong>riproduzione di un brano su uno smartphone Android</strong> e poi passando a un <strong>PC con Windows 11</strong>.</p><p>Una volta effettuato il passaggio al desktop, l'app di <strong>Spotify</strong> appare sulla <strong>barra delle applicazioni con un'icona a forma di telefono</strong>. Passando il cursore sopra l'icona, viene visualizzata l'opzione <strong>"Resume"</strong>, che consente di <strong>riprendere l'ascolto esattamente dal punto in cui si era interrotto sullo smartphone</strong>.</p><p>Come prevedibile, il brano <strong>riprende senza interruzioni dal punto preciso</strong> in cui era stato messo in pausa sul dispositivo Android.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SPe2duc9nb6RWV22FfgxbX" name="technology-791029_1920" alt="Person at laptop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SPe2duc9nb6RWV22FfgxbX.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Image by <a href="https://pixabay.com/users/kaboompics-1013994/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=791029">Karolina Grabowska</a> from <a href="https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=791029">Pixabay</a>)</span></figcaption></figure><h2 id="arriva-la-ripresa-cross-device-su-windows-11">Arriva la ripresa cross-device su Windows 11</h2><p>A quanto pare, <strong>Microsoft sta lavorando per offrire agli sviluppatori la possibilità di integrare la funzionalità Cross Device Resume nelle proprie app</strong>, a condizione che esistano versioni sia per Android che per Windows. Dai dettagli emersi finora, <strong>Spotify sarà tra le prime applicazioni a supportare questa funzione</strong>, e <strong>anche WhatsApp potrebbe sfruttarla in futuro</strong>.</p><p>Tutto questo, ovviamente, <strong>ammesso che questa sorta di “clone” di Handoff venga effettivamente introdotto in Windows 11</strong>. Al momento, è evidente che la funzione <strong>non è ancora pronta per una presentazione pubblica</strong>, dato che <strong>Microsoft ha rimosso dal video ufficiale la parte che mostrava il funzionamento di Cross Device Resume</strong>. Resta comunque un’idea sensata da implementare nel sistema operativo desktop dell’azienda, e <strong>ci si potrebbe persino chiedere perché non sia stata introdotta prima</strong>.</p><p>È una domanda legittima, soprattutto considerando che <strong>Apple offre una funzione simile su Mac da oltre un decennio</strong>, mentre <strong>Microsoft sembra decisamente in ritardo</strong>. Tuttavia, come ha ricordato anche <strong>Windows Central</strong>, l’idea della <strong>continuità tra dispositivi</strong> non è nuova per l’azienda: già nel 2016, con il progetto <strong>Project Rome</strong>, si parlava di un ecosistema integrato, anche se con ambizioni molto più ampie rispetto a quanto visto ora.</p><p>Un punto che andrà sicuramente migliorato è il <strong>nome della funzione</strong>. "Cross Device Resume" sembra più un <strong>titolo provvisorio</strong>, poco incisivo rispetto a un nome semplice ed efficace come "Handoff". È possibile che venga abbreviato semplicemente in <strong>"Resume"</strong>, come suggerisce lo screenshot emerso su X.</p><p>Curiosamente, alcuni utenti più attenti hanno già individuato <strong>un processo chiamato Cross Device Resume in esecuzione in background su Windows 11</strong>, legato probabilmente alla <strong>continuità dei file OneDrive tra dispositivi</strong>. Tutto lascia quindi pensare che <strong>Microsoft voglia ampliare queste basi tecniche per supportare un maggior numero di app</strong>, e non solo i suoi servizi cloud.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-in-arrivo-una-funzione-molto-attesa-dagli-utenti-android</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft svela Cross Device Resume, la nuova funzione per continuare l’uso di app come Spotify da smartphone a desktop in tempo reale. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A person using a smartphone and laptop.]]></media:title>
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                            <article>
                                <p>Buone notizie per chi utilizza <strong>Windows 11</strong> ed è invidioso della comodità offerta da <strong>Handoff di Apple</strong>, la funzione che consente di <strong>riprendere senza interruzioni il lavoro tra dispositivi iOS e Mac</strong>.</p><p><strong>Microsoft sta lavorando a una funzionalità simile</strong>, che permetterà di <strong>riprendere le attività tra Windows 11 e smartphone Android</strong>, come mostrato in una sessione del <strong>Build 2025</strong>, successivamente caricata su YouTube.</p><p>Come riportato da <strong>Windows Central</strong>, la dimostrazione della funzione chiamata <strong>"Cross Device Resume"</strong> è stata poi <strong>rimossa dal video ufficiale</strong>, con Microsoft che ha <strong>modificato il filmato per eliminarne ogni traccia</strong>.</p><p>Fortunatamente, il noto leaker <strong>PhantomOfEarth</strong> su X è riuscito a <strong>catturare uno screenshot della demo</strong> prima che fosse eliminata, offrendo così una prima conferma visiva di questa nuova funzionalità in arrivo.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1924862227846250612"><p lang="en" dir="ltr">Taskbar hover card UI used for the upcoming taskbar recommendations feature + Resume on taskbar, w/ Spotify support, in Windows 11 (taken from a pre-recorded Build session*) pic.twitter.com/C8eUTyjTan<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1924862227846250612">May 20, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La dimostrazione mostrava come funziona <strong>Cross Device Resume</strong> con <strong>Spotify</strong>, iniziando dalla <strong>riproduzione di un brano su uno smartphone Android</strong> e poi passando a un <strong>PC con Windows 11</strong>.</p><p>Una volta effettuato il passaggio al desktop, l'app di <strong>Spotify</strong> appare sulla <strong>barra delle applicazioni con un'icona a forma di telefono</strong>. Passando il cursore sopra l'icona, viene visualizzata l'opzione <strong>"Resume"</strong>, che consente di <strong>riprendere l'ascolto esattamente dal punto in cui si era interrotto sullo smartphone</strong>.</p><p>Come prevedibile, il brano <strong>riprende senza interruzioni dal punto preciso</strong> in cui era stato messo in pausa sul dispositivo Android.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SPe2duc9nb6RWV22FfgxbX" name="technology-791029_1920" alt="Person at laptop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SPe2duc9nb6RWV22FfgxbX.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Image by <a href="https://pixabay.com/users/kaboompics-1013994/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=791029">Karolina Grabowska</a> from <a href="https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=791029">Pixabay</a>)</span></figcaption></figure><h2 id="arriva-la-ripresa-cross-device-su-windows-11">Arriva la ripresa cross-device su Windows 11</h2><p>A quanto pare, <strong>Microsoft sta lavorando per offrire agli sviluppatori la possibilità di integrare la funzionalità Cross Device Resume nelle proprie app</strong>, a condizione che esistano versioni sia per Android che per Windows. Dai dettagli emersi finora, <strong>Spotify sarà tra le prime applicazioni a supportare questa funzione</strong>, e <strong>anche WhatsApp potrebbe sfruttarla in futuro</strong>.</p><p>Tutto questo, ovviamente, <strong>ammesso che questa sorta di “clone” di Handoff venga effettivamente introdotto in Windows 11</strong>. Al momento, è evidente che la funzione <strong>non è ancora pronta per una presentazione pubblica</strong>, dato che <strong>Microsoft ha rimosso dal video ufficiale la parte che mostrava il funzionamento di Cross Device Resume</strong>. Resta comunque un’idea sensata da implementare nel sistema operativo desktop dell’azienda, e <strong>ci si potrebbe persino chiedere perché non sia stata introdotta prima</strong>.</p><p>È una domanda legittima, soprattutto considerando che <strong>Apple offre una funzione simile su Mac da oltre un decennio</strong>, mentre <strong>Microsoft sembra decisamente in ritardo</strong>. Tuttavia, come ha ricordato anche <strong>Windows Central</strong>, l’idea della <strong>continuità tra dispositivi</strong> non è nuova per l’azienda: già nel 2016, con il progetto <strong>Project Rome</strong>, si parlava di un ecosistema integrato, anche se con ambizioni molto più ampie rispetto a quanto visto ora.</p><p>Un punto che andrà sicuramente migliorato è il <strong>nome della funzione</strong>. "Cross Device Resume" sembra più un <strong>titolo provvisorio</strong>, poco incisivo rispetto a un nome semplice ed efficace come "Handoff". È possibile che venga abbreviato semplicemente in <strong>"Resume"</strong>, come suggerisce lo screenshot emerso su X.</p><p>Curiosamente, alcuni utenti più attenti hanno già individuato <strong>un processo chiamato Cross Device Resume in esecuzione in background su Windows 11</strong>, legato probabilmente alla <strong>continuità dei file OneDrive tra dispositivi</strong>. Tutto lascia quindi pensare che <strong>Microsoft voglia ampliare queste basi tecniche per supportare un maggior numero di app</strong>, e non solo i suoi servizi cloud.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11 spinge ancora su Copilot: nuove integrazioni con il desktop e lo Store ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft continua a espandere l’integrazione dell’intelligenza artificiale in <strong>Windows 11</strong>, e l’ultima novità riguarda nuove funzionalità del <strong>Copilot</strong> direttamente all’interno del sistema operativo.</p><p>Secondo quanto riportato da <strong>Neowin</strong>, l’ultima versione dell’app Copilot (<strong>1.25044.93.0</strong>) introduce un’opzione nel <strong>menu contestuale</strong> che appare cliccando con il tasto destro su determinati file compatibili. Tra le voci presenti ora figura anche <strong>"Chiedi a Copilot"</strong>, che consente di avviare l’assistente IA per ottenere suggerimenti o azioni pertinenti. Ad esempio, cliccando su un documento, sarà possibile <strong>ricevere un riepilogo immediato</strong> del contenuto.</p><p>Questa funzionalità si affianca all’annuncio recente da parte di Microsoft sull’arrivo di <strong>azioni IA all'interno di Esplora file</strong>, l’app predefinita che gestisce le cartelle e i file del sistema. I primi segnali dell’implementazione sono già visibili.</p><p>Parallelamente, sono in corso test anche per l’integrazione di Copilot nel <strong>Microsoft Store</strong>. In base a quanto riferito da <strong>Windows Latest</strong>, Microsoft starebbe testando <strong>un nuovo pulsante Copilot</strong> all’interno delle pagine prodotto del negozio digitale. Cliccandolo, si aprirà una finestra di dialogo che offre domande suggerite come <strong>"Chiedi a Copilot informazioni su questo prodotto"</strong> o la possibilità di confrontarlo con software simili tramite un tasto <strong>"Confronta"</strong>.</p><p>Tuttavia, questa integrazione <strong>non è ancora perfettamente fluida</strong>, poiché al momento il Microsoft Store si limita a <strong>inoltrare la richiesta direttamente all'app Copilot</strong>, senza una vera interazione nativa all’interno della pagina.</p><h2 id="copilot-si-espande-ma-non-convince-ancora-del-tutto">Copilot si espande, ma non convince ancora del tutto</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="73ArtxztLKevUj4zS4FDpG" name="acer-aspire-14-ai-listing-1" alt="Acer Aspire 14 AI Laptop powered on to the Windows 11 login screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/73ArtxztLKevUj4zS4FDpG.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Jasmine Mannan)</span></figcaption></figure><p>L'integrazione di Copilot all'interno del <strong>Microsoft Store</strong>, attualmente in fase di test, ha l’obiettivo di <strong>supportare le vendite</strong> dei contenuti presenti nello store tramite assistenza intelligente. Tuttavia, la funzione risulta ancora piuttosto basilare: richiedere un confronto tra due applicazioni comporta semplicemente l’apertura dell’app Copilot con una domanda generica sulle differenze tra i prodotti, senza un reale sistema di comparazione integrato nella pagina. È una funzione comoda, ma poco fluida nell’uso pratico. Non è escluso che Microsoft stia pianificando miglioramenti futuri.</p><p>Va anche sottolineato che <strong>l’utilizzo del Microsoft Store non è ancora così diffuso</strong>, quindi l’espansione più significativa è l’introduzione di Copilot come <strong>opzione contestuale nel menu del tasto destro</strong>, direttamente sui file del desktop. Questa mossa era attesa, considerando quanto già anticipato da Microsoft, ma potrebbe generare reazioni contrastanti tra gli utenti.</p><p>Chi utilizza Copilot <strong>apprezzerà la maggiore accessibilità</strong> dell’assistente IA tramite l’interfaccia del sistema. Al contrario, chi non ne fa uso potrebbe vedere l’aggiunta nel menu contestuale come <strong>un elemento superfluo</strong>, occupando spazio inutilmente.</p><p>È comunque possibile rimuovere la voce “Chiedi a Copilot” dal menu contestuale, anche se la procedura prevede la modifica del <strong>Registro di sistema</strong>, una pratica non consigliata a chi non ha familiarità con interventi tecnici, poiché potrebbe generare problemi di stabilità.</p><p>Per chi desidera disattivare completamente la presenza dell’assistente, l’alternativa più semplice è <strong>disinstallare l’app Copilot</strong>: basta cercarla nel menu Start, cliccare con il tasto destro e selezionare l’opzione di disinstallazione. Naturalmente, così facendo si rimuove ogni possibilità di utilizzo dell’IA nel sistema.</p><p>Nel frattempo, Microsoft ha annunciato l’arrivo di <strong>nuove funzioni legate all’intelligenza artificiale</strong>: tra queste, la possibilità di <strong>trovare e modificare rapidamente le impostazioni di sistema</strong>, una promessa fatta in passato ma mai concretizzata fino ad ora. Tuttavia, queste nuove capacità saranno <strong>limitate ai PC Copilot+</strong>, così come altre funzioni avanzate come il miglioramento della ricerca in Windows.</p><p>Il motivo è tecnico: alcune di queste novità richiedono la presenza di un’<strong>unità NPU</strong> (Neural Processing Unit), capace di gestire i carichi di lavoro IA direttamente sul dispositivo, senza passare dal cloud. Questo conferma un’altra tendenza emergente: <strong>le migliori funzionalità IA in Windows 11 saranno riservate ai dispositivi con hardware dedicato</strong>, escludendo gran parte del parco macchine attuale.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Microsoft espande l’IA nel sistema operativo, ma non tutti apprezzano il crescente ingombro dell’assistente virtuale ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Man having Windows 11 problems with his laptop]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Microsoft continua a espandere l’integrazione dell’intelligenza artificiale in <strong>Windows 11</strong>, e l’ultima novità riguarda nuove funzionalità del <strong>Copilot</strong> direttamente all’interno del sistema operativo.</p><p>Secondo quanto riportato da <strong>Neowin</strong>, l’ultima versione dell’app Copilot (<strong>1.25044.93.0</strong>) introduce un’opzione nel <strong>menu contestuale</strong> che appare cliccando con il tasto destro su determinati file compatibili. Tra le voci presenti ora figura anche <strong>"Chiedi a Copilot"</strong>, che consente di avviare l’assistente IA per ottenere suggerimenti o azioni pertinenti. Ad esempio, cliccando su un documento, sarà possibile <strong>ricevere un riepilogo immediato</strong> del contenuto.</p><p>Questa funzionalità si affianca all’annuncio recente da parte di Microsoft sull’arrivo di <strong>azioni IA all'interno di Esplora file</strong>, l’app predefinita che gestisce le cartelle e i file del sistema. I primi segnali dell’implementazione sono già visibili.</p><p>Parallelamente, sono in corso test anche per l’integrazione di Copilot nel <strong>Microsoft Store</strong>. In base a quanto riferito da <strong>Windows Latest</strong>, Microsoft starebbe testando <strong>un nuovo pulsante Copilot</strong> all’interno delle pagine prodotto del negozio digitale. Cliccandolo, si aprirà una finestra di dialogo che offre domande suggerite come <strong>"Chiedi a Copilot informazioni su questo prodotto"</strong> o la possibilità di confrontarlo con software simili tramite un tasto <strong>"Confronta"</strong>.</p><p>Tuttavia, questa integrazione <strong>non è ancora perfettamente fluida</strong>, poiché al momento il Microsoft Store si limita a <strong>inoltrare la richiesta direttamente all'app Copilot</strong>, senza una vera interazione nativa all’interno della pagina.</p><h2 id="copilot-si-espande-ma-non-convince-ancora-del-tutto">Copilot si espande, ma non convince ancora del tutto</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="73ArtxztLKevUj4zS4FDpG" name="acer-aspire-14-ai-listing-1" alt="Acer Aspire 14 AI Laptop powered on to the Windows 11 login screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/73ArtxztLKevUj4zS4FDpG.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Jasmine Mannan)</span></figcaption></figure><p>L'integrazione di Copilot all'interno del <strong>Microsoft Store</strong>, attualmente in fase di test, ha l’obiettivo di <strong>supportare le vendite</strong> dei contenuti presenti nello store tramite assistenza intelligente. Tuttavia, la funzione risulta ancora piuttosto basilare: richiedere un confronto tra due applicazioni comporta semplicemente l’apertura dell’app Copilot con una domanda generica sulle differenze tra i prodotti, senza un reale sistema di comparazione integrato nella pagina. È una funzione comoda, ma poco fluida nell’uso pratico. Non è escluso che Microsoft stia pianificando miglioramenti futuri.</p><p>Va anche sottolineato che <strong>l’utilizzo del Microsoft Store non è ancora così diffuso</strong>, quindi l’espansione più significativa è l’introduzione di Copilot come <strong>opzione contestuale nel menu del tasto destro</strong>, direttamente sui file del desktop. Questa mossa era attesa, considerando quanto già anticipato da Microsoft, ma potrebbe generare reazioni contrastanti tra gli utenti.</p><p>Chi utilizza Copilot <strong>apprezzerà la maggiore accessibilità</strong> dell’assistente IA tramite l’interfaccia del sistema. Al contrario, chi non ne fa uso potrebbe vedere l’aggiunta nel menu contestuale come <strong>un elemento superfluo</strong>, occupando spazio inutilmente.</p><p>È comunque possibile rimuovere la voce “Chiedi a Copilot” dal menu contestuale, anche se la procedura prevede la modifica del <strong>Registro di sistema</strong>, una pratica non consigliata a chi non ha familiarità con interventi tecnici, poiché potrebbe generare problemi di stabilità.</p><p>Per chi desidera disattivare completamente la presenza dell’assistente, l’alternativa più semplice è <strong>disinstallare l’app Copilot</strong>: basta cercarla nel menu Start, cliccare con il tasto destro e selezionare l’opzione di disinstallazione. Naturalmente, così facendo si rimuove ogni possibilità di utilizzo dell’IA nel sistema.</p><p>Nel frattempo, Microsoft ha annunciato l’arrivo di <strong>nuove funzioni legate all’intelligenza artificiale</strong>: tra queste, la possibilità di <strong>trovare e modificare rapidamente le impostazioni di sistema</strong>, una promessa fatta in passato ma mai concretizzata fino ad ora. Tuttavia, queste nuove capacità saranno <strong>limitate ai PC Copilot+</strong>, così come altre funzioni avanzate come il miglioramento della ricerca in Windows.</p><p>Il motivo è tecnico: alcune di queste novità richiedono la presenza di un’<strong>unità NPU</strong> (Neural Processing Unit), capace di gestire i carichi di lavoro IA direttamente sul dispositivo, senza passare dal cloud. Questo conferma un’altra tendenza emergente: <strong>le migliori funzionalità IA in Windows 11 saranno riservate ai dispositivi con hardware dedicato</strong>, escludendo gran parte del parco macchine attuale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Edge vuole mettere Copilot al centro della scena (ma potrebbe non essere una cattiva idea) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft Edge</strong> integra già l’assistente IA <strong>Copilot</strong>, ma nelle versioni di test più recenti sta assumendo un ruolo centrale all’interno della pagina <strong>Nuova Scheda</strong> (New Tab Page, o NTP). La novità è emersa nel canale <strong>Canary</strong>, la versione sperimentale più avanzata del browser, e richiede l’attivazione manuale di alcune <strong>funzionalità sperimentali</strong>.</p><p>Attualmente, nella versione stabile di Edge, la NTP presenta un campo centrale per le ricerche Bing e, facoltativamente, un feed informativo basato su contenuti di MSN. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia riducendo o espandendo la visibilità del feed.</p><p>Nel nuovo layout in fase di test, tutto ciò viene sostituito da un <strong>prompt centrale per Copilot</strong>, attraverso il quale è possibile digitare una ricerca tradizionale oppure interagire direttamente con l’assistente IA, come già avviene nel pannello laterale di Edge o tramite Copilot in Windows.</p><p>Sotto il prompt sono presenti <strong>pulsanti rapidi</strong> per avviare azioni comuni, come “scrivere una bozza” o “scoprire qualcosa di nuovo”. Inoltre, un <strong>menu a tendina</strong> consente di selezionare il comportamento della NTP:</p><p><strong>- Default</strong>: una combinazione tra suggerimenti di ricerca e risposte AI, con Edge che sceglie dinamicamente il tipo di risposta in base all’input.</p><p><strong>- Search and Navigate</strong>: modalità più tradizionale, focalizzata sulla ricerca web senza intervento dell’IA.</p><p><strong>- Chat</strong>: esperienza conversazionale completa con Copilot.</p><p>Questa nuova impostazione mira a offrire agli utenti <strong>un controllo flessibile</strong> su come interagire con il browser, combinando funzioni di ricerca classiche con strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1645px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.35%;"><img id="XpohJbboNKywRBptSF327K" name="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" alt="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XpohJbboNKywRBptSF327K.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1645" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-piu-ia-ma-piu-snella-per-ora">Analisi: Più IA, ma più snella (per ora)</h2><p>È importante precisare che queste modifiche alla <strong>Nuova Scheda</strong> (NTP) di <strong>Microsoft Edge</strong> non sono ancora ufficialmente in fase di test: si trovano attualmente in una fase iniziale di sviluppo, in preparazione per il <strong>canale Canary</strong>. Alcune funzioni, come la modalità <em>Chat</em>, non sono ancora operative e attualmente restituiscono semplicemente risultati di ricerca tramite Bing. Anche i pulsanti rapidi, come quello per scrivere una bozza, non risultano ancora funzionanti. In sostanza, si tratta di un’idea embrionale, soggetta a cambiamenti prima di essere distribuita anche agli utenti tester.</p><p>Nonostante ciò, è chiara la direzione intrapresa da Microsoft. La nuova impostazione della pagina Nuova Scheda appare più ordinata, con un'interfaccia semplificata che elimina il feed di contenuti MSN, spesso considerato superfluo da molti utenti.</p><p>Alcuni osservatori potrebbero interpretare questo aggiornamento come un ulteriore tentativo di Microsoft di integrare e promuovere <strong>Copilot</strong> e le funzionalità basate su IA. Tuttavia, va riconosciuto che è possibile <strong>disattivare le risposte AI</strong>, selezionando l’opzione dedicata alla sola ricerca web. Se l’eliminazione del contenuto promozionale di MSN è una conseguenza di questa integrazione, per molti potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.</p><p>Detto ciò, <strong>Windows Latest</strong> segnala che Microsoft sta testando l’integrazione di contenuti MSN personalizzati anche all’interno di <strong>Copilot su Android</strong>. È quindi plausibile che, in futuro, parte di questi contenuti venga reintrodotta attraverso il box Copilot nella NTP aggiornata. Sebbene la configurazione finale non sia ancora definita, è improbabile che Microsoft rinunci completamente alla promozione del proprio ecosistema editoriale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/microsoft-edge-vuole-mettere-copilot-al-centro-della-scena-ma-potrebbe-non-essere-una-cattiva-idea</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Copilot al centro della nuova scheda di Edge, in un design più pulito e personalizzabile. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>Microsoft Edge</strong> integra già l’assistente IA <strong>Copilot</strong>, ma nelle versioni di test più recenti sta assumendo un ruolo centrale all’interno della pagina <strong>Nuova Scheda</strong> (New Tab Page, o NTP). La novità è emersa nel canale <strong>Canary</strong>, la versione sperimentale più avanzata del browser, e richiede l’attivazione manuale di alcune <strong>funzionalità sperimentali</strong>.</p><p>Attualmente, nella versione stabile di Edge, la NTP presenta un campo centrale per le ricerche Bing e, facoltativamente, un feed informativo basato su contenuti di MSN. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia riducendo o espandendo la visibilità del feed.</p><p>Nel nuovo layout in fase di test, tutto ciò viene sostituito da un <strong>prompt centrale per Copilot</strong>, attraverso il quale è possibile digitare una ricerca tradizionale oppure interagire direttamente con l’assistente IA, come già avviene nel pannello laterale di Edge o tramite Copilot in Windows.</p><p>Sotto il prompt sono presenti <strong>pulsanti rapidi</strong> per avviare azioni comuni, come “scrivere una bozza” o “scoprire qualcosa di nuovo”. Inoltre, un <strong>menu a tendina</strong> consente di selezionare il comportamento della NTP:</p><p><strong>- Default</strong>: una combinazione tra suggerimenti di ricerca e risposte AI, con Edge che sceglie dinamicamente il tipo di risposta in base all’input.</p><p><strong>- Search and Navigate</strong>: modalità più tradizionale, focalizzata sulla ricerca web senza intervento dell’IA.</p><p><strong>- Chat</strong>: esperienza conversazionale completa con Copilot.</p><p>Questa nuova impostazione mira a offrire agli utenti <strong>un controllo flessibile</strong> su come interagire con il browser, combinando funzioni di ricerca classiche con strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1645px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.35%;"><img id="XpohJbboNKywRBptSF327K" name="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" alt="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XpohJbboNKywRBptSF327K.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1645" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-piu-ia-ma-piu-snella-per-ora">Analisi: Più IA, ma più snella (per ora)</h2><p>È importante precisare che queste modifiche alla <strong>Nuova Scheda</strong> (NTP) di <strong>Microsoft Edge</strong> non sono ancora ufficialmente in fase di test: si trovano attualmente in una fase iniziale di sviluppo, in preparazione per il <strong>canale Canary</strong>. Alcune funzioni, come la modalità <em>Chat</em>, non sono ancora operative e attualmente restituiscono semplicemente risultati di ricerca tramite Bing. Anche i pulsanti rapidi, come quello per scrivere una bozza, non risultano ancora funzionanti. In sostanza, si tratta di un’idea embrionale, soggetta a cambiamenti prima di essere distribuita anche agli utenti tester.</p><p>Nonostante ciò, è chiara la direzione intrapresa da Microsoft. La nuova impostazione della pagina Nuova Scheda appare più ordinata, con un'interfaccia semplificata che elimina il feed di contenuti MSN, spesso considerato superfluo da molti utenti.</p><p>Alcuni osservatori potrebbero interpretare questo aggiornamento come un ulteriore tentativo di Microsoft di integrare e promuovere <strong>Copilot</strong> e le funzionalità basate su IA. Tuttavia, va riconosciuto che è possibile <strong>disattivare le risposte AI</strong>, selezionando l’opzione dedicata alla sola ricerca web. Se l’eliminazione del contenuto promozionale di MSN è una conseguenza di questa integrazione, per molti potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.</p><p>Detto ciò, <strong>Windows Latest</strong> segnala che Microsoft sta testando l’integrazione di contenuti MSN personalizzati anche all’interno di <strong>Copilot su Android</strong>. È quindi plausibile che, in futuro, parte di questi contenuti venga reintrodotta attraverso il box Copilot nella NTP aggiornata. Sebbene la configurazione finale non sia ancora definita, è improbabile che Microsoft rinunci completamente alla promozione del proprio ecosistema editoriale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11, nuove funzioni AI in arrivo (ma solo su alcuni PC) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha rilasciato una nuova versione di anteprima di Windows 11, ricca di novità interessanti, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l’accessibilità. Si tratta della build 26120.3872 nel canale Beta, e alcune delle funzioni introdotte sono pensate esclusivamente per i PC <strong>Copilot+</strong> con chip <strong>Snapdragon</strong> (architettura Arm).</p><p>Una delle novità principali è l’integrazione dell’app <strong>Reading Coach</strong> all’interno della funzione <strong>Click to Do</strong>. Per chi non la conoscesse, Click to Do è una funzione intelligente che suggerisce azioni contestuali basate sull’IA, introdotta insieme a Recall sui dispositivi Copilot+. Reading Coach, disponibile gratuitamente dal 2024 tramite il Microsoft Store, è un’app pensata per migliorare lettura e pronuncia: ora può essere richiamata direttamente dal menu contestuale di Click to Do, permettendo di esercitarsi su qualsiasi testo selezionato (a patto di aver installato l’app, naturalmente).</p><p>Sempre per i Copilot+ PC, debutta anche la possibilità di leggere testi con <strong>Immersive Reader</strong>, una modalità progettata per chi ha <strong>dislessia</strong> o <strong>disgrafia</strong>. Con questa funzione è possibile regolare dimensione e spaziatura del testo, tipo di carattere, tema di sfondo, e attivare un dizionario illustrato che mostra immagini per spiegare parole complesse. Il testo può anche essere letto ad alta voce o suddiviso in sillabe.</p><p>Un’altra novità interessante – attualmente disponibile solo nello <strong>Spazio Economico Europeo</strong> – è la possibilità di cercare immagini salvate su <strong>OneDrive</strong> direttamente dalla barra di ricerca di Windows 11. Anche in questo caso l’IA entra in gioco: è possibile usare un linguaggio naturale per cercare foto (ad esempio “costumi di Halloween”), e il sistema mostrerà risultati sia dal cloud che dal dispositivo.</p><p>Tutte queste funzionalità sono in fase di test su PC <strong>Copilot+ con Snapdragon</strong>, ma arriveranno in futuro anche per i dispositivi con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>.</p><p>Infine, c’è una novità valida per tutti gli utenti: <strong>Voice Access</strong> ora permette di aggiungere parole personalizzate al dizionario. Se il sistema fatica a riconoscere una parola pronunciata, è possibile registrarla manualmente, migliorando così il riconoscimento vocale nelle future dettature.</p><p>Oltre a queste novità, la build include anche varie ottimizzazioni e miglioramenti minori, tutti dettagliati nel post ufficiale di Microsoft sul blog dedicato alle versioni Beta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2794px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7" name="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" alt="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2794" height="1572" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>È positivo vedere che Microsoft continua a investire nello sviluppo di funzionalità legate all’accessibilità e all’apprendimento in Windows 11, anche se molte delle novità più avanzate sono attualmente riservate ai dispositivi <strong>Copilot+ con processore Snapdragon</strong>. È evidente che l’azienda stia dando priorità a questa piattaforma, ma secondo quanto comunicato, le stesse funzionalità verranno rese disponibili anche per i PC Copilot+ con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>, seguendo una logica di distribuzione progressiva.</p><p>Tra le novità introdotte, spicca il miglioramento di <strong>Voice Access</strong>, che ora consente di <strong>aggiungere parole personalizzate</strong> al dizionario. Si tratta di un’aggiunta utile per migliorare la precisione del riconoscimento vocale, soprattutto in caso di termini che il sistema fatica a interpretare correttamente. Considerando che Voice Access sfrutta la tecnologia sviluppata da <strong>Nuance</strong>, azienda acquisita da Microsoft nel 2021, questa integrazione rappresenta un passo avanti atteso e importante.</p><p>In ogni caso, la disponibilità gratuita di Voice Access - integrata in Windows 11 - rende queste funzionalità accessibili a un’ampia platea di utenti, contribuendo a migliorare l’inclusività dell’intero sistema operativo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-nuove-funzioni-ai-in-arrivo-ma-solo-su-alcuni-pc</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le novità per ricerca, accessibilità e lettura saranno inizialmente disponibili solo sui Copilot+ con chip Snapdragon. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Microsoft ha rilasciato una nuova versione di anteprima di Windows 11, ricca di novità interessanti, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l’accessibilità. Si tratta della build 26120.3872 nel canale Beta, e alcune delle funzioni introdotte sono pensate esclusivamente per i PC <strong>Copilot+</strong> con chip <strong>Snapdragon</strong> (architettura Arm).</p><p>Una delle novità principali è l’integrazione dell’app <strong>Reading Coach</strong> all’interno della funzione <strong>Click to Do</strong>. Per chi non la conoscesse, Click to Do è una funzione intelligente che suggerisce azioni contestuali basate sull’IA, introdotta insieme a Recall sui dispositivi Copilot+. Reading Coach, disponibile gratuitamente dal 2024 tramite il Microsoft Store, è un’app pensata per migliorare lettura e pronuncia: ora può essere richiamata direttamente dal menu contestuale di Click to Do, permettendo di esercitarsi su qualsiasi testo selezionato (a patto di aver installato l’app, naturalmente).</p><p>Sempre per i Copilot+ PC, debutta anche la possibilità di leggere testi con <strong>Immersive Reader</strong>, una modalità progettata per chi ha <strong>dislessia</strong> o <strong>disgrafia</strong>. Con questa funzione è possibile regolare dimensione e spaziatura del testo, tipo di carattere, tema di sfondo, e attivare un dizionario illustrato che mostra immagini per spiegare parole complesse. Il testo può anche essere letto ad alta voce o suddiviso in sillabe.</p><p>Un’altra novità interessante – attualmente disponibile solo nello <strong>Spazio Economico Europeo</strong> – è la possibilità di cercare immagini salvate su <strong>OneDrive</strong> direttamente dalla barra di ricerca di Windows 11. Anche in questo caso l’IA entra in gioco: è possibile usare un linguaggio naturale per cercare foto (ad esempio “costumi di Halloween”), e il sistema mostrerà risultati sia dal cloud che dal dispositivo.</p><p>Tutte queste funzionalità sono in fase di test su PC <strong>Copilot+ con Snapdragon</strong>, ma arriveranno in futuro anche per i dispositivi con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>.</p><p>Infine, c’è una novità valida per tutti gli utenti: <strong>Voice Access</strong> ora permette di aggiungere parole personalizzate al dizionario. Se il sistema fatica a riconoscere una parola pronunciata, è possibile registrarla manualmente, migliorando così il riconoscimento vocale nelle future dettature.</p><p>Oltre a queste novità, la build include anche varie ottimizzazioni e miglioramenti minori, tutti dettagliati nel post ufficiale di Microsoft sul blog dedicato alle versioni Beta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2794px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7" name="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" alt="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2794" height="1572" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>È positivo vedere che Microsoft continua a investire nello sviluppo di funzionalità legate all’accessibilità e all’apprendimento in Windows 11, anche se molte delle novità più avanzate sono attualmente riservate ai dispositivi <strong>Copilot+ con processore Snapdragon</strong>. È evidente che l’azienda stia dando priorità a questa piattaforma, ma secondo quanto comunicato, le stesse funzionalità verranno rese disponibili anche per i PC Copilot+ con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>, seguendo una logica di distribuzione progressiva.</p><p>Tra le novità introdotte, spicca il miglioramento di <strong>Voice Access</strong>, che ora consente di <strong>aggiungere parole personalizzate</strong> al dizionario. Si tratta di un’aggiunta utile per migliorare la precisione del riconoscimento vocale, soprattutto in caso di termini che il sistema fatica a interpretare correttamente. Considerando che Voice Access sfrutta la tecnologia sviluppata da <strong>Nuance</strong>, azienda acquisita da Microsoft nel 2021, questa integrazione rappresenta un passo avanti atteso e importante.</p><p>In ogni caso, la disponibilità gratuita di Voice Access - integrata in Windows 11 - rende queste funzionalità accessibili a un’ampia platea di utenti, contribuendo a migliorare l’inclusività dell’intero sistema operativo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Star Wars: Beyond Victory è il nuovo gioco in realtà mista per Meta Quest ]]></title>
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Si tratta di un’esperienza immersiva che richiama i precedenti titoli VR come Tales from the Galaxy’s Edge o Vader Immortal.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2560px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="p4sVp4EQR7MTgFGFqFqQXL" name="Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4sVp4EQR7MTgFGFqFqQXL.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2560" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lucasfilm)</span></figcaption></figure><p>La modalità Arcade, invece, sfrutta la realtà aumentata per portare un holotavolo direttamente nello spazio fisico dell’utente, permettendogli di interagire con corse di podracer e altre battaglie iconiche in stile olografico. Infine, la modalità Playset promette di far vivere momenti “da action figure”, osservando da vicino veicoli e personaggi di Star Wars nel proprio ambiente reale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2560px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ayAZzK99rvtJXHyP3P3oNL" name="Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ayAZzK99rvtJXHyP3P3oNL.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2560" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lucasfilm)</span></figcaption></figure><p>Secondo l'executive producer Alyssa Finley, Beyond Victory non è solo un gioco, ma un nuovo tipo di esperienza narrativa che fonde mondi fisici e digitali come mai prima d’ora: “Questo Playset è un modo completamente nuovo di esplorare la galassia di Star Wars.”</p><div><blockquote><p>This new mixed reality experience blends the physical and digital worlds in a way that's unlike anything we've done before</p></blockquote></div><p>Ha poi aggiunto: “Questa nuova esperienza in realtà mista fonde mondo fisico e digitale in un modo che non avevamo mai esplorato prima”, alimentando ancora di più l'entusiasmo attorno al progetto. Un approccio che ricorda da vicino quello visto in What If…? – An Immersive Story, un altro progetto curato da Industrial Light & Magic per Apple Vision Pro, dove l’utente poteva trovarsi completamente immerso in un altro luogo o vedere battaglie sovrapposte al proprio spazio reale.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KTiUeYsBzVXhrnSAjvXeef.png" alt="The announce art for Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucas Film</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q6mGQTRRhtAhA6j3iQaDBL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8y36hn6PYS6rvXwqTurjaL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4sVp4EQR7MTgFGFqFqQXL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ayAZzK99rvtJXHyP3P3oNL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8GGzmG32zc5ZsZ3wiDpGi.jpg" alt="The logo for Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure></figure><p>A completare l’offerta ci sarà anche la modalità <em>Playset</em>, che promette di far vivere ai fan i propri momenti “Star Wars” in realtà mista, permettendo di osservare e interagire con veicoli iconici dell’universo e personaggi in stile action figure.</p><p>Sebbene <em>Star Wars: Beyond Victory – A Mixed Reality Playset</em> sia ancora in fase di sviluppo, si tratta chiaramente di uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati da Industrial Light & Magic e Lucasfilm. Quando sarà pronto al lancio, arriverà in esclusiva su Meta Quest 3 e 3S: per ora, non resta che attendere novità sulla data di uscita.</p><p>E per chi possiede un Apple Vision Pro? Magari si potrà convincere Apple, ILM e Lucasfilm a portare l’esperienza anche sul visore da 3.500 dollari. Nel frattempo, se siete a casa, potete dare un’occhiata anche ai nuovi set Lego dedicati alla saga appena annunciati. </p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/pglZ8I_YzHA" allowfullscreen></iframe></div></div> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Presentato al Celebration 2025, include avventura, arcade e playset con elementi di Solo: A Star Wars Story. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A look at the Millenium Falcon at Star Wars Galaxy&#039;s Edge.]]></media:title>
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                                <p>Durante lo Star Wars Celebration 2025 in corso a Tokyo, Lucasfilm e Industrial Light & Magic hanno finalmente svelato ulteriori dettagli su Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset, una nuova esperienza VR e AR dedicata all’universo di Guerre Stellari in arrivo su Meta Quest 3 e 3S.</p><p>Ambientato nel periodo di Solo: A Star Wars Story, Beyond Victory sarà suddiviso in tre modalità distinte: <strong>Adventure</strong>, <strong>Arcade</strong> e <strong>Playset</strong>. Nella modalità Adventure, i giocatori seguiranno la storia di Volo, un giovane aspirante pilota di podracer, accompagnato da Sebulba come mentore. Si tratta di un’esperienza immersiva che richiama i precedenti titoli VR come Tales from the Galaxy’s Edge o Vader Immortal.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2560px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="p4sVp4EQR7MTgFGFqFqQXL" name="Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4sVp4EQR7MTgFGFqFqQXL.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2560" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lucasfilm)</span></figcaption></figure><p>La modalità Arcade, invece, sfrutta la realtà aumentata per portare un holotavolo direttamente nello spazio fisico dell’utente, permettendogli di interagire con corse di podracer e altre battaglie iconiche in stile olografico. Infine, la modalità Playset promette di far vivere momenti “da action figure”, osservando da vicino veicoli e personaggi di Star Wars nel proprio ambiente reale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2560px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ayAZzK99rvtJXHyP3P3oNL" name="Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ayAZzK99rvtJXHyP3P3oNL.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2560" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lucasfilm)</span></figcaption></figure><p>Secondo l'executive producer Alyssa Finley, Beyond Victory non è solo un gioco, ma un nuovo tipo di esperienza narrativa che fonde mondi fisici e digitali come mai prima d’ora: “Questo Playset è un modo completamente nuovo di esplorare la galassia di Star Wars.”</p><div><blockquote><p>This new mixed reality experience blends the physical and digital worlds in a way that's unlike anything we've done before</p></blockquote></div><p>Ha poi aggiunto: “Questa nuova esperienza in realtà mista fonde mondo fisico e digitale in un modo che non avevamo mai esplorato prima”, alimentando ancora di più l'entusiasmo attorno al progetto. Un approccio che ricorda da vicino quello visto in What If…? – An Immersive Story, un altro progetto curato da Industrial Light & Magic per Apple Vision Pro, dove l’utente poteva trovarsi completamente immerso in un altro luogo o vedere battaglie sovrapposte al proprio spazio reale.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KTiUeYsBzVXhrnSAjvXeef.png" alt="The announce art for Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucas Film</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q6mGQTRRhtAhA6j3iQaDBL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8y36hn6PYS6rvXwqTurjaL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4sVp4EQR7MTgFGFqFqQXL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ayAZzK99rvtJXHyP3P3oNL.png" alt="A scene from Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8GGzmG32zc5ZsZ3wiDpGi.jpg" alt="The logo for Star Wars: Beyond Victory - A Mixed Reality Playset" /><figcaption><small role="credit">Lucasfilm</small></figcaption></figure></figure><p>A completare l’offerta ci sarà anche la modalità <em>Playset</em>, che promette di far vivere ai fan i propri momenti “Star Wars” in realtà mista, permettendo di osservare e interagire con veicoli iconici dell’universo e personaggi in stile action figure.</p><p>Sebbene <em>Star Wars: Beyond Victory – A Mixed Reality Playset</em> sia ancora in fase di sviluppo, si tratta chiaramente di uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati da Industrial Light & Magic e Lucasfilm. Quando sarà pronto al lancio, arriverà in esclusiva su Meta Quest 3 e 3S: per ora, non resta che attendere novità sulla data di uscita.</p><p>E per chi possiede un Apple Vision Pro? Magari si potrà convincere Apple, ILM e Lucasfilm a portare l’esperienza anche sul visore da 3.500 dollari. Nel frattempo, se siete a casa, potete dare un’occhiata anche ai nuovi set Lego dedicati alla saga appena annunciati. </p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/pglZ8I_YzHA" allowfullscreen></iframe></div></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11: in arrivo una scorciatoia per copiare tutto il testo da un'immagine ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft sta semplificando ulteriormente l’estrazione del testo da immagini o contenuti visibili sullo schermo in Windows 11.</p><p>Questa funzione basata su tecnologia OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) era già disponibile tramite lo <strong>Strumento di cattura</strong>, ma finora richiedeva <strong>la creazione di uno screenshot</strong> prima di poter estrarre il testo da un’immagine.</p><p>Con un nuovo aggiornamento in fase di test – la <strong>versione preview 11.2503.27.0</strong> dello Strumento di cattura – non è più necessario creare uno screenshot per utilizzare questa funzione. Come riportato da <em>Neowin</em>, sarà sufficiente premere <strong>Windows + Shift + S</strong> per aprire la barra di cattura.</p><p>Qui, accanto alle classiche opzioni, comparirà anche il nuovo <strong>strumento di estrazione del testo</strong>, che permetterà di <strong>selezionare direttamente un’area dello schermo da cui prelevare il testo</strong>, senza salvare alcuna immagine.</p><p>Al momento, la funzione è disponibile solo per gli <strong>utenti Insider</strong>, ma è probabile che venga integrata ufficialmente in uno dei prossimi aggiornamenti di Windows 11.</p><h2 id="analisi-potere-giocattolo-al-popolo">Analisi: Potere (giocattolo) al popolo</h2><p>In sostanza, Microsoft sta integrando in modo diretto in Windows 11 la possibilità di <strong>estrarre testo da immagini o da qualsiasi contenuto visibile a schermo</strong>, senza passaggi intermedi. Una funzionalità già nota agli utenti più esperti grazie alla suite PowerToys, ora resa accessibile a tutti con maggiore semplicità.</p><p>Il nuovo strumento consente infatti di <strong>evitare del tutto la creazione di uno screenshot</strong>, risparmiando tempo e rendendo l’intero processo più immediato. Un miglioramento particolarmente utile per chi ha spesso bisogno di <strong>copiare testi visibili a schermo</strong>, ad esempio da immagini, PDF non modificabili o finestre di programmi.</p><p>Tra le opzioni disponibili, c’è <strong>“Copia tutto il testo”</strong>, che consente di acquisire l’intero contenuto testuale dell’area selezionata. In alternativa, è possibile <strong>selezionare solo una parte del testo</strong>, con anche la possibilità di <strong>rimuovere gli a capo</strong> per ottenere una formattazione più pulita.</p><p>Microsoft continua quindi a <strong>rafforzare le capacità OCR di Windows 11</strong>: un’evoluzione iniziata lo scorso anno con l’introduzione della lettura del testo anche all’interno dell’app Foto.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con il nuovo aggiornamento dello Strumento di Cattura potrai estrarre testo dallo schermo senza nemmeno fare uno screenshot ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">3xw9R6ygyb3ZUdo69JLfok</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Person using a laptop.]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Microsoft sta semplificando ulteriormente l’estrazione del testo da immagini o contenuti visibili sullo schermo in Windows 11.</p><p>Questa funzione basata su tecnologia OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) era già disponibile tramite lo <strong>Strumento di cattura</strong>, ma finora richiedeva <strong>la creazione di uno screenshot</strong> prima di poter estrarre il testo da un’immagine.</p><p>Con un nuovo aggiornamento in fase di test – la <strong>versione preview 11.2503.27.0</strong> dello Strumento di cattura – non è più necessario creare uno screenshot per utilizzare questa funzione. Come riportato da <em>Neowin</em>, sarà sufficiente premere <strong>Windows + Shift + S</strong> per aprire la barra di cattura.</p><p>Qui, accanto alle classiche opzioni, comparirà anche il nuovo <strong>strumento di estrazione del testo</strong>, che permetterà di <strong>selezionare direttamente un’area dello schermo da cui prelevare il testo</strong>, senza salvare alcuna immagine.</p><p>Al momento, la funzione è disponibile solo per gli <strong>utenti Insider</strong>, ma è probabile che venga integrata ufficialmente in uno dei prossimi aggiornamenti di Windows 11.</p><h2 id="analisi-potere-giocattolo-al-popolo">Analisi: Potere (giocattolo) al popolo</h2><p>In sostanza, Microsoft sta integrando in modo diretto in Windows 11 la possibilità di <strong>estrarre testo da immagini o da qualsiasi contenuto visibile a schermo</strong>, senza passaggi intermedi. Una funzionalità già nota agli utenti più esperti grazie alla suite PowerToys, ora resa accessibile a tutti con maggiore semplicità.</p><p>Il nuovo strumento consente infatti di <strong>evitare del tutto la creazione di uno screenshot</strong>, risparmiando tempo e rendendo l’intero processo più immediato. Un miglioramento particolarmente utile per chi ha spesso bisogno di <strong>copiare testi visibili a schermo</strong>, ad esempio da immagini, PDF non modificabili o finestre di programmi.</p><p>Tra le opzioni disponibili, c’è <strong>“Copia tutto il testo”</strong>, che consente di acquisire l’intero contenuto testuale dell’area selezionata. In alternativa, è possibile <strong>selezionare solo una parte del testo</strong>, con anche la possibilità di <strong>rimuovere gli a capo</strong> per ottenere una formattazione più pulita.</p><p>Microsoft continua quindi a <strong>rafforzare le capacità OCR di Windows 11</strong>: un’evoluzione iniziata lo scorso anno con l’introduzione della lettura del testo anche all’interno dell’app Foto.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Gli occhiali smart Android XR arriveranno nel 2026: Google e Samsung sfidano Apple e Meta ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Gli occhiali smart Ray-Ban Meta si sono rivelati un successo per Meta, e pare che Samsung e Apple abbiano preso nota: entrambe le aziende stanno infatti lavorando ai propri occhiali XR, rispettivamente per l'ecosistema Android e per quello Apple.</p><p>La prima anteprima dei nuovi occhiali Android XR è arrivata la scorsa settimana durante un intervento TED di Shahram Izadi, responsabile della realtà aumentata ed estesa di Google. Gli occhiali si presentano in un formato molto più compatto rispetto al visore XR su cui Google e Samsung stanno collaborando (conosciuto come Project Moohan), visibile su uno scaffale alle spalle del relatore per confronto.</p><p>Durante la dimostrazione, Izadi ha mostrato alcune funzionalità già operative: traduzione in tempo reale dal farsi all’inglese, scansione di un libro grazie alle fotocamere integrate, e una funzione chiamata “Memory” per ritrovare oggetti come le chiavi. Gli occhiali sono inoltre dotati di un display che permette di ricevere informazioni visivamente, e non solo tramite comandi vocali.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CQ5TiLeMvrmwxthyWsVGRC" name="TED2025_20250408_1JR6865-medium" alt="Shahram Izadi speaks at SESSION 3 at TED 2025: Humanity Reimagined" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CQ5TiLeMvrmwxthyWsVGRC.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jason Redmond / TED)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da The Korea Economic Daily, il prototipo mostrato recentemente sarebbe stato realizzato da Samsung nell’ambito della sua collaborazione con Google per lo sviluppo di dispositivi XR basati su Android, e il lancio ufficiale sarebbe previsto per il prossimo anno.</p><p>Come sempre, è bene prendere queste indiscrezioni con cautela, ma è interessante notare che circolano numerose voci sul possibile arrivo, già entro la fine di quest’anno, di una nuova versione degli occhiali Ray-Ban Meta dotata di display. In questo contesto, il debutto di un dispositivo XR targato Android potrebbe effettivamente seguire a breve distanza.</p><p>Considerando quanto il prototipo sembri già avanzato – in grado di svolgere numerose funzioni all’interno di un design compatto – è plausibile che Google e Samsung siano vicini alla realizzazione di un prodotto destinato al grande pubblico. L’unico dubbio resta il prezzo: l’auspicio è che non si avvicini a quello, piuttosto elevato, previsto per i nuovi occhiali Meta.</p><h2 id="cosa-sta-facendo-apple">Cosa sta facendo Apple?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LYVtRB7gWMAQkSvD3bcenL" name="Tim Cook Apple Vision Pro.jpg" alt="Apple CEO Tim Cook stands in front of several Vision Pro headsets." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LYVtRB7gWMAQkSvD3bcenL.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/newsletters/2025-04-13/apple-vision-pro-2-details-low-latency-headset-ar-glasses-ipados-19-details-m9flf1fd?srnd=undefined" target="_blank">Bloomberg </a>(contenuto accessibile solo tramite abbonamento) e in particolare da Mark Gurman, Apple sarebbe fortemente impegnata nello sviluppo di un paio di occhiali AR leggeri. Fonti vicine ai piani dell’azienda sostengono che si tratti del progetto su cui Tim Cook starebbe concentrando la maggior parte delle sue attenzioni in ambito sviluppo prodotto.</p><p>Tuttavia, sempre secondo Gurman, il lancio di questi occhiali sarebbe ancora distante. La visione di Apple è che una soluzione AR realmente completa non sia ancora tecnicamente realizzabile: per questo, l’azienda punterebbe prima a integrare funzionalità simili a quelle dei Ray-Ban Meta anche su altri suoi prodotti, come Apple Watch e AirPods, dotandoli di fotocamere supportate da intelligenza artificiale.</p><p>Alla luce delle attuali difficoltà di Apple nel portare l’IA su iPhone 16, è comprensibile che non voglia lanciarsi subito in un prodotto così ambizioso. Tuttavia, con i concorrenti come Samsung, Google e Meta pronti a entrare presto nel mercato degli smart glasses, l’azienda potrebbe rischiare di arrivare in ritardo.</p><p>C'è però un vantaggio che Apple potrebbe condividere con Google e che manca a Meta: il totale controllo sull’hardware e sul sistema operativo, un fattore cruciale per creare un'esperienza utente davvero integrata e coerente.</p><h2 id="strategia-d-integrazione-con-lo-smartphone">Strategia d'integrazione con lo smartphone</h2><p>La parte più sorprendente del prototipo di Google è senza dubbio il design: il visore XR appare decisamente più sottile rispetto ad altri occhiali AR visti finora, come i Meta Orion o il kit per sviluppatori degli Spectacles di quinta generazione di Snap. Questo perché, secondo quanto spiegato da Shahram Izadi, Google sta sfruttando il suo vero punto di forza: lo smartphone Android.</p><p>"Questi occhiali funzionano in sinergia con lo smartphone", ha spiegato Izadi. "Trasmettono dati in entrambe le direzioni, il che consente di mantenere un design leggero, lasciando allo smartphone il compito di gestire le app."</p><p>Meta e Snap, non potendo contare su propri smartphone, puntano a far sì che gli utenti si affidino interamente a una piattaforma autonoma, gestita da loro, dove possono controllare direttamente le app e le esperienze offerte. Un controllo che manca quando si appoggiano a un sistema Android esterno.</p><p>Google, dal canto suo, sembra avere tutto l'interesse a mantenere al centro del proprio ecosistema il telefono, evitando che gli utenti lo abbandonino troppo in fretta.</p><p>Gli occhiali intelligenti di Google sono pensati per sfruttare la potenza di elaborazione dello smartphone, anziché integrare un chip avanzato direttamente nel dispositivo (anche se è probabile che abbiano comunque una minima capacità di elaborazione integrata per gestire display e fotocamere).</p><p>Questo approccio consente di eliminare parte dell’ingombro che un chipset più performante richiederebbe – come sistemi di raffreddamento complessi o batterie più grandi – permettendo così di ottenere un prodotto più sottile, senza rinunciare (almeno sulla carta) alle prestazioni.</p><p>Anche Apple potrebbe adottare una strategia simile, creando una connessione tra i suoi futuri occhiali AR e l’iPhone. Tuttavia, l’approccio più “neutrale” di Meta e Snap offre un vantaggio: i loro dispositivi non sono legati a un ecosistema specifico, il che significa che possono funzionare con qualunque smartphone, o persino in modo indipendente.</p><p>Se Google riuscirà a mantenere questa sinergia con gli smartphone, potremmo vedere sul mercato un dispositivo smart meno costoso rispetto alla concorrenza, proprio perché non necessita di tanti componenti interni. Per fare un paragone, gli occhiali XR di Meta dotati di display – secondo indiscrezioni – potrebbero costare fino a 1.400 dollari (circa 1.100 euro).</p><p>Per ora non resta che attendere, ma i visori intelligenti di Google e Samsung sembrano molto promettenti. Se il lancio è davvero previsto per il 2026, l’attesa potrebbe valerne la pena.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/gli-occhiali-smart-android-xr-arriveranno-nel-2026-google-e-samsung-sfidano-apple-e-meta</link>
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                            <![CDATA[ Più sottili, intelligenti e connessi allo smartphone: ecco perché potrebbero essere la vera svolta della realtà aumentata. ]]>
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                                <p>Gli occhiali smart Ray-Ban Meta si sono rivelati un successo per Meta, e pare che Samsung e Apple abbiano preso nota: entrambe le aziende stanno infatti lavorando ai propri occhiali XR, rispettivamente per l'ecosistema Android e per quello Apple.</p><p>La prima anteprima dei nuovi occhiali Android XR è arrivata la scorsa settimana durante un intervento TED di Shahram Izadi, responsabile della realtà aumentata ed estesa di Google. Gli occhiali si presentano in un formato molto più compatto rispetto al visore XR su cui Google e Samsung stanno collaborando (conosciuto come Project Moohan), visibile su uno scaffale alle spalle del relatore per confronto.</p><p>Durante la dimostrazione, Izadi ha mostrato alcune funzionalità già operative: traduzione in tempo reale dal farsi all’inglese, scansione di un libro grazie alle fotocamere integrate, e una funzione chiamata “Memory” per ritrovare oggetti come le chiavi. Gli occhiali sono inoltre dotati di un display che permette di ricevere informazioni visivamente, e non solo tramite comandi vocali.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CQ5TiLeMvrmwxthyWsVGRC" name="TED2025_20250408_1JR6865-medium" alt="Shahram Izadi speaks at SESSION 3 at TED 2025: Humanity Reimagined" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CQ5TiLeMvrmwxthyWsVGRC.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jason Redmond / TED)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da The Korea Economic Daily, il prototipo mostrato recentemente sarebbe stato realizzato da Samsung nell’ambito della sua collaborazione con Google per lo sviluppo di dispositivi XR basati su Android, e il lancio ufficiale sarebbe previsto per il prossimo anno.</p><p>Come sempre, è bene prendere queste indiscrezioni con cautela, ma è interessante notare che circolano numerose voci sul possibile arrivo, già entro la fine di quest’anno, di una nuova versione degli occhiali Ray-Ban Meta dotata di display. In questo contesto, il debutto di un dispositivo XR targato Android potrebbe effettivamente seguire a breve distanza.</p><p>Considerando quanto il prototipo sembri già avanzato – in grado di svolgere numerose funzioni all’interno di un design compatto – è plausibile che Google e Samsung siano vicini alla realizzazione di un prodotto destinato al grande pubblico. L’unico dubbio resta il prezzo: l’auspicio è che non si avvicini a quello, piuttosto elevato, previsto per i nuovi occhiali Meta.</p><h2 id="cosa-sta-facendo-apple">Cosa sta facendo Apple?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LYVtRB7gWMAQkSvD3bcenL" name="Tim Cook Apple Vision Pro.jpg" alt="Apple CEO Tim Cook stands in front of several Vision Pro headsets." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LYVtRB7gWMAQkSvD3bcenL.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/newsletters/2025-04-13/apple-vision-pro-2-details-low-latency-headset-ar-glasses-ipados-19-details-m9flf1fd?srnd=undefined" target="_blank">Bloomberg </a>(contenuto accessibile solo tramite abbonamento) e in particolare da Mark Gurman, Apple sarebbe fortemente impegnata nello sviluppo di un paio di occhiali AR leggeri. Fonti vicine ai piani dell’azienda sostengono che si tratti del progetto su cui Tim Cook starebbe concentrando la maggior parte delle sue attenzioni in ambito sviluppo prodotto.</p><p>Tuttavia, sempre secondo Gurman, il lancio di questi occhiali sarebbe ancora distante. La visione di Apple è che una soluzione AR realmente completa non sia ancora tecnicamente realizzabile: per questo, l’azienda punterebbe prima a integrare funzionalità simili a quelle dei Ray-Ban Meta anche su altri suoi prodotti, come Apple Watch e AirPods, dotandoli di fotocamere supportate da intelligenza artificiale.</p><p>Alla luce delle attuali difficoltà di Apple nel portare l’IA su iPhone 16, è comprensibile che non voglia lanciarsi subito in un prodotto così ambizioso. Tuttavia, con i concorrenti come Samsung, Google e Meta pronti a entrare presto nel mercato degli smart glasses, l’azienda potrebbe rischiare di arrivare in ritardo.</p><p>C'è però un vantaggio che Apple potrebbe condividere con Google e che manca a Meta: il totale controllo sull’hardware e sul sistema operativo, un fattore cruciale per creare un'esperienza utente davvero integrata e coerente.</p><h2 id="strategia-d-integrazione-con-lo-smartphone">Strategia d'integrazione con lo smartphone</h2><p>La parte più sorprendente del prototipo di Google è senza dubbio il design: il visore XR appare decisamente più sottile rispetto ad altri occhiali AR visti finora, come i Meta Orion o il kit per sviluppatori degli Spectacles di quinta generazione di Snap. Questo perché, secondo quanto spiegato da Shahram Izadi, Google sta sfruttando il suo vero punto di forza: lo smartphone Android.</p><p>"Questi occhiali funzionano in sinergia con lo smartphone", ha spiegato Izadi. "Trasmettono dati in entrambe le direzioni, il che consente di mantenere un design leggero, lasciando allo smartphone il compito di gestire le app."</p><p>Meta e Snap, non potendo contare su propri smartphone, puntano a far sì che gli utenti si affidino interamente a una piattaforma autonoma, gestita da loro, dove possono controllare direttamente le app e le esperienze offerte. Un controllo che manca quando si appoggiano a un sistema Android esterno.</p><p>Google, dal canto suo, sembra avere tutto l'interesse a mantenere al centro del proprio ecosistema il telefono, evitando che gli utenti lo abbandonino troppo in fretta.</p><p>Gli occhiali intelligenti di Google sono pensati per sfruttare la potenza di elaborazione dello smartphone, anziché integrare un chip avanzato direttamente nel dispositivo (anche se è probabile che abbiano comunque una minima capacità di elaborazione integrata per gestire display e fotocamere).</p><p>Questo approccio consente di eliminare parte dell’ingombro che un chipset più performante richiederebbe – come sistemi di raffreddamento complessi o batterie più grandi – permettendo così di ottenere un prodotto più sottile, senza rinunciare (almeno sulla carta) alle prestazioni.</p><p>Anche Apple potrebbe adottare una strategia simile, creando una connessione tra i suoi futuri occhiali AR e l’iPhone. Tuttavia, l’approccio più “neutrale” di Meta e Snap offre un vantaggio: i loro dispositivi non sono legati a un ecosistema specifico, il che significa che possono funzionare con qualunque smartphone, o persino in modo indipendente.</p><p>Se Google riuscirà a mantenere questa sinergia con gli smartphone, potremmo vedere sul mercato un dispositivo smart meno costoso rispetto alla concorrenza, proprio perché non necessita di tanti componenti interni. Per fare un paragone, gli occhiali XR di Meta dotati di display – secondo indiscrezioni – potrebbero costare fino a 1.400 dollari (circa 1.100 euro).</p><p>Per ora non resta che attendere, ma i visori intelligenti di Google e Samsung sembrano molto promettenti. Se il lancio è davvero previsto per il 2026, l’attesa potrebbe valerne la pena.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple Vision Pro 2 potrebbe davvero valere l’acquisto: risolti due dei suoi problemi più gravi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nonostante l’eccellenza tecnica, il visore Vision Pro di Apple non ha ancora conquistato davvero il pubblico, sollevando dubbi sul futuro del dispositivo nel mercato della realtà virtuale. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, l’azienda avrebbe già un piano per rilanciare il progetto.</p><p>Secondo quanto riportato da Mark Gurman nella sua newsletter <em>Power On</em> per Bloomberg, Apple starebbe lavorando a due nuovi modelli di Vision Pro, con l’obiettivo di rinnovare la linea e ritagliarsi un nuovo spazio competitivo nel settore.</p><p>A quanto pare, non si tratterà di semplici aggiornamenti hardware. Sebbene Apple avesse inizialmente preso in considerazione modifiche minori – come l’adozione del chip M5 al posto dell’attuale M2 – ora l’azienda sarebbe orientata verso soluzioni ben più ambiziose.</p><p>Il primo nuovo modello di Vision Pro sarebbe una versione più economica e leggera rispetto all’attuale, pensata per rendere il visore più accessibile al grande pubblico e ridurre l’affaticamento del collo durante l’uso prolungato.</p><p>Il secondo modello, invece, è descritto da Gurman come il più interessante. Questo dispositivo sarebbe progettato per connettersi direttamente a un Mac, riducendo drasticamente la latenza. Una scelta che risponde a esigenze professionali molto specifiche: Gurman cita l’uso del Vision Pro in ambito chirurgico e nei simulatori di volo, contesti in cui ogni millisecondo conta.</p><p>Apple sembra dunque determinata a rivedere la propria strategia sul fronte della realtà mista, puntando su diversificazione, performance e un migliore posizionamento di mercato.</p><h2 id="affrontare-due-problemi-chiave">Affrontare due problemi chiave</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.16%;"><img id="winrnXkdaXTCkEm3W7iGMj" name="Apple Vision Pro new Mac Virtual Display" alt="Apple Vision Pro new Mac Virtual Display" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/winrnXkdaXTCkEm3W7iGMj.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="892" height="492" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Apple sembra intenzionata a risolvere due dei principali limiti che finora hanno frenato la diffusione del Vision Pro: il peso eccessivo del visore e il suo prezzo molto elevato.</p><p>Secondo Mark Gurman di Bloomberg, il secondo modello in sviluppo potrebbe richiamare un progetto precedentemente cancellato da Apple, ovvero un paio di occhiali AR leggeri collegati a un Mac. L'obiettivo a lungo termine resta quello di creare un dispositivo completamente wireless da indossare per l'intera giornata, ma serviranno ancora anni prima che sia pronto per il mercato.</p><p>Nel frattempo, qualsiasi riduzione del peso del Vision Pro sarà sicuramente ben accolta, soprattutto per chi ne fa un uso prolungato. Anche il costo resta una barriera importante: con un prezzo di lancio di 3.999 euro in Italia, la spesa è difficile da giustificare per molti, specialmente considerando che si tratta ancora di un prodotto nelle sue fasi iniziali.</p><p>Apple potrebbe quindi puntare a una versione più accessibile e comoda, capace di valorizzare al meglio funzionalità come l’Ultrawide Mac Virtual Display, che simula un formato 32:9 equivalente a due monitor affiancati. Un’opzione decisamente più interessante, soprattutto se accompagnata da un design più ergonomico e un prezzo più competitivo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/apple-vision-pro-2-potrebbe-davvero-valere-lacquisto-risolti-due-dei-suoi-problemi-piu-gravi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple sta lavorando a due nuovi modelli: uno più leggero ed economico, l’altro pensato per prestazioni ultra fluide con i Mac. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Virtual Reality &amp; Augmented Reality]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Lance Ulanoff wearing Apple Vision Pro]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nonostante l’eccellenza tecnica, il visore Vision Pro di Apple non ha ancora conquistato davvero il pubblico, sollevando dubbi sul futuro del dispositivo nel mercato della realtà virtuale. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, l’azienda avrebbe già un piano per rilanciare il progetto.</p><p>Secondo quanto riportato da Mark Gurman nella sua newsletter <em>Power On</em> per Bloomberg, Apple starebbe lavorando a due nuovi modelli di Vision Pro, con l’obiettivo di rinnovare la linea e ritagliarsi un nuovo spazio competitivo nel settore.</p><p>A quanto pare, non si tratterà di semplici aggiornamenti hardware. Sebbene Apple avesse inizialmente preso in considerazione modifiche minori – come l’adozione del chip M5 al posto dell’attuale M2 – ora l’azienda sarebbe orientata verso soluzioni ben più ambiziose.</p><p>Il primo nuovo modello di Vision Pro sarebbe una versione più economica e leggera rispetto all’attuale, pensata per rendere il visore più accessibile al grande pubblico e ridurre l’affaticamento del collo durante l’uso prolungato.</p><p>Il secondo modello, invece, è descritto da Gurman come il più interessante. Questo dispositivo sarebbe progettato per connettersi direttamente a un Mac, riducendo drasticamente la latenza. Una scelta che risponde a esigenze professionali molto specifiche: Gurman cita l’uso del Vision Pro in ambito chirurgico e nei simulatori di volo, contesti in cui ogni millisecondo conta.</p><p>Apple sembra dunque determinata a rivedere la propria strategia sul fronte della realtà mista, puntando su diversificazione, performance e un migliore posizionamento di mercato.</p><h2 id="affrontare-due-problemi-chiave">Affrontare due problemi chiave</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.16%;"><img id="winrnXkdaXTCkEm3W7iGMj" name="Apple Vision Pro new Mac Virtual Display" alt="Apple Vision Pro new Mac Virtual Display" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/winrnXkdaXTCkEm3W7iGMj.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="892" height="492" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Apple sembra intenzionata a risolvere due dei principali limiti che finora hanno frenato la diffusione del Vision Pro: il peso eccessivo del visore e il suo prezzo molto elevato.</p><p>Secondo Mark Gurman di Bloomberg, il secondo modello in sviluppo potrebbe richiamare un progetto precedentemente cancellato da Apple, ovvero un paio di occhiali AR leggeri collegati a un Mac. L'obiettivo a lungo termine resta quello di creare un dispositivo completamente wireless da indossare per l'intera giornata, ma serviranno ancora anni prima che sia pronto per il mercato.</p><p>Nel frattempo, qualsiasi riduzione del peso del Vision Pro sarà sicuramente ben accolta, soprattutto per chi ne fa un uso prolungato. Anche il costo resta una barriera importante: con un prezzo di lancio di 3.999 euro in Italia, la spesa è difficile da giustificare per molti, specialmente considerando che si tratta ancora di un prodotto nelle sue fasi iniziali.</p><p>Apple potrebbe quindi puntare a una versione più accessibile e comoda, capace di valorizzare al meglio funzionalità come l’Ultrawide Mac Virtual Display, che simula un formato 32:9 equivalente a due monitor affiancati. Un’opzione decisamente più interessante, soprattutto se accompagnata da un design più ergonomico e un prezzo più competitivo.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft si sta scavando la fossa con Windows 11 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Negli ultimi tempi, Microsoft ha intensificato le sollecitazioni rivolte agli utenti affinché effettuino l’upgrade a Windows 11, utilizzando notifiche, promemoria e messaggi promozionali integrati nel sistema operativo. Tuttavia, questa strategia potrebbe rivelarsi controproducente nel lungo periodo.</p><p>Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal requisito obbligatorio del modulo TPM 2.0 (Trusted Platform Module), un chip presente sulla scheda madre dei PC più recenti che consente funzionalità di sicurezza avanzate. Senza questo componente, l’installazione di Windows 11 non è supportata ufficialmente. Anche se esistono metodi per aggirare questo limite, non sono raccomandati da Microsoft.</p><p>Sotto il profilo della sicurezza, il TPM 2.0 rappresenta certamente un passo avanti. Tuttavia, la sua introduzione comporta che numerosi computer ancora funzionanti non siano compatibili con il nuovo sistema operativo. In vista della fine del supporto ufficiale per Windows 10, ciò potrebbe contribuire a un incremento significativo dei dispositivi destinati alla dismissione, con conseguenze tangibili in termini di sostenibilità ambientale.</p><p>Ma al di là delle implicazioni ecologiche, il punto centrale riguarda la percezione dell’utente. Le restrizioni hardware e la comunicazione insistente da parte di Microsoft rischiano di creare un clima di insoddisfazione e frustrazione che potrebbe minare la fiducia verso il sistema operativo più diffuso al mondo.</p><h2 id="tagliare-e-cambiare">Tagliare e cambiare</h2><p>Windows è un sistema operativo in costante evoluzione: nato negli anni '80 come interfaccia grafica per MS-DOS, ha attraversato decenni di trasformazioni con versioni iconiche come Windows XP e Windows 10, ma anche meno fortunate come Vista o Windows RT. Nel tempo, si è spesso vociferato dell’arrivo di una versione “definitiva” del sistema operativo: un ipotetico “Windows perfetto”, destinato a durare nel tempo grazie ad aggiornamenti continui e a un’esperienza stabile e coerente.</p><p>L’idea è simile a quanto offerto da Apple con macOS: un sistema che riceve aggiornamenti gratuiti regolari, introduce nuove funzionalità senza stravolgimenti drastici e resta privo di pubblicità invasive. Tuttavia, la realtà per Microsoft è più complessa. A differenza di Apple, che controlla strettamente sia hardware che software, Microsoft deve garantire la compatibilità di Windows con una vastissima varietà di configurazioni hardware, tra PC assemblati e portatili di numerosi produttori.</p><p>Ciononostante, almeno sul fronte delle pubblicità nel sistema operativo, ci si aspetterebbe una gestione più discreta, sulla falsariga di quanto già avviene su macOS. Ma finora, questo obiettivo non è stato pienamente raggiunto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1960px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.63%;"><img id="X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK" name="macOS Ventura problems main.jpg" alt="An Apple MacBook Pro on a desk with an iPhone being used as a webcam. The webcam is using Continuity Camera in macOS Ventura to show items on a desk using the Desk View feature." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1960" height="1306" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non serve essere fan di Apple per riconoscere che, sotto molti aspetti, macOS è gestito meglio rispetto a Windows. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Alla fine dei conti, Microsoft non ha realmente bisogno di continuare a sviluppare nuove versioni di Windows: lo fa perché, al di fuori di un ecosistema chiuso come quello di Apple, questo approccio risulta ancora redditizio. I produttori di sistemi devono acquistare nuove licenze e gli utenti sono spesso costretti a cambiare dispositivo.</p><p>Certo, in alcuni casi può rendersi necessario un rinnovamento radicale, anche a costo di lasciare indietro parte dell’utenza, come dimostra la questione del supporto obbligatorio al TPM 2.0. Tuttavia, iniziano a emergere le crepe di questo modello, e se Microsoft non cambierà direzione, le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che positive.</p><h2 id="e-tempo-di-dire-basta">E' tempo di dire basta?</h2><p>Se l’idea di aggiornare a un nuovo sistema operativo può sembrare una seccatura per un singolo utente (personalmente rimando da anni, usando ancora Windows 10 sul mio PC di casa), immaginate cosa significhi per una grande azienda — sia in termini di impegno che di costi. Nonostante l’adozione di Windows 11 sia finalmente in crescita, molte realtà aziendali e pubbliche utilizzano ancora Windows 10 o versioni precedenti, ignorando i continui inviti di Microsoft all’aggiornamento.</p><p>Un report di Kaspersky del 2021 indicava che il 73% delle strutture sanitarie nel mondo impiega ancora dispositivi con sistemi operativi obsoleti per scopi medici. Un dato allarmante, reso ancor più grave da un’indagine successiva di Cynerio, secondo cui l’80% dei dispositivi per imaging medico utilizza software ufficialmente fuori supporto, come Windows 7 o XP.</p><p>Il settore sanitario è solo uno dei tanti colpiti, ma le conseguenze si fanno sentire ovunque, soprattutto nei contesti in cui i fondi per aggiornare hardware e software scarseggiano. Utilizzare un sistema operativo non più supportato può causare numerosi problemi, soprattutto in termini di sicurezza e compatibilità. Non si tratta di una scelta volontaria: spesso queste realtà non possono aggiornarsi perché ciò comporterebbe la sostituzione completa del computer, se non addirittura dell’intero macchinario a cui è collegato.</p><h2 id="annunci-fastidiosi">Annunci fastidiosi</h2><p>E infine, e qui sarò piuttosto diretto, Microsoft, il lento ma costante declino dell’esperienza utente su Windows deve fermarsi. Annunci pubblicitari, bug, notifiche invadenti, l’insistenza con cui viene proposta l’IA Copilot… basta, davvero.</p><p>Uso Windows 11 sia sul mio portatile sia sul ROG Ally per il gaming portatile, quindi conosco bene i problemi. Non sono certo un fan dei dispositivi Apple, ma la coerenza di macOS e l’assenza totale di pubblicità cominciano a diventare sempre più attraenti.</p><p>Windows 11 sembra sempre meno un prodotto che si acquista e si possiede, e sempre più un “servizio in abbonamento”, qualcosa che paghi ma che non controlli, pronto a cambiare radicalmente da un momento all’altro. È un problema già noto nel mondo dei videogiochi, dove molti titoli tripla A sembrano ormai puntare più a spremere valore economico dagli utenti che a offrire un’esperienza davvero piacevole.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5455px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.53%;"><img id="8j3WsnXMG5VeGjevxLFff" name="shutterstock_2164006455" alt="Start windows 11 button on computer menu screen close up view" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8j3WsnXMG5VeGjevxLFff.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5455" height="3629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non odio Windows 11, ma se qualcosa funziona, forse non serve cambiarla. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Anche Windows 10, ormai vicino alla fine del supporto, non è immune dagli interventi invasivi di Microsoft. Tra notifiche insistenti, funzionalità rimosse e continui inviti a passare a Windows 11, l’esperienza utente sembra sempre più forzata.</p><p>Immaginate di aver comprato un’auto che funziona bene, non dà problemi e fa il suo dovere. Dopo qualche anno, però, ogni giorno trovate un volantino sul parabrezza che vi invita ad acquistare il nuovo modello, e ogni tanto sparisce anche un pezzo della vostra auto. Il problema? Non volete quel nuovo modello, e forse neppure potete permettervelo.</p><p>Molti utenti chiedono semplicemente un sistema operativo stabile, senza pubblicità o aggiornamenti imposti, che non diventi obsoleto nel giro di pochi anni. Un’esigenza che, in un panorama dominato dal concetto di “servizio continuo”, sembra ormai quasi fuori moda.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Aggiornamenti forzati, pubblicità e requisiti assurdi: così l'OS si scava la fossa da solo. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Windows]]></category>
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                                <p>Negli ultimi tempi, Microsoft ha intensificato le sollecitazioni rivolte agli utenti affinché effettuino l’upgrade a Windows 11, utilizzando notifiche, promemoria e messaggi promozionali integrati nel sistema operativo. Tuttavia, questa strategia potrebbe rivelarsi controproducente nel lungo periodo.</p><p>Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal requisito obbligatorio del modulo TPM 2.0 (Trusted Platform Module), un chip presente sulla scheda madre dei PC più recenti che consente funzionalità di sicurezza avanzate. Senza questo componente, l’installazione di Windows 11 non è supportata ufficialmente. Anche se esistono metodi per aggirare questo limite, non sono raccomandati da Microsoft.</p><p>Sotto il profilo della sicurezza, il TPM 2.0 rappresenta certamente un passo avanti. Tuttavia, la sua introduzione comporta che numerosi computer ancora funzionanti non siano compatibili con il nuovo sistema operativo. In vista della fine del supporto ufficiale per Windows 10, ciò potrebbe contribuire a un incremento significativo dei dispositivi destinati alla dismissione, con conseguenze tangibili in termini di sostenibilità ambientale.</p><p>Ma al di là delle implicazioni ecologiche, il punto centrale riguarda la percezione dell’utente. Le restrizioni hardware e la comunicazione insistente da parte di Microsoft rischiano di creare un clima di insoddisfazione e frustrazione che potrebbe minare la fiducia verso il sistema operativo più diffuso al mondo.</p><h2 id="tagliare-e-cambiare">Tagliare e cambiare</h2><p>Windows è un sistema operativo in costante evoluzione: nato negli anni '80 come interfaccia grafica per MS-DOS, ha attraversato decenni di trasformazioni con versioni iconiche come Windows XP e Windows 10, ma anche meno fortunate come Vista o Windows RT. Nel tempo, si è spesso vociferato dell’arrivo di una versione “definitiva” del sistema operativo: un ipotetico “Windows perfetto”, destinato a durare nel tempo grazie ad aggiornamenti continui e a un’esperienza stabile e coerente.</p><p>L’idea è simile a quanto offerto da Apple con macOS: un sistema che riceve aggiornamenti gratuiti regolari, introduce nuove funzionalità senza stravolgimenti drastici e resta privo di pubblicità invasive. Tuttavia, la realtà per Microsoft è più complessa. A differenza di Apple, che controlla strettamente sia hardware che software, Microsoft deve garantire la compatibilità di Windows con una vastissima varietà di configurazioni hardware, tra PC assemblati e portatili di numerosi produttori.</p><p>Ciononostante, almeno sul fronte delle pubblicità nel sistema operativo, ci si aspetterebbe una gestione più discreta, sulla falsariga di quanto già avviene su macOS. Ma finora, questo obiettivo non è stato pienamente raggiunto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1960px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.63%;"><img id="X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK" name="macOS Ventura problems main.jpg" alt="An Apple MacBook Pro on a desk with an iPhone being used as a webcam. The webcam is using Continuity Camera in macOS Ventura to show items on a desk using the Desk View feature." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1960" height="1306" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non serve essere fan di Apple per riconoscere che, sotto molti aspetti, macOS è gestito meglio rispetto a Windows. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Alla fine dei conti, Microsoft non ha realmente bisogno di continuare a sviluppare nuove versioni di Windows: lo fa perché, al di fuori di un ecosistema chiuso come quello di Apple, questo approccio risulta ancora redditizio. I produttori di sistemi devono acquistare nuove licenze e gli utenti sono spesso costretti a cambiare dispositivo.</p><p>Certo, in alcuni casi può rendersi necessario un rinnovamento radicale, anche a costo di lasciare indietro parte dell’utenza, come dimostra la questione del supporto obbligatorio al TPM 2.0. Tuttavia, iniziano a emergere le crepe di questo modello, e se Microsoft non cambierà direzione, le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che positive.</p><h2 id="e-tempo-di-dire-basta">E' tempo di dire basta?</h2><p>Se l’idea di aggiornare a un nuovo sistema operativo può sembrare una seccatura per un singolo utente (personalmente rimando da anni, usando ancora Windows 10 sul mio PC di casa), immaginate cosa significhi per una grande azienda — sia in termini di impegno che di costi. Nonostante l’adozione di Windows 11 sia finalmente in crescita, molte realtà aziendali e pubbliche utilizzano ancora Windows 10 o versioni precedenti, ignorando i continui inviti di Microsoft all’aggiornamento.</p><p>Un report di Kaspersky del 2021 indicava che il 73% delle strutture sanitarie nel mondo impiega ancora dispositivi con sistemi operativi obsoleti per scopi medici. Un dato allarmante, reso ancor più grave da un’indagine successiva di Cynerio, secondo cui l’80% dei dispositivi per imaging medico utilizza software ufficialmente fuori supporto, come Windows 7 o XP.</p><p>Il settore sanitario è solo uno dei tanti colpiti, ma le conseguenze si fanno sentire ovunque, soprattutto nei contesti in cui i fondi per aggiornare hardware e software scarseggiano. Utilizzare un sistema operativo non più supportato può causare numerosi problemi, soprattutto in termini di sicurezza e compatibilità. Non si tratta di una scelta volontaria: spesso queste realtà non possono aggiornarsi perché ciò comporterebbe la sostituzione completa del computer, se non addirittura dell’intero macchinario a cui è collegato.</p><h2 id="annunci-fastidiosi">Annunci fastidiosi</h2><p>E infine, e qui sarò piuttosto diretto, Microsoft, il lento ma costante declino dell’esperienza utente su Windows deve fermarsi. Annunci pubblicitari, bug, notifiche invadenti, l’insistenza con cui viene proposta l’IA Copilot… basta, davvero.</p><p>Uso Windows 11 sia sul mio portatile sia sul ROG Ally per il gaming portatile, quindi conosco bene i problemi. Non sono certo un fan dei dispositivi Apple, ma la coerenza di macOS e l’assenza totale di pubblicità cominciano a diventare sempre più attraenti.</p><p>Windows 11 sembra sempre meno un prodotto che si acquista e si possiede, e sempre più un “servizio in abbonamento”, qualcosa che paghi ma che non controlli, pronto a cambiare radicalmente da un momento all’altro. È un problema già noto nel mondo dei videogiochi, dove molti titoli tripla A sembrano ormai puntare più a spremere valore economico dagli utenti che a offrire un’esperienza davvero piacevole.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5455px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.53%;"><img id="8j3WsnXMG5VeGjevxLFff" name="shutterstock_2164006455" alt="Start windows 11 button on computer menu screen close up view" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8j3WsnXMG5VeGjevxLFff.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5455" height="3629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non odio Windows 11, ma se qualcosa funziona, forse non serve cambiarla. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Anche Windows 10, ormai vicino alla fine del supporto, non è immune dagli interventi invasivi di Microsoft. Tra notifiche insistenti, funzionalità rimosse e continui inviti a passare a Windows 11, l’esperienza utente sembra sempre più forzata.</p><p>Immaginate di aver comprato un’auto che funziona bene, non dà problemi e fa il suo dovere. Dopo qualche anno, però, ogni giorno trovate un volantino sul parabrezza che vi invita ad acquistare il nuovo modello, e ogni tanto sparisce anche un pezzo della vostra auto. Il problema? Non volete quel nuovo modello, e forse neppure potete permettervelo.</p><p>Molti utenti chiedono semplicemente un sistema operativo stabile, senza pubblicità o aggiornamenti imposti, che non diventi obsoleto nel giro di pochi anni. Un’esigenza che, in un panorama dominato dal concetto di “servizio continuo”, sembra ormai quasi fuori moda.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Pico sorpassa Meta: arriva il tracker VR che fa davvero la differenza ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Pico ha appena annunciato un aggiornamento per una delle sue funzioni più apprezzate in ambito realtà virtuale: un nuovo sensore di movimento dedicato alla vita. E ancora una volta, non posso fare a meno di desiderare che anche il mio Meta Quest 3 possa offrire qualcosa di simile.</p><p>Quando ho provato il Pico 4 Ultra lo scorso anno, uno degli elementi più interessanti erano proprio i sensori di movimento aggiuntivi, spesso inclusi gratuitamente nei bundle promozionali del visore. Bastava fissarli ai piedi per ottenere un tracciamento preciso degli arti inferiori, rendendo l’esperienza nei giochi compatibili molto più coinvolgente.</p><p>Con il supporto anche al tracciamento delle mani, il sistema permetteva un’interazione completa e realistica del corpo nello spazio virtuale, come se ci si trovasse davvero all’interno di un altro mondo. E ora, con il nuovo tracker posizionabile in vita, Pico compie un ulteriore passo avanti verso un’esperienza full-body senza precedenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mSMbeR6JEygk9j8Z9ypoGS" name="Pico 4 Ultra Waist tracker" alt="The new Pico Waist tracker next to a person using it to dance in VR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mSMbeR6JEygk9j8Z9ypoGS.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pico)</span></figcaption></figure><p>Ora, quella soluzione semplice ma efficace arriva in una nuova versione: il Pico Motion Tracker per la vita. Il dispositivo è disponibile al prezzo di 39,99 sterline (circa 50 dollari / 85 euro).</p><p>Non abbiamo ancora avuto modo di provarlo personalmente, ma considerando quanto siano precisi i sensori per i piedi già esistenti, ci aspettiamo che anche questo nuovo tracker per la vita mantenga un livello qualitativo molto alto, specialmente nei titoli compatibili come VRChat o nei giochi PCVR collegati tramite la funzione Pico Connect.</p><p>Un accessorio simile potrebbe rivelarsi perfetto per esperienze VR basate sul movimento, come allenamenti fitness, giochi di danza, o persino per usare nuovi oggetti virtuali come un hula hoop. Non resta che attendere e vedere come verrà integrato nei vari titoli supportati.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo accessorio per il tracciamento della vita rende il Pico 4 Ultra ancora più immersivo – e fa invidia ai possessori di Quest 3. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">9FoAyZKXDY5jh7mCpHoNyM</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Pico 4 Ultra and its controllers on a table]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Pico ha appena annunciato un aggiornamento per una delle sue funzioni più apprezzate in ambito realtà virtuale: un nuovo sensore di movimento dedicato alla vita. E ancora una volta, non posso fare a meno di desiderare che anche il mio Meta Quest 3 possa offrire qualcosa di simile.</p><p>Quando ho provato il Pico 4 Ultra lo scorso anno, uno degli elementi più interessanti erano proprio i sensori di movimento aggiuntivi, spesso inclusi gratuitamente nei bundle promozionali del visore. Bastava fissarli ai piedi per ottenere un tracciamento preciso degli arti inferiori, rendendo l’esperienza nei giochi compatibili molto più coinvolgente.</p><p>Con il supporto anche al tracciamento delle mani, il sistema permetteva un’interazione completa e realistica del corpo nello spazio virtuale, come se ci si trovasse davvero all’interno di un altro mondo. E ora, con il nuovo tracker posizionabile in vita, Pico compie un ulteriore passo avanti verso un’esperienza full-body senza precedenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mSMbeR6JEygk9j8Z9ypoGS" name="Pico 4 Ultra Waist tracker" alt="The new Pico Waist tracker next to a person using it to dance in VR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mSMbeR6JEygk9j8Z9ypoGS.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pico)</span></figcaption></figure><p>Ora, quella soluzione semplice ma efficace arriva in una nuova versione: il Pico Motion Tracker per la vita. Il dispositivo è disponibile al prezzo di 39,99 sterline (circa 50 dollari / 85 euro).</p><p>Non abbiamo ancora avuto modo di provarlo personalmente, ma considerando quanto siano precisi i sensori per i piedi già esistenti, ci aspettiamo che anche questo nuovo tracker per la vita mantenga un livello qualitativo molto alto, specialmente nei titoli compatibili come VRChat o nei giochi PCVR collegati tramite la funzione Pico Connect.</p><p>Un accessorio simile potrebbe rivelarsi perfetto per esperienze VR basate sul movimento, come allenamenti fitness, giochi di danza, o persino per usare nuovi oggetti virtuali come un hula hoop. Non resta che attendere e vedere come verrà integrato nei vari titoli supportati.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La schermata di errore di Windows 11 cambia colore (di nuovo) e ora crea solo confusione ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft sta modificando la celebre schermata blu della morte (BSOD) in Windows 11, non solo cambiandone il colore, ma semplificandone radicalmente l’aspetto.</p><p>Nella versione attuale di Windows 11, la BSOD è blu e include alcune informazioni tecniche sull’errore che ha causato il blocco del sistema, accompagnate da una faccina triste che segnala un problema critico.</p><p>Secondo quanto riportato da Windows Latest, una versione aggiornata della schermata sta iniziando a comparire nella build 24H2 di Windows 11. Nelle versioni di test, la schermata è verde (GSOD), colore usato storicamente per le build di anteprima. Tuttavia, per gli utenti finali, il colore sarà nero.</p><p>Il cambiamento più significativo riguarda il contenuto della schermata: ora è molto più essenziale, mostrando solo il messaggio “Il dispositivo ha riscontrato un problema e deve riavviarsi”. Sono stati rimossi sia la faccina triste che il codice QR, che in passato permetteva di ottenere maggiori informazioni sull’errore. Rimane una breve descrizione con il codice di arresto nella parte inferiore dello schermo, ma senza l’URL che prima rimandava alla documentazione tecnica di Microsoft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1365px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="zCTzttTxfMo4EsVZ5AeihY" name="Windows 11 Black Screen of Death" alt="Windows 11 Black Screen of Death error message" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCTzttTxfMo4EsVZ5AeihY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1365" height="768" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Interpretare il nuovo design della schermata della morte (BSOD) in Windows 11 non è semplice. Microsoft ha forse semplificato troppo, rendendo la schermata troppo minimale e poco informativa? È un’osservazione legittima, ma si può anche sostenere che le informazioni fornite dalla versione attuale – la BSOD blu tradizionale – siano spesso poco utili alla maggior parte degli utenti.</p><p>Il codice QR, ad esempio, rimandava quasi sempre a pagine generiche del supporto Microsoft, senza offrire soluzioni specifiche per l’errore in questione. La sua rimozione, quindi, difficilmente sarà sentita. Tuttavia, anziché eliminarlo, sarebbe stato più utile renderlo effettivamente informativo. Non è escluso che possa tornare in futuro, magari in una versione migliorata.</p><p>La rimozione della faccina triste, per alcuni, rappresenta un passo verso un design più sobrio. Per altri, però, era un simbolo chiaro e immediato che indicava un errore critico. La nuova schermata nera, al contrario, rischia di essere confusa con quella di un normale aggiornamento di sistema, soprattutto per utenti meno esperti. Il messaggio di errore, ora visualizzato in piccolo nella parte inferiore dello schermo, potrebbe passare inosservato, facendo pensare erroneamente a un semplice riavvio post-aggiornamento.</p><p>In sintesi, la semplificazione ha senso, ma l’attuale Black Screen of Death potrebbe risultare troppo scarna. Un testo più grande, leggibile e immediatamente identificabile come messaggio di errore renderebbe l’esperienza più chiara. Un’icona esplicita – come un simbolo di errore o un'icona a forma di chiave inglese – aiuterebbe a colmare lo spazio vuoto e a distinguere chiaramente la schermata da altri messaggi di sistema.</p><p>Sebbene questa nuova BSOD nera sia ancora in fase di test (come GSOD nelle build Insider), Windows Latest segnala che è già in fase di rilascio limitato anche su versioni stabili di Windows 11. Se confermato, Microsoft starebbe sperimentando la nuova interfaccia su un numero ristretto di utenti finali.</p><p>Nel lungo periodo, sarebbe auspicabile che la BSOD fornisse messaggi d’errore più utili e accessibili anche per utenti meno esperti, magari con indicazioni basilari su cosa potrebbe essere andato storto. Anche semplici suggerimenti, se ben presentati, potrebbero fare una grande differenza.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/la-schermata-di-errore-di-windows-11-cambia-colore-di-nuovo-e-ora-crea-solo-confusione</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft sostituisce la celebre “Blue Screen of Death” con una versione nera e semplificata, ma così sembra solo un aggiornamento... e non un errore critico. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Man with laptop showing Blue screen of death or BSOD on the monitor screen]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft sta modificando la celebre schermata blu della morte (BSOD) in Windows 11, non solo cambiandone il colore, ma semplificandone radicalmente l’aspetto.</p><p>Nella versione attuale di Windows 11, la BSOD è blu e include alcune informazioni tecniche sull’errore che ha causato il blocco del sistema, accompagnate da una faccina triste che segnala un problema critico.</p><p>Secondo quanto riportato da Windows Latest, una versione aggiornata della schermata sta iniziando a comparire nella build 24H2 di Windows 11. Nelle versioni di test, la schermata è verde (GSOD), colore usato storicamente per le build di anteprima. Tuttavia, per gli utenti finali, il colore sarà nero.</p><p>Il cambiamento più significativo riguarda il contenuto della schermata: ora è molto più essenziale, mostrando solo il messaggio “Il dispositivo ha riscontrato un problema e deve riavviarsi”. Sono stati rimossi sia la faccina triste che il codice QR, che in passato permetteva di ottenere maggiori informazioni sull’errore. Rimane una breve descrizione con il codice di arresto nella parte inferiore dello schermo, ma senza l’URL che prima rimandava alla documentazione tecnica di Microsoft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1365px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="zCTzttTxfMo4EsVZ5AeihY" name="Windows 11 Black Screen of Death" alt="Windows 11 Black Screen of Death error message" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCTzttTxfMo4EsVZ5AeihY.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1365" height="768" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Interpretare il nuovo design della schermata della morte (BSOD) in Windows 11 non è semplice. Microsoft ha forse semplificato troppo, rendendo la schermata troppo minimale e poco informativa? È un’osservazione legittima, ma si può anche sostenere che le informazioni fornite dalla versione attuale – la BSOD blu tradizionale – siano spesso poco utili alla maggior parte degli utenti.</p><p>Il codice QR, ad esempio, rimandava quasi sempre a pagine generiche del supporto Microsoft, senza offrire soluzioni specifiche per l’errore in questione. La sua rimozione, quindi, difficilmente sarà sentita. Tuttavia, anziché eliminarlo, sarebbe stato più utile renderlo effettivamente informativo. Non è escluso che possa tornare in futuro, magari in una versione migliorata.</p><p>La rimozione della faccina triste, per alcuni, rappresenta un passo verso un design più sobrio. Per altri, però, era un simbolo chiaro e immediato che indicava un errore critico. La nuova schermata nera, al contrario, rischia di essere confusa con quella di un normale aggiornamento di sistema, soprattutto per utenti meno esperti. Il messaggio di errore, ora visualizzato in piccolo nella parte inferiore dello schermo, potrebbe passare inosservato, facendo pensare erroneamente a un semplice riavvio post-aggiornamento.</p><p>In sintesi, la semplificazione ha senso, ma l’attuale Black Screen of Death potrebbe risultare troppo scarna. Un testo più grande, leggibile e immediatamente identificabile come messaggio di errore renderebbe l’esperienza più chiara. Un’icona esplicita – come un simbolo di errore o un'icona a forma di chiave inglese – aiuterebbe a colmare lo spazio vuoto e a distinguere chiaramente la schermata da altri messaggi di sistema.</p><p>Sebbene questa nuova BSOD nera sia ancora in fase di test (come GSOD nelle build Insider), Windows Latest segnala che è già in fase di rilascio limitato anche su versioni stabili di Windows 11. Se confermato, Microsoft starebbe sperimentando la nuova interfaccia su un numero ristretto di utenti finali.</p><p>Nel lungo periodo, sarebbe auspicabile che la BSOD fornisse messaggi d’errore più utili e accessibili anche per utenti meno esperti, magari con indicazioni basilari su cosa potrebbe essere andato storto. Anche semplici suggerimenti, se ben presentati, potrebbero fare una grande differenza.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft migliora la condivisione su Windows: ora puoi modificare e comprimere immagini ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Microsoft aggiunge modifica e compressione immagini a Windows Share nella beta di Windows 11 23H2</strong></li><li><strong>Non è chiaro se queste funzioni saranno disponibili in altri aggiornamenti</strong></li><li><strong>Il nuovo strumento potrebbe rendere obsoleto il Snipping Tool grazie a opzioni di ritaglio, regolazione e filtri</strong></li></ul><p>Microsoft è stata recentemente criticata per i problemi legati a Windows 11 24H2, ma finalmente arriva una buona notizia sugli aggiornamenti di Windows 11: sembra che Microsoft stia introducendo nuove funzionalità per la condivisione e la modifica delle immagini.</p><p>Secondo quanto segnalato da phantomofearth su X e riportato da Windows Report, Microsoft sta aggiungendo strumenti di modifica e compressione delle immagini alla funzione Windows Share. Questo consentirà agli utenti di ritagliare e regolare le immagini senza dover utilizzare lo Strumento di Cattura, offrendo anche opzioni di compressione dei file.</p><p>È importante notare che questa funzionalità è stata individuata nella beta di Windows 11 23H2 (Microsoft sta ancora aggiornando le versioni precedenti di Windows 11), quindi al momento non è disponibile per tutti gli utenti. Inoltre, non è chiaro se questi strumenti saranno esclusivi per 23H2 o se verranno estesi ad altri aggiornamenti futuri. Questo aggiornamento rappresenta una soluzione ideale per chi deve condividere immagini di grandi dimensioni.</p><p>Sarebbe ancora meglio se Microsoft estendesse queste funzioni anche alla compressione dei video e di altri file, eliminando la necessità di utilizzare servizi esterni per ridurre le dimensioni dei documenti. Sebbene sia preferibile attendere il rilascio ufficiale di questa funzionalità in 23H2 (o in eventuali aggiornamenti futuri), è possibile accedervi in anteprima aderendo al Windows Insider Programme e scaricando la beta di 23H2.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MicneSu3sxtm9UVf8k3vYS" name="shutterstock_581369866.jpg" alt="Microsoft logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MicneSu3sxtm9UVf8k3vYS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="windows-11-23h2-e-una-boccata-d-aria-fresca">Windows 11 23H2 è una boccata d'aria fresca</h2><p>Dopo aver affrontato una serie di problemi con Windows 11 24H2, sono tornato alla versione 23H2 e non potrei essere più soddisfatto. Il driver Game Ready 572.70 di Nvidia mi ha praticamente costretto a fare il downgrade, visto che all’avvio il mio schermo diventava nero. Ora che ho lasciato alle spalle bug strani, rallentamenti e incompatibilità con alcuni giochi, il mio PC è tornato finalmente utilizzabile come dovrebbe.</p><p>Ovviamente, ogni aggiornamento di Windows porta con sé qualche problema, ma al momento 23H2 sembra l’opzione più stabile, fatta eccezione per quel fastidioso bug che blocca la CPU al 100%.</p><p>Anche se non sto usando la beta di 23H2, l’aggiornamento di Windows Share è qualcosa che desideravo da tempo. La possibilità di comprimere e condividere file senza dover ricorrere a software di terze parti o siti online è una funzionalità che mancava. Certo, gestire file molto grandi è ancora una sfida, ma almeno è un passo nella direzione giusta.</p><p>Non so quando aggiornerò di nuovo il mio sistema (sempre che Microsoft non mi obblighi a farlo), e allo stesso modo non aggiornerò i driver della mia GPU finché non avrò la certezza di non incappare in schermate blu.</p><p>Se Microsoft riuscirà a sistemare 24H2 e a migliorare la funzione di compressione file estendendola ad altri formati, potrò finalmente mettere da parte le mie lamentele. Speriamo che succeda prima possibile.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/microsoft-migliora-la-condivisione-su-windows-ora-puoi-modificare-e-comprimere-immagini</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’aggiornamento di Windows 11 23H2 introduce nuove funzioni per semplificare la gestione delle immagini senza strumenti esterni ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A laptop on a desk with the Windows 11 background on its screen.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Microsoft aggiunge modifica e compressione immagini a Windows Share nella beta di Windows 11 23H2</strong></li><li><strong>Non è chiaro se queste funzioni saranno disponibili in altri aggiornamenti</strong></li><li><strong>Il nuovo strumento potrebbe rendere obsoleto il Snipping Tool grazie a opzioni di ritaglio, regolazione e filtri</strong></li></ul><p>Microsoft è stata recentemente criticata per i problemi legati a Windows 11 24H2, ma finalmente arriva una buona notizia sugli aggiornamenti di Windows 11: sembra che Microsoft stia introducendo nuove funzionalità per la condivisione e la modifica delle immagini.</p><p>Secondo quanto segnalato da phantomofearth su X e riportato da Windows Report, Microsoft sta aggiungendo strumenti di modifica e compressione delle immagini alla funzione Windows Share. Questo consentirà agli utenti di ritagliare e regolare le immagini senza dover utilizzare lo Strumento di Cattura, offrendo anche opzioni di compressione dei file.</p><p>È importante notare che questa funzionalità è stata individuata nella beta di Windows 11 23H2 (Microsoft sta ancora aggiornando le versioni precedenti di Windows 11), quindi al momento non è disponibile per tutti gli utenti. Inoltre, non è chiaro se questi strumenti saranno esclusivi per 23H2 o se verranno estesi ad altri aggiornamenti futuri. Questo aggiornamento rappresenta una soluzione ideale per chi deve condividere immagini di grandi dimensioni.</p><p>Sarebbe ancora meglio se Microsoft estendesse queste funzioni anche alla compressione dei video e di altri file, eliminando la necessità di utilizzare servizi esterni per ridurre le dimensioni dei documenti. Sebbene sia preferibile attendere il rilascio ufficiale di questa funzionalità in 23H2 (o in eventuali aggiornamenti futuri), è possibile accedervi in anteprima aderendo al Windows Insider Programme e scaricando la beta di 23H2.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MicneSu3sxtm9UVf8k3vYS" name="shutterstock_581369866.jpg" alt="Microsoft logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MicneSu3sxtm9UVf8k3vYS.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="windows-11-23h2-e-una-boccata-d-aria-fresca">Windows 11 23H2 è una boccata d'aria fresca</h2><p>Dopo aver affrontato una serie di problemi con Windows 11 24H2, sono tornato alla versione 23H2 e non potrei essere più soddisfatto. Il driver Game Ready 572.70 di Nvidia mi ha praticamente costretto a fare il downgrade, visto che all’avvio il mio schermo diventava nero. Ora che ho lasciato alle spalle bug strani, rallentamenti e incompatibilità con alcuni giochi, il mio PC è tornato finalmente utilizzabile come dovrebbe.</p><p>Ovviamente, ogni aggiornamento di Windows porta con sé qualche problema, ma al momento 23H2 sembra l’opzione più stabile, fatta eccezione per quel fastidioso bug che blocca la CPU al 100%.</p><p>Anche se non sto usando la beta di 23H2, l’aggiornamento di Windows Share è qualcosa che desideravo da tempo. La possibilità di comprimere e condividere file senza dover ricorrere a software di terze parti o siti online è una funzionalità che mancava. Certo, gestire file molto grandi è ancora una sfida, ma almeno è un passo nella direzione giusta.</p><p>Non so quando aggiornerò di nuovo il mio sistema (sempre che Microsoft non mi obblighi a farlo), e allo stesso modo non aggiornerò i driver della mia GPU finché non avrò la certezza di non incappare in schermate blu.</p><p>Se Microsoft riuscirà a sistemare 24H2 e a migliorare la funzione di compressione file estendendola ad altri formati, potrò finalmente mettere da parte le mie lamentele. Speriamo che succeda prima possibile.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta e Ray-Ban ci provano con Coperni, ma il risultato delude ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Ray-Ban e Meta hanno collaborato con Coperni per realizzare un nuovo modello di smart glasses</strong></li><li><strong>Il design presenta una montatura nera traslucida e lenti a specchio</strong></li><li><strong>La produzione è limitata a 3.600 unità e il prezzo è di circa 510 euro</strong></li></ul><p>Dopo il teaser della scorsa settimana, il nuovo modello in edizione limitata degli occhiali smart Ray-Ban Meta è finalmente arrivato, ma il risultato è piuttosto deludente. La buona notizia? Se non riuscirete ad accaparrarvi uno dei 3.600 pezzi disponibili, probabilmente non ve ne pentirete troppo.</p><p>Molti si aspettavano che il nuovo design fosse ispirato ad A$AP Rocky, attuale direttore creativo di Ray-Ban, ma invece il brand ha scelto di collaborare con Coperni, presentando una semplice rivisitazione degli Wayfarer. Il modello è stato svelato domenica 9 marzo, durante la sfilata di Coperni alla Paris Fashion Week.</p><p>Rispetto alle precedenti edizioni limitate degli smart glasses Ray-Ban e Meta, questa versione mantiene la montatura traslucida, ma opta per un nero semi-trasparente invece del classico look completamente trasparente. Le lenti a specchio grigie completano il design, con il logo Coperni inciso sulle aste.</p><p>Dal punto di vista tecnico, non ci sono novità rispetto agli altri modelli di Ray-Ban Meta. Questi occhiali funzionano come cuffie open-ear, offrono una fotocamera in prima persona per scattare foto e registrare video, e integrano un assistente AI indossabile, utile per funzioni come la traduzione in tempo reale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6yB2LWtQuvUaoWcKfj2QWL" name="Ray-Ban meta Coperni" alt="The Ray-Ban Meta Coperni smart glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6yB2LWtQuvUaoWcKfj2QWL.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Ray-Ban / Meta / COperni)</span></figcaption></figure><p>Non posso negare che questi occhiali smart in edizione limitata abbiano uno stile accattivante, ma il design è molto più anonimo di quanto mi aspettassi. Non c’è nessuna nuova forma della montatura o un dettaglio distintivo che renda davvero unica questa collaborazione tra Meta, Ray-Ban e Coperni, la prima con un marchio esterno.</p><p>La delusione è ancora maggiore considerando che, rispetto ai modelli precedenti in edizione limitata, questi occhiali non offrono nessuna caratteristica innovativa. Le versioni precedenti, per esempio, avevano lenti fotocromatiche, una scelta ideale per chi vuole usare gli smart glasses in qualsiasi condizione di luce. Al contrario, le lenti specchiate di questo modello risultano utili solo con il sole, limitandone la versatilità.</p><p>Se invece questo design ti piace e non vuoi lasciarti sfuggire la collaborazione con Coperni, è meglio affrettarsi: la produzione è limitata a 3.600 unità, e potrebbero esaurirsi rapidamente.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un nuovo look per le smart glasses di Meta e Ray-Ban, ma senza vere innovazioni. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Ray-Ban Meta Coperni smart glasses ]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>Ray-Ban e Meta hanno collaborato con Coperni per realizzare un nuovo modello di smart glasses</strong></li><li><strong>Il design presenta una montatura nera traslucida e lenti a specchio</strong></li><li><strong>La produzione è limitata a 3.600 unità e il prezzo è di circa 510 euro</strong></li></ul><p>Dopo il teaser della scorsa settimana, il nuovo modello in edizione limitata degli occhiali smart Ray-Ban Meta è finalmente arrivato, ma il risultato è piuttosto deludente. La buona notizia? Se non riuscirete ad accaparrarvi uno dei 3.600 pezzi disponibili, probabilmente non ve ne pentirete troppo.</p><p>Molti si aspettavano che il nuovo design fosse ispirato ad A$AP Rocky, attuale direttore creativo di Ray-Ban, ma invece il brand ha scelto di collaborare con Coperni, presentando una semplice rivisitazione degli Wayfarer. Il modello è stato svelato domenica 9 marzo, durante la sfilata di Coperni alla Paris Fashion Week.</p><p>Rispetto alle precedenti edizioni limitate degli smart glasses Ray-Ban e Meta, questa versione mantiene la montatura traslucida, ma opta per un nero semi-trasparente invece del classico look completamente trasparente. Le lenti a specchio grigie completano il design, con il logo Coperni inciso sulle aste.</p><p>Dal punto di vista tecnico, non ci sono novità rispetto agli altri modelli di Ray-Ban Meta. Questi occhiali funzionano come cuffie open-ear, offrono una fotocamera in prima persona per scattare foto e registrare video, e integrano un assistente AI indossabile, utile per funzioni come la traduzione in tempo reale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6yB2LWtQuvUaoWcKfj2QWL" name="Ray-Ban meta Coperni" alt="The Ray-Ban Meta Coperni smart glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6yB2LWtQuvUaoWcKfj2QWL.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Ray-Ban / Meta / COperni)</span></figcaption></figure><p>Non posso negare che questi occhiali smart in edizione limitata abbiano uno stile accattivante, ma il design è molto più anonimo di quanto mi aspettassi. Non c’è nessuna nuova forma della montatura o un dettaglio distintivo che renda davvero unica questa collaborazione tra Meta, Ray-Ban e Coperni, la prima con un marchio esterno.</p><p>La delusione è ancora maggiore considerando che, rispetto ai modelli precedenti in edizione limitata, questi occhiali non offrono nessuna caratteristica innovativa. Le versioni precedenti, per esempio, avevano lenti fotocromatiche, una scelta ideale per chi vuole usare gli smart glasses in qualsiasi condizione di luce. Al contrario, le lenti specchiate di questo modello risultano utili solo con il sole, limitandone la versatilità.</p><p>Se invece questo design ti piace e non vuoi lasciarti sfuggire la collaborazione con Coperni, è meglio affrettarsi: la produzione è limitata a 3.600 unità, e potrebbero esaurirsi rapidamente.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ RayNeo annuncia gli Air 3s, smart glasses economici con prestazioni migliorate ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/rayneo-annuncia-gli-air-3s-smart-glasses-economici-con-prestazioni-migliorate</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In arrivo ad aprile per 259 dollari, i RayNeo Air 3s offrono un display virtuale più luminoso, audio potenziato e un design più leggero, promettendo un’esperienza XR accessibile. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Virtual Reality &amp; Augmented Reality]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A person wearing the RayNeo Air 3s glasses while striking a cool pose]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>RayNeo ha annunciato al MWC 2025 il mese di lancio per i suoi RayNeo Air 3s XR glasses, che arriveranno sul mercato ad aprile al prezzo di circa 240€ (il prezzo per il Regno Unito deve ancora essere confermato). Da quello che abbiamo visto, potrebbero essere gli smart glasses economici che molti stavano aspettando.</p><p>Questi occhiali smart funzionano come un display indossabile per dispositivi compatibili come smartphone, tablet, console o accessori RayNeo, tra cui il Pocket TV. Proiettano lo schermo virtualmente davanti a te, offrendo un'esperienza simile a un cinema personale, con altoparlanti integrati—anche se, come spesso accade con i piccoli speaker, la qualità audio potrebbe non essere sempre perfetta.</p><p>Gli Air 3s introducono diversi miglioramenti rispetto ai RayNeo Air 2s, tra cui una luminosità massima di 650 nits, un campo visivo più ampio, colori e contrasto migliorati, il tutto in un design più leggero (76g, con 2g in meno rispetto al modello precedente).</p><p>RayNeo ha anche lavorato sulla qualità audio, spesso un punto debole degli occhiali smart. Secondo l’azienda, gli Air 3s offrono un suono migliorato del 200%, con alti, medi e bassi più definiti, grazie a un nuovo sistema a doppio altoparlante.</p><p>Se tutto questo non bastasse, il prezzo li rende estremamente competitivi: costano quasi la metà dei RayNeo Air 2s, che al lancio avevano un prezzo di circa 370€.</p><p>Questo è solo il primo di tre modelli di occhiali smart che TCL e RayNeo hanno in programma per quest’anno. I prossimi saranno i RayNeo X3 Pro e i RayNeo V3, già visti al CES 2025, ma per ora non è stata comunicata una data di uscita precisa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dA7zdZTCDcMUmftXbNovAT" name="1000004663" alt="Xreal Air 2 Ultra on a table next to a keyboard" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dA7zdZTCDcMUmftXbNovAT.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4590" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Dovremo provarli di persona, ma i RayNeo Air 3s potrebbero diventare i migliori smart glasses economici della nostra lista, a patto che riescano a mantenere le aspettative.</p><p>Questi display indossabili sono tra i miei gadget preferiti per i viaggi, sia durante il pendolarismo in treno che nei voli aerei. Ma li trovo perfetti anche a casa, per rilassarmi a letto e godermi un’esperienza da grande schermo con film e serie TV. Ho appena testato un paio di Xreal su un volo da e per l’Italia, ed erano l’ideale per questo tipo di utilizzo.</p><p>Purtroppo, molti smart glasses di questo genere non sono esattamente economici, con prezzi che di solito si aggirano intorno ai circa 370€ / 370£. Inoltre, spesso deludono nell’audio, costringendo a usare cuffie aggiuntive per evitare problemi di qualità e dispersione del suono. La risoluzione dell’immagine è spesso limitata al Full HD, e per avere un’esperienza completa si finisce per dover acquistare accessori extra, come il Pocket TV di RayNeo o il Beam Pro di Xreal.</p><p>Con un prezzo più accessibile di circa 240€, i RayNeo Air 3s rendono questi compromessi molto più accettabili. Non solo sono più economici, ma sembrano anche offrire miglioramenti rispetto alla generazione precedente, invece di limitarsi a ridurre il costo sacrificando le prestazioni.</p><p>Se manterranno le promesse, i RayNeo Air 3s potrebbero rappresentare una svolta nel mercato, diventando il modello ideale per chi vuole avvicinarsi al mondo XR senza spendere una fortuna per i visori VR più avanzati.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11: File Explorer ancora lento e instabile, Microsoft promette un fix ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Microsoft sta risolvendo un bug che rallenta la chiusura di Esplora File.</strong></li><li><strong>Tuttavia, continuano a emergere numerose segnalazioni su problemi di lentezza anche in altre funzioni.</strong></li><li><strong>Inoltre, diversi utenti riportano crash improvvisi, e Microsoft deve intervenire per risolvere definitivamente questi problemi.</strong></li></ul><p>Microsoft sta finalmente risolvendo un problema fastidioso con la lentezza di Esplora File in Windows 11, ma restano molte segnalazioni su rallentamenti in altre funzioni di questa parte centrale dell’interfaccia.</p><p>Per chi non lo sapesse, Esplora File è l’app che permette di navigare tra i file e le cartelle del PC. Il bug in questione riguarda la chiusura lenta della finestra quando si preme il pulsante “X” in alto a destra. Microsoft ha annunciato che il problema verrà risolto nei prossimi aggiornamenti delle versioni di test di Windows 11.</p><p>Anche se questa correzione è in arrivo, come riportato da Windows Latest, ci sono ancora molte altre criticità da affrontare. Un gran numero di utenti nel Feedback Hub di Windows 11 lamenta tempi di caricamento eccessivi per l’interfaccia di Esplora File, con alcuni che segnalano attese fino a 10 secondi per il caricamento completo dopo l’apertura di una cartella.</p><p>Un utente ha scritto: “Esplora File di Windows 11 è il più lento che abbia mai usato da quando ho iniziato con Windows negli anni ‘90. Ero entusiasta per l’introduzione delle schede, ma tutto è terribilmente lento. Aprire nuove schede o finestre di Esplora File è frustrante. Devo aspettare che si carichi il riquadro di navigazione, poi la barra superiore, poi le cartelle e infine le schede, tutto in una sorta di rallentatore. Non importa quali siano le specifiche del sistema, la velocità non cambia. Il tempo minimo per aprire Esplora File è di circa 2 secondi.”</p><p>Su PC moderni con una buona quantità di RAM e archiviazione SSD veloce, questi tempi di attesa non dovrebbero esistere.</p><p>Anche su Reddit non mancano le lamentele. Un utente che è passato da un MacBook a un laptop con Windows 11 ha scritto: “Sono passato da un MacBook Pro a un ThinkPad per lavoro, ed Esplora File è così lento che mi sta facendo impazzire. Non capisco perché ci voglia 5-10 volte più tempo per aprire o cercare una cartella, o per fare qualsiasi altra operazione.”</p><p>Un altro commento evidenzia come Esplora File tenda a bloccarsi frequentemente quando si lavora con le schede e come il menu contestuale con il tasto destro del mouse appaia in ritardo. Problemi di crash e instabilità non sono difficili da trovare nelle discussioni online, dimostrando che Microsoft ha ancora molto lavoro da fare per rendere Esplora File più fluido e affidabile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TRuy5ZnriwDdApHR8CQbp7" name="W11 Tabs File Explorer.png" alt="File Explorer tabs in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TRuy5ZnriwDdApHR8CQbp7.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TechRadar)</span></figcaption></figure><h2 id="troppo-tempo">Troppo tempo...</h2><p>Per essere onesti con Microsoft, la causa di alcuni di questi problemi potrebbe non dipendere direttamente da Esplora File, ma essere legata a determinate configurazioni di Windows 11 o a componenti hardware datati che iniziano a dare segni di cedimento.</p><p>Tuttavia, come evidenziato da Windows Latest, la mole di segnalazioni presenti nel Feedback Hub lascia intendere chiaramente che Microsoft ha ancora molto lavoro da fare per migliorare le prestazioni di Esplora File.</p><p>Dato che si tratta di una delle parti più essenziali dell’interfaccia di Windows 11 – lo strumento principale per accedere a file e cartelle che la maggior parte degli utenti utilizza quotidianamente – non dovrebbe mostrare problemi di prestazioni per un numero così elevato di persone.</p><p>Windows 11 è ormai sul mercato da oltre tre anni, eppure Esplora File non è ancora stato ottimizzato del tutto, almeno secondo i feedback più recenti. Anzi, Microsoft sembra aver fatto qualche passo indietro con l’ultimo aggiornamento Windows 11 24H2, che secondo alcune segnalazioni avrebbe addirittura peggiorato la situazione per alcuni utenti.</p><p>È ormai tempo che Esplora File diventi più affidabile su Windows 11, soprattutto considerando che il sistema operativo è stato presentato come un aggiornamento rispetto a Windows 10, il quale non soffre degli stessi problemi. Microsoft deve destinare maggiori risorse alla risoluzione di questi fastidiosi bug legati alle prestazioni.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-file-explorer-ancora-lento-e-instabile-microsoft-promette-un-fix</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft sta risolvendo un bug che rallenta la chiusura di File Explorer, ma gli utenti segnalano ancora problemi di lentezza e crash frequenti. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ZsM5YhgQFVnboxqAvrcNKY</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Angry business man screaming on laptop]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Angry business man screaming on laptop]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Angry business man screaming on laptop]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Microsoft sta risolvendo un bug che rallenta la chiusura di Esplora File.</strong></li><li><strong>Tuttavia, continuano a emergere numerose segnalazioni su problemi di lentezza anche in altre funzioni.</strong></li><li><strong>Inoltre, diversi utenti riportano crash improvvisi, e Microsoft deve intervenire per risolvere definitivamente questi problemi.</strong></li></ul><p>Microsoft sta finalmente risolvendo un problema fastidioso con la lentezza di Esplora File in Windows 11, ma restano molte segnalazioni su rallentamenti in altre funzioni di questa parte centrale dell’interfaccia.</p><p>Per chi non lo sapesse, Esplora File è l’app che permette di navigare tra i file e le cartelle del PC. Il bug in questione riguarda la chiusura lenta della finestra quando si preme il pulsante “X” in alto a destra. Microsoft ha annunciato che il problema verrà risolto nei prossimi aggiornamenti delle versioni di test di Windows 11.</p><p>Anche se questa correzione è in arrivo, come riportato da Windows Latest, ci sono ancora molte altre criticità da affrontare. Un gran numero di utenti nel Feedback Hub di Windows 11 lamenta tempi di caricamento eccessivi per l’interfaccia di Esplora File, con alcuni che segnalano attese fino a 10 secondi per il caricamento completo dopo l’apertura di una cartella.</p><p>Un utente ha scritto: “Esplora File di Windows 11 è il più lento che abbia mai usato da quando ho iniziato con Windows negli anni ‘90. Ero entusiasta per l’introduzione delle schede, ma tutto è terribilmente lento. Aprire nuove schede o finestre di Esplora File è frustrante. Devo aspettare che si carichi il riquadro di navigazione, poi la barra superiore, poi le cartelle e infine le schede, tutto in una sorta di rallentatore. Non importa quali siano le specifiche del sistema, la velocità non cambia. Il tempo minimo per aprire Esplora File è di circa 2 secondi.”</p><p>Su PC moderni con una buona quantità di RAM e archiviazione SSD veloce, questi tempi di attesa non dovrebbero esistere.</p><p>Anche su Reddit non mancano le lamentele. Un utente che è passato da un MacBook a un laptop con Windows 11 ha scritto: “Sono passato da un MacBook Pro a un ThinkPad per lavoro, ed Esplora File è così lento che mi sta facendo impazzire. Non capisco perché ci voglia 5-10 volte più tempo per aprire o cercare una cartella, o per fare qualsiasi altra operazione.”</p><p>Un altro commento evidenzia come Esplora File tenda a bloccarsi frequentemente quando si lavora con le schede e come il menu contestuale con il tasto destro del mouse appaia in ritardo. Problemi di crash e instabilità non sono difficili da trovare nelle discussioni online, dimostrando che Microsoft ha ancora molto lavoro da fare per rendere Esplora File più fluido e affidabile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TRuy5ZnriwDdApHR8CQbp7" name="W11 Tabs File Explorer.png" alt="File Explorer tabs in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TRuy5ZnriwDdApHR8CQbp7.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TechRadar)</span></figcaption></figure><h2 id="troppo-tempo">Troppo tempo...</h2><p>Per essere onesti con Microsoft, la causa di alcuni di questi problemi potrebbe non dipendere direttamente da Esplora File, ma essere legata a determinate configurazioni di Windows 11 o a componenti hardware datati che iniziano a dare segni di cedimento.</p><p>Tuttavia, come evidenziato da Windows Latest, la mole di segnalazioni presenti nel Feedback Hub lascia intendere chiaramente che Microsoft ha ancora molto lavoro da fare per migliorare le prestazioni di Esplora File.</p><p>Dato che si tratta di una delle parti più essenziali dell’interfaccia di Windows 11 – lo strumento principale per accedere a file e cartelle che la maggior parte degli utenti utilizza quotidianamente – non dovrebbe mostrare problemi di prestazioni per un numero così elevato di persone.</p><p>Windows 11 è ormai sul mercato da oltre tre anni, eppure Esplora File non è ancora stato ottimizzato del tutto, almeno secondo i feedback più recenti. Anzi, Microsoft sembra aver fatto qualche passo indietro con l’ultimo aggiornamento Windows 11 24H2, che secondo alcune segnalazioni avrebbe addirittura peggiorato la situazione per alcuni utenti.</p><p>È ormai tempo che Esplora File diventi più affidabile su Windows 11, soprattutto considerando che il sistema operativo è stato presentato come un aggiornamento rispetto a Windows 10, il quale non soffre degli stessi problemi. Microsoft deve destinare maggiori risorse alla risoluzione di questi fastidiosi bug legati alle prestazioni.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ YouTube Premium Lite: in arrivo un abbonamento economico senza pubblicità ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un nuovo abbonamento YouTube potrebbe arrivare prima del previsto, con Google pronta a rilanciare YouTube Premium Lite. Questa versione più economica di YouTube Premium era stata introdotta per offrire un’esperienza senza pubblicità sui video, escludendo i vantaggi legati alla musica, ma era stata interrotta nel 2023 dopo due anni di vita. Il nuovo piano sarebbe pensato per chi vuole guardare video senza interruzioni pubblicitarie senza dover necessariamente sottoscrivere YouTube Music.</p><p>Secondo Bloomberg, YouTube Premium Lite sarà presto annunciato negli Stati Uniti, in Australia, in Germania e in Thailandia, dopo essere stato testato per mesi in altri mercati, come riportato da The Verge. In seguito alla diffusione della notizia, un portavoce di YouTube ha dichiarato che l’azienda sta testando un nuovo abbonamento Premium che garantisce l’assenza di pubblicità sulla maggior parte dei video in diversi mercati.</p><p>Al momento, il prezzo dell’abbonamento non è ancora stato definito, ma lo scorso ottobre un utente di Threads ha condiviso uno screenshot con una possibile fascia di prezzo per la versione statunitense, proprio nel periodo in cui YouTube aveva confermato l’inizio dei test.</p><figure><blockquote class="text-post-media" data-text-post-permalink=https://www.threads.net/@jonahmanzano/post/DBLncDhzYk5 data-text-post-version="0" id=.ig-tp-DBLncDhzYk5 style=" background:#FFF; border-width: 1px; border-style: solid; border-color: #00000026; border-radius: 16px; max-width:540px; margin: 1px; min-width:270px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"> <a href=https://www.threads.net/@jonahmanzano/post/DBLncDhzYk5 style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, sans-serif;" target="_blank"> <div style=" padding: 40px; display: flex; flex-direction: column; align-items: center;"><div style=" display:block; height:32px; width:32px; padding-bottom:20px;"> <svg aria-label="Threads" height="32px" role="img" viewBox="0 0 192 192" width="32px" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"> <path d="M141.537 88.9883C140.71 88.5919 139.87 88.2104 139.019 87.8451C137.537 60.5382 122.616 44.905 97.5619 44.745C97.4484 44.7443 97.3355 44.7443 97.222 44.7443C82.2364 44.7443 69.7731 51.1409 62.102 62.7807L75.881 72.2328C81.6116 63.5383 90.6052 61.6848 97.2286 61.6848C97.3051 61.6848 97.3819 61.6848 97.4576 61.6855C105.707 61.7381 111.932 64.1366 115.961 68.814C118.893 72.2193 120.854 76.925 121.825 82.8638C114.511 81.6207 106.601 81.2385 98.145 81.7233C74.3247 83.0954 59.0111 96.9879 60.0396 116.292C60.5615 126.084 65.4397 134.508 73.775 140.011C80.8224 144.663 89.899 146.938 99.3323 146.423C111.79 145.74 121.563 140.987 128.381 132.296C133.559 125.696 136.834 117.143 138.28 106.366C144.217 109.949 148.617 114.664 151.047 120.332C155.179 129.967 155.42 145.8 142.501 158.708C131.182 170.016 117.576 174.908 97.0135 175.059C74.2042 174.89 56.9538 167.575 45.7381 153.317C35.2355 139.966 29.8077 120.682 29.6052 96C29.8077 71.3178 35.2355 52.0336 45.7381 38.6827C56.9538 24.4249 74.2039 17.11 97.0132 16.9405C119.988 17.1113 137.539 24.4614 149.184 38.788C154.894 45.8136 159.199 54.6488 162.037 64.9503L178.184 60.6422C174.744 47.9622 169.331 37.0357 161.965 27.974C147.036 9.60668 125.202 0.195148 97.0695 0H96.9569C68.8816 0.19447 47.2921 9.6418 32.7883 28.0793C19.8819 44.4864 13.2244 67.3157 13.0007 95.9325L13 96L13.0007 96.0675C13.2244 124.684 19.8819 147.514 32.7883 163.921C47.2921 182.358 68.8816 191.806 96.9569 192H97.0695C122.03 191.827 139.624 185.292 154.118 170.811C173.081 151.866 172.51 128.119 166.26 113.541C161.776 103.087 153.227 94.5962 141.537 88.9883ZM98.4405 129.507C88.0005 130.095 77.1544 125.409 76.6196 115.372C76.2232 107.93 81.9158 99.626 99.0812 98.6368C101.047 98.5234 102.976 98.468 104.871 98.468C111.106 98.468 116.939 99.0737 122.242 100.233C120.264 124.935 108.662 128.946 98.4405 129.507Z" /></svg></div> <div style=" font-size: 15px; line-height: 21px; color: #999999; font-weight: 400; padding-bottom: 4px; "><figcaption><cite> Post by @jonahmanzano</cite><figcaption></div> <div style=" font-size: 15px; line-height: 21px; color: #000000; font-weight: 600; "> View on Threads</div></div></a></blockquote></figure><p>È scontato che YouTube Premium Lite rimuoverà le pubblicità dai video, ma dalle informazioni disponibili sul suo ritorno, sembra che questo sarà l’unico vantaggio offerto. A differenza della versione più costosa di YouTube Premium, che include funzionalità come il download offline, la riproduzione in background e l’accesso completo a YouTube Music, queste opzioni non saranno incluse nel piano Lite.</p><p>Attualmente, gli abbonati a YouTube Premium possono usufruire di YouTube Music per ascoltare musica e podcast e guardare video musicali senza interruzioni pubblicitarie. Secondo Bloomberg, YouTube Premium Lite è pensato per chi utilizza la piattaforma principalmente per guardare contenuti diversi dai video musicali, motivo per cui questi ultimi continueranno a includere annunci pubblicitari. Anche se la versione Lite non eliminerà del tutto la pubblicità, potrebbe comunque attrarre nuovi utenti che desiderano un’esperienza senza interruzioni sui video, ma che non sono interessati a un servizio musicale incluso nell’abbonamento.</p><h2 id="una-salvezza-per-chi-non-usa-youtube-music">Una salvezza per chi non usa YouTube Music </h2><p>Per molte persone, me compreso, le migliori piattaforme di streaming musicale come Spotify, Apple Music e persino Tidal sono diventate la scelta principale per un’esperienza di ascolto ottimale. Non conosco nessuno nel mio giro che utilizzi YouTube Premium per questo scopo, probabilmente perché il suo abbinamento con YouTube Music appare superfluo quando si hanno già alternative valide. È per questo che credo che YouTube Premium Lite possa finalmente offrire quella separazione necessaria tra lo streaming video e quello musicale.</p><p>YouTube Premium è sempre stato un servizio che non mi ha mai convinto del tutto. Essendo un utente fedele di Spotify, non ho mai sentito il bisogno di YouTube Music. Tuttavia, dopo aver sentito le indiscrezioni sul possibile ritorno di YouTube Premium Lite, sono pronto a ricredermi.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ YouTube Premium Lite potrebbe tornare presto con una formula più economica, offrendo video senza pubblicità ma senza i vantaggi di YouTube Music. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Un nuovo abbonamento YouTube potrebbe arrivare prima del previsto, con Google pronta a rilanciare YouTube Premium Lite. Questa versione più economica di YouTube Premium era stata introdotta per offrire un’esperienza senza pubblicità sui video, escludendo i vantaggi legati alla musica, ma era stata interrotta nel 2023 dopo due anni di vita. Il nuovo piano sarebbe pensato per chi vuole guardare video senza interruzioni pubblicitarie senza dover necessariamente sottoscrivere YouTube Music.</p><p>Secondo Bloomberg, YouTube Premium Lite sarà presto annunciato negli Stati Uniti, in Australia, in Germania e in Thailandia, dopo essere stato testato per mesi in altri mercati, come riportato da The Verge. In seguito alla diffusione della notizia, un portavoce di YouTube ha dichiarato che l’azienda sta testando un nuovo abbonamento Premium che garantisce l’assenza di pubblicità sulla maggior parte dei video in diversi mercati.</p><p>Al momento, il prezzo dell’abbonamento non è ancora stato definito, ma lo scorso ottobre un utente di Threads ha condiviso uno screenshot con una possibile fascia di prezzo per la versione statunitense, proprio nel periodo in cui YouTube aveva confermato l’inizio dei test.</p><figure><blockquote class="text-post-media" data-text-post-permalink=https://www.threads.net/@jonahmanzano/post/DBLncDhzYk5 data-text-post-version="0" id=.ig-tp-DBLncDhzYk5 style=" background:#FFF; border-width: 1px; border-style: solid; border-color: #00000026; border-radius: 16px; max-width:540px; margin: 1px; min-width:270px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"> <a href=https://www.threads.net/@jonahmanzano/post/DBLncDhzYk5 style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%; font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, sans-serif;" target="_blank"> <div style=" padding: 40px; display: flex; flex-direction: column; align-items: center;"><div style=" display:block; height:32px; width:32px; padding-bottom:20px;"> <svg aria-label="Threads" height="32px" role="img" viewBox="0 0 192 192" width="32px" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"> <path d="M141.537 88.9883C140.71 88.5919 139.87 88.2104 139.019 87.8451C137.537 60.5382 122.616 44.905 97.5619 44.745C97.4484 44.7443 97.3355 44.7443 97.222 44.7443C82.2364 44.7443 69.7731 51.1409 62.102 62.7807L75.881 72.2328C81.6116 63.5383 90.6052 61.6848 97.2286 61.6848C97.3051 61.6848 97.3819 61.6848 97.4576 61.6855C105.707 61.7381 111.932 64.1366 115.961 68.814C118.893 72.2193 120.854 76.925 121.825 82.8638C114.511 81.6207 106.601 81.2385 98.145 81.7233C74.3247 83.0954 59.0111 96.9879 60.0396 116.292C60.5615 126.084 65.4397 134.508 73.775 140.011C80.8224 144.663 89.899 146.938 99.3323 146.423C111.79 145.74 121.563 140.987 128.381 132.296C133.559 125.696 136.834 117.143 138.28 106.366C144.217 109.949 148.617 114.664 151.047 120.332C155.179 129.967 155.42 145.8 142.501 158.708C131.182 170.016 117.576 174.908 97.0135 175.059C74.2042 174.89 56.9538 167.575 45.7381 153.317C35.2355 139.966 29.8077 120.682 29.6052 96C29.8077 71.3178 35.2355 52.0336 45.7381 38.6827C56.9538 24.4249 74.2039 17.11 97.0132 16.9405C119.988 17.1113 137.539 24.4614 149.184 38.788C154.894 45.8136 159.199 54.6488 162.037 64.9503L178.184 60.6422C174.744 47.9622 169.331 37.0357 161.965 27.974C147.036 9.60668 125.202 0.195148 97.0695 0H96.9569C68.8816 0.19447 47.2921 9.6418 32.7883 28.0793C19.8819 44.4864 13.2244 67.3157 13.0007 95.9325L13 96L13.0007 96.0675C13.2244 124.684 19.8819 147.514 32.7883 163.921C47.2921 182.358 68.8816 191.806 96.9569 192H97.0695C122.03 191.827 139.624 185.292 154.118 170.811C173.081 151.866 172.51 128.119 166.26 113.541C161.776 103.087 153.227 94.5962 141.537 88.9883ZM98.4405 129.507C88.0005 130.095 77.1544 125.409 76.6196 115.372C76.2232 107.93 81.9158 99.626 99.0812 98.6368C101.047 98.5234 102.976 98.468 104.871 98.468C111.106 98.468 116.939 99.0737 122.242 100.233C120.264 124.935 108.662 128.946 98.4405 129.507Z" /></svg></div> <div style=" font-size: 15px; line-height: 21px; color: #999999; font-weight: 400; padding-bottom: 4px; "><figcaption><cite> Post by @jonahmanzano</cite><figcaption></div> <div style=" font-size: 15px; line-height: 21px; color: #000000; font-weight: 600; "> View on Threads</div></div></a></blockquote></figure><p>È scontato che YouTube Premium Lite rimuoverà le pubblicità dai video, ma dalle informazioni disponibili sul suo ritorno, sembra che questo sarà l’unico vantaggio offerto. A differenza della versione più costosa di YouTube Premium, che include funzionalità come il download offline, la riproduzione in background e l’accesso completo a YouTube Music, queste opzioni non saranno incluse nel piano Lite.</p><p>Attualmente, gli abbonati a YouTube Premium possono usufruire di YouTube Music per ascoltare musica e podcast e guardare video musicali senza interruzioni pubblicitarie. Secondo Bloomberg, YouTube Premium Lite è pensato per chi utilizza la piattaforma principalmente per guardare contenuti diversi dai video musicali, motivo per cui questi ultimi continueranno a includere annunci pubblicitari. Anche se la versione Lite non eliminerà del tutto la pubblicità, potrebbe comunque attrarre nuovi utenti che desiderano un’esperienza senza interruzioni sui video, ma che non sono interessati a un servizio musicale incluso nell’abbonamento.</p><h2 id="una-salvezza-per-chi-non-usa-youtube-music">Una salvezza per chi non usa YouTube Music </h2><p>Per molte persone, me compreso, le migliori piattaforme di streaming musicale come Spotify, Apple Music e persino Tidal sono diventate la scelta principale per un’esperienza di ascolto ottimale. Non conosco nessuno nel mio giro che utilizzi YouTube Premium per questo scopo, probabilmente perché il suo abbinamento con YouTube Music appare superfluo quando si hanno già alternative valide. È per questo che credo che YouTube Premium Lite possa finalmente offrire quella separazione necessaria tra lo streaming video e quello musicale.</p><p>YouTube Premium è sempre stato un servizio che non mi ha mai convinto del tutto. Essendo un utente fedele di Spotify, non ho mai sentito il bisogno di YouTube Music. Tuttavia, dopo aver sentito le indiscrezioni sul possibile ritorno di YouTube Premium Lite, sono pronto a ricredermi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Maps introduce nuove segnalazioni stradali: utilità o distrazione? ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google Maps amplia le segnalazioni di incidenti con eventi meteo come strade allagate e scarsa visibilità, ma non tutti gli utenti apprezzano l’aumento delle notifiche. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[An Android phone showing a Waze alert on Google Maps]]></media:title>
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                                <p>Google Maps sta introducendo nuove opzioni per la segnalazione di incidenti, con un focus sulle condizioni meteorologiche.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.androidpolice.com/google-maps-adding-more-options-for-reporting-road-incidents/">Android Police</a>, tra le nuove segnalazioni disponibili ci sono “strada allagata” per situazioni di forte pioggia, “scarsa visibilità” in caso di nebbia fitta e “strada non sgomberata” per quando la neve rende impraticabile il percorso.</p><p>Queste opzioni sono state individuate inizialmente su Google Maps per Android Auto e successivamente nell’app per iPhone.</p><p>Per il momento, però, queste novità non sono ancora disponibili nella versione Android dell’app. Tuttavia, è probabile che la possibilità di segnalare strade allagate o innevate arrivi presto anche su questa piattaforma.</p><h2 id="sicuri-che-sia-la-scelta-migliore-xa0">Sicuri che sia la scelta migliore? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9cFzaZ3h2c5gFncmPUAuGH" name="Google Maps new pin design.jpg" alt="Google Maps on two iPhone 12 Pro devices sitting side by side." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9cFzaZ3h2c5gFncmPUAuGH.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Google Maps continua ad ampliare le opzioni per la segnalazione di incidenti, integrando sempre più avvisi accanto ai report nativi, compresi quelli chiaramente etichettati provenienti da Waze, introdotti lo scorso anno. Attualmente, gli utenti possono già segnalare una vasta gamma di situazioni, come incidenti stradali, veicoli in panne, corsie chiuse, autovelox e altri problemi di viabilità.</p><p>Per molti automobilisti, questi avvisi risultano estremamente utili, permettendo di evitare imprevisti e trovare percorsi alternativi in tempo reale. Tuttavia, non tutti apprezzano l’aumento costante delle segnalazioni visibili su Google Maps. Con l’espansione delle categorie di incidenti segnalabili, è probabile che le lamentele sulla frequenza di questi avvisi aumentino.</p><p>Un altro problema è la presenza di segnalazioni errate, come incidenti già risolti o mai avvenuti, senza un metodo semplice per disattivarle completamente. Nonostante le richieste di alcuni utenti di ridurre il numero di notifiche, Google sembra determinata a proseguire su questa strada, anche se non tutti i conducenti sono d’accordo con questa direzione.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft semplifica il passaggio a un nuovo telefono con un aggiornamento di Phone Link ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/microsoft-semplifica-il-passaggio-a-un-nuovo-telefono-con-un-aggiornamento-di-phone-link</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft sta testando un aggiornamento di Phone Link che semplifica la disconnessione di vecchi dispositivi direttamente dalle impostazioni di Windows, facilitando il passaggio a un nuovo telefono. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">9fpsSQxZFq9JDBb4NNorxY</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Phone Link for iOS]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Un altro miglioramento per Phone Link</strong></li><li><strong>Presto sarà più facile scollegare i telefoni</strong></li><li><strong>L'applicazione è stata regolarmente aggiornata negli ultimi mesi</strong></li></ul><p>Microsoft sta testando un aggiornamento per l'app Phone Link su Windows che semplifica il passaggio tra dispositivi mobili collegati. Secondo il tipster <a href="https://x.com/phantomofearth/status/1886061688882958714" target="_blank">@phantomofearth</a> (via <a href="https://www.windowslatest.com/2025/02/03/windows-11-will-finally-let-you-unlink-android-iphone-without-removing-it-from-microsoft-account/" target="_blank">Windows Latest</a>), alcuni utenti possono ora scollegare il proprio iPhone o smartphone Android direttamente dalla sezione <strong>Bluetooth e dispositivi > Dispositivi mobili</strong> nelle Impostazioni di Windows.</p><p>In precedenza, per rimuovere un dispositivo era necessario accedere alla pagina delle impostazioni dell'account Microsoft sul web, rendendo il processo più complicato. Phone Link aveva in passato un pulsante per scollegare i dispositivi, ma è stato rimosso tempo fa.</p><p>Questo aggiornamento facilita il cambio di telefono, eliminando un passaggio aggiuntivo e rendendo la gestione dei dispositivi più immediata.</p><h2 id="aggiornamenti-regolari">Aggiornamenti regolari </h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1886061688882958714"><p lang="en" dir="ltr">The Cross Device Experience Host (Manage mobile devices) app is getting the option to easily remove a mobile device from your account, a nice addition! pic.twitter.com/Ce0JtgGdp3<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1886061688882958714">February 2, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Le funzionalità di Phone Link variano a seconda del dispositivo collegato. Sia iPhone che smartphone Android possono essere sincronizzati, ma le opzioni più avanzate sono disponibili soprattutto per chi utilizza un Samsung Galaxy.</p><p>Attualmente è in fase di test anche un pannello informativo per iPhone, simile a quello già presente per i dispositivi Android, accessibile direttamente dal menu Start. Questo aggiornamento segue la serie di miglioramenti che Phone Link ha ricevuto negli ultimi mesi.</p><p>Non è chiaro quando la nuova funzione di scollegamento verrà resa disponibile a tutti, ma potrebbe subire ancora qualche modifica prima del rilascio ufficiale. Tuttavia, il debutto su Windows non dovrebbe richiedere molto tempo.</p><p>Chi utilizza un iPhone con un Mac ha già a disposizione un sistema di sincronizzazione avanzato. L’obiettivo di Microsoft con Phone Link è proprio quello di offrire un’esperienza simile su Windows, con ulteriori aggiornamenti previsti in futuro.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta: in arrivo la terza generazione di occhiali intelligenti Ray-Ban ]]></title>
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Con due generazioni già sul mercato – i Ray-Ban Stories del 2021 e i Ray-Ban Meta del 2023 – il lancio di un terzo modello nel 2025 sembra inevitabile.</p><p>Nonostante Zuckerberg non abbia annunciato ufficialmente il nuovo modello, il suo discorso e le recenti fughe di notizie indicano che Meta potrebbe svelare gli occhiali di terza generazione già quest&apos;anno. Resta da vedere quali nuove funzionalità offriranno e se riusciranno a consolidare la posizione di Meta nel mercato emergente degli occhiali intelligenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1567px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="GFvtY3vYjhx32RJ5TrD5D9" name="RayBanMetasmartglasses.jpg" alt="A man wearing the Ray-Ban Meta smart glasses and taking a picture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GFvtY3vYjhx32RJ5TrD5D9.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1567" height="882" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Ray-Ban / Meta)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-cosa-vogliamo-vedere-dai-prossimi-occhiali-intelligenti-ray-ban-meta"><span>Cosa vogliamo vedere dai prossimi occhiali intelligenti Ray-Ban Meta</span></h3><h2 id="1-display-a-colori">1. Display a colori</h2><p>Le indiscrezioni non hanno rivelato dettagli precisi sulla qualità dell&apos;hardware, ma le fonti indicano che i nuovi occhiali intelligenti di Meta saranno dotati di un piccolo schermo integrato in una delle lenti. Questo display, posizionato al centro della visuale, non dovrebbe risultare troppo invasivo, anche se potrebbe richiedere un po&apos; di tempo per abituarsi alla messa a fuoco.</p><p>Si vocifera che il display mostrerà anteprime delle foto scattate, il che lascia sperare che sia a colori – un miglioramento essenziale rispetto ai modelli precedenti. Anche se una soluzione con display su entrambe le lenti sarebbe preferibile, un unico schermo potrebbe avere il vantaggio di contenere il prezzo, rendendo il dispositivo più accessibile al grande pubblico.</p><h2 id="2-non-troppo-costoso">2. Non troppo costoso</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5120px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QaUPA2J9oxAcnWK2w6h9D9" name="Ray-Ban Meta Smart Glasses - IPX4 Water Resistance.jpg" alt="RayBan Meta Smart Glasses with water dripped on them" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QaUPA2J9oxAcnWK2w6h9D9.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5120" height="2880" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Attualmente, gli occhiali Ray-Ban Meta sono disponibili a partire da 329 euro. Tuttavia, con l&apos;integrazione di un display, è probabile che il prezzo aumenti. Alcune indiscrezioni suggeriscono un costo intorno ai 1.000 dollari (circa 920 euro), ma mi auguro che il prezzo base si aggiri intorno ai 650 dollari (circa 600 euro), riservando la fascia più alta per modelli con lenti di transizione o altre caratteristiche avanzate.</p><h2 id="3-fotocamera-aggiornata">3. Fotocamera aggiornata</h2><p>La fotocamera da 12 MP del modello attuale è sufficiente per lo strumento Look and Ask di Meta AI, che consente all&apos;intelligenza artificiale di analizzare ciò che vedete, ma la qualità non è eccezionale. Nella maggior parte dei casi, preferisco comunque usare il mio telefono. Tuttavia, in alcune situazioni, come concerti o eventi in cui voglio vivere il momento senza guardare attraverso uno schermo, gli occhiali intelligenti si sono rivelati molto utili. Un miglioramento della qualità dell&apos;immagine renderebbe le foto e i video più nitidi e mi spingerebbe a usarli più spesso. Non mi aspetto fotocamere da 50 MP di livello smartphone, ma un sensore migliorato o un aumento della risoluzione sarebbe un passo nella giusta direzione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4535px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="XtJ44n9wuV3FPNLm3Mrew8" name="Ray-Ban Meta Smart Glasses - Capture LED.jpg" alt="RayBan Meta Smart Glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XtJ44n9wuV3FPNLm3Mrew8.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4535" height="2550" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="4-durata-della-batteria-pi-xf9-lunga">4. Durata della batteria più lunga</h2><p>L&apos;aspetto che più necessita di un miglioramento è la batteria. Anche se Meta dichiara un&apos;autonomia massima di quattro ore, questo valore si raggiunge solo con un utilizzo moderato, come scattare foto o fare domande occasionali. Se invece si ascolta musica in streaming o si trasmette un livestream su Instagram, la batteria si esaurisce molto più rapidamente. Con l&apos;aggiunta di un display, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. L&apos;ideale sarebbe che la prossima generazione garantisse almeno quattro ore di autonomia con il display attivo, anche se tre ore sarebbero un compromesso accettabile. Se invece la durata effettiva si limitasse a una o due ore, l’utilità degli occhiali sarebbe messa in discussione. Meta dovrà trovare il giusto equilibrio tra batteria, prestazioni, prezzo e peso per rendere questo prodotto davvero competitivo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/meta-in-arrivo-la-terza-generazione-di-occhiali-intelligenti-ray-ban</link>
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                            <![CDATA[ Mark Zuckerberg conferma lo sviluppo dei nuovi occhiali Meta Ray-Ban per il 2025. Il modello potrebbe introdurre un display integrato e miglioramenti hardware significativi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[RayBan Meta Smart Glasses]]></media:title>
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                                <p>Le indiscrezioni suggeriscono che i nuovi occhiali intelligenti di Meta saranno un&apos;evoluzione degli attuali Ray-Ban Meta, ma con un display integrato per mostrare anteprime delle foto scattate e notifiche dal telefono. Mark Zuckerberg non ha confermato queste specifiche nella recente chiamata agli investitori del quarto trimestre 2024, ma ha sottolineato che il 2025 sarà un anno decisivo per la categoria degli occhiali AI di Meta.</p><p>Zuckerberg ha evidenziato il successo degli attuali Ray-Ban Meta AI e ha affermato che la "terza generazione" di questa tecnologia sarà cruciale per determinare se gli occhiali AI potranno diventare un fenomeno di massa. Con due generazioni già sul mercato – i Ray-Ban Stories del 2021 e i Ray-Ban Meta del 2023 – il lancio di un terzo modello nel 2025 sembra inevitabile.</p><p>Nonostante Zuckerberg non abbia annunciato ufficialmente il nuovo modello, il suo discorso e le recenti fughe di notizie indicano che Meta potrebbe svelare gli occhiali di terza generazione già quest&apos;anno. Resta da vedere quali nuove funzionalità offriranno e se riusciranno a consolidare la posizione di Meta nel mercato emergente degli occhiali intelligenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1567px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="GFvtY3vYjhx32RJ5TrD5D9" name="RayBanMetasmartglasses.jpg" alt="A man wearing the Ray-Ban Meta smart glasses and taking a picture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GFvtY3vYjhx32RJ5TrD5D9.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1567" height="882" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Ray-Ban / Meta)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-cosa-vogliamo-vedere-dai-prossimi-occhiali-intelligenti-ray-ban-meta"><span>Cosa vogliamo vedere dai prossimi occhiali intelligenti Ray-Ban Meta</span></h3><h2 id="1-display-a-colori">1. Display a colori</h2><p>Le indiscrezioni non hanno rivelato dettagli precisi sulla qualità dell&apos;hardware, ma le fonti indicano che i nuovi occhiali intelligenti di Meta saranno dotati di un piccolo schermo integrato in una delle lenti. Questo display, posizionato al centro della visuale, non dovrebbe risultare troppo invasivo, anche se potrebbe richiedere un po&apos; di tempo per abituarsi alla messa a fuoco.</p><p>Si vocifera che il display mostrerà anteprime delle foto scattate, il che lascia sperare che sia a colori – un miglioramento essenziale rispetto ai modelli precedenti. Anche se una soluzione con display su entrambe le lenti sarebbe preferibile, un unico schermo potrebbe avere il vantaggio di contenere il prezzo, rendendo il dispositivo più accessibile al grande pubblico.</p><h2 id="2-non-troppo-costoso">2. Non troppo costoso</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5120px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QaUPA2J9oxAcnWK2w6h9D9" name="Ray-Ban Meta Smart Glasses - IPX4 Water Resistance.jpg" alt="RayBan Meta Smart Glasses with water dripped on them" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QaUPA2J9oxAcnWK2w6h9D9.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5120" height="2880" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Attualmente, gli occhiali Ray-Ban Meta sono disponibili a partire da 329 euro. Tuttavia, con l&apos;integrazione di un display, è probabile che il prezzo aumenti. Alcune indiscrezioni suggeriscono un costo intorno ai 1.000 dollari (circa 920 euro), ma mi auguro che il prezzo base si aggiri intorno ai 650 dollari (circa 600 euro), riservando la fascia più alta per modelli con lenti di transizione o altre caratteristiche avanzate.</p><h2 id="3-fotocamera-aggiornata">3. Fotocamera aggiornata</h2><p>La fotocamera da 12 MP del modello attuale è sufficiente per lo strumento Look and Ask di Meta AI, che consente all&apos;intelligenza artificiale di analizzare ciò che vedete, ma la qualità non è eccezionale. Nella maggior parte dei casi, preferisco comunque usare il mio telefono. Tuttavia, in alcune situazioni, come concerti o eventi in cui voglio vivere il momento senza guardare attraverso uno schermo, gli occhiali intelligenti si sono rivelati molto utili. Un miglioramento della qualità dell&apos;immagine renderebbe le foto e i video più nitidi e mi spingerebbe a usarli più spesso. Non mi aspetto fotocamere da 50 MP di livello smartphone, ma un sensore migliorato o un aumento della risoluzione sarebbe un passo nella giusta direzione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4535px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="XtJ44n9wuV3FPNLm3Mrew8" name="Ray-Ban Meta Smart Glasses - Capture LED.jpg" alt="RayBan Meta Smart Glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XtJ44n9wuV3FPNLm3Mrew8.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4535" height="2550" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="4-durata-della-batteria-pi-xf9-lunga">4. Durata della batteria più lunga</h2><p>L&apos;aspetto che più necessita di un miglioramento è la batteria. Anche se Meta dichiara un&apos;autonomia massima di quattro ore, questo valore si raggiunge solo con un utilizzo moderato, come scattare foto o fare domande occasionali. Se invece si ascolta musica in streaming o si trasmette un livestream su Instagram, la batteria si esaurisce molto più rapidamente. Con l&apos;aggiunta di un display, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. L&apos;ideale sarebbe che la prossima generazione garantisse almeno quattro ore di autonomia con il display attivo, anche se tre ore sarebbero un compromesso accettabile. Se invece la durata effettiva si limitasse a una o due ore, l’utilità degli occhiali sarebbe messa in discussione. Meta dovrà trovare il giusto equilibrio tra batteria, prestazioni, prezzo e peso per rendere questo prodotto davvero competitivo.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta aggiorna l’home theater di Quest 3, ma resta il problema dei film in 3D ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Uno degli usi più apprezzati del Meta Quest 3 negli ultimi mesi è stato trasformarlo in un enorme schermo virtuale per guardare Netflix o giocare su PS5 tramite una scheda di acquisizione Elgato 4K X. Tuttavia, l&apos;esperienza offerta, pur essendo interessante, risulta un po&apos; basilare e priva di coinvolgimento. Meta sembra intenzionata a cambiare questa situazione, annunciando miglioramenti per l&apos;esperienza home cinema del suo visore VR.</p><p>Attualmente, le opzioni del Quest 3 consentono di guardare contenuti in un ambiente virtuale (Meta Home) o reale (grazie alla modalità passthrough), con la possibilità di regolare luminosità, posizione e dimensioni dello schermo. Tuttavia, lo schermo rimane una finestra fluttuante, priva di elementi immersivi come la riflessione della luce sullo spazio circostante, che avviene invece con un vero televisore.</p><p>Questi aspetti potrebbero evolversi presto. Il vicepresidente di Meta, Mark Rabkin, ha dichiarato che il team sta sperimentando miglioramenti per rendere l&apos;esperienza più realistica, concentrandosi su illuminazione e suono. Per l&apos;illuminazione, Meta potrebbe introdurre effetti che riflettono la luce dello schermo virtuale sulle superfici reali, sfruttando la tecnologia di scansione 3D del Quest. Un&apos;altra possibilità è l&apos;implementazione di funzioni simili all&apos;Ambilight, dove luci colorate si adattano ai contenuti dello schermo per creare un&apos;atmosfera più coinvolgente.</p><p>Per quanto riguarda l&apos;audio, Rabkin ha menzionato un "suono fantastico", che potrebbe includere tecnologie avanzate come il ray-tracing acustico. Questo sistema simula il comportamento del suono in un ambiente, creando riverberi e dinamiche audio realistiche per un&apos;esperienza sonora più immersiva.</p><p>Con queste novità, il Quest 3 potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui viviamo l&apos;home cinema in VR, avvicinandolo a un&apos;esperienza davvero cinematografica e coinvolgente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Kmn3S4KU5Xana5YktwwwFh" name="AVP VR announcements.png" alt="The Apple Vision Pro on a violet background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kmn3S4KU5Xana5YktwwwFh.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="i-contenuti-3d-dovrebbero-essere-pi-xf9-facili-da-trovare">I contenuti 3D dovrebbero essere più facili da trovare</h2><p>Rabkin ha invitato gli utenti a suggerire le funzionalità desiderate per il Quest, e una delle richieste più rilevanti, secondo me, riguarda un accesso più semplice ai contenuti 3D. Attualmente, questa non è una funzione vera e propria, ma un problema generale delle piattaforme XR non prodotte da Apple.</p><p>Oltre all&apos;accordo esclusivo tra Disney Plus e Apple Vision Pro per i contenuti 3D, non esiste un metodo chiaro e accessibile per acquistare o guardare film in 3D su visori VR o occhiali AR. Secondo molti utenti VR con cui ho parlato, e persino alcuni rappresentanti delle aziende XR (che preferisco non nominare), la soluzione più comune e coerente per ottenere film in 3D è la pirateria.</p><p>Sebbene non raccomandi personalmente questa strada, sia per motivi legali che etici, è incredibile che non ci sia un&apos;alternativa legale semplice e ben pubblicizzata per accedere ai contenuti in 3D. Il mercato sembra esserci: film di grande successo come Avatar o altri blockbuster 3D potrebbero attirare un ampio pubblico. Non si chiede un intero servizio di streaming, ma almeno un&apos;opzione per acquistare copie digitali di questi film sarebbe un grande passo avanti.</p><p>Dobbiamo attendere ulteriori sviluppi da Meta, ma non nutro grandi aspettative su una rapida soluzione al problema. Resta assurdo che, per la maggior parte degli utenti non dotati di un Vision Pro, l&apos;opzione più nota e praticabile per godere di film in 3D sembri essere quella di affidarsi a canali non ufficiali. È evidente che ci sia bisogno di un&apos;alternativa migliore e legale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/meta-aggiorna-lhome-theater-di-quest-3-ma-resta-il-problema-dei-film-in-3d</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un VP di Meta ha annunciato grandi miglioramenti per l'esperienza home cinema su Quest. ]]>
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                                                                        <pubDate>Wed, 22 Jan 2025 15:42:24 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Virtual Reality &amp; Augmented Reality]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Meta Quest 3 and controllers on their charging station which is itself on a wooden desk next to a lamp]]></media:title>
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                                <p>Uno degli usi più apprezzati del Meta Quest 3 negli ultimi mesi è stato trasformarlo in un enorme schermo virtuale per guardare Netflix o giocare su PS5 tramite una scheda di acquisizione Elgato 4K X. Tuttavia, l&apos;esperienza offerta, pur essendo interessante, risulta un po&apos; basilare e priva di coinvolgimento. Meta sembra intenzionata a cambiare questa situazione, annunciando miglioramenti per l&apos;esperienza home cinema del suo visore VR.</p><p>Attualmente, le opzioni del Quest 3 consentono di guardare contenuti in un ambiente virtuale (Meta Home) o reale (grazie alla modalità passthrough), con la possibilità di regolare luminosità, posizione e dimensioni dello schermo. Tuttavia, lo schermo rimane una finestra fluttuante, priva di elementi immersivi come la riflessione della luce sullo spazio circostante, che avviene invece con un vero televisore.</p><p>Questi aspetti potrebbero evolversi presto. Il vicepresidente di Meta, Mark Rabkin, ha dichiarato che il team sta sperimentando miglioramenti per rendere l&apos;esperienza più realistica, concentrandosi su illuminazione e suono. Per l&apos;illuminazione, Meta potrebbe introdurre effetti che riflettono la luce dello schermo virtuale sulle superfici reali, sfruttando la tecnologia di scansione 3D del Quest. Un&apos;altra possibilità è l&apos;implementazione di funzioni simili all&apos;Ambilight, dove luci colorate si adattano ai contenuti dello schermo per creare un&apos;atmosfera più coinvolgente.</p><p>Per quanto riguarda l&apos;audio, Rabkin ha menzionato un "suono fantastico", che potrebbe includere tecnologie avanzate come il ray-tracing acustico. Questo sistema simula il comportamento del suono in un ambiente, creando riverberi e dinamiche audio realistiche per un&apos;esperienza sonora più immersiva.</p><p>Con queste novità, il Quest 3 potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui viviamo l&apos;home cinema in VR, avvicinandolo a un&apos;esperienza davvero cinematografica e coinvolgente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Kmn3S4KU5Xana5YktwwwFh" name="AVP VR announcements.png" alt="The Apple Vision Pro on a violet background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kmn3S4KU5Xana5YktwwwFh.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="i-contenuti-3d-dovrebbero-essere-pi-xf9-facili-da-trovare">I contenuti 3D dovrebbero essere più facili da trovare</h2><p>Rabkin ha invitato gli utenti a suggerire le funzionalità desiderate per il Quest, e una delle richieste più rilevanti, secondo me, riguarda un accesso più semplice ai contenuti 3D. Attualmente, questa non è una funzione vera e propria, ma un problema generale delle piattaforme XR non prodotte da Apple.</p><p>Oltre all&apos;accordo esclusivo tra Disney Plus e Apple Vision Pro per i contenuti 3D, non esiste un metodo chiaro e accessibile per acquistare o guardare film in 3D su visori VR o occhiali AR. Secondo molti utenti VR con cui ho parlato, e persino alcuni rappresentanti delle aziende XR (che preferisco non nominare), la soluzione più comune e coerente per ottenere film in 3D è la pirateria.</p><p>Sebbene non raccomandi personalmente questa strada, sia per motivi legali che etici, è incredibile che non ci sia un&apos;alternativa legale semplice e ben pubblicizzata per accedere ai contenuti in 3D. Il mercato sembra esserci: film di grande successo come Avatar o altri blockbuster 3D potrebbero attirare un ampio pubblico. Non si chiede un intero servizio di streaming, ma almeno un&apos;opzione per acquistare copie digitali di questi film sarebbe un grande passo avanti.</p><p>Dobbiamo attendere ulteriori sviluppi da Meta, ma non nutro grandi aspettative su una rapida soluzione al problema. Resta assurdo che, per la maggior parte degli utenti non dotati di un Vision Pro, l&apos;opzione più nota e praticabile per godere di film in 3D sembri essere quella di affidarsi a canali non ufficiali. È evidente che ci sia bisogno di un&apos;alternativa migliore e legale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Prezzi ridotti per i PC Copilot+ di Microsoft, ma le vendite restano deboli: cosa riserva il futuro? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo le recenti analisi riportate da Microsoft e dai suoi partner di produzione, il calo dei prezzi dei PC Copilot+ avvenuto nel quarto trimestre del 2024 non ha prodotto l&apos;aumento di vendite sperato. Questi dispositivi, dotati di funzionalità AI avanzate, hanno subito una riduzione di prezzo del 10% rispetto al valore medio di vendita dei distributori in Europa, ma il risultato non ha raggiunto le aspettative.</p><p>Marie-Christine Pygott, analista senior di Context, ha spiegato che, sebbene i tagli abbiano generato un moderato interesse, la proposta di valore di questi laptop non è ancora chiara agli utenti. Tuttavia, Pygott si è mostrata ottimista sul futuro, prevedendo che nel 2025 l&apos;adozione di questi dispositivi potrebbe aumentare grazie alla crescente consapevolezza e a una più ampia offerta di modelli in diverse fasce di prezzo.</p><p>In generale, il mercato europeo dei PC ha registrato un miglioramento nel quarto trimestre del 2024, con un aumento delle vendite del 7% nel mese di dicembre rispetto all&apos;anno precedente. Anche i laptop dotati di capacità AI hanno visto una crescita nella loro adozione, passando dal 22% al 32% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, i PC Copilot+, che appartengono a una categoria più avanzata (dotati di NPU da almeno 40 TOPS), hanno visto solo un modesto incremento dal 3% al 5%.</p><p>I dispositivi Surface di Microsoft dominano questa sottocategoria, grazie alla qualità e alle prestazioni offerte, con l&apos;ultimo Surface Laptop che rappresenta un&apos;eccellenza sia come PC Copilot+ che come laptop complessivo. Nel frattempo, Apple continua a essere leader nel segmento generale dei laptop con intelligenza artificiale, mentre Lenovo e HP stanno guadagnando terreno nella quota di mercato europea.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JyP6NdTnca5TRx4hWBNDKo" name="microsoft surface 11 pro.jpg" alt="Microsoft Surface Pro 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JyP6NdTnca5TRx4hWBNDKo.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-prezzi-e-percezione">Analisi: Prezzi e percezione</h2><p>La situazione dei PC Copilot+ di Microsoft evidenzia una problematica significativa: nonostante l&apos;impegno per migliorare la proposta e abbassare i costi, il mercato sembra non rispondere con l&apos;entusiasmo atteso. La sfida non è solo di natura economica, ma anche concettuale. Gli utenti devono ancora comprendere il reale valore aggiunto dell&apos;intelligenza artificiale integrata in questi dispositivi, un aspetto che richiede attenzione immediata.</p><p>Secondo l&apos;analista Pygott, il primo problema è il posizionamento premium di questi dispositivi, combinato con una comunicazione poco chiara del loro valore. Sebbene siano stati introdotti processori Snapdragon X più economici, che hanno permesso di abbassare i prezzi a partire da 800 euro (con il recente Snapdragon X "vanilla" che punta a dispositivi intorno ai 600 euro), resta il dubbio se questa strategia sarà sufficiente per conquistare una base di utenti più ampia. La sfida non è solo rendere questi laptop accessibili, ma anche convincere il pubblico che le funzionalità AI siano realmente utili nella vita quotidiana.</p><p>Un secondo ostacolo è rappresentato dalla percezione degli utenti. Funzionalità come Recall, che dovrebbe essere il fiore all&apos;occhiello dei PC Copilot+, sono ancora in fase di test e hanno accumulato una reputazione controversa. Per Microsoft, la priorità è trasformare queste caratteristiche da semplici curiosità tecnologiche a strumenti indispensabili, capaci di migliorare realmente il modo in cui gli utenti utilizzano i loro PC.</p><p>Sul fronte positivo, non mancano dispositivi promettenti. Gli ultimi Surface di Microsoft hanno ricevuto ottime recensioni, e al CES 2025 un PC Copilot+ di Asus si è distinto come uno dei prodotti più interessanti. Tuttavia, la questione cruciale rimane: l’intelligenza artificiale integrata deve ancora dimostrare di essere un elemento essenziale, piuttosto che una funzione marginale.</p><p>Se Microsoft non riesce a risolvere rapidamente queste criticità, il rischio è che l&apos;intero progetto Copilot+ venga percepito come confuso o poco utile. Questo danneggerebbe non solo le vendite immediate, ma anche la percezione del brand sul lungo termine. Una comunicazione più incisiva, insieme al miglioramento delle funzionalità AI, sarà fondamentale per il successo di questi dispositivi.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ La società di analisi dipinge un quadro desolante della fine dello scorso anno, ma ci sono previsioni più ottimistiche per il 2025 ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A Microsoft Surface Laptop being shown at Microsoft&#039;s Copilot Plus PC Showcase ]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                                <p>Secondo le recenti analisi riportate da Microsoft e dai suoi partner di produzione, il calo dei prezzi dei PC Copilot+ avvenuto nel quarto trimestre del 2024 non ha prodotto l&apos;aumento di vendite sperato. Questi dispositivi, dotati di funzionalità AI avanzate, hanno subito una riduzione di prezzo del 10% rispetto al valore medio di vendita dei distributori in Europa, ma il risultato non ha raggiunto le aspettative.</p><p>Marie-Christine Pygott, analista senior di Context, ha spiegato che, sebbene i tagli abbiano generato un moderato interesse, la proposta di valore di questi laptop non è ancora chiara agli utenti. Tuttavia, Pygott si è mostrata ottimista sul futuro, prevedendo che nel 2025 l&apos;adozione di questi dispositivi potrebbe aumentare grazie alla crescente consapevolezza e a una più ampia offerta di modelli in diverse fasce di prezzo.</p><p>In generale, il mercato europeo dei PC ha registrato un miglioramento nel quarto trimestre del 2024, con un aumento delle vendite del 7% nel mese di dicembre rispetto all&apos;anno precedente. Anche i laptop dotati di capacità AI hanno visto una crescita nella loro adozione, passando dal 22% al 32% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, i PC Copilot+, che appartengono a una categoria più avanzata (dotati di NPU da almeno 40 TOPS), hanno visto solo un modesto incremento dal 3% al 5%.</p><p>I dispositivi Surface di Microsoft dominano questa sottocategoria, grazie alla qualità e alle prestazioni offerte, con l&apos;ultimo Surface Laptop che rappresenta un&apos;eccellenza sia come PC Copilot+ che come laptop complessivo. Nel frattempo, Apple continua a essere leader nel segmento generale dei laptop con intelligenza artificiale, mentre Lenovo e HP stanno guadagnando terreno nella quota di mercato europea.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JyP6NdTnca5TRx4hWBNDKo" name="microsoft surface 11 pro.jpg" alt="Microsoft Surface Pro 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JyP6NdTnca5TRx4hWBNDKo.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-prezzi-e-percezione">Analisi: Prezzi e percezione</h2><p>La situazione dei PC Copilot+ di Microsoft evidenzia una problematica significativa: nonostante l&apos;impegno per migliorare la proposta e abbassare i costi, il mercato sembra non rispondere con l&apos;entusiasmo atteso. La sfida non è solo di natura economica, ma anche concettuale. Gli utenti devono ancora comprendere il reale valore aggiunto dell&apos;intelligenza artificiale integrata in questi dispositivi, un aspetto che richiede attenzione immediata.</p><p>Secondo l&apos;analista Pygott, il primo problema è il posizionamento premium di questi dispositivi, combinato con una comunicazione poco chiara del loro valore. Sebbene siano stati introdotti processori Snapdragon X più economici, che hanno permesso di abbassare i prezzi a partire da 800 euro (con il recente Snapdragon X "vanilla" che punta a dispositivi intorno ai 600 euro), resta il dubbio se questa strategia sarà sufficiente per conquistare una base di utenti più ampia. La sfida non è solo rendere questi laptop accessibili, ma anche convincere il pubblico che le funzionalità AI siano realmente utili nella vita quotidiana.</p><p>Un secondo ostacolo è rappresentato dalla percezione degli utenti. Funzionalità come Recall, che dovrebbe essere il fiore all&apos;occhiello dei PC Copilot+, sono ancora in fase di test e hanno accumulato una reputazione controversa. Per Microsoft, la priorità è trasformare queste caratteristiche da semplici curiosità tecnologiche a strumenti indispensabili, capaci di migliorare realmente il modo in cui gli utenti utilizzano i loro PC.</p><p>Sul fronte positivo, non mancano dispositivi promettenti. Gli ultimi Surface di Microsoft hanno ricevuto ottime recensioni, e al CES 2025 un PC Copilot+ di Asus si è distinto come uno dei prodotti più interessanti. Tuttavia, la questione cruciale rimane: l’intelligenza artificiale integrata deve ancora dimostrare di essere un elemento essenziale, piuttosto che una funzione marginale.</p><p>Se Microsoft non riesce a risolvere rapidamente queste criticità, il rischio è che l&apos;intero progetto Copilot+ venga percepito come confuso o poco utile. Questo danneggerebbe non solo le vendite immediate, ma anche la percezione del brand sul lungo termine. Una comunicazione più incisiva, insieme al miglioramento delle funzionalità AI, sarà fondamentale per il successo di questi dispositivi.</p>
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